Movimento dei Focolari

Sorprendenti consonanze tra la Swadhyaya Family, indù, e il Movimento dei Focolari

Gen 15, 2003

Incontro iniziato in occasione della Giornata delle religioni per la pace di Assisi 2002

Il primo contatto tra la Swadhyaya Family e il Movimento dei Focolari era avvenuto proprio ad Assisi, alla giornata interreligiosa per la pace del 24 gennaio dello scorso anno.

Ed ora Bombay segna una nuova tappa. Il 16 gennaio, Didi Talvalkar, figlia ed erede spirituale del fondatore, davanti a 50.000 giovani radunati nello stadio di Thane, al nord di Mumbai, per la festa dello sport, ha così presentato la figura di Chiara Lubich: “L’ho incontrata al grande incontro interreligioso per la pace ad Assisi, nel gennaio 2002. Eravamo le uniche donne a parlare nel corso di quell’avvenimento. La considero come una madre e volevo che parlasse a voi tutti. Dobbiamo essere una sola famiglia umana: è questo il loro ideale e anche il nostro”.

Anche nel discorso di Chiara c’era il richiamo ad Assisi e all’attuale urgenza di suscitare ovunque “brani di fraternità”. Ha quindi incoraggiato a diffondere l’amore, quell’amore reciproco che genera la fratellanza, che unico è capace di “muovere anche i beni”, e contribuire a sanare “lo squilibrio tra ricchi e poveri”, “uno dei fattori, forse il più determinante, che genera vendetta, terrorismo”, e a far risplendere “l’arcobaleno della pace”. Questa fratellanza tra indù e cristiani già era una realtà, sperimentata proprio per le molte somiglianze tra i due movimenti.

In un successivo colloquio, Didi Talwakar e Chiara Lubich decidono di approfondire i rapporti tra i due rispettivi movimenti. “Ci sono troppe cose in comune tra di noi – ha detto la signora Didi – perché non ci rendiamo conto che Dio ha un progetto”. E Chiara Lubich, si diceva certa che qui ha agito lo Spirito Santo. Davvero – come scrive il Papa nella Novo Millennio Ineunte “lo Spirito di Dio, ‘che soffia dove vuole’ suscita nell’esperienza umana universale, nonostante le sue molteplici contraddizioni, segni della sua presenza”.

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