24 Giu 2007 | Cultura
Tra i titoli di Città Nuova del 25 giugno 2007 (n. 12): Focolarini e politica (leggi l’articolo ) di Paolo Lòriga Libano oltre il Tribunale di Giovanni Romano Politica, antipolitica e You Tube di Lucia Fronza Crepaz Bilancio di metà anno Italia, come stai? di Paolo Senesi Economia in ripresa. Merito delle aziende capaci di imporsi sui mercati. Ma il Paese è più vecchio e più povero. Servono riforme e il Parlamento arranca. Come uscirne? Inattesa indicazione del governatore Draghi. Firenze sogna… Un’alleanza per la famiglia a cura di Nedo Pozzi La Conferenza Nazionale della famiglia, primo evento di una nuova stagione istituzionale? Alcune prospettive dicono di sì. I pareri di alcuni partecipanti. In prima linea Lo “scopritore” della fertilità di Roberto Di Pietro Ritratto di John Billings, da poco scomparso, che, insieme alla moglie Evelyn, ha messo a punto il celebre metodo di regolazione delle nascite. Minori immigrati La scuola cambia pelle di Aurora Nicosia Sempre più fra i banchi di scuola si ritrovano ragazzi di varie nazionalità. Quella dell’integrazione è una sfida aperta che, insieme a tante domande, ha già tante risposte positive. Storie in controluce I muri distrutti di Michele di Marco Tealdo Ha trascorso una vita ad alzare muri. Eppure la storia di Michele appare più quella di chi i muri ha sempre tentato di abbatterli. Vite sospese Luciano, la sua notte di Caterina Ruggiu Dieci anni di “non-vita”, come li ha definiti, raccontati con straordinaria e a volte cruda sincerità. Storia di Luciano Saltori, che ha perso la sua scommessa con l’Aids. Ma non quella con se stesso, nella ricerca del “senso di vivere”.
12 Apr 2007 | Cultura
Tra i titoli di Città Nuova n. 7 del 10 aprile 2007: 12 maggio: “Più famiglia” di Nedo Pozzi L’Africa altra di Vera Araujo Coerenza eucaristica Vivere secondo la domenica di Antonio Maria Baggio Aspetti sociali e politici dell’esortazione apostolica di Papa Benedetto XVI “Sacramentum Caritatis”. Non solo bulli di Aurora Nicosia Di fronte ad episodi sempre più ricorrenti di devianza giovanile ci si interroga sulle cause e sulle possibili soluzioni. Intervista allo psicologo Ezio Aceti: investiamo in educazione. La rete della pace Segnali pasquali in Terra Santa di Michele Zanzucchi Il Peres Center for Peace ha coagulato la migliore tradizione ebraica di tensione alla riconciliazione e al perdono. E ha coinvolto palestinesi, musulmani e cristiani. Il ruolo crescente della società civile. Intervista al direttore Ron Pundak. Svolta ambientale L’Europa sceglie sole e vento di Paolo Lòriga Decisione cruciale tra i 27 Paesi dell’Unione europea a favore dell’ambiente. La nostra analisi e la condivisione di proposte concrete. Corea-Italia Segnali di novità di Stefania Tanesini e Daniela Ropelato Una significativa delegazione parlamentare coreana del Movimento politico per l’unità in visita in Italia per guardare al bene della famiglia umana, a partire da Oriente. Sui campi da sci «Che spettacolo vedere come si aiutano!» di Domenico Salmaso Una iniziativa sportiva per i più giovani e le famiglie che è diventata scuola di vita.
1 Dic 2006 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Nel deserto fiorisce la fraternità. E’ il titolo del libro appena pubblicato da Città Nuova editrice. Matilde Cocchiaro, l’Autrice, attraverso la testimonianza di quanti, cristiani e musulmani, lo hanno conosciuto, ripercorre la vita e l’esperienza di Ulisse Caglioni, seme di speranza per il futuro di questa terra. IL VOLUME – «…È stata la fedeltà di Ulisse all’amore evangelico del prossimo che ha permesso di scoprire e di vivere profonde amicizie islamo-cristiane, ponendo su questo cammino un segno di Dio»: sono le parole dell’arcivescovo di Algeri, Mons. Henry Teissier, alla notizia della morte di Ulisse Caglioni (1943-2003). Di umili origini bergamasche, Ulisse all’età di 20 anni incontra e aderisce alla spiritualità dell’unità del Movimento dei Focolari. Nel 1966, dopo essersi consacrato a Dio all’età di 23 anni, gli viene proposto di andare in Algeria. Inizia così un’avventura che durerà più di 30 anni segnata da un fecondo “dialogo della vita” con il mondo musulmano. Un dialogo fatto di poche parole, ma intessuto di piccoli gesti d’amore, di attenzione all’altro, di rispetto, di ascolto. Un dialogo che frutta rapporti profondi e induce chiunque egli avvicina a fare altrettanto.
12 Nov 2006 | Cultura
SOMMARIO
Editoriale
ESSERE CHIESA OGGI – di Piero Coda – L’obiettivo di questo editoriale è limitato: esso si propone di offrire qualche spunto per una riflessione più corale e approfondita sulla situazione della Chiesa cattolica oggi, guardando ad alcune sfide che la interpellano. Per sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda di quanto vive e patisce la Chiesa, ci si colloca in quel cammino impegnativo, e per molti versi inesplorato, da essa intrapreso col Concilio Vaticano II. Certo è che, con questo grande evento dello Spirito Santo, la Chiesa cattolica, senza nulla perdere della sua identità, si è anche impegnata a mostrare alla storia un volto nuovo. Un volto che solo poco per volta andiamo scoprendo e i cui tratti vengono in rilievo dall’esperienza di tutto il Popolo di Dio, dagli impulsi dello Spirito (i carismi) donati alla Chiesa prima e dopo il Concilio, dal rapporto della Chiesa con l’avventura di vita vissuta dagli uomini e dalle donne del nostro tempo. Un volto che, come intuisce il Concilio e come viene esplicitato da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, riflette in sé il volto di Maria, immagine e centro vivo della Chiesa di Gesù. Per semplificare il discorso, si sviluppa in questa luce l’indicazione che, per suggerimento di Paolo VI, ha fatto da criterio architettonico dei lavori e dei documenti del Concilio: il “chi è?” della Chiesa (e cioè la sua identità) e la Chiesa nel mondo di oggi (e cioè la sua missione).
Nella luce dell’ideale dell’unità
EQUILIBRIO DIVINO – di Chiara Lubich – In questo testo, datato anni Cinquanta, di commento al brano di Luca 21,19, viene ripresa la versione della Volgata che, tradotta letteralmente, significa: «Con la vostra pazienza possederete le vostre anime» invece dell’attuale traduzione della CEI che suona: «Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime». LA COMPIUTA VERITA’ – di Pasquale Foresi – La conoscenza ha un significato esistenziale. Non ci può essere una vera conoscenza che non attinga pienamente l’io profondo di chi pensa. Così è stato infatti per ogni contributo veramente decisivo nella storia del pensiero umano e questa è anche una delle grandezze del cristianesimo, ma con una novità assoluta. Se infatti prima del suo avvento, una concezione filosofica implicava una scelta dell’esistenza, con il cristianesimo le filosofie vengono superate. Cristo presenta l’esistere ed il pensare in una sintesi completamente nuova, che è la sintesi rivelata. Inoltre il cristianesimo non propone una dottrina astratta, ma una Persona. La sintesi assoluta, la verità del cristianesimo, si trova nel Cristo, il Verbo di Dio che s’incarna nell’umanità, la Verità in una persona. Per questo lui è il Maestro, cioè non solo il portatore di una religiosità, ma anche la nuova “scuola” alla quale bisogna andare. Saggi e ricerche MUSICA, VERITÀ, DIO. RIFLESSIONI SU ALCUNE SIGNIFICATIVE TESTIMONIANZE – di Mauro Mantovani – Questo contributo intende proporre alcune brevi riflessioni a partire dalle significative testimonianze di itinerari esistenziali che, anche per mezzo dell’esperienza musicale (se non proprio attraverso di essa), sono approdati ad aprirsi al mistero e alla trascendenza. Se davvero la musica ha aiutato – e lo ha fatto meglio di altre esperienze – uomini e donne, pur nella sovrabbondante diversità delle loro storie e vicende individuali, ad indirizzarsi verso l’Assoluto e la verità che in esso abita, non è fuori luogo chiedersi quale sia, se c’è, il suo “segreto”. Facendo riferimento a figure assai variegate come Nietzsche, Claudel, Marcel, García Morente e Cioran, si può trovare una conferma su come l’esperienza musicale sia davvero in grado di suscitare momenti preziosi di verità, a partire dalla verità con se stessi, e di rapporto con la Verità. È colpo del dardo, urto del cuore e marcatura a fuoco nell’intimo. LAS MENINAS DI DIEGO VELÁZQUEZ – di Peter Seifert – Il saggio propone una nuova lettura del celebre quadro Las Meninas di Diego Velázquez e mette in evidenza come le variazioni pittoriche all’interno di questa grande tela siano un modo di giocare con le nostre percezioni. Viene anche sottolineato come certe tendenze atte a sconcertare lo spettatore siano profondamente radicate nell’opera dell’artista. Se non è sorprendente che un quadro dell’epoca barocca inviti ad un sorta di “memento mori”, in quest’opera è la struttura stessa della composizione ed il modo di dipingere che guidano alla scoperta della transitorietà della nostra esistenza e non solo qualche simbolismo esteriore. Infine l’Autore allarga lo sguardo su una recente opera cinematografica in cui le opere d’arte vengono considerate come qualcosa di vivo e presente, piuttosto che soltanto come qualcosa di sepolto dalla storia. ESSERE FAMIGLIA. ESSERE GENITORI. TRA INDIVIDUALISMO E BISOGNO DI RELAZIONALITA’ – di Michele De Beni – Di fronte all’attuale crisi che attraversa la famiglia, non si può negare la necessità di una nuova centralità e presa di coscienza della suo tipico contesto costitutivo: la dimensione relazionale, consapevoli che questo nuovo scenario richiede di creare anche nuovi contesti formativi e di promozione della cultura della famiglia. Tra le più naturali risorse a disposizione va certamente individuato l’aiuto informale che le famiglie stesse e i vari gruppi che compongono le singole comunità possono offrire alla vita di coppia e familiare. Così, porsi in ascolto e in aiuto della famiglia non ha sempre e necessariamente come obiettivo la cura delle sue patologie. Molto spesso si tratta di valorizzarne piuttosto gli elementi positivi, la loro integrazione con nuove e più approfondite competenze, lo sviluppo di risorse che possono esser riattivate e potenziate. Si tratta di uno straordinario lavoro di rete, di mutuo aiuto tra famiglie, tra gruppi e tra gruppi e istituzioni, orientato a stimolare nuove strategie centrate su una cultura della reciprocità. E’ POSSIBILE LA FRATERNITA’ NELLO SPORT? – di Paolo Crepaz e Alois Hechenberger – I concetti di dialogo, amicizia, pace, sono da sempre presenti nella cultura dello sport, auspicati quale frutto della pratica sportiva stessa. A livello sportivo istituzionale la pace è spesso addirittura rivendicata come conquista possibile solo attraverso lo sport, lì dove, si afferma, avrebbero fallito finora religione e politica. Allo sport viene attribuita la capacità di sviluppare le relazioni sociali, di essere fattore di comprensione internazionale e strumento di pace, di essere «componente essenziale della nostra società», capace di trasmettere «tutte le regole fondamentali della vita sociale» e portatore di valori educativi fondamentali quali «tolleranza, spirito di squadra, lealtà». Lo sport, con forza, reclama abbinata a sé anche l’immagine di strumento di incontro e di fratellanza. Ma con quale effettiva convinzione, con quale reale spessore? Fair play e fratellanza sono davvero sinonimi? E’ possibile la fraternità universale nello sport? A queste domande ha cercato di dare risposte il seminario su Sport e fraternità, promosso da Sportmeet a Roma il 3 settembre 2006.
Spazio letterario
«Nuova Umanità» continua nelle sue pagine l’apertura di spazio dedicato alla produzione letteraria. ECO – di Claudio Guerrieri
In dialogo
Riportiamo il testo degli interventi svolti in parallelo durante il 1° Simposio «Ebrei e Cristiani in dialogo» organizzato dal Movimento dei Focolari e tenutosi a Castel Gandolfo (RM) dal 23 al 26 maggio 2005, nella sessione dedicata al tema della relazione tra Dio e l’uomo nella tradizione cristiana ed ebraica. DIO E L’UOMO NELLA TRADIZIONE CRISTIANA – di Jesus Castellano Cervera – L’Autore – scomparso prematuramente nel giugno scorso e che vogliamo qui ricordare con affetto per tutti gli anni di collaborazione con la rivista –, presenta alcuni pensieri che sono propri della tradizione cristiana rappresentata soprattutto da alcuni mistici i quali manifestano un profondo senso di Dio e della sua trascendenza ed immanenza, e fedeli alla tradizione della Scrittura del primo Testamento e all’insegnamento di Gesù, sotto l’azione dello Spirito Santo di Dio, continuamente ci riportano a questo profondo senso religioso, proprio delle Scritture Sacre della tradizione ebraica e cristiana. Le loro parole sono parole di esperienza, di intuizione spirituale, di forte senso del divino, come le parole dei profeti d’Israele, autentici testimoni del Dio vivente, che vivono alla sua presenza e percepiscono la sua rivelazione nel mormorio soave della contemplazione. LA RELAZIONE TRA DIO E L’UMANITÀ NELLA TRADIZIONE EBRAICA – di Irene Kajon – Maimonide e Hermann Cohen, due tra i filosofi più importanti dell’ebraismo, pongono nello spirito di giustizia e di carità, che si esprime nelle opere, ciò che unisce l’uomo a Dio: di qui lo stretto legame tra l’amore dell’uomo verso Dio, che si identifica con il conoscere e assumere come norme i Suoi attributi, e l’amore dell’uomo per l’altro uomo, il vicino e il lontano.
Libri
Todeschini affronta il ruolo che ha avuto il carisma francescano nella nascita dell’economia di mercato. Ne risulta un quadro sorprendente e affascinante, che mostra come la povertà scelta volontariamente dai francescani creò le premesse culturali e poi anche teoriche per la comprensione della nascente economia di mercato. Todeschini mostra che l’etica economica moderna è stata il prodotto di un processo interno alla cristianità, nel quale il carisma di Francesco ha svolto un ruolo decisivo. INDICI «NUOVA UMANITA’» 2006 – a cura di Antonio Coccoluto NUOVA UMANITÀ XXVIII – Novembre-Dicembre – 2006/6, n.168
31 Ott 2005 | Cultura
Il libro di Michele Zanzucchi si snoda nel racconto della storia di Carlo e Alberto, che hanno coltivato una splendida amicizia, aperta e alimentata da un obiettivo comune: portare a tutti il dono dell’ideale evangelico che li aveva affascinati. (…)
Le vite di questi due giovani sono state stroncate prematuramente. Alberto, studente in ingegneria, intelligente, sportivo, innamorato della montagna, durante un’ascensione rimane vittima di una caduta in un canalone ghiacciato; a Carlo, studente in agraria, mentre stava facendo il servizio militare, viene diagnosticato un tumore tra i più maligni. Il racconto di Michele Zanzucchi ci aiuta a leggere i fatti diversamente, nulla togliendo alla loro umana crudezza. La vita dei due giovani aveva raggiunto la pienezza pensata da Dio creandoli, fino ad irradiare una bellezza esemplare.
Il loro desiderio era mettere Dio al centro della propria vita. L’intesa e l’amicizia loro aveva quindi radici profonde. Il poter affrontare insieme problemi e difficoltà di ogni giorno, li aiutava a vivere i momenti difficili e a superare la tentazione di fermarsi e lasciar perdere. Tante volte hanno ricominciato, tante volte hanno sperimentato la rinascita sempre nuova della vita in loro e attorno a loro. (…)
Ancora oggi, a distanza di anni, il loro esempio trascina. “Alberto e Carlo – dicono quelli che li hanno conosciuti – sono come due conto correnti sempre aperti in cui continuano a maturare gli interessi!”. (dalla prefazione, del card. Tarcisio Bertone, Arcivescovo di Genova) A 25 anni dalla loro ‘partenza’ per il Cielo, nell’Abbazia di S. Siro di Struppa, a Genova, il 2 ottobre scorso, alla fine di una Celebrazione eucaristica, è stato annunciato che presto sarà avviata la causa di Beatificazione di Carlo Grisolia e Alberto Michelotti. Per informazioni, ci si può rivolgere al Comitato a loro intitolato: e-mail: comitato@albertoecarlo.it (altro…)