16 Mag 2002 | Nuove Generazioni
9.000 ragazzi tutti attori: musiche, coreografie, giochi scenografici e canzoni, testimonianze. Un programma condotto interamente dai ragazzi che daranno voce alle loro speranze.
Storie di adolescenti che hanno sperimentato la forza dell’amore nell’impegno a costruire un mondo unito a scuola, in famiglia, con gli amici ed anche in situazioni di guerra, solitudine e povertà.
Sarà presente la delegazione dei Ragazzi per l’unità intervenuta dal 5 al 10 maggio a New York, alla Sessione Speciale dell’ONU per l’Infanzia, a cui hanno proposto un messaggio per la pace in 10 punti, sottoscritto da 320.000 firme, oltre 500 di personalità del mondo politico e culturale di vari paesi.
Ospiti speciali: ragazzi indù dello Shanti Ashram (India), Street Children cristiani della Tanzania, studenti buddisti della Duang Prateep Foundation per l’educazione dei ragazzi degli slum di Bangkok (Tailandia), musulmani della Spagna e del Medio Oriente, ragazzi buddisti della Rissho Kosei-Kai (Giappone) e della Myochikai (Giappone); adolescenti ortodossi di Chernobyl (Ucraina), una generazione che porta il segno del disastro nucleare.
Lancio – attraverso un numero verde – di un progetto di solidarietà: "Schoolmates"
I ragazzi dei Paesi più ricchi si impegnano ad assicurare borse di studio per i loro coetanei delle nazioni più povere, mettendo così in contatto ragazzi di culture diverse con l’obiettivo di conoscersi e imparare ad amare il Paese e la cultura altrui come la propria.
Momento clou: il dialogo con Chiara Lubich, Premio Unesco ’96 per l’Educazione alla Pace.
16 Mag 2002 | Nuove Generazioni
Diretta RAI 3 e Mondovisione via satellite e Internet – 8,30 – 10 con video-sintesi del Musical dei Ragazzi del 25 maggio al Palaghiaccio di Marino e del dialogo a tu per tu con Chiara Lubich.
Invitati: il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Di Segni, il rev. Miyamoto del movimento buddista Myochikai (Giappone), la dott. Vinu Aram, indù, una delle presidenti della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP) leader del movimento Ghandiano indiano Shanti Ashram; l’Imam spagnolo Allal Bachar; il Card. Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.
Testimonianze sulla pace di ragazzi: Medio Oriente; New York, Pakistan e Nigeria. Contributo musicale della scuola ebraica di Roma.
La manifestazione terminerà con un impegno comune per la pace: i ragazzi lo esprimeranno sul palco, imprimendo un’orma dorata su un enorme pannello. Un gesto che si ripeterà coinvolgendo l’intera piazza.
Coreografia dei ragazzi sulla pace, con 10.000 ombrelli colorati.
Canzone: “The Golden Rule”, cantata dai ragazzi rappresentanti delle principali religioni.
Messaggio di Giovanni Paolo II ai ragazzi.
Dal Colosseo, simbolo della difesa dei diritti umani, avrà inizio la Marcia dei Ragazzi per la Pace diretta verso S. Pietro. Vi aderiranno anche molti studenti delle scuole medie e superiori di varie regioni italiane.
16 Mag 2002 | Nuove Generazioni
Vi parteciperanno circa 300 delegati di varie nazioni e religioni.
Si concluderà con il lancio di un messaggio programmatico ai ragazzi del mondo.
A Firenze, in Palazzo Vecchio, la cerimonia conclusiva e la consegna, da parte delle autorità, del premio ‘Ragazzi per la pace’, col Patrocinio del Comune di Firenze, della Provincia di Firenze e della Regione Toscana.
12 Mag 2002 | Nuove Generazioni
Il messaggio, stilato lo scorso anno in Giappone, alla prima “Conference of children for the coming generation”, promossa dalla Fondazione buddista giapponese Arigatou, dall’Unicef e dai Ragazzi per l’unità, è stato consegnato il 10 maggio all’ONU.
Si fa “portavoce di tutti i ragazzi che nel mondo soffrono sfruttamento, guerre, malattie, Aids”.
Lancia proposte concrete sui rapporti tra i singoli e i popoli, mass media, ecolo- gia, nuove tecnologie, droga, Aids, globalizza- zione.
Propone di diffondere una nuova cultura, “la cultura del dare, del condividere”. Primo passo: condono del debito estero dei paesi poveri.
Ancora, chiede “una globalizzazione basata non solo sull’aspetto finanziario ed economico, ma sulla comunione tra le culture e le religioni, perché gli uomini diventino una sola famiglia”; che “entri nelle scuole l’educazione alla pace”.
“Noi abbiamo già cominciato a costruire la pace. Ma – concludono – abbiamo bisogno di voi”.
Rivolto a Capi di Stato, responsabili civili e religiosi, dirigenti dei mass media, organizzazioni nazionali ed internazionali, il messaggio aveva fatto il giro del mondo raccogliendo più di 320 mila firme per la pace, di cui 500 di personalità del mondo politico, culturale e religioso.
11 Ott 2000 | Dialogo Interreligioso, Nuove Generazioni
Ai capi di stato del mondo Ai responsabili civili e religiosi Ai dirigenti dei mass media Alle organizzazioni nazionali ed internazionali Siamo 213 ragazzi di 40 Nazioni del mondo, riuniti qui in Giappone per partecipare alla ‘Conferenza dei ragazzi per il futuro’. Un grande ideale ci accomuna: costruire un mondo di pace. Pur appartenendo a religioni diverse, vogliamo vivere la ‘Regola d’oro’ che è presente nelle nostre fedi: “Fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te, non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Vogliamo in pratica vivere il rispetto reciproco, l’amore, che è iscritto nel cuore di ogni uomo. E ciò significa: amare tutti, dimenticando se stessi e pensando agli altri, senza discriminare chi ha idee diverse dalle proprie o appartiene ad un’altra razza o etnia; amare per primi, senza aspettare che sia l’altro a fare il primo passo; amare anche i nemici, dimenticando le offese del passato, imparando a perdonare, dicendoci con amore ciò in cui possiamo cambiare e migliorare. In questi giorni abbiamo sperimentato che l’amore può cambiare ogni rapporto, se cerchiamo ciò che ci unisce piuttosto di quello che ci divide. Perché non può essere così anche tra gli stati? Si arriverebbe ad amare la patria altrui come la propria e così sarebbe garantita la pace. L’uomo non può vivere da solo, dobbiamo aiutarci a vicenda avendo un cuore pieno di gratitudine verso chi ci fa del bene e contraccambiando. Così sarà garantito un futuro pieno di speranza. Il domani ci appartiene. Ci piacerebbe che voi ascoltaste la nostra voce: diamoci un appuntamento nei vari Paesi dove noi ragazzi possiamo incontrarvi e dialogare con voi. Desideriamo essere portavoce di tutti i ragazzi che nel mondo soffrono a causa dello sfruttamento, della guerra, delle malattie come l’AIDS. Coscienti delle tante differenze ancora presenti tra Paesi ricchi dove dilaga il consumismo e Paesi poveri, abbiamo deciso di iniziare noi a vivere e diffondere una nuova cultura, quella del dare e del condividere. Se si vivesse così anche tra le nazioni, tutti i beni della terra sarebbero distribuiti in modo uguale, senza differenze. Il primo passo verso questa meta vorremmo che fosse il condono del debito estero dei Paesi poveri in modo da permettere loro migliori possibilità di vita e di sviluppo. Per mettere fine a tutte le guerre e conflitti, favoriamo il dialogo e la collaborazione, impegnandoci decisamente per il disarmo e usiamo i fondi destinati alle armi per scopi pacifici. Vorremmo che lo sport non sia strumentalizzato al guadagno, ma diventi occasione di incontro e di amicizia fra i popoli, dove si impara a lavorare insieme, a vincere, a perdere e a ricominciare. La droga distrugge il futuro dei ragazzi e in alcuni Paesi questo problema è molto grave: se avessimo migliori prospettive per il futuro molti non si drogherebbero. Vi chiediamo di combattere questo male anche con delle leggi che ci proteggano. Non sfruttiamo indiscriminatamente le risorse della natura ma, pensando alle generazioni future, facciamo come le piante che assorbono dal terreno solo ciò di cui hanno bisogno. Sappiamo che l’uomo è felice se vive in pace con se stesso e con la natura che lo circonda. Aiutateci a difenderla e preservarla, fermando la deforestazione e promuovendo il riciclaggio. Create spazi ‘verdi’ nelle città dove noi tutti possiamo ritrovarci. Diamo attenzione agli anziani, perché loro danno un prezioso contributo alla società con la loro esperienza e saggezza. Consideriamo la scienza e la tecnologia non come fine a se stesse, ma a servizio dell’uomo, senza manipolare la vita umana e favorendo anche la ricerca di fonti alternative all’energia nucleare. La pace inizia nel cuore di ogni uomo. Ci piacerebbe che nelle scuole venissero messi in luce valori come la conoscenza e il rispetto delle altre culture e religioni e che nei programmi scolastici sia inserita l’educazione alla pace. Vorremmo che la globalizzazione, verso cui il mondo si incammina, non fosse solo basata sull’aspetto finanziario ed economico ma sulla comunione tra le culture e le religioni, in modo che tutti gli uomini diventino una sola famiglia. Chiediamo che i mass-media diffondano il positivo che c’è nel mondo, che diano un’informazione obiettiva e che ci facciano conoscere le situazioni difficili dei vari Paesi per essere più solidali. Vietate le trasmissioni di immagini violente, che non rispettano la dignità dell’uomo o il valore del suo corpo fermando la produzione di giochi e di cartoni animati che incitano alla violenza e i siti Internet che possano in qualche modo danneggiare noi ragazzi. Noi abbiamo già cominciato a costruire la pace. Sappiamo, però, che per raggiungere questa meta abbiamo bisogno di voi. Per questo chiediamo il vostro aiuto, specialmente là dove noi ragazzi non possiamo arrivare. Ogni giorno preghiamo per raggiungere questo obiettivo, certi che dal Cielo riceveremo l’aiuto per realizzare un mondo nuovo e più unito dove tutti gli uomini della terra possano vivere felici e come fratelli. I partecipanti alla Conferenza dei Ragazzi per il Futuro (altro…)