17 Mar 2023 | Testimonianze di Vita
La Parola di Dio, incarnata, vissuta concretamente e nel nostro tempo, ci dà la possibilità di fare della nostra vita una fonte di luce capace di illuminare ogni tenebra, portando il nostro contributo in ogni nostra attività. Uno sguardo nuovo sulle cose che traccia un sentiero di speranza per noi e per chi ci sta accanto. Una pace che porta luce Tutto cominciò quando mio figlio ebbe i primi sintomi della Sla. Come madre mi ero sempre spesa per i figli e anche per i nipoti, ma non poter far niente per arginare un male così subdolo fu terribile. Un giorno ero in chiesa e piangevo. Sull’altare maggiore le sculture della crocifissione con Giovanni, la Maddalena e Maria ai piedi di Gesù fermarono il mio sguardo. Immaginando cosa provasse Maria davanti al Figlio così ridotto, mi vidi come lei, impotente e schiacciata dal dolore. Non ebbi la forza di pregare ma rimasi lì a contemplare, a pensare… e una pace insolita mi rasserenò. Da quel giorno, ogni volta che l’angoscia mi stringe il cuore, torno lì e sembra che Maria mi ripeta: “Stai con me, accogli il mistero e partecipa con me alla Redenzione”. La pace che traggo dalla sua vicinanza cerco di donarla in famiglia. Una mattina in cui mio figlio, alzandosi, si accorse di nuovi limiti, mi telefonò per dirmi: “Mamma, non so cosa sarà domani, ma sostenuto dalla tua forza sento di poter ringraziare Dio di tutto ciò che mi ha dato”. Fu per me un balsamo. (T.F. – Italia) Le redini del futuro Una rimpatriata tra ex allievi, cinquant’anni dopo la maturità. Capelli bianchi o perduti, bastone, malattie, delusioni… ma anche tanta gioia di ritrovarsi. È stato inevitabile ricordare quelli di noi passati all’altra vita. Poi i discorsi hanno toccato speranze e progetti, i giovani, i figli… e qui il punctum dolens da cui scaturiva la stessa grave domanda: “Dove abbiamo sbagliato? Quale futuro abbiamo costruito?”. Uno del gruppo, che aveva consacrato la sua vita a servizio dei poveri, parlando delle varie solitudini incontrate, si è detto convinto che in questo mondo malato, come dice papa Francesco, i giovani sono a rischio perché respirano aria di indifferenza e non si rendono più conto della realtà. E concludeva: “Tocca a noi prendere in mano le redini del futuro”. Ci siamo lasciati con la sensazione (ce lo siamo poi detto) che quell’incontro ci aveva svelato un nuovo obbligo, un compito, secondo le condizioni e le possibilità di ciascuno. Quanto a me, mi sono impegnato a comunicare ai miei nipoti quello che i loro stessi genitori non riescono a trasmettere. (L.A. – Spagna)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno IX – n.1- marzo-aprile 2023) (altro…)
20 Feb 2023 | Testimonianze di Vita, Vite vissute
Dio ha voluto veicolare la grazia che salva l’uomo attraverso l’uomo stesso. Ha scelto, cioè, di salvarci anche per mezzo del nostro amore reciproco, per la carità e la cura che abbiamo nei confronti del prossimo. E quando sembra di non aver nulla da offrire, di non essere utili, la strada che ci indica è “bussare” alla Sua porta da figli, chiedere e fidarci. Richieste speciali Per caso, ero venuta a conoscenza di una paziente ricoverata in ospedale in condizioni disperate. Per tentare di salvarla occorreva sangue di un certo gruppo sanguigno, che però non si trovava. Mi sono adoperata per cercarlo sia tra le mie conoscenze, sia nel mio ambiente di lavoro (sono infermiera presso il poliambulatorio di un ente assistenziale), ma niente da fare. Stavo per cedere le armi, col peso della sconfitta, quando dall’anima mi è nata una preghiera sentita all’Onnipotente, una richiesta. Era ormai finito l’orario di servizio del mio reparto e il medico specialista che coadiuvo mi saluta e se ne va. Solo qualche attimo e si presenta da me una giovane donna per una visita. Mi precipito a richiamare il sanitario e, a differenza di altre volte, lo trovo disposto a tornare in ambulatorio. Chiedo alla signora un documento e mi vedo porgere il tesserino dell’Avis. Quasi non credo ai miei occhi… e se avesse quel gruppo sanguigno? Se fosse disponibile? Proprio così! Quello stesso pomeriggio la donna si è trovata al capezzale dell’inferma per la trasfusione diretta. (A.M.M. – Italia) Dietro una porta Partendo dall’idea di dimezzare le mie cose personali, regalandole a chi poteva averne bisogno, ho instaurato rapporti nuovi. Ho iniziato con due giacche costose che indosso di rado, proposte alla mia vicina marocchina, la cui figlia o la nuora potevano essere interessate. Le ha gradite e, a sua volta, mi ha pregato di accettare un cappotto beige nuovo, mai indossato. Per me comportava un lavoro di ricerca a chi regalarlo, ma è servito a familiarizzare con la vicina. Due ore dopo incontro un’amica che accetta felicemente il cappotto per la sorella che indossa solo il beige. La giornata continua scandita dalla frase “Date e vi sarà dato”. Infatti, mi capita di ricevere mobili, stoviglie, biancheria per l’appartamento in cui mi sono trasferita da poco. Per noi svizzeri, è difficile varcare la soglia di casa del vicino, abbiamo sempre paura di disturbare. Ma quanta umanità è nascosta dietro le porte! Bastano pochi minuti d’intrattenimento davanti a un caffè e cadono i filtri del pregiudizio, il cuore si dilata e lo spazio familiare cresce. (Isabelle – Svizzera)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno IX – n.1- gennaio-febbraio 2023) (altro…)
8 Feb 2023 | Testimonianze di Vita, Vite vissute
In un tempo considerato il tempo dell’ansia dove nessuno si sente mai all’altezza delle aspettative del mondo, chi ci chiama a fare grandi cose è un Padre che poggia il suo sguardo su di noi come nel giorno della Creazione; un Dio che guarda a quel nucleo indistruttibile di bellezza che è in ciascuno e che ci invita a mantenere gli occhi aperti sulle fatiche di chi ci è accanto con lo stesso amore che Lui ha per noi. Riparare il passato I miei genitori divorziarono quand’ero piccola e mio padre ebbe cinque mogli: da quei matrimoni ho due fratellastri e due sorellastre. Inoltre, i genitori di mio marito sono entrambi dipendenti dall’alcol. Anni fa, durante una grave prova in famiglia, mio marito ed io abbiamo deciso di impegnarci per portare serenità tra i parenti, quasi a voler raddrizzare il nostro albero genealogico. Da allora, con la preghiera, con la creatività dell’amore, con inviti a cena, con feste, costatiamo una loro reale “guarigione”. Certo, tutto ciò comporta fatica, soldi, ma la provvidenza non ci manca mai. Per esempio, avevamo organizzato la festa di compleanno per una sorellastra, ma all’ultimo momento ci siamo resi conto di aver pensato a tutto tranne a un regalo. Dio ha provveduto a risolvere il problema attraverso una vicina: aveva comprato per la figlia una bellissima blusa che però, rivelatasi piccola, pensava di proporre a nostra figlia. Ecco il regalo per l’acquisita sorella! Taglia e colore erano perfetti: “Come avete fatto a sapere che la desideravo tanto?”. (E.S. – Repubblica Ceca) Uno sguardo nuovo sulle cose Siamo coniugi in pensione. Quattro anni fa i nostri vicini di casa hanno dimenticato di chiudere la pompa del loro giardino durante la notte. Risultato: il nostro pianterreno si è allagato, producendo danni per circa 9 mila dollari. Abbiamo invitato i vicini a denunciare alla loro Compagnia di assicurazione il danno in modo da venire risarciti, ma si sono rifiutati, per evitare che con ciò venisse loro aumentato il costo annuale dell’assicurazione. Sul momento è scattato in me l’impulso di denunciarli, anche perché c’erano dei testimoni attendibili. Poi però, parlandone tra noi, mia moglie ed io abbiamo deciso di perdonarli. In questi quattro anni li abbiamo sempre salutati gentilmente, scambiando con loro qualche parola. Due giorni fa hanno cambiato casa e, mentre gli operai caricavano i mobili sul camion, la nostra vicina si è avvicinata a mia moglie: “Siete delle brave persone, mentre noi vi abbiamo fatto del male. Vi chiedo perdono”. Dopo queste parole il mondo ci è sembrato un po` più bello. (T.C. – Usa)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno IX – n.1° gennaio-febbraio 2023) (altro…)
26 Gen 2023 | Testimonianze di Vita, Vite vissute
Una delle sofferenze più grandi per l’essere umano è sentire la propria inutilità dinanzi ai fatti della vita, accettare di non poter fare nulla. Essere strumento nelle mani di Dio vuol dire, dunque, mettersi a disposizione, riscoprire il proprio valore nel lasciar fare a qualcun altro; imparare l’arte dell’affidarsi e dell’affidare. Prudenza Come responsabile di un reparto nella mia ditta, un giorno ho notato in un collega, di solito molto sereno, un atteggiamento aggressivo. Invitato a parlare, mi ha confidato i suoi problemi con la moglie, rivelatasi violenta al punto da mettergli le mani addosso. Pretendeva da lui sempre più soldi. Era questo il motivo delle sue ore di straordinario. Da allora quel collega ha cominciato a telefonarmi fuori dal lavoro quando le cose andavano male, sicuro di trovare in me un ascolto disinteressato. Quando però mi sono resa conto di essere diventata per lui una specie di rifugio, ho avvertito, per la prudenza cristiana, il bisogno di parlarne con mio marito. E proprio lui, dopo avermi aiutata a capire che per quell’uomo io potevo rappresentare non solo un’amica, ma l’ideale di donna, ha proposto un’idea rivelatasi vincente: invitare la famiglia del collega con la scusa di un compleanno. Dopo esserci affidati a Dio e grazie al clima creato dai giochi e dalle trovate dei nostri figli, il rapporto instaurato con l’altra coppia ha fatto ben sperare in un cambiamento della situazione. (G.T. – Portogallo) Addio, bici. Da qualche tempo ho dovuto mettere a riposo in garage l’amata bicicletta, compagna di tante gite e spostamenti. Il fatto è che, a causa delle mie doppie lenti, ora sono costretta a camminare sempre a piedi. Un po’ mi è costato, a dire il vero: la bici mi era molto utile perché nel cestello potevo mettere la spesa e altre cose che ora devo portare a mano. Per fortuna abito in un piccolo centro dove tutto ciò che serve risulta concentrato. Ho scoperto però un vantaggio di fare a meno delle due ruote, oltre a quello di evitare le cadute, così disastrose quando si è raggiunta una certa età. Andare a piedi, infatti, mi offre la possibilità di incontrare tante persone, scambiare due chiacchiere… e c’è sempre qualcosa di triste o di gioioso da mettere in comune. Insomma, tutto è espressione di amore di Dio, se ci disponiamo a fare la sua volontà. Meglio cercare di andare in Paradiso senza bicicletta piuttosto che andar più velocemente… e dove poi? (Marianna – Italia)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno IX – n.1 – gennaio-febbraio 2023) (altro…)
17 Gen 2023 | Spiritualità, Testimonianze di Vita, Vite vissute
Imparare a fare il bene vuol dire impadronirsi di un alfabeto che ci permette di cogliere la volontà di Dio nella nostra vita e andare incontro all’altro. È un alfabeto fatto di gesti e la giustizia non è che il tesoro prezioso da ricercare, la gemma desiderata e la meta di questo nostro agire. L’incidente Stavo tornando a casa per il pranzo quando la macchina davanti a me ha preso a sbandare per poi capovolgersi. Mi fermo ed esco dall’auto per prestare aiuto. Grazie anche all’arrivo di altri soccorritori gli infortunati vengono estratti dal veicolo, insanguinati: sono un’anziana signora, un uomo giovane e un bambino. Per timore di essere coinvolto nell’incidente nessuno però si è fatto avanti per portarli in ospedale. Toccava dunque a me! Sono molto emotivo e talvolta la vista del sangue mi ha fatto perdere i sensi. Ma stavolta c’era da farsi coraggio e agire. Al pronto soccorso per accettare i feriti chiedevano una somma che in quel momento non avevo; vero che avrei potuto fare un assegno: era un rischio, ma non potevo abbandonarli. Così ho firmato l’assegno e dopo essermi assicurato che i feriti erano ben sistemati (come il buon samaritano), sono ripartito. Mi sentivo leggero, come dopo un esame: avevo superato l’ostacolo della mia emotività ma soprattutto ero stato d’aiuto a dei fratelli in un momento cruciale. Ho provato la gioia vera del Vangelo. (Marciano – Argentina) Rinascita L’adolescenza ribelle di uno dei nostri figli, la sua depressione, gli attacchi di panico, le amicizie distruttive, le dipendenze avevano aperto una grande ferita nella nostra famiglia. Dentro di me cresceva un fiume di rabbia, di sentimenti ostili che, sommati, mi facevano agire negativamente verso mio marito e gli altri figli. Come madre consapevole di essere fallita, mi sono sempre più chiusa in me stessa. Una cara amica, vedendomi in tale stato, mi ha consigliato di parlare con un sacerdote. La grazia è arrivata proprio in quel colloquio. Come se Dio rompesse le spesse pareti del cuore dove erano rinchiuse le mie lacrime, ho pianto a lungo, ho gridato tutte le cose terribili accadute a nostro figlio nel corso degli anni. Quel giorno la liturgia riportava una frase di Ezechiele che confermava la mia rinascita: “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36, 26). Nella preghiera ho ritrovato la pace per poter essere accanto ai figli come un punto sicuro. (W.Z. – Polonia) Perdono Una mia conoscente aveva ricevuto dal fratello un messaggio che le annunciava la morte improvvisa della moglie e la pregava di andare a trovarlo. Lei però non era mai stata in buoni rapporti con la cognata, specialmente da quando aveva impedito al marito di andare a trovare la madre sul punto di morire. Anche certe amiche le dicevano che faceva bene a non andare da un fratello che non si era comportato bene con tutta la famiglia. La donna, a modo suo molto religiosa, ha cominciato a pregare per la cognata, a far celebrare messe di suffragio… ma non si è mossa: non riusciva a perdonare il fratello. Come convincerla dell’incongruenza del suo cristianesimo? Proprio quel mese la Parola di vita era incentrata sull’amore scambievole. Come tentativo ho portato alla mia conoscente il foglietto con il commento che spiegava come vivere quel comando evangelico. Dopo alcuni giorni, la vedo arrivare in casa mia tutta sorridente: era per raccontarmi che dopo aver letto quel foglietto non aveva più potuto resistere, era andata dal fratello e si era riconciliata con lui. (D.P. – Brasile)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno IX – n.1- gennaio-febbraio 2023) (altro…)