Movimento dei Focolari
Terremoto e neve in centro Italia

Terremoto e neve in centro Italia

133415-md«Sembra di essere in guerra: ci sono VVFF, Carabinieri, GGFF, Carabinieri, Croce Rossa, protezione civile etc. Ieri sera a cena abbiamo avuto una famiglia di 6 persone i cui figli sono scout con il nostro. Hanno la casa lesionata e dormono nella tensostruttura. La nostra famiglia si è allargata ed il nostro cuore anche… Tra una tanica di benzina donata a chi era a corto col gruppo elettrogeno ed una spalata di neve in aiuto ai vicini di casa si sperimenta la fratellanza. Fino a ieri sera eravamo tra quelli che stavano per chiedere aiuto. Poi è tornata la luce ed abbiamo cominciato a pensare a chi era nel bisogno. Alla fine della nostra vita non ci sarà chiesto se saremo stati credenti, ma credibili!». Sono notizie che ci arrivano da amici dei paesi colpiti dalle ultime scosse del terremoto che, a cominciare dallo scorso 24 agosto, per poi proseguire il 26 e 30 ottobre e, da ultimo, il 18 gennaio, sta scuotendo il centro Italia, ora coperto da una fitta coltre di neve. Scosse che si susseguono ad altre scosse, e poi valanghe, slavine, perdite di vite umane… E, insieme, storie di eroismo, di altruismo spinto fino al rischio della propria vita, come nel caso dei vigili del fuoco accorsi all’albergo seppellito dalla neve, o dei volontari della protezione civile, giunti da ogni parte d’Italia. Sempre su questo versante, una delle tante facce di un’emergenza che sembra senza fine, si concentra il progetto RImPRESA. Lungo l’antica via Salaria, si spera presto di nuovo praticabile, da alcuni mesi corre un filo che lega in una rete di supporto relazionale e logistico tanti piccoli centri rurali con un’economia basata soprattutto sull’agricoltura e sull’allevamento. RimpresaIl progetto RImPRESA, promosso da AMU (Azione per un Mondo Unito Onlus, soggetto capofila), AIPEC (Associazione Imprenditori per una Economia di Comunione), AFN Onlus (Azione per Famiglie Nuove), Abbraccio Planetario aps, B&F Foundation aps e Movimento dei Focolari, dopo una prima fase, sta entrando ora nel pieno dell’operatività. Della fornitura, cioè, alle aziende di materie prime, macchinari o piccole infrastrutture provvisorie, favorendo il gemellaggio tra imprese similari; e la costituzione di (finora) 4 gruppi di acquisto solidale (GAS) in altrettante città italiane, allo scopo di creare un bacino di utenza e di consumo al di fuori dalle aree colpite dal terremoto. L’ottantina di famiglie finora coinvolte, a breve potranno scegliere e acquistare i prodotti delle aziende selezionate attraverso una piattaforma informatica, che invierà un ordine complessivo. Una volta la settimana, i prodotti verranno recapitati direttamente presso la sede di riferimento del proprio gruppo di acquisto. L’obiettivo dei GAS, lontano da qualsiasi forma di assistenzialismo, è quello di favorire un approccio di reciprocità e protagonismo tra tutti i partecipanti. A questo scopo, il progetto prevede la creazione di un “Fondo di reciprocità” dal quale le famiglie selezionate riceveranno un contributo per il riavvio delle rispettive attività produttive, e al quale esse stesse si impegnano a concorrere, una volta che le condizioni dell’azienda lo consentiranno, per sostenere la ripresa di altre attività in condizioni di difficoltà. Passerà anche di qui la “ripresa di tante imprese” messe così a dura prova.   Per maggiori informazioni: www.amu-it.eu Vedi anche: Terremoto Italia: tre ore sotto le macerie Concerto “Toulouse for Italy” Natale tra i terremotati del Centro Italia (altro…)

Natale tra i terremotati del Centro Italia

Natale tra i terremotati del Centro Italia

85cac0a0-2bcc-4b4a-8309-e4f1885ccc58Si avvicina il Natale anche per gli sfollati del sisma avvenuto nel Centro Italia. Sappiamo che vi state mobilizzando in questa fase post terremoto. In che modo? «AMU e AFN spiega Francesco Tortorella –, si sono coordinate con il Movimento dei Focolari in Italia, con cui si sta portando avanti la linea di azione post terremoto. Da agosto sono stati fatti 3 sopralluoghi nelle aree colpite per studiare le possibilità di intervento. Il primo intervento che abbiamo individuato è quello di supportare le famiglie che gestiscono piccole attività agricole e di allevamento colpite dal terremoto». Dopo aver fatto uno studio di fattibilità, avete elaborato un progetto globale: di che cosa si tratta? «L’abbiamo denominato RImPRESA e si compone di due attività – spiega Paola Iacovone –. La prima attività, che verrà realizzata dalle Associazioni Abbraccio Planetario (Castelli Romani) e Bread and Fish Foundation (Ascoli Piceno), prevede la costituzione di 4 GAS (Gruppi di acquisto solidale) che, attraverso un portale informatico, acquisteranno prodotti dalle piccole aziende colpite dal terremoto, garantendo così un sostegno alle famiglie sul lungo termine». Ci sono state anche tante imprese agricole colpite dal sisma che stentano a ripartire. Anche su questo fronte vi siete impegnati? «Sì. L’Associazione italiana Imprenditori per un’Economia di Comunione (AIPEC) con la quale collaboriamo, promuove la seconda attività del progetto RImPRESA – aggiunge Tortorella –, che riguarda sempre il sostegno alle famiglie che hanno imprese agricole e di allevamento, attraverso la fornitura di materie prime, macchinari o piccole infrastrutture. Il tutto si realizza in coordinamento con la Protezione Civile italiana che ha il quadro completo delle aziende colpite e degli aiuti che vengono distribuiti». «La nostra – conclude Paola – è una goccia accanto a tante altre. Abbiamo ricevuto finora tanti contributi, una parte dei quali è stata destinata a finanziare il progetto RImPRESA. Rimane ancora una disponibilità per lanciare altre azioni che stiamo studiando e che potremo realizzare nei prossimi mesi. I contributi stanno continuando ad arrivare, per cui questa somma probabilmente aumenterà nelle prossime settimane». Un buon auspicio per un buon Natale! Gustavo Clariá   Invito presentazione del progetto RImPRESA volantino                                 Per chi vuole collaborare: Azione-TerremotatiItalia   (altro…)

Africa: progetto “Tutti a scuola!”

Africa: progetto “Tutti a scuola!”

Lake KivuRagazzi che studiano seduti su tronchi d’albero, usando come banco le proprie ginocchia. Succede nell’isola di Idjwi, al centro del lago Kivu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Per la sua posizione è stata usata come piattaforma per i movimenti segreti di diverse truppe militari, nei recenti conflitti che hanno riguardato il Paese. Sull’isola mancano molti servizi tra cui la fornitura di corrente elettrica e i trasporti. Gli spostamenti della popolazione tra l’isola e la terra ferma avvengono principalmente con piroghe che, per la loro instabilità, sono causa di numerosi incidenti e decessi per naufragi e annegamenti. Ciò determina un alto tasso di mortalità: dai dati risulta che in una famiglia su 5 vi è la presenza di una vedova o di un orfano. L’economia dell’isola si basa sull’agricoltura e la pesca. In particolare si coltivano fagioli, manioca, arachidi, soia e caffè. È diffuso l’allevamento di polli, capre, tacchini e maiali. Negli ultimi anni, tuttavia, la produzione agricola è diminuita per diversi motivi fra cui il degrado della qualità del suolo, la scarsa formazione dei contadini, l’assenza di semi e varietà più resistenti alle malattie. Data la situazione economica, molti giovani sull’isola non hanno un lavoro e prospettive professionali. Le quattro parrocchie presenti cercano di rispondere a questo bisogno della popolazione locale. In particolare in quella di Bumpeta, nella parte settentrionale dell’isola, che conta circa 76.000 abitanti. Molto attiva nella gestione di scuole primarie e secondarie, ha ricevuto per questo un riconoscimento dallo Stato congolese. 20161026-01Vista la partecipazione attiva della popolazione per promuovere l’istruzione dei bambini e dei giovani dell’isola, l’AMU ha avviato un progetto che punta con convinzione al futuro del Paese e che si propone di sostenere la parrocchia di Bumpeta nell’equipaggiamento dell’Istituto Cikoma. Si tratta di una scuola superiore ad indirizzo pedagogico e sociale che forma i futuri insegnanti dell’isola. Una scuola dunque che punta al futuro ma che ha a che fare con un presente segnato dall’arretratezza, con una popolazione che stenta ad uscire dalla povertà. La scuola è frequentata da circa 900 ragazzi e ragazze suddivisi in 14 classi. In alcune ci sono banchi fatiscenti, in altre mancano del tutto. In particolare il progetto prevede di dotare la scuola di 308 banchi di cui è sprovvista. Al momento molti studenti usano ancora come sedie dei tronchi d’albero e come tavolo le ginocchia, con la conseguenza di seri disturbi posturali alla schiena e al collo. I banchi saranno costruiti da una fabbrica congolese e in questo modo il progetto contribuirà anche a sostenere le attività produttive locali. La popolazione di Bumpeta partecipa attivamente alla realizzazione del progetto e si farà carico in particolare del trasporto dei banchi sull’isola. Fonte: AMU online (altro…)

Attivata emergenza umanitaria per Haiti

Attivata emergenza umanitaria per Haiti

Haiti La tempesta più violenta degli ultimi anni che ha investito l’Isola, già così provata, ha causato almeno 900 vittime. Ora incombe un pericolo ancora più grave e cioè le epidemie, e il colera in particolare. Wilfrid Joachim Joseph, referente SAD ad Haiti – sostegno a distanza, portato avanti dalle Famiglie Nuove –  ci fa sapere che nei dintorni di Mont-organisé, zona rurale nel distretto di Ouanaminthe, a Nord-Est di Haiti, «Il ciclone Matthew, dove AFN (Azione Famiglie Nuove) sostiene a distanza tanti bambini, non ha fatto vittime, ma molti danni alle costruzioni. In particolare alle fattorie e alle stalle, con gravi conseguenze dovute alle poche fonti di sostentamento della popolazione che, proprio perché rurale, vive di agricoltura e allevamento”.   Immediatamente il Movimento dei Focolari si è attivato per sostenere con aiuti di ogni genere le vittime di questa grave calamità naturale.  Il “Coordinamento aiuti per le emergenze umanitarie”, segnala i seguenti conti correnti per chi vuole dare il proprio contributo per Haiti, specialmente per le comunità dei Focolari: Azione Haiti (altro…)