Movimento dei Focolari
Sull’esempio di Francesco

Sull’esempio di Francesco

Nel Paradiso terrestre, Dio conversava con l’uomo: Padre che dialoga col figlio. Il peccato troncò il dialogo. Per ripristinarlo, venne in terra la parola (il Verbo) e si fece carne: divenne Mediatore tra gli uomini e Dio e, per Lui, si ripristinò il dialogo. Egli suscitò un ordine nuovo, la cui legge fu l’amore. E l’amore si esprime primariamente con la parola: l’amore non è monologo, è dialogo; non si chiude in sé, ma cerca l’altro e lo serve. (…) Cristo rompe tutte le cancellate e recupera il contatto con tutti. Parla anche con donne perdute, anche con ladri, perdona anche i crocifissori.(…) Egli è venuto per i peccatori, non per i giusti, che non esistono. San Paolo, fatto da fariseo cristiano, rischia di farsi ammazzare dagli ex compagni di fazione, perché colloquia con impuri, con pagani; quei pagani, con cui gli israeliti zeloti non conversavano, e da cui egli invece stava per trarre la grande Chiesa. Per lui non c’erano né giudei né greci, né servi né padroni, né uomini né donne: ma anime, tutte figlie di Dio. (…) Una potente spinta alla evangelizzazione del mondo, e quindi alla dilatazione della civiltà cristiana, si ebbe, già nel secondo secolo, col dialogo degli apologisti greci – in testa Giustino – coi pensatori pagani, quando quelli ricercarono nella sapienza di Socrate e Platone e dei savi romani e d’altre razze i semi della Ragione divina, e quindi gli elementi della solidarietà, della comunione, della eguaglianza. Fu trovato così un terreno d’intesa e s’ingaggiò un dialogo, il quale avvicinò gentili e cristiani, dopo che persecuzioni imperiali e controversie teologali li avevano più separati. I malanni della divisione e del silenzio sopravvennero quando la religione fu rimestata – e mescolata – con la politica: e allora invece di colloquiare coi musulmani, sull’esempio di Francesco, si battagliò con loro, perdendo tempo, denari, anime per generazioni. (…) Durante tutte queste forme di regressione chi mantenne vivo il dialogo fu il gruppo dei santi. (…) E dialogo è quello che, sotto la spinta di papa Giovanni XXIII e Paolo VI, ha riavvicinato ortodossi e protestanti e cattolici in pochi anni più che controversie e sottigliezze, dimenticanze e silenzi di molti secoli. (…) La religione non conosce altra preclusione che l’odio, perché essa è l’amore. Essa cerca l’unità e la pace. Igino Giordani – Tratto da “Ut unum sint”, 1967, n.7, pp.28-30. (altro…)

Sull’esempio di Francesco

La Parola di Dio

È stato pubblicato per l’editrice Città Nuova il volume che racchiude gli scritti di Chiara Lubich a cura di Florence Gillet: “La parola di Dio”
La Parola di Dio: la tensione a meditare e vivere il Vangelo ha caratterizzato la spiritualità del Movimento dei Focolari fin dalla nascita, nella consapevolezza che la Parola è Dio stesso, e vissuta provoca la rivoluzione cristiana, perché essa non solo porta all’unione dell’anima con Dio, ma anche delle persone tra loro, fino alla realizzazione dell’unità tra tutti, testamento di Gesù, «Padre che tutti siano uno» (Gv 17, 21.23). Il volume raccoglie brani tratti da meditazioni, scritti, lettere e discorsi sul tema.
Sull’esempio di Francesco

Antropología del diálogo

¿Todavía es posible el diálogo entre los seres humanos? Es decir, ¿es posible encontrarse, escucharse, hablarse, reconocerse “iguales” en el respeto de las “diferencias”? Aún antes del diálogo cultural, político, interreligioso, etc.; ¿existen características humanas para poder comunicarse, expresarse y encontrarse con los demás? El autor trata de responder a estas preguntas con un abordaje amplio y abierto, en el que confluyen investigaciones filosóficas, teológicas, antropológicas y culturales en las que trabaja hace muchos años. Propone un itinerario de ascética y de éxodo desde el yo hacia el tú, pasando a través de una dinámica del silencio-escucha como capacidad de encuentro consigo mismo y tensión al reconocimiento del otro, para ir a su encuentro. El diálogo no comienza con un acto de decir, sino, paradójicamente, con un acto de escuchar. Un ser humano que jamás aprendió a escuchar, nunca será capaz de dialogar. En los cinco capítulos del libro, el autor nos conduce al núcleo de la “cuestión antropológica”, ayudándonos a redescubrir los grandes temas del silencio, del diálogo, de la relación, de la interioridad y de la comunidad. Son estos los “pilares” de lo vivido personalmente e interpersonalmente, elementos distintivos para pensar nuevamente las relaciones humanas y el encuentro con los demás.

Datos del autor:
Gennaro Cicchese (Agnone, 1961). Docente de Antropología Filosófica en el Instituto de Ciencias Religiosas de la Pontificia Universidad Lateranense y profesor invitado en el Centro San Agustín de Dakar (afiliado a la Universidad Salesiana). Publicó artículos y ensayos en obras colectivas, enciclopedias y revistas especializadas. Miembro de la Asociación de Docentes Italianos de Filosofía (ADIF), de la Asociación Teológica Italiana (ATI), y secretario del SEFIR (Área de Investigación Ciencia y Fe sobre la Interpretación de lo Real). Entre sus volúmenes podemos contar: I percorsi dell’altro. Antropologia e storia (1999); L’uomo e il cosmo tra revelazione e scienza (compilador, 2003); Intelligenza e linguaggio (compilador, 2004); Scienze informatiche e biologia. Epistemologia e ontologia (compi- lador, 2011). Ciudad Nueva Argentina