Movimento dei Focolari

Natale in Ungheria: i Movimenti al lavoro

Dic 22, 2011

Focolari e Comunità Emmanuel insieme a Budapest per un’azione natalizia a sostegno di chi ha più bisogno, per mettere in moto la generosità a partire dai ragazzi.

Un insegnante – della Comunità Emmanuel – si chiede come coinvolgere i propri studenti per vivere il Natale in modo più solidale. Ha scelto l’azione “scatole di scarpe”. Un’idea: riempire le scatole di scarpe vuote, con tanti regali per chi altrimenti non avrebbe la possibilità di riceverli. Venuti a sapere dell’iniziativa, anche alcuni colleghi, membri dei Focolari desiderano collaborare. L’appartenenza a diversi movimenti è una marcia in più: rapporto fraterno, aperto, ricco di stima reciproca. “Bastava un solo sguardo per capirci e impegnarci con slancio maggiore”, racconta chi ha partecipato. Scatole piene di regali, e poi la domanda dei ragazzi: a chi destinarle? La scelta è ricaduta sui ragazzi aiutati dai Servi dei Poveri del Terzo Mondo, opera fondata in Perù da p. Giovanni Salerno, presente anche in altri Paesi, e conosciuta proprio nel corso di altre iniziative con vari Movimenti. Una coincidenza: i Servi dei Poveri del Terzo Mondo avevano programmato di far arrivare regali a chi, in qualsiasi punto della terra, non avrebbe avuto nessuno a donarglieli. In Ungheria, i destinatari erano alcune persone di etnia Rom. C’era già chi avrebbe fornito i regali, ma all’ultimo momento, il “fornitore” aveva disdetto e non sapevano come fare. Tra lo stupore di tutti, sono arrivate le scatole piene di giocattoli, altrettanto “impreviste”. Chi le ha ricevute, ha confidato che erano come “la risposta d’amore dell’Eterno Padre”. Un felice evento inatteso, che ha moltiplicato gioia.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Vangelo Vissuto: la carità come pienezza di vita

Vangelo Vissuto: la carità come pienezza di vita

L’amore è un dono di Dio che siamo chiamati a condividere con gli altri, diventando da amati persone capaci di amare. Amare il prossimo significa scegliere il bene concretamente, come ci insegna Gesù con la sua vita e come scrive San Paolo: “La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge, infatti, è la carità” (Rm 13,10).

40 anni di lavoro presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC)

40 anni di lavoro presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC)

Luzia Wehrle, focolarina svizzera, ha prestato servizio presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) per quattro decenni. Riflette su come è arrivata a lavorare al CEC nel 1969 all’età di 23 anni; sulle visite di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari; e sul perché crede che nulla possa mai separarci dall’amore di Dio.