Movimento dei Focolari
Arte e città: giovani artisti in tour per l’Europa

LoppianoLab – EdC: imprese, progetti, futuro

Quale il contributo specifico delle aziende che aderiscono al progetto di Economia di Comunione, oggi, in tempi di crisi e recessione? Occorre mettere in campo l’offerta economica della fraternità che implica il rafforzamento della rete dentro l’azienda e tra le aziende e il territorio. Al Polo Bonfanti si è svolta la seconda Convention per i 20 anni dell’Economia di Comunione (EdC): economisti e imprenditori seduti allo stesso tavolo per discutere e individuare piste di lavoro per il futuro. Alberto Ferrucci della Commissione internazionale EdC ha annunciato che verrà presentato all’ONU un documento di proposte che il progetto di Economia di Comunione formula per affrontare la crisi e creare un nuovo modello di sviluppo. Tre i livelli d’azione da perseguire secondo Luigino Bruni, economista. “Nei prossimi progetti EdC occorre inserire molto di più i giovani, focalizzare un luogo d’azione dove si possa discutere e pianificare progetti a lungo termine – e questo può essere il ruolo futuro del Polo Lionello Bonfanti –, e lavorare per le povertà dell’oggi, ovvero per quei poveri che non si trovano più solo nel Terzo mondo, ma anche nelle nostre città italiane”. Ad oggi sono circa 800 le aziende che hanno aderito in tutto il mondo all’EdC, 230 quelle italiane, tante delle quali presenti a LoppianoLab. Franco Caradonna, imprenditore di Bari, non nega la difficile situazione in cui si trova la sua azienda, un momento delicato che vede tutti gli operai lavorare con un contratto di solidarietà: “E’ stata una scelta dolorosa – continua Caradonna – ma non vogliamo licenziare nessuno; col proseguire della crisi economica abbiamo deciso di diminuire prima di tutto lo stipendio di noi dirigenti e poi abbiamo valutato le situazioni famigliari di ogni singolo operaio individuando i punti di forza e di rischio, i figli a carico, il lavoro o meno della moglie; la situazione al momento non è migliorata, ma siamo certi di volere perseguire in questo comportamento che ci sembra il più corretto e attento alle esigenze di tutti”. Non si tratta di una storia isolata, ma di una delle tante raccontate in questi giorni, dai molti imprenditori che hanno scelto di non pensare solo al prodotto finale e al ricavato, ma alle singole persone, punti forti del lavoro. Gli economisti Porta e Bartolini interpellati sul contributo dell’EdC in questa epoca di crisi, propongono forme di educazione alla responsabilità politica per i cittadini fondate su solidarietà e sussidiarietà, innanzi tutto, e chiedono all’Economia di Comunione di diventare una rete sociale capace di generare speranza. Per approfondimenti: Area Stampa Foto – Flickr Photostream Agenzia Stampa ASCA – Speciale LoppianoLab

Arte e città: giovani artisti in tour per l’Europa

Spiritualità dell’unità : Dio Amore

Chiara Lubich e le sue prime compagne, nell’infuriare della guerra, avevano preso l’abitudine di ritrovarsi nei rifugi antiaerei appena suonava la sirena che annunciava un nuovo bombardamento. Era troppo forte il desiderio delle ragazze di Trento di stare insieme, di scoprire sempre nuovi modi di essere cristiani, di mettere in pratica il Vangelo, dopo quella folgorante intuizione che le aveva portate a mettere Dio Amore al centro dei loro interessi, al centro – unico e assoluto – della loro giovane vita. «Ogni avvenimento ci toccava profondamente – dirà più tardi Chiara . La lezione che Dio ci offriva attraverso le circostanze era chiara: tutto è vanità delle vanità, tutto passa. Ma, contemporaneamente, Dio metteva nel mio cuore, per tutte, una domanda, e con essa la risposta: “Ma ci sarà un ideale che non muore, che nessuna bomba può far crollare e a cui dare tutte noi stesse?”. Sì, Dio. Decidemmo di far di lui l’ideale della nostra vita». Scrive Chiara nel 2000: «Dio. Dio, che in mezzo al furore della guerra, frutto dell’odio, sotto l’azione di una grazia particolare, si manifestò per quello che egli veramente è: amore. La prima idea-forza su cui lo Spirito ha costruito questa spiritualità è stata dunque: Dio amore (Cf. 1Gv 4,8). Quale mutamento porta nelle persone questa verità, compresa in maniera completamente nuova, al contatto col carisma del movimento! La vita cristiana condotta prima, pur con una pratica coerente, appare al confronto adombrata d’orfanezza. Ora, infatti, ecco la scoperta: Dio è amore, Dio è Padre! Il nostro cuore, vissuto nell’esilio della notte della vita, s’apre e sale e s’unisce con colui che lo ama, che pensa a tutto, che conta persino i capelli del capo. Le circostanze gioiose e dolorose acquistano un nuovissimo significato: tutto è previsto e voluto dall’amore di Dio. Nulla più può farci paura. È una fede, questa, esaltante, che fortifica, che fa esultare. È una fede che fa piangere chi la sperimenta le prime volte. È un dono di Dio che ci fa gridare: Noi abbiamo creduto all’amore(1 Gv 4,16). Con la scelta di Dio, che è amore, come ideale della vita, si poneva il primo cardine, la prima esigenza di quella nuova spiritualità che era sbocciata nei nostri cuori. Avevamo, dunque, trovato colui per cui vivere, Dio amore». (altro…)