Movimento dei Focolari

Settimana Laudato si’ per i 5 anni dell’enciclica del Papa

Mag 24, 2020

Una campagna globale che ha coinvolto migliaia di fedeli attraverso seminari interattivi e formativi sulla cura della casa comune. Indetta dal Papa è stata organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con il sostegno di un gruppo di partner cattolici.

Una campagna globale che ha coinvolto migliaia di fedeli attraverso seminari interattivi e formativi sulla cura della casa comune. Indetta dal Papa è stata organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con il sostegno di un gruppo di partner cattolici. Dal 16 al 24 maggio si è svolta la Settimana Laudato Si’ dal titolo “Tutto è connesso”, una campagna globale in occasione del 5° anniversario dell’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. L’evento ha coinvolto comunità cattoliche di tutto il mondo coinvolgendo diocesi, parrocchie, movimenti e associazioni, scuole e istituzioni per approfondire il proprio impegno per la salvaguardia del Creato e la promozione di un’ecologia integrale. Fortemente voluto dal Papa è stata organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con il sostegno di vari partner cattolici fra cui il Global Catholic Climate Movement (Movimento Cattolico Globale per il Clima) che ingloba più di 900 organizzazioni cattoliche mondiali fra cui il Movimento dei Focolari. Nel corso della Settimana varie sono state le iniziative on line seguendo le linee indicate dalla Laudato sì. A causa dell’emergenza Coronavirus infatti l’evento si è svolto totalmente online attraverso seminari interattivi e formativi. Nella giornata di domenica 24 maggio si conclude l’evento con una giornata mondiale di preghiera: alle ore 12 (ora locale di ogni fuso orario), ognuno potrà pregare per la Terra con questa preghiera. Il Papa nel mese di marzo ha inviato un videomessaggio dove incoraggiava i fedeli a partecipare per proteggere la nostra casa comune. Insieme, attraverso l’azione e la fede, possiamo risolvere la crisi ecologica. “Che tipo di mondo vogliamo lasciare a quelli che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo? – afferma il Papa – Rinnovo il mio appello urgente a rispondere alla crisi ecologica. Il grido della terra e il grido dei poveri non possono più aspettare. Prendiamoci cura del creato, dono del nostro buon Dio Creatore”. In questi 5 anni, l’enciclica del Papa ha smosso le coscienze di tanti cittadini. Sono sorte molte comunità di persone con l’obiettivo di fare qualcosa per l’ambiente, spinti dalle parole del Papa su una visione ecologica più attenta alla Casa Comune. Eppure dopo cinque anni queste parole risuonano molto attuali in questo mondo dilaniato dalla pandemia del Covid-19. Anche il Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sottolinea come gli insegnamenti dell’Enciclica sono particolarmente rilevanti nel contesto attuale del coronavirus che ha fermato molte parti del mondo. “La pandemia ha colpito dovunque e ci insegna come soltanto con l’impegno di tutti possiamo rialzarci e sconfiggere anche il virus dell’egoismo sociale con gli anticorpi di giustizia, carità e solidarietà. – sottolinea don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – Per essere costruttori di un mondo più giusto e sostenibile, di uno sviluppo umano integrale che non lasci indietro nessuno”. In questa settimana non si è parlato solo di ecologia. Gli organizzatori si sono chiesti: ma quanto pesa l’economia in tema di salvaguardia del Creato? Giovedì 21 maggio infatti si è tenuto un appuntamento online con l’economista inglese Kate Raworth, dell’Università di Oxford e Università di Cambridge, uno degli economisti più influenti a livello internazionale. Questo incontro rientra anche nel percorso di preparazione e formazione a “The Economy of Francesco”, l’evento voluto dal Papa che si terrà a novembre ad Assisi dove si sono già iscritti 3000 giovani imprenditori da tutto il mondo. In tema di salvaguardia del Creato, “l’economia pesa almeno il 50% se consideriamo l’economia individuale, l’economia delle imprese e l’economia degli Stati e gli effetti che tutto ciò produce sull’inquinamento del Pianeta – sostiene l’economista Luigino Bruni -. Poi c’è la politica, i nostri stili di vita, ecc…  (…) Se guardiamo anche da cosa dipendono i fallimenti di questi decenni, il riscaldamento globale, ad esempio, ci accorgiamo che insomma l’economia capitalistica ha davvero un grosso peso. Quindi se vogliamo cambiare dobbiamo cambiare l’economia”. Vivere la Laudato Sì quindi vuol dire testimoniare la nostra sensibilità per il tema della salvaguardia del Creato ma anche in ambito economico con le nostre scelte di vita. Possiamo contribuire a realizzare una profonda conversione economica ed ecologica attraverso esperienze concrete. Inoltre dobbiamo capire quale cambiamento politico promuovere per ascoltare veramente il grido della terra e dei poveri.

Lorenzo Russo

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Bolivia: incontro e amicizia senza confini

Bolivia: incontro e amicizia senza confini

Due famiglie di Vicenza (Italia) hanno vissuto in Bolivia un’esperienza intensa e profondamente significativa, entrando in contatto diretto con i progetti di sostegno a distanza promossi da Azione Famiglie Nuove (AFN). Non una semplice visita, ma un’immersione nella quotidianità di chi, ogni giorno, trasforma la solidarietà in opportunità di riscatto.

Vangelo Vissuto: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi” (Gv 20,21)

Vangelo Vissuto: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi” (Gv 20,21)

Gesù risorto dona ai discepoli pace e gioia e affida loro la sua stessa missione. Lo Spirito Santo li “ricrea” come umanità nuova e questa vocazione, oggi, riguarda non solo ciascuno di noi, ma si realizza pienamente quando siamo “comunità” e sostegno per l’altro. È così che il Vangelo si fa vita e la missione una nuova Pentecoste.

Libano: essere scintille di vita

Libano: essere scintille di vita

A seguito di una donazione di 300 euro, raccolta da alcuni bambini di Roma per l’Istituto di riabilitazione audio fonetico (IRAP) situato ad Aïn, alla periferia di Biakout, a nord di Beirut, questi hanno ricevuto una lettera di ringraziamento davvero toccante, che ci ricorda il vero valore della solidarietà e la responsabilità a cui ciascuno di noi è chiamato: essere semi di speranza e pace anche nel buio.