Movimento dei Focolari

Parola di vita – Giugno 2017

Mag 29, 2017

Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi (Gv 20, 21).

Nei giorni successivi alla crocifissione di Gesù, i suoi discepoli si sono chiusi in casa, spaventati e disorientati. Essi lo avevano seguito sulle vie della Palestina, mentre annunciava a tutti che Dio è Padre ed ama teneramente ogni persona! Gesù era stato mandato dal Padre non solo per testimoniare con la vita questa grande novità, ma anche per aprire all’umanità la strada per incontrare Dio; un Dio che è Trinità, comunità d’amore in se stesso e vuole accogliere in questo abbraccio le sue creature. Durante la sua missione, tanti hanno visto, udito e sperimentato la bontà e gli effetti dei suoi gesti e delle sue parole di accoglienza, perdono, speranza … Poi, ecco la condanna e la crocifissione. E’ in questo contesto che il vangelo di Giovanni ci racconta come Gesù, risorto il terzo giorno, appare ai suoi e li invia a proseguire la sua missione: Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Come se dicesse loro: “Ricordate come ho condiviso con voi la mia vita? Come ho saziato la vostra fame e sete di giustizia e di pace? Come ho sanato i cuori e i corpi di tanti emarginati e scartati della società? Come ho difeso la dignità dei poveri, delle vedove, degli stranieri? Continuate ora voi: annunciate a tutti il Vangelo che avete ricevuto, annunciate che Dio desidera farsi incontrare da tutti e che voi siete tutti fratelli e sorelle”. Ogni persona, creata ad immagine di Dio Amore, ha già in cuore il desiderio dell’incontro; tutte le culture e tutte le società tendono a costruire relazioni di convivenza. Ma quanta fatica, quante contraddizioni, quante difficoltà per raggiungere questa meta! Questa profonda aspirazione si scontra ogni giorno con le nostre fragilità, le nostre chiusure e paure, le diffidenze e i giudizi reciproci. Eppure il Signore, con fiducia, continua oggi a rivolgere lo stesso invito: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Come vivere questo mese un invito così audace? La missione di suscitare la fraternità in una umanità spesso lacerata non è una battaglia persa prima ancora di cominciare? Da soli non potremmo mai farcela ed è per questo che Gesù ci ha dato un dono specialissimo, lo Spirito Santo, che ci sostiene nell’impegno ad amare ogni persona, fosse anche un nemico. “Lo Spirito Santo, che viene donato nel Battesimo […], essendo spirito di amore e di unità, faceva di tutti i credenti una cosa sola con il Risorto e tra di loro superando tutte le differenze di razza, di cultura e di classe sociale […]. E’ con il nostro egoismo che si costruiscono le barriere con cui ci isoliamo ed escludiamo chi è diverso da noi. […] Cercheremo dunque, ascoltando la voce dello Spirito Santo, di crescere in questa comunione […] superando i germi di divisione che portiamo dentro di noi.” (Chiara Lubich, Parola di vita/gennaio 1994 – Un cuor solo e un’anima sola, in Citta Nuova, XXXVII, [1993/24], pg. 34) Con l’aiuto dello Spirito Santo, ricordiamo e viviamo anche noi, questo mese, le parole dell’amore in ogni piccola o grande occasione di rapporto con gli altri: accogliere, ascoltare, compatire, dialogare, incoraggiare, includere, prendersi cura, perdonare, valorizzare…: vivremo così l’invito di Gesù a continuare la sua missione e saremo canali di quella vita che Lui ci ha donato. E’ quanto ha sperimentato un gruppo di monaci buddisti, durante un soggiorno nella cittadella internazionale di Loppiano, in Italia, dove i suoi 800 abitanti cercano di vivere con fedeltà il Vangelo. Essi sono stati profondamente toccati dall’amore evangelico, che non conoscevano. Uno di loro racconta: “Mettevo le mie scarpe sporche fuori della porta: al mattino le trovavo pulite. Mettevo il mio vestito sporco fuori della porta: al mattino lo trovavo pulito e stirato. Sapevano che avevo freddo, perché sono del Sud-Est asiatico: alzavano il riscaldamento e mi davano coperte… Un giorno ho chiesto: ‘Perché fate questo?’ ‘Perché ti amiamo, perché ti vogliamo bene’ è stata la risposta”1 Questa esperienza ha aperto la strada per un vero dialogo fra buddisti e cristiani. Letizia Magri __________________ 1 Cf. C. Lubich, La mia esperienza nel campo interreligioso: punti della spiritualità aperti alle religioni, Aachen(Germania), 13 novembre 1998, pg. 3.

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