Movimento dei Focolari

La malattia: una chance per la comunione e la fecondità pastorale

Ott 3, 2004

Due sacerdoti della Slovenia a vita comune raccontano la loro esperienza

T.: Quarant’anni fa ho fatto la scoperta della vita di comunione tra sacerdoti diocesani che seguivano la spiritualità dell’unità dei Focolari. Ho espresso al vescovo il desiderio  di vivere questa esperienza insieme ad un viceparroco. Mi ha accontentato ed ha aggiunto:  “Se dopo un anno l’esperienza non andasse bene, venite e troveremo un’altra soluzione”. Dopo un anno siamo tornati a ringraziarlo, assicurandolo che tutto andava bene. Visibilmente contento, ha commentato: “Questa è opera dello Spirito Santo!”. All’inizio J. era viceparroco. Poi gli vengono affidate, come parroco, due parrocchie. Continuiamo a vivere insieme, avendo ognuno in cuore le parrocchie dell’altro come la propria. J.: Sei anni fa mi è stato scoperto il morbo di Parkinson e non potevo nascondere le mie difficoltà alla gente. Le medicine infatti non funzionavano subito. Dovevo avere tanta pazienza e non temere di mostrarmi debole davanti agli altri. C’è stato un periodo poi, in cui, a causa di un’infezione, le medicine non agivano. E le conseguenze? Per alzarmi da letto ci voleva almeno mezz’ora… Ma, guardando a Gesù in croce, trovavo la forza per andare avanti. La malattia progredisce. A volte non posso neanche aprire il breviario. Allora penso: «Adesso Dio ha bisogno, in qualche posto, del mio piccolo contributo per risolvere qualche problema». Offrendo la mia sofferenza, facendone occasione per un rinnovato amore, il buio si trasforma in luce. Lo sento in modo speciale al mattino, quando nelle preghiere rinnoviamo il nostro sì a Gesù crocifisso. T.: Il nostro vescovo, parlando della vita comune ai sacerdoti, ha citato il nostro caso: «Questa vita fa tanto bene a loro due e alle loro parrocchie». Sì, perché la malattia di J. non è di ostacolo, anzi rende feconda la nostra pastorale. Diversi laici, uniti tra di loro e con noi, condividono con gioia tanti impegni pastorali in parrocchia e chi ci avvicina sente la forza della presenza di Gesù Risorto.

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