Sudamerica: verso la “Escuela de Verano” 2014

Si è tenuto dal 9 all’11 settembre scorso l’incontro preparatorio della seconda edizione della EdeV – Escuela de Verano, per l’America Latina, promossa dall’Istituto Universitario Sophia (IUS), che si svolgerà nel gennaio 2014 con il titolo “Fondamenti epistemologici per una cultura della fraternità”.

Il Seminario si è svolto a O’Higgins, presso la Mariapolis Lia, centro del Movimento dei Focolari nella provincia di Buenos Aires, dove, in una serie di lezioni e dialoghi, si è andato intessendo il contributo dei presenti, docenti universitari e giovani studiosi. Il preside di Sophia, Piero Coda, ha tracciato le linee metodologiche qualificanti l’Università che s’ispira al carisma dell’unità, chiamata anzitutto a favorire, attraverso la vita e l’episteme, quell’evento dell’incontro con Dio Trinità in Gesù, che permetta di illuminare le conseguenze culturali e sociali che traducono oggi la novità del Vangelo in una storia nuova di trasformazione.

Di particolare luce e speranza per la ricerca scientifica e la formazione universitaria in America Latina – continente giovane, esuberante, capace di lotta e di rischio, anche perché segnato da forti diseguaglianze – si è rivelato l’obiettivo di enucleare la finalità di ogni attività accademica: articolare sapienza e scienza nella logica di una formazione che abiliti i giovani a intraprendere percorsi di pensiero e di pratica sociale ispirati ai principi di fraternità, reciprocità, equità e sviluppo integrale.

Dopo la sessione del Seminario dedicata alla valutazione dei risultati della prima edizione della Escuela de Verano (dicembre 2012 – gennaio 2013), il gruppo di esperti ha definito i temi della seconda edizione, che vedrà la partecipazione di 80 studenti da tutta l’America Latina, 50 dei quali per la prima volta.

Certi che ogni cosa nuova, anche un “nuovo pensiero”, nasce dal dono di sé, i partecipanti – provenienti da Argentina, Bolivia, Colombia, Ecuador, Messico, Paraguay, Perù, Venezuela – si sono voluti impegnare in prima persona stilando e sottoscrivendo un patto: trapiantare le proprie radici culturali nello spazio di novità e comunione dischiuso in Gesù, per alimentare con la linfa dell’amore trinitario e mettere in comunicazione l’eredità preziosa di cui ciascuno è portatore.

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