Movimento dei Focolari

Scuole di formazione all’Edc

Prima scuola sociale dell’economia di comunione

Cosa significa operare per un’ economia che dia spazio al principio di reciprocità, alle virtù civili, alla comunione?Può un’impresa al tempo stesso essere solidale ed efficiente? A queste ed altre domande cerca di rispondere la prima scuola sociale dell’economia di comunione, attraverso un ciclo di lezioni a Villapiana Lido (Cosenza). Il 21 gennaio c’è stata l’inaugurazione della scuola con il primo modulo di lezioni tenute dal prof. Luigino Bruni, con circa un centinaio di persone provenienti da tutta la Calabria e dalla Sicilia. Le altre lezioni si svolgeranno, con scadenza mensile, fino al maggio 2005. Nata in collaborazione con la Diocesi di Cassano all’Ionio, la scuola di formazione sociale si rivolge ad operatori economici, imprenditori, studenti e quanti sono interessati ad una visione di economia incentrata sul principio di reciprocità.

Calendario dei lavori 2005

21 gennaio: Inaugurazione 22 gennaio: Alcuni concetti fondamentali di una economia civile e di comunione – prof. Luigino Bruni 25/26 febbraio: Fiducia e incentivi nelle organizzazioni – prof. Vittorio Pelligra 18/19 marzo: Fiducia e incentivi nelle organizzazioni – dr. Giovanni Mazzanti e consulenti Gm&p consulting network 22/23 aprile: Bilancio sociale e bilancio a più dimensioni – dr.ssa Elisa Golin 20/21 maggio: Economia come impegno civile – prof. Stefano Zamagni

“Scuola Mediterranea dell’Economia di Comunione”

L’11 febbraio 2005, a Benevento (presso il Centro Mariapoli Faro) è stata inaugurata la Scuola Mediterranea dell’EdC, con partecipanti da Campania, Abruzzo, Puglia, Molise e Basilicata. Collegate in videoconferenza la Sicilia e la Sardegna, mentre la Calabria, e Malta erano collegate via audio. Approfondito il tema: “Dio amore e l’economia”, a cui sono seguite esperienze di imprese. Antonietta Giorleo e Luigino Bruni hanno svolto i temi di riflessione, mentre l’imprenditore pugliese Enzo Scarpa ha donato la sua esperienza di imprenditore EdC. E’ seguito un ricco e partecipato dialogo con i 250 presenti e con tutte le sedi collegate. I prossimi appuntamenti: 1 aprile e 3 giugno 2005.

Nuove scuole di formazione all’EdC

Croazia, Mariapoli Faro: il 29 e 30 Gennaio è stata inaugurata vicino Zagabria la Scuola di formazione all’EdC per il Sud-Est europeo. 140 i partecipanti, che, insieme ad Alberto Ferrucci e Luigino Bruni, hanno riflettuto sul significato dell’amore nella vita economica. Il 31 maggio l’EdC è stata presentata con due conferenze alla facoltà di Pedagogia e a quella di Economia nell’Università di Zagabria. Prima Scuola di Formazione per operatori nel Semiarido – Fortaleza, Brasile Nel luglio 2004 il Governo dello stato del Cearà aveva promosso un simposio con alcuni rappresentanti dell’EdC, per studiare insieme un progetto culturale nella zona del semiarido, dove vivono, in condizioni di disagio, oltre un milione di contadini. Da quel primo incontro è nata l’idea di una scuola di formazione, “Escola de economia humana do projeto sertão vivo”, che sarà inaugurato il prossimo 11 marzo a Fortaleza, con la presenza del Governatore dello Stato del Cearà, e del ministro dell’agricoltura.   (altro…)

I Poli imprenditoriali: laboratorio di una nuova economia

I Poli imprenditoriali: laboratorio di una nuova economia

“I Poli imprenditoriali dell’Economia di Comunione svolgono una funzione profetica, sono come il sale: possono dar sapore a questa economia che cerca il nuovo, ma non sa costruirlo”. Così il prof. Stefano Zamagni ordinario di Istituzioni di Economia all’Università di Bologna, nel suo intervento alla seconda giornata del Congresso sull’Economia di Comunione (EdC) a Castelgandolfo (Roma).

I Poli imprenditoriali di EdC Erano stati presentati in apertura della mattinata: sono nati o si stanno sviluppando in Italia, Brasile, Argentina, Portogallo, Francia, USA, Belgio. Ne sono state delineate le finalità: – dare visibilità concreta al progetto, radunando in un luogo più aziende in modo che si “veda” un modello economico concreto – fare da punto di riferimento per tutte le aziende di EdC di una nazione o regione in cui il Polo imprenditoriale è situato La vocazione principale dei Poli, quindi, è mostrare un’economia centrata sulla categoria della comunione, non solo nella cultura e nello stile di vita dei singoli attori (imprenditori, lavoratori), ma anche nelle dinamiche organizzative e di governance. Esperienze di economia civile che hanno radice in altre culture e religioni L’EdC si apre anche al dialogo con altre culture e così sul palco del convegno si parla ancora di consumo critico e responsabile: la dott.ssa A. Suriakanthi presenta l’esperienza della Gandhigram University dell’India, un modello di microcredito basato esclusivamente sui piccoli e piccolissimi risparmi accantonati dagli stessi indigenti e utilizzati per microfinanziamenti di attività. Ad oggi, dopo quasi tre anni di attività, sono 190 le famiglie che hanno ottenuto un prestito per le proprie microimprese. “Il successo – ha detto – non sta solo nel miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, senza l’intervento di istituzioni esterne, ma nello sviluppo integrale della persona, secondo l’ideale gandhiano di autosviluppo”. Nuovo umanesimo di comunione Il congresso si è concluso con l’ultimo panel: “Non solo economia: per un umanesimo di comunione”. L’EdC è stata presentata come parte di un progetto più ampio, interdisciplinare e interculturale, portato avanti dal Movimento dei Focolari.   (altro…)

Suscitare una corrente inversa al terrorismo, con un nuovo ordine economico

Suscitare una corrente inversa al terrorismo, con un nuovo ordine economico

Una povertà da sradicare e una povertà da scegliere C’è una “povertà subita” da sradicare. E’ la miseria ingiusta e disumana. Ma “c’è un’altra povertà, quella liberamente scelta che costituisce la precondizione per sconfiggere la miseria”. E’ questa la visione di povertà e ricchezza maturata dall’esperienza dell’Economia di comunione in atto da 13 anni nei 5 continenti, approfondita dal Prof. Luigino Bruni, docente di economia politica e tra i responsabili del Movimento per un’Economia di comunione. “Tutto ciò che sono ed ho mi è stato donato e quindi deve essere ridonato” – ha aggiunto il prof. Bruni. Di qui la scelta della condivisione: i “beni che diventano così ponti”.

L’EdC è un’esperienza di grande attualità Lo ha affermato Chiara Lubich, perché può “suscitare una corrente inversa al terrorismo”, contribuendo, “con le tante forze positive” a quella fraternità che rende possibile la comunione dei beni, la sconfitta delle disparità sociali. Infatti – ha proseguito – “una delle cause più profonde del terrorismo risiede nello spaventoso squilibrio tra Paesi ricchi e poveri.” che “genera ostilità, vendetta”. La prima idea dell’Economia di Comunione: sanare il contrasto tra ricchi e poveri Intervenendo al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, di fronte a oltre 700 economisti, ricercatori, imprenditori, lavoratori, studenti, azionisti da 30 Paesi, dall’India agli Stati Uniti, all’Europa dell’Est e Ovest, la fondatrice dei Focolari ha ricordato come la prima idea dell’Economia di comunione era nata nel 1991, in occasione di un suo viaggio in Brasile, proprio sorvolando san Paolo, “colpita dal contrasto tra la selva di grattacieli e la miseria delle favelas che la circonda”. Di qui la sfida lanciata alle imprese: produrre utili a beneficio dei più bisognosi. Destinarli in parte per la formazione di uomini nuovi, atti a questa nuova economia, e in parte per l’incremento della stessa azienda. Il bilancio di 13 anni dell’Edc Poco prima era stato presentato a più voci il bilancio di questi 13 anni: le aziende e attività di produzione gestite secondo questo progetto sono 800 in tutti i continenti. 470 in Europa, 270 nelle Americhe.  

Un Movimento economico Chiara Lubich ha incoraggiato lo sviluppo di un vero e proprio movimento economico che possa esprimersi anche in termini culturali e scientifici. In questi anni seminari accademici, pubblicazioni, tesi di laurea (166 nel mondo) “già ne sono – ha detto – un promettente inizio”.

Come ha sottolineato il prof. Bruni, “senza una cultura nuova non si fa una economia nuova”: “nell’EdC – ha detto – intravediamo la possibilità concreta di un nuovo umanesimo; vi scorgiamo la strada per un ordine economico più giusto e solidale”. Una nuova visione del lavoro In questa visione anche il lavoro assume un’altra dimensione. Specchiandosi nel Vangelo, Chiara Lubich ne ha delineato quasi un decalogo: “far di ogni ora un capolavoro di precisione, di armonia”. “Sfruttare i propri talenti e perfezionarsi”. Lavorare “non solo per il guadagno”, ma per “trasformare in amore ogni cosa che esce dalle nostre mani”: “i destinatari sono fratelli”. Gesù stesso ritiene fatto a sé ciò che facciamo a loro. “Pesantezza del lavoro, difficoltà di rapporto, contraddizioni sono la tipica penitenza che non può mancare al cristiano”. Al primo posto tra datore di lavoro, lavoratori “quell’amore reciproco che attira la presenza di Gesù nella collettività”, e diventa luce per “trovare insieme nuove forme di organizzazioni del lavoro, di partecipazione di gestione”. Le “aziende diverranno così dimore di Dio con gli uomini, vere anticamere del Paradiso”. Il prolungato applauso diceva l’adesione a questa altissima proposta. Le esperienze di aziende di vari Paesi, che sono seguite nel pomeriggio, hanno mostrato questo volto nuovo dell’impresa. (altro…)

Nuovi orizzonti dell’Economia di Comunione/2

10 SETTEMBRE

9.00 Saluto iniziale Gisella Calliari e Oreste Basso 9.15 Panel 1 “L’EdC oggi” Introducono e coordinano Lorna Gold e Luca Crivelli Interventi: – “Le Tesi di laurea” – Antonella Ferrucci – “Tredici anni di profitti condivisi” – Carla Bozzani – “Le scuole imprenditori” – Giovanni Mazzanti “Bilancio dell’Economia di Comunione dopo 13 anni” Luigino Bruni 11.00 “Nuovi orizzonti dell’EdC” Chiara Lubich 15.30 Panel 2 “Quale azienda sta nascendo dall’EdC”? – “Verso un’azienda di comunione” – Alberto Ferrucci – “Per una governance di comunione” – Leo Andringa – Esperienze di imprese 17.00 Forum paralleli sulla vita dell’impresa EdC (per aree linguistiche): – Spagnolo – Inglese – Francese – Portoghese – Tedesco – Italiano 11 SETTEMBRE 9.00 Video: Chiara Lubich al Polo Lionello Introduce Tommaso Sorgi 9.15 Panel 3 “I Poli” Introduce e coordina Filipe Coelho Interventi: – Polo Spartaco (San Paolo) – Polo Lionello (Firenze) – Polo Ginetta (Recife) – Polo Solidaridad (Buenos Aires) In dialogo: nascenti poli solidali ispirati all’EdC Conclude Prof. Stefano Zamagni 11.15 Panel 4 “Povertà e sviluppo” Introduce e coordina Cristina Calvo – EdC e indigenti – Quale consumo? (F.Tortorella) – Banko Kabajan (Manila) In dialogo: Gandhigram University (India) 15.30 Panel 5 “Nuovi orizzonti per la riflessione economica” Introduce e coordina Benedetto Gui Interventi di: – Prof.Micheal Noughton (USA) – Prof.Manuela Silva (Portogallo) – Prof.H.C. Parekh (India) – Prof. Bob Goudzwaard (Olanda) – Dr. Rogate Mshana (Ginevra) 17.15 Due Forum in parallelo Forum 2a: Imprese – Coordina Eva Gullo Forum 2b (in inglese): Cultura e teoria economica – coordina Vittorio Pelligra 12 SETTEMBRE 9.00 Video: C. Lubich:“Lancio dell’EdC: maggio 1991” Introduce Pino Quartana 9.30 Panel 6 Tavola Rotonda “Non solo economia: per un umanesimo di comunione” Introduce e coordina Luigino Bruni Interventi:“Per una cultura della comunione” – Giuseppe Zanghì – “Comunione e Ecologia” – Sergio Rondinara – “Comunione e città” – Elena Granata – “Comunione e vita politica” – Pasquale Ferrara 11.30 Dialogo e impressioni dei partecipanti Conclusioni e prospettive future Riascolto del tema di Chiara Lubich Introduce Vera Araujo 12.30 Chiusura dei lavori (altro…)

Nuovi orizzonti dell’Economia di Comunione/1

Nuovi orizzonti dell’Economia di Comunione/1

Mai come in questi ultimi anni si avverte la fragilità e la non sostenibilità dell’attuale sistema economico: dai crak finanziari di grandi imprese alla crisi energetica, tutto dice che l’economia così come l’abbiamo concepita negli ultimi due secoli è gravemente malata. Al tempo stesso, mai come in questi anni la società civile esprime una fioritura di nuove forme di economia sociale: commercio equo, finanza etica, consumo critico. Un fenomeno che fa intravedere la possibilità di una economia e di uno sviluppo sostenibili.

In questo contesto si situa l’Economia di comunione. Il Convegno internazionale che avrà luogo a Castelgandolfo dal 10 al 12 settembre, presenterà un bilancio sui risultati raggiunti dopo oltre un decennio di sperimentazione a livello internazionale, e prospetterà nuovi orizzonti. Il Convegno presenterà le esperienze più significative sulla condivisione dei profitti delle aziende con i poveri; le tesi di laurea, 130, presentate in Università di vari Paesi; i poli imprenditoriali sorti in America Latina e quello nascente in Italia. Sono queste infatti alcune tra le realizzazioni del progetto dell’Economia di comunione lanciato da Chiara Lubich in Brasile nel 1991 per rispondere al grave divario tra ricchi e poveri. Uno dei temi più importanti sarà: “Povertà e sviluppo nella prospettiva della comunione”. La stessa fondatrice dei Focolari affronterà il tema centrale: “Nuovi orizzonti dell’Economia di Comunione”. Un’altra novità che caratterizza il Convegno: il dialogo tra le diverse forme di economia sociale attuate in altri universi culturali. Verranno presentate esperienze di microcredito ispirate all’economia gandhiana, altre esperienze innovative in campo economico, originate dalla cultura indù e jainista. Saranno proposti stili di vita improntati alla sobrietà, tra cui l’esperienza olandese dell’“Economy of enough”. Interverranno in questo dialogo studiosi di economia sociale a livello internazionale, tra cui Michael Noughton e Stefano Zamagni, e altri studiosi e imprenditori di vari continenti e di diverse discipline. “Non solo economia: per un umanesimo di comunione”, questo il titolo dell’ultima sessione del Convegno che inserirà le realizzazioni di questo progetto nel quadro più ampio di un umanesimo di comunione a cui danno il loro apporto studiosi di altri ambiti tra cui ecologia, politica e urbanistica.   (altro…)