4 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Sociale
Water, air, earth, knowledge, technology, cultural diversity, peace, biodiversity, life… all common goods to be safeguarded; a task not only in the hands of governments and international organisations but of each person, family and community.
We are all called to foster a new culture based on interdependence, solidarity, justice and communion through life styles oriented towards the common good.
Is the concept of ‘common good’ the same throughout Asia, Africa and Europe?
These are the issues to be addressed at the convention “For the common good; to treasure the heritage of humankind”, organised by AMU (Azione per un Mondo Unito or Action for a United World), a non-profit organisation, 25 years since its foundation. Participants from Thailand, Lebanon, Burkina Faso, Burundi, Brazil, Germany, Spain (Saturday 5th and Sunday 6th March 2011, Ciampino – Rome).
Lectures and experiences from experts in fair trade, environmental preservation, global citizenship, development aid.
Amongst the guest speakers:
- Guido Barbera, Chairman of CIPSI
- Luigino Bruni, Associate Professor of Economic Politics at Bicocca University, Milan
- Vincenzo Buonomo, full professor of International Law and Dean of Law at di Diritto Internazionale e Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Pontifical Lateran University of Rome.
- Rosario Lembo, National Secretary the World Water Contract Campaign
- Alberto Lo Presti, Professor if History and Political Doctrine at Saint Thomas Aquinas Pontifical University – Angelicum, Rome
- Telma Rocha, project developer for Latin America Avina Fondation – Brazil
- Godefroy Sankara, Director and coordinator of Africa pro Mundo – Burkina Faso
- Stefano Zamagni, full professor, Faculty of Economics University of Bologna
Through stands and workshops, experiences on fair trade will be exchanged.
Special attention given to young people and a project on active citizenship “Strong without Violence” that took place in Germany as well as accounts of projects and experiences from Brazil, Lebanon and Burundi.
The convention is open to the public and is aimed at people who work on international solidarity projects, at associations and all those interested in sustainable development.
AMU is recognised by the Italian Ministry of Foreign Affairs for the projects carried out in the developing world and for development education and training.
Born in the Focolare Movement, AMU wishes to spread a culture of dialogue and unity among peoples. Together with the populations involved, AMU is committed to carrying out sustainable activities that lay down foundations for effective development that respects the local social, cultural and economic realities.
For Further Information:
Associazione “Azione per un Mondo Unito – ONLUS – “ (AMU)
tel. : 06 94792170
Patrizia Mazzola mobile. 335.616.54.04
e-mail: eas@amu-it.eu
website: www.amu-it.eu
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3 Mar 2011 | Cultura
180 i giovani giuristi da 13 nazioni a confronto sullo scottante e attualissimo tema del rispetto della dignità di ogni uomo e donna. È il secondo congresso internazionale per il gruppo che già nel 2009 si era riunito a Roma intorno al tema: il diritto alla ricerca della giustizia. In apertura il messaggio di saluto dell’avv. Maria Voce, Presidente dei Focolari (già coordinatrice di Comunione e Diritto), in quei giorni in Terra Santa: “Ci vuole coraggio davanti a queste sfide; un fortissimo impegno, coerenza, uno sguardo che sappia cogliere nel tempo di oggi quei segni che danno la speranza e indicano la strada da percorrere insieme per costruire un mondo dove la dignità umana sia davvero compresa e rispettata”. È la dott.ssa Vera Araujo ad averne dato lettura dopo aver tratteggiato – da sociologa e giurista- il valore della norma per il vivere civile.
Una domanda faceva da sfondo al convegno: esiste una dignità che possa valere quale ‘denominatore comune’, nella sua dimensione universale e particolare per ogni uomo? E quale la sua tutela? La risposta è sembrata affiorare anche attraverso le parole pronunciate nel 2006 dal Vice Presidente della Corte costituzionale italiana, Paolo Maddalena, riportate nella sua relazione dalla prof.ssa Adriana Cosseddu (Università di Sassari): «La dignità individua l’essenza e l’identità dell’uomo in quanto tale. Senza di essa non può esservi eguaglianza né libertà ». A seguire, ha invitato i giovani a guardare alla situazione attuale nell’Africa del Nord: il diffondersi di dimostrazioni e segni di rivolta di vasta parte della popolazione, esposta a gravi difficoltà economiche anche per l’aumento incontrollato dei prezzi dei prodotti di prime necessità, “è la prova che la protezione attesa e le garanzie che si rivendicano sono altrettante richieste di riconoscimento di libertà e dignità”. Su queste basi condivise, si sono svolti i tre intensi e partecipati giorni di Convegno, in cui i giovani sono stati protagonisti.
5 i gruppi di studio, con cui si è entrati nel vivo del dibattito:
- dignità e Costituzioni europee.
- dignità umana e nuove schiavitù
- dignità dell’embrione
- dignità nel sistema penale e carcerario
- dignità umana e diritto ambientale
Alle riflessioni si sono aggiunte le testimonianze di diversi operatori: dall’avvocato penalista al pubblico ministero; dal consulente giuridico al volontario che si spende per i carcerati. Nella mattinata conclusiva il prof. Vincenzo Buonomo (Università del Laterano), introducendo il discorso di Chiara Lubich del 1997 alle Nazioni Unite, ha evidenziato come nell’ordinamento della “comunità degli Stati” trovi uno spazio specifico proprio la dignità umana, definendo profetico e attualissimo il contenuto delle sue parole: “…se più uomini accettassero la sofferenza per amore, la sofferenza che richiede l’amore, essa potrebbe diventare la più potente arma per donare all’umanità la sua più alta dignità”. (altro…)
2 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
1 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Di gioia e commozione ha parlato nel suo saluto iniziale S.E. Mons. Mario Meini, attuale vescovo di Fiesole per questo avvenimento che è soprattutto: “Accoglienza di una testimonianza, una serva di Dio, una testimone delle parole del Signore…La sua è stata una vita di stimolo e incoraggiamento per il movimento e per tutta la Chiesa. Vogliamo da lei raccogliere il testimone non come tesoro geloso ma come capacità di servizio. A volte i santi ci passano accanto e non ce ne accorgiamo.” E’ l’invito ai presenti a riscoprire il volto quotidiano della santità che si fa servizio al prossimo, anche nella comunità civile ed ecclesiale. “Il soprannaturale naturale, alla portata di tutti”. Così il Card. Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura, nella Santa Messa solenne celebrata nel santuario di Maria Theotokos e animata dal Gen Rosso, ha ricordato il suo incontro con Renata Borlone, la cui caratteristica era quella di rendere la santità non una meta per pochi, ma è una vocazione possibile per ogni cristiano, tremendamente necessaria al giorno d’oggi.
Era presente, in rappresentanza della presidente del Movimento, Maria Voce, in questi giorni in Terra Santa, Eli Folonari che ha ricordato con emozione e riconoscenza come le sue prime esperienze di vita di focolare le abbia vissute proprio con Renata nel 1950 a Roma e che fu Chiara Lubich, personalmente, a chiamare Renata nella Cittadella di Loppiano come responsabile. Una giornata straordinaria con la partecipazione di più di 2000 persone provenienti da tutta Italia, nonostante la neve e il maltempo, oltre a tutti quelli che hanno seguito via internet questo evento specialmente nel momento solenne, alle 15.00, quando è avvenuta la chiusura vera e propria del processo, con il sigillo delle tre scatole che raccolgono tutta la documentazione raccolta in questi sette anni di lavoro dal tribunale diocesano, e che ora saranno consegnate a Roma, presso la Congregazione per le cause dei Santi.
La cerimonia è stata densa di significato. Una grande occasione per richiamare all’attenzione di tutti l’importanza di lasciarsi rinnovare dalle parole del Vangelo che sono vita, e che Renata Borlone ha testimoniato fino all’ultimo, fino a farle esclamare che “La morte è vita!” In mattinata, sempre nel santuario, un evento di festa. Officiato dal vescovo emerito di Fiesole S.E. Mons. Luciano Giovannetti, aveva ricevuto il battesimo un’altra Renata che di cognome fa Nembrini, l’ultima nata nella cittadella dei Focolari: quasi un ideale passaggio di consegne. Fare del “proprio cuore” il vero santuario che custodisce il messaggio della Serva di Dio, questo l’augurio fatto ai presenti.
La giornata si è conclusa con un dono speciale: il musical “Maria, fiore dell’umanità” del gruppo internazionale Gen Verde che ha portato tutti a contemplare Maria come figura di donna il cui fascino attraversa i secoli in continua dissolvenza tra la sua e la nostra storia, restituendoci l’immagine della Madre di Gesù come donna del quotidiano e compagna di viaggio. Flickr Foto Gallery (altro…)
28 Feb 2011 | Parola di Vita
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Certamente la sua volontà non ci è sempre chiara. Come Maria anche noi dovremo domandare luce per capire quello che Dio vuole. Occorre ascoltare bene la sua voce dentro di noi, in piena sincerità, consigliandoci se occorre con chi può aiutarci. Ma una volta compresa la sua volontà subito vogliamo dirgli di sì. Se, infatti, abbiamo capito che la sua volontà è quanto di più grande e di più bello possa esserci nella nostra vita, non ci rassegneremo a “dover” fare la volontà di Dio, ma saremo contenti di “poter” fare la volontà di Dio, di poter seguire il suo progetto, così che avvenga quello che Lui ha pensato per noi. E’ il meglio che possiamo fare, la cosa più intelligente. Le parole di Maria – “Eccomi, sono la serva del Signore” – sono dunque la nostra risposta d’amore all’amore di Dio. Esse ci mantengono sempre rivolti a Lui, in ascolto, in obbedienza, con l’unico desiderio di compiere il suo volere per essere come Lui ci vuole. A volte tuttavia quello che Lui ci chiede può apparirci assurdo. Ci sembrerebbe meglio fare diversamente, vorremmo essere noi a prendere in mano la nostra vita. Ci verrebbe addirittura voglia di consigliare Dio, di dirgli noi come fare e come non fare. Ma se credo che Dio è amore e mi fido di Lui, so che quanto predispone nella mia vita e nella vita di quanti mi sono accanto è per il mio bene, per il loro bene. Allora mi consegno a Lui, mi abbandono con piena fiducia alla sua volontà e la voglio con tutto me stesso, fino ad essere uno con essa, sapendo che accogliere la sua volontà è accogliere Lui, abbracciare Lui, nutrirsi di Lui. Nulla, lo dobbiamo credere, succede a caso. Nessun avvenimento gioioso, indifferente o doloroso, nessun incontro, nessuna situazione di famiglia, di lavoro, di scuola, nessuna condizione di salute fisica o morale è senza senso. Ma ogni cosa – avvenimenti, situazioni, persone – è portatrice di un messaggio da parte di Dio, ogni cosa contribuisce al compimento del disegno di Dio, che scopriremo a poco a poco, giorno per giorno, facendo come Maria, la volontà di Dio. “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Come vivere allora questa Parola? Il nostro sì alla Parola di Dio significa concretamente fare bene, per intero, ogni momento, quell’azione che la volontà di Dio ci chiede. Essere tutti lì in quell’opera, eliminando ogni altra cosa, perdendo pensieri, desideri, ricordi, azioni che riguardano altro. Di fronte ad ogni volontà di Dio dolorosa, gioiosa, indifferente, possiamo ripetere: “avvenga di me quello che hai detto”, oppure, come ci ha insegnato Gesù nel “Padre nostro”: “sia fatta la tua volontà”. Diciamolo prima di ogni nostra azione: “avvenga”, “sia fatta”. E compiremo attimo dopo attimo, tassello per tassello, il meraviglioso, unico e irrepetibile mosaico della nostra vita che il Signore da sempre ha pensato per ciascuno di noi. Chiara Lubich
Parola di vita, dicembre 2002, pubblicata in Città Nuova, 2002/22, p.7.