Movimento dei Focolari

L’estate dei Genfest

Ago 20, 2018

Non solo Manila. In alcuni Paesi del mondo si sono svolte analoghe esperienze per giovani a livello locale. Ne raccontiamo alcune.

«Quest’anno abbiamo tenuto il nostro Youth Camp a Mafikeng, in Sudafrica, proprio in contemporanea con il Genfest nelle Filippine, con partecipanti dello Zimbabwe, del Malawi, dello Zambia, del Lesotho e del Sud Africa. La presenza di giovani provenienti dai vari Paesi era già di per sé un segno visibile del nostro desiderio di superare i confini personali e culturali». Mafikeng (fino al 1980 Mafeking) è la capitale, nonché centro commerciale, della provincia del Nord-Ovest, fondata nel 1885 come avamposto militare britannico. Attualmente è una tappa importante sulla linea ferroviaria da Città del Capo a Zimbabwe. «È stato molto interessante e anche divertente scoprire quanto siano diverse le nostre culture e come sia possibile amarsi reciprocamente nelle nostre diversità. Ho imparato molte cose – scrive Teddy, dello Zambia – che non voglio tenere solo per me, ma voglio condividerle con i miei fratelli. Lo Youth Camp – è Nkosiphile dello Zimbabwe a dirlo – mi ha aperto gli occhi. Non vedo l’ora di mettere in pratica tutto ciò che ho imparato». In contemporanea con la manifestazione delle Filippine anche quella svoltasi in Albania, con circa 120 partecipanti, cristiani, musulmani e non credenti, provenienti da varie parti e città dell’Albania, insieme a giovani di Skopije (Macedonia) e una giovane tedesca di Stoccarda. «Come un intreccio, passando dal locale al globale, abbiamo realizzato quattro workshop nell’ambito dell’economia civile, della cultura della legalità, oltre che su temi come i pregiudizi, i rapporti interpersonali e i social network, alla presenza di esperti italiani e albanesi. Abbiamo visitato delle case per persone disabili e per senza tetto, e conosciuto alcune realtà ecumeniche e interreligiose della capitale Tirana. La visita nella Cattedrale, accompagnati dal vescovo della Chiesa ortodossa di Albania, nella Moschea e presso il Centro Nazionale delle Chiese evangeliche sono stati seguiti da un “flash mob” realizzato da tutti i giovani al Parku Rinja, nel centro della città. Il Genfest è stato accompagnato da momenti di festa e di preghiera, in un clima di gioia. È servito a mettere in rete giovani del nord e del sud del Paese, a far sperimentare loro l’internazionalità delle nuove generazioni, di per sé portate a superare i confini. Una sua nota caratteristica è stata quella di lavorare insieme alla Chiesa in Albania nel percorso verso il Sinodo sui giovani, oltre che una tappa importante per riprendere molti rapporti con cristiani di altre chiese e con musulmani che ora vogliono proseguire in questo cammino di dialogo». Bragança, nella parte nord orientale del Brasile, è la città dove si è svolto il Genfest per 300 giovani provenienti da diverse città dello Stato di Parà, che ospita una grande fetta del Parco nazionale dell’Amazzonia. «Molti di loro – scrivono – erano al primo contatto con la comunità dei Focolari. Nel programma, oltre a tanta musica, abbiamo incluso molte testimonianze, la visita e la partecipazione ad alcuni progetti sociali della città, come la Fazenda de la Esperança, un ospedale, un gruppo ecumenico, e altre attività che ci hanno aiutato a entrare nello spirito vero di questa manifestazione. Quindi abbiamo illustrato il “Mundo Unido Project” e la proposta di Manila, “Percorsi per l’unità”». Sulla sponda opposta dell’estuario del Rio delle Amazzoni, a Macapà, un altro Genfest ha accolto 140 giovani. «Un’esperienza unica, che abbiamo potuto realizzare grazie al supporto di tutti i membri dei Focolari, che ci hanno sostenuto fin dall’inizio. Nonostante le difficoltà, riteniamo che il nostro obiettivo sia stato raggiunto: “oltre ogni confine”».

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