Movimento dei Focolari

“Tutto vince l’amore”

Tratto da Roma Sette, supplemento di Avvenire del 23 novembre 2007 Letteratura, musica e recitazione fuse in un’unica opera per raccontare la spiritualità di Chiara Lubich, la fondatrice del movimento dei Focolari. L’audiolibro “Tutto vince l’amore” è proprio questo: una raccolta di 18 brani di prosa e poesia, selezionati tra i tanti da lei composti, da leggere e sfogliare. Ma anche da ascoltare. Con il cd allegato al libro, presentato lunedì 19 novembre in Campidoglio, il viaggio all’interno della vita e dei pensieri di Chiara Lubich è affidato alla voce di giovani attori (Paolo Bonacelli, Giovanni Sifoni, Eleonora Mazzoni, Fabrizio Bucci e Giorgia Di Giovanni) che interpretano – con il sottofondo musicale composto dal cantautore Mite Balduzzi – gli stessi brani messi nero su bianco nelle 48 pagine del testo. I testi e le poesie che seguono alla prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, descrivono la storia dell’ “avventura spirituale” di Chiara Lubich. E di quanti l’hanno seguita nella sua opera di evangelizzazione e dialogo ecumenico. Valeria Ronchetti è tra questi. «Ho conosciuto Chiara nel 1944 a Trento. Mi ha stretto la mano dicendomi “Saremo luce e fiamma”. Poi è seguito uno sguardo la cui tenerezza dura ancora». «Le parole del libro – spiega – vanno ascoltate con animo riposato perché siamo avvolti dall’amore, dobbiamo solo fermarci per accorgercene». L’amore “predicato” dalla Lubich, infatti, va cercato e coltivato non solo nella vita spirituale, ma in ogni aspetto dell’esistenza umana: «Dalla filosofia alla politica, dall’economia all’arte» spiega Mario Dal Bello, giornalista e critico d’arte intervenuto alla presentazione dell’audiolibro: «L’esperienza spirituale ed umana della Lubich è un fenomeno culturale che potremmo chiamare “umanesimo cristiano”». Ne sono stati toccati anche i giovani attori che hanno interpretato i testi contenuti all’interno dell’audiolibro. «Durante la recitazione – racconta Fabrizio Bucci – ho avvertito la necessità di trovare il modo migliore per interpretare l’urgenza delle parole, così belle, che ho scoperto nei testi di Chiara». “Tutto vince l’amore” è distribuito da Multimedia San Paolo, in collaborazione con Città nuova editrice.

L’invito forte del Papa

DAL SOMMARIO

Città Nuova – 10 novembre 2007

ll Punto

Essere parte per prendere parte di Lucia Fronza Crepaz

Editoriali

Il continente Cina frena e accelera – di Giovanni RomanoIslam-cristianesimo una lettera di dialogo – di Michele ZanzucchiPasso avanti per ortodossi e cattolicidi Piero Coda

Primo Piano

Settimana sociale dei cattolici. In cerca del bene comune Di Paolo Loriga Mercato e società civile, biopolitica ed emergenza educativa,i temi dell’appassionato confronto nel 45° appuntamento della Chiesa italiana. Dialogo, lavoro in rete, valori indivisibili per servire il Paese.

Uomini e vicende

Organizzando la speranza Di Aurora Nicosia La visita di Benedetto XVI e il meeting interreligioso promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. L’impegno dei cristiani nella città per risvegliare le «energie sane» e «creare la pace». Birmania. Il sangue semina la pace di Louis Hongrois Comprendere le ragioni di una rivolta non violenta repressa brutalmente, guardando ai monaci. Cosa fare ora? Una testimonianza diretta. Televisione e società. La crisi del reality di Gianni Bianco Meno male: uno dei generi tv più desiderati dal pubblico patisce una repressione dai molteplici fattori.

Testimoni

Una vita così non s’improvvisa… Di Stefania Tanesini Quando l’amore si fa gesto concreto e coerenza quotidiana. La ‘corsa’ di Chiara De Los Angeles in Nembrini

Dal vivo

26° incontro ecumenico. Una Primavera a Praga Di Mario Dal Bello Più di 40 vescovi di 18 Chiese, “amici” dei Focolari, per una autentica esperienza di comunione nel cuore dell’Europa. Interviste al card. Vlk e al vescovo luterano Krause.

Cultura

Personaggi. Rosmini beato, finalmente Di Giovanni Casoli Sugli altari colui che, con Manzoni, Leopardi e Foscolo, è fra i quattro massimi autori della grande cultura italiana dell’Ottocento.

Sport

La “specificità” dello sport Di Paolo Loriga L’Unione europea ha riconosciuto la «specifica funzione sociale ed educativa dello sport». Sports4Peace ne è già un progetto.

Cardinale Tarcisio Bertone – Segretario di Stato vaticano

Quando un’esperienza autenticamente evangelica muove i suoi primi passi è in un certo senso lo Spirito Santo stesso che nuovamente prende la parola. Di questa acuta osservazione, che fece l’allora cardinale Joseph Ratzinger in apertura del Convegno mondiale dei movimenti e delle nuove comunità ecclesiali del 1998, il Movimento dei Focolari è una chiara testimonianza. Le pagine di questo libro ci riportano, come a ritroso, ai suoi albori per farci gustare le primizie di un nuovo carisma dello Spirito. Del Movimento dei Focolari conosciamo la diffusione nel mondo e l’impegno profuso nel dialogo della vita con persone di ogni età, lingua, cultura e religione. A chi si avvicina ad esso, specie i giovani, converrà porsi in ascolto di coloro che, come dice la Lettera agli Ebrei «furono una volta illuminati, gustarono il dono celeste, diventarono partecipi dello Spirito Santo e gustarono la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro» (Eb 6, 4); coloro che, alla luce della prima scintilla ispiratrice, hanno contribuito a edificare un’opera di Dio. Chiara Lubich è fra le personalità più stimate e ascoltate del nostro tempo, eppure, lei stessa racconta con disarmante semplicità che né lei né le sue prime compagne avevano in mente di fondare una comunità e meno ancora un movimento: «Ci sentivamo tutti abbandonati ad una divina avventura di cui non conoscevamo nulla se non che Chi ce la proponeva e preparava era Dio… e che tutte le circostanze… erano voci del suo amore» 1. Si sente nelle pagine da lei scritte l’afflato dello Spirito, la freschezza del Vangelo che sgorgava limpido in mezzo a questo gruppo di ragazze decise a viverlo. Grazie ad una più intensa comprensione del comandamento nuovo di Gesù: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv 15, 12), alla consapevolezza del supremo valore del Testamento di Gesù: «Padre, che tutti siano una cosa sola» (Gv 17, 21) e all’amore per il Cristo crocifisso e abbandonato, visto come “chiave” per ricomporre ogni frantumazione dell’unità, sono nate le linee di una nuova spiritualità rispondente alle esigenze più profonde di comunione della Chiesa e dell’umanità. È sintomatico rilevare come all’alba del terzo millennio papa Giovanni Paolo II abbia indicato alla Chiesa la necessità di vivere “la spiritualità di comunione”: una spiritualità fondata sul comandamento nuovo di Gesù e volta a incrementare i legami di fraternità che uniscono le membra del Corpo mistico di Cristo (Novo millennio ineunte 43-45). Benedetto XVI non cessa di approfondire la realtà della comunione evidenziando il dono che rappresenta per l’umanità e, d’altra parte, a quale minaccia siamo sottoposti quando essa viene a mancare: «Dove si distrugge la comunione con Dio, che è comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo, si distrugge anche la radice e la sorgente della comunione fra di noi. E dove non viene vissuta la comunione fra di noi, anche la comunione col Dio Trinitario non è viva e vera. (…) Questa rete di unità che abbraccia il mondo è un’anticipazione del mondo futuro in questo nostro tempo. (…) È facile comprendere quanto grande sia questo dono, se solo pensiamo alle frammentazioni e ai conflitti che affliggono le relazioni fra i singoli, i gruppi e i popoli interi. E se non c’è il dono dell’unità nello Spirito Santo, la frammentazione dell’umanità è inevitabile» 2. Alla testimonianza di Chiara Lubich sui primi tempi del suo movimento segue la narrazione di Igino Giordani, che la conobbe nel 1948. Prima ancora di incontrarla, egli era già un laico cattolico molto stimato, impegnato in politica, e uno scrittore rinomato nella Chiesa italiana. Con la sua abbondante produzione letteraria, aveva contribuito alla formazione di una generazione di cristiani. Io stesso ne fui affascinato da studente attraverso i suoi scritti. Era il tempo in cui l’umanità cercava faticosamente di risollevarsi dalle macerie della Seconda Guerra mondiale e alcuni parlavano addirittura di “inverno” nella Chiesa; situazioni queste che di certo non lasciavano indifferente un laico impegnato come Igino Giordani. Questi dati rendono ancor più degno di nota il suo farsi discepolo della giovane trentina, e dicono la grandezza del carisma che egli aveva riconosciuto in lei; carisma che faceva presagire una rinnovata primavera, confermata poi dalle istanze emerse dal Concilio Vaticano II, che voleva la Chiesa «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» affinché – auspicava – «gli uomini oggi più stabilmente congiunti dai vari vincoli sociali, tecnici e culturali possano anche conseguire la piena unità in Cristo» (Lumen gentium 1). Nelle pagine di questo libro, il racconto del suo incontro con il carisma dell’unità di Chiara Lubich è ricco di particolari interessanti e avvincenti. Vi emerge quella forma di santità ecclesiale che scaturisce dalla presenza di Gesù in mezzo ai discepoli uniti nel suo nome; santità verso la quale Giordani si è incamminato. Recentemente è stato dichiarato Servo di Dio ed è in corso il processo di beatificazione. Nel taglio decisamente comunitario della spiritualità dell’unità vi è una reale possibilità di rendere accessibile a tutti la «misura alta della vita cristiana ordinaria» (Novo millennio ineunte 31) cui siamo chiamati e che è la vera chiave del rinnovamento auspicato dal Concilio Vaticano II. Formulo dunque l’auspicio che questa rievocazione faccia sì che «risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5, 16). Card. TARCISIO BERTONE Segretario di Stato Dal Vaticano, 3 giugno 2007, Festa della SS.ma Trinità

Conflitti di laicità

SOMMARIO

Editoriale

CONFLITTI DI LAICITA’. L’INTELLIGENZA LAICA E LA LOGICA DELLA COSA – di Antonio Maria Baggio – Negli ultimi anni, in Europa, si sono accesi regolarmente dei «conflitti di laicità», a partire, in particolare, da temi riguardanti la famiglia e la procreazione, l’aborto, l’eutanasia. Il dibattito si è però ampliato e coinvolge, più in generale, le concezioni delle laicità e i  rapporti fra Stati e religioni. L’editoriale prende in esame il percorso storico che ha portato alla costruzione della cultura del rispetto e del limite che caratterizza la laicità, distinguendo il significato civile-politico di “laico” dal significato intra-ecclesiale.  Considera, successivamente, il «modello dell’indifferenza» e quello della collaborazione nei rapporti tra Stato e Chiesa; prende infine in considerazione le condizioni del dibattito tra culture diverse (specialmente religiose e non religiose) all’interno dello spazio pubblico, con particolare considerazione per il tema della razionalità.

Nella luce dell’ideale dell’unità

DIO-BELLEZZA, NELLA SPIRITUALITA’ E NELL’ESPERIENZA DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI –  di Chiara Lubich – In occasione del conferimento del dottorato honoris causa in Arte da parte dall’Università di Maracaibo (Venezuela) l’Autrice, dopo aver ripercorso i principali cardini della spiritualità del Movimento dei Focolari, si sofferma sulla realtà di Dio-Bellezza ravvisando nell’esperienza del Movimento una vera e propria vocazione ad essa. In tal modo l’arte è sempre stata presente fin dagli inizi dell’esperienza dei Focolari. Da qui la presenza in esso di numerosi artisti che vi hanno trovato un terreno fertile per la loro attività, presenza culminata nel grande Congresso che, nel 1999, ha radunato 1700 partecipanti provenienti da tutto il mondo. CREATURALITÀ ED ESISTENZIALISMO – di Pasquale Foresi – Continuando a riflettere sul valore delle diverse dimostrazioni dell’esistenza di Dio l’Autore,  conscio delle difficoltà che le posizioni aristotelica e tomista possono porre all’animo contemporaneo, si pone qui da una prospettiva esistenzialista rivolgendosi a coloro che credono maggiormente nella percezione, o immediata o riflessa, che nel raziocinio e nel ragionamento. Partendo, così, dalla percezione della creaturalità esistente, ne esamina il significato, cogliendo in essa il termine dell’atto creativo di Dio la cui effettualità è il motivo dell’esistere e dell’essere della creatura. Tale percezione della creaturalità ha poi impliciti anche i principi di causalità efficiente e finale così come gli altri principi primi della metafisica come il buono, il vero, l’uno, il bello. Saggi e ricerche PER UN NUOVO INCONTRO TRA FEDE E LÓGOS – di Piero Coda – L’istanza che attraversa e lavora la profondità dell’interrogazione culturale del nostro tempo è stata così espressa da Benedetto XVI: il compito che ci sta di fronte è «un nuovo incontro tra fede e lógos». Per mostrare l’efficacia storica di una fede che, per sé, è amica dell’intelligenza e della libertà, la fede stessa è infatti chiamata a misurarsi su quella forma compiuta di lógos introdotta nella storia dal Lógos che «carne si è fatto» (Gv 1,14), è stato crocifisso ed è risorto per lievitare dal di dentro – nell’universalità del dono dello Spirito – il cammino culturale dell’umanità. In questa direttrice di marcia si fa possibile e praticabile un esercizio del pensiero credente che incontri, da un lato, la razionalità scientifica moderna e, dall’altro, la razionalità custodita dagli universi culturali altri rispetto a quello forgiato in simbiosi con la fede cristiana. Di qui la necessità di dar vita a comunità di formazione, di studio e di ricerca in cui anche culturalmente prenda forma quel «soggetto più grande» – per dirla con le parole di papa Ratzinger al Congresso di Verona del 2006 – che si costituisce in virtù dell’esperienza di fede, ma è aperto e accessibile a chiunque si ponga in sincero ascolto della verità. TRANSDISCIPLINARITÀ E DIALOGO – Sergio Rondinara – L’affermarsi all’interno delle scienze naturali del paradigma della complessità lancia sul piano metodologico la provocazione ad abbandonare il metodo interdisciplinare a favore di quello transdisciplinare. L’orizzonte inaugurato dalla prospettiva transdisciplinare reca con sé una opportunità storica per molte discipline. Per la teologia, ad esempio, si presenta la possibilità di uscire dall’isolamento plurisecolare in cui è stata relegata e rimettersi in gioco come una specifica forma accanto ad altre forme del sapere contemporaneo mantenendo la propria autonomia e distinzione da esse, ma anche capace di superare qualunque forma di autoreferenzialità. INDAGINE SUL CINEMA. IL TEMA DELLA “PROVA” NEL CINEMA ITALIANO CONTEMPORANEO – di Mario Dal Bello – L’Autore presenta la situazione del cinema italiano, sempre in bilico tra superficialità e ricerca, riferendosi soprattutto ad alcuni lavori degli ultimi anni di registi particolarmente impegnati.  Si sofferma poi ampiamente sul tema della “prova” in sé, in famiglia, nella società e nella cultura, presente in alcune opere uscite  nella primavera 2007.  I lavori di Cappuccio, Costanzo ed Olmi gettano uno sguardo attento e approfondito su una tematica di grande attualità e rappresentano un segno di speranza per la cinematografia del Belpaese. RIFLESSIONI SULL’ETICA E LA FRATERNITA’ POLITICA. UNO SGUARDO DALL’ARGENTINA – di Rafael Velasco S. J. – Il pensiero filosofico greco classico, distingueva tra doxa (opinione) ed episteme (scienza), facendo delle seconda il luogo della gnoseologia, della metafisica e dell’etica che a queste ultime si connette. In tal modo, l’attuare umano si vincola alla conoscenza della verità, anche nell’agire politico, così come Aristotele sottolinea. La pratica politica contemporanea ha però abbandonato questa impostazione e si basa sull’opinione; in particolare, attua le proprie scelte attraverso l’interrogazione dell’opinione pubblica; questa, poiché non può essere identificata col bene comune, porta la politica a compiere essenzialmente scelte tattiche, non fondate sul “sapere” del bene. In questo contesto, l’Autore prende in considerazione il Movimento Politico per l’Unità, in quanto esso propone il riscatto della pratica politica sviluppando tre concetti di fondo: l’umanità intesa come soggetto politico, il superamento della categoria del nemico politico, la prospettiva della competizione fraterna. SPUNTI PER UNA RICERCA SUL PRINCIPIO DI FRATERNITA’ NEL PENSIERO LATINOAMERICANO – di Domingo Ighina – Il termine “fraternità” è quasi assente dall’ampio corpus dei testi che compongono il cosiddetto pensiero latinoamericano. Alcuni studi (Mario Casalla, Carlos Beorlegui, Arturo Andrés Roig) cominciano però ad individuare un ruolo del principio di fraternità nel processo che ha condotto alla costituzione di un  «soggetto storico collettivo», che può essere definito come “popolo” o “i popoli”: la fraternità agisce dunque nella promozione dell’identità storica latinoamericana. Questo processo attinge le sue radici intellettuali nella Scuola di Salamanca, ma si forma accogliendo anche l’influsso dell’Illuminismo. Il saggio traccia il percorso di tale processo, evidenziandone alcune tappe fondamentali: dall’individuazione dell’identità coloniale in Viscardo y Guzmán, alla ricerca di una nuova fraternità americana in Simón Bolívar, alla riscoperta del modello preispanico della fraternità.

Spazio letterario  

«Nuova Umanità» continua nelle sue pagine l’apertura di spazio dedicato alla produzione letteraria. AFFIDAMENTO – di  Cinto Busquet

Libri

DUE LIBRI PER UNA CULTURA NUOVA – di Giovanni Casoli – Vengono presentati i primi due  volumetti della collana “Universitas” di Città Nuova dai titoli Notte della cultura europea. Agonia della terra del tramonto? di Giuseppe Maria Zanghì, e Interpretazione del reale tra scienza e teologia di Sergio Rondinara. Il primo è il testo di esordio delle pubblicazioni del nascente Istituto Universitario “Sophia” del Movimento dei Focolari, ma anche la sua preliminare descrizione fondativa, in creativa fedeltà alla spiritualità e dottrina dell’Unità di Chiara Lubich. Il secondo testo procede con delicatezza, sul sentiero nascosto ma realmente percorribile che si distende tra scienza e teologia sulla traccia di una filosofia correlata ad esse che modernamente è tutta da reinventare, perché richiede alle diverse forme di conoscenza relazioni fondate su una reciproca apertura e sul rigoroso rispetto dei propri statuti epistemologici. NUOVA UMANITÀ XXIX –  Maggio-Giugno  – 2007/3, n.171

Gibì e Doppiaw: per mantenere lo stupore della scoperta della natura e dell’altro

Gibì e Doppiaw: per mantenere lo stupore della scoperta della natura e dell’altro

 IL VOLUME – «Sono ormai più di vent’anni che i due personaggi di Walter Kostner ci fanno compagnia con quelle loro storie così “semplici” nelle quali a tutti viene facile immedesimarsi. Ma cos’hanno di speciale Gibì e Doppiaw da essere sempre attuali? Hanno che, parlandoci della vita di tutti i giorni, in un continuo richiamo alla natura per ritrovare se stessi, pongono l’altro al centro dei propri pensieri, senza giudicare; si esprimono con poche chiare parole dando valore al silenzio; osservano per capire, prima d’agire; hanno tempi lenti e calmi, com’è dei bambini e dei saggi avere. La loro ricchezza educativa è tale da aver dato vita ad un progetto per famiglie, scuole e comunità, ideato nel 2000 e intitolato “I tesori di Gibì e Doppiaw”, come il piccolo e improtante libro che lo presenta(a cura di Michele De Beni, ed. Città Nuova 2006). L’autore, attraverso il disegno, rilancia temi e offre modi nuovi per riscoprire e vivere insieme la bellezza originaria dell’umanità e dell’universo intero, dando forma con le sue vignette agli ideali a cui si ispira. La sua è una visione del mondo che interpreta l’ostacolo e l’errore come via alla conoscenza di sé e alla comprensione dell’altro; e il dolore come porta aperta verso quell’ “oltre” in cui l’esistenza scopre i suoi più profondi significati». (dalla prefazione di Lia De Pra Cavalleri).   Questo libro si presenta come un album di grande formato in cui le storie sono raccolte per temi. Centocinquanta strisce scelte tra le circa trecento ad oggi realizzate. L’AUTORE Walter Kostner (Ortisei, 1947) vive e lavora a Roma dal ’78, dove è tra i responsabili del movimento “Ragazzi per l’Unità” del Movimento dei Focolari. Oltre che disegnare, scrive racconti e si occupa di fotografia. COME NASCE L’IDEA – «Verso la metà degli anni ’70 – scrive l’autore –  ho vissuto un periodo di tempo a Salisburgo, dove lavoravo come scultore del legno e mi occupavo della formazione di ragazzi. Con loro salivamo le montagne, facevamo teatro, ci impegnavamo per le persone emarginate…ma ciò che dava senso ad ogni cosa, era viverle alla luce dell’amore evangelico, dove anche gli ostacoli potevano diventare una pedana di lancio per andare avanti. Ritornato in Italia sono rimasto in contatto con alcuni di loro e tra questi con Gibì – lo chiamavo così per le iniziali del suo nome. Dopo un anno mi scrive una lettera dalla quale comprendo che sta attraversando un momento di crisi. Avrei voglia di dargli delle risposte, di indicargli una direzione. Ma come farlo senza correre il rischio che sembrino consigli paternalistici di una persona adulta e preoccupata? Sento che le parole potrebbero non essere accettate. Così abbozzo per la prima volta la figura di un clown con la bombetta, Gibì, e quella del suo interlocutore col papillon a quadri, Doppiaw, iniziale del mio nome. Disegno piccole storie che riprendono le situazioni che lui vive, nel tentativo di aiutarlo a uscire dal guscio in cui si sta rinchiudendo. Nascono così le prime strisce: esperienze di vita, fatti positivi e cantonate, sogni, disillusioni, scoperte».