31 Mag 2021 | Chiara Lubich
L’esperienza dei Focolari è vivere nella gioia dell’unità, effetto del reciproco amore, che è volontà di Dio per tutti noi Carissimi, a confermare ancora una volta la nostra spiritualità collettiva, m’è venuto incontro in questi ultimi giorni un libretto segnalatomi recentemente. È del beato Baldovino, vissuto nel XII secolo. Abate cistercense, era divenuto vescovo, quindi primate d’Inghilterra e in seguito legato pontificio. Nei suoi scritti[1] parla della necessità per i monaci di vivere bene non solo la solitudine (O beata solitudo o sola beatitudo), ma di attuare anche la «comunione» con i fratelli. Si rifà al: «Guai a chi è solo»[2] e dice: «L’amore odia essere solitario». […] Esiste, dunque, per il beato Baldovino, l’amore di colui che ama e cerca la comunione, che egli chiama «l’amore della comunione», e il ritorno dell’amore da parte dell’amato, che fa nascere fra i due la «comunione dell’amore». Quindi c’è un amore della comunione e la comunione dell’amore. […] La «comunione dell’amore», secondo lui, porta alla beatitudine come si può sperimentare sulla terra. È la nostra esperienza: si tratta della gioia dell’unità, effetto del reciproco amore, che è volontà di Dio per tutti noi. […] Se viviamo la nostra vita cristiana pienamente, come il nostro Ideale insegna (ed è nell’amore reciproco), noi partecipiamo – come è possibile sulla terra – alla gloria e alla lode che è nella SS.ma Trinità; ne partecipiamo nel nostro rapporto con Dio (riusciamo a glorificarlo a nostra volta e a lodarlo degnamente) e ne partecipiamo nel nostro rapporto reciproco. Dice il beato: «Ogni bene, per il fatto solo che è bene, è bisognoso di lode». «Ogni bene», ogni vero amore, quindi anche quello fra di noi. E sono questa gloria e lode reciproche, insite nell’amore vicendevole, che ci fanno godere con semplicità di quanto di gioioso esiste nella nostra vita di comunione. […] Puntiamo allora sempre lì, all’amore reciproco, alla comunione dell’amore e lasciamoci illuminare e riscaldare dall’irradiazione del suo splendore di lode e di gloria, a sola gloria di Dio, per essere sempre più degni, sempre più pronti a portare questo amore là dove si gela nella reciproca indifferenza e dove si muore dal freddo.
Chiara Lubich
(in una conferenza telefonica, Rocca di Papa 26 ottobre 1995) Tratto da: Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, Città Nuova Ed., 2019, pag. 500. ———————————– [1] Baldovino di Ford, Perfetti nell’amore, Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano 1987. [2] Qo 4, 10. (altro…)
27 Mag 2021 | Cultura, Sociale
“Non dimentichiamoci dei poveri” (Chiara Lubich). In un tempo che sta affannosamente cercando una via che coniughi l’economia con la giustizia sociale e la sostenibilità, Economia di Comunione da trent’anni vive e annuncia una nuova economia, portatrice di un messaggio quanto mai attuale. Nel maggio 1991 Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, atterrando su San Paolo del Brasile fu colpita dal contrasto fra i grattacieli e la miriade di favelas, case poverissime, che li circondavano. Sentì di fare qualcosa, immediatamente: il 29 maggio 1991 fece nascere l’Economia di Comunione. Guardando oggi il nostro mondo, i contrasti sono ancora più forti e aggravati dalla pandemia: adesso, più che mai, c’è bisogno di una Economia di Comunione.
Il 29 maggio 2021, dalle ore 13 alle ore 17 si svolgerà online l’evento internazionale “30 ANNI DI ECONOMIA DI COMUNIONE”, in diretta dall’Auditorium della Cittadella Internazionale di Loppiano (Firenze, ITALIA), in italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo e coreano. Interverranno tra gli altri: l’economista Stefano Zamagni che da sempre ha accompagnato Economia di Comunione; Vera Araujo, sociologa brasiliana; Jean Tonglet, ATD Quarto Mondo; Luca Crivelli, Università SUPSI (Lugano-Svizzera); Alberto Ferrucci, imprenditore e “pioniere” dell’Edc; Isaias Hernando, presidente Associazione Internazionale per una Economia di Comunione (AIEC); Geneviéve Sanze, Consiglio Generale del Movimento dei Focolari; Benedetto Gui, Istituto Universitario Sophia; Margaret Karram, e Jesús Morán, Presidente e co-Presidente del Movimento dei Focolari; Luigino Bruni, economista, Coordinatore progetto Economia di Comunione. Economia di Comunione è oltre 1000 aziende che in tutto il mondo aderiscono al progetto o ad esso si ispirano, 15 incubatori aziendali EoC-IIN per lo sviluppo di nuove imprese in altrettanti Paesi, 6 progetti di sviluppo integrale attualmente in corso, oltre 400 tesi di laurea. Il programma si aprirà con il racconto delle origini storiche e spirituali dell’Economia di Comunione. Seguiranno alcune performances artistiche. Numerose le testimonianze e la vita dell’Economia di Comunione da Brasile, Argentina, Filippine, Emirati Arabi, Portogallo, Usa, Belgio e video-messaggi arrivati da tutto il mondo: dalla Nuova Zelanda al Benin al Messico. L’evento prevede la partecipazione artistica del gruppo internazionale Gen Verde e sarà curato dalla regista Maria Amata Calò. Sono previsti HUB di ascolto e partecipazione locali, nel rispetto delle normative anti-Covid. Luigino Bruni, Coordinatore Economia di Comunione: “Vi aspettiamo in tanti per festeggiare trent’anni di comunione, di condivisione con i poveri, di una economia dei cinque pani donati che diventano mille e sfamano la folla. Una festa di gratitudine, giovani e futuro. Perché l’Economia di Comunione è un bene globale, un dono per tutti”. Come si partecipa: L’evento è aperto a tutti senza necessità di registrazione. La playlist YouTube con la raccolta di tutte le lingue disponibili: https://youtube.com/playlist?list=PLseXirhCvXpFZxIHlHX721qP1QvE3ranQ Il canale INTERNAZIONALE: https://youtu.be/FdBZIz3mBkY PORTOGHESE: https://youtu.be/3joXe3qID1g INGLESE: https://youtu.be/UEcaW9EN3k4 SPAGNOLO: https://youtu.be/46KXJGo9aLc ITALIANO: https://youtu.be/BEIKv64Adl8 FRANCESE: https://youtu.be/QzwQnIkaW3c Più info alla pagina dedicate all’evento: https://www.edc-online.org/it/italiano/news/30-anni-di-edc.html Tutti i materiali divulgativi sono disponibili qui: https://www.edc-online.org/it/header-pubblicazioni/archivio-documenti/events-international/eventi-2021/30-anni-di-edc.html Fotogallery Economia di Comunione: https://www.flickr.com/photos/133391424@N02/albums Ufficio Stampa Economia di Comunione: Antonella Ferrucci – (+39) 349 5620268 (altro…)
26 Mag 2021 | Ecumenismo
Convegno internazionale online 28-29 maggio 2021 – ore 13,30 -17 (ora italiana) 60 anni di dialogo tra fedeli di molte Chiese: un contributo, quello del Movimento dei Focolari per l’unità dei cristiani che genera accoglienza, giustizia e pace tra comunità e popoli. Al convegno si approfondirà il “dialogo della vita” che viene dalla prossimità e dalla condivisione tra cristiani di Chiese diverse. Interverranno: Card. Kurt Koch, Presidente Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Vaticano) Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari Rev. Prof. Dr. Ioan Sauca, Segretario generale ad interim Consiglio Ecumenico delle Chiese (Svizzera); Prof. Dr. Piero Coda, Istituto Universitario Sophia (Italia) Prof. Dr. Stefan Tobler, Università Sibiu (Romania); Prof. Dr. Mervat Kelly, Pontificia Università Lateranense (Italia) Mons. Juan Usma, Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Vaticano) Pastore Giovanni Traettino, Fondatore della chiesa evangelica della riconciliazione (Italia) Pastore Joe Tosini, Fondatore del Movimento John 17 (USA) Rev. Dr. Jesùs Moran, Copresidente del Movimento dei Focolari “Concentrandosi sulla spiritualità dell’unità, Chiara Lubich ebbe un profondo impatto sul movimento ecumenico e diede un significativo contributo per alimentare autentici rapporti tra Chiese e tradizioni cristiane diverse”. Si esprime così Olaf Fykse Tveit, già Segretario Generale del Consiglio ecumenico delle Chiese. Sono migliaia i cristiani che si riconoscono nel carisma di Chiara Lubich e nel primato della parola evangelica in cui Gesù prega il Padre: “Che tutti siano uno” (cf Gv 17,21). “Unità” è la parola chiave del Carisma dei Focolari ed anche del percorso di dialogo in atto; una strada che non annulla le diversità, ma che sa riconoscere proprio lì una ricchezza. Il convegno promosso dai Focolari, dal titolo “Amatevi come io ho amato voi” (cf. Gv 15,13) che si svolgerà online il 28 e 29 maggio prossimi non poteva arrivare in un tempo più propizio, in cui il riaccendersi di guerre e conflitti – oltre alla piaga della disuguaglianza sociale aggravata dalla pandemia – richiedono un contributo personale e globale per curare le fratture e le ferite che l’umanità sta affrontando oggi. Sarà duplice il focus del convegno: si approfondiranno il “dialogo della vita” – lo straordinario punto di vista in base al quale Chiara Lubich iniziò nel 1961 a percorrere con cristiani di Chiese diverse un cammino di comunione – e lo scambio di “doni spirituali”. Il “dialogo della vita” o “dialogo del popolo” come altresì lo definì Chiara Lubich, non si contrappone a quello dei responsabili delle Chiese, bensì lo accompagna e lo testimonia. Sono i cristiani stessi che vivono, operano e lavorano insieme nella quotidianità e, immersi nelle sfide della storia, alimentano un clima di fiducia reciproca, di stima e rispetto vicendevole che fa cadere barriere e pregiudizi di secoli. Molte le testimonianze di questo dialogo che arricchiranno il convegno, come quella di Lina, cattolica, e Roberto della chiesa Pentecostale, entrambi di Agrigento (Italia), impegnati in un progetto di solidarietà comune nei confronti della loro città, basato sul Vangelo, valorizzando quello che unisce e non quello che divide. Oppure quelle dalle Filippine, dove cristiani di molte Chiese collaborano per sollevare insieme situazioni di emergenza scoprendo come siano occasioni fruttuose per camminare, lavorare e pregare insieme. Nicole invece è della Chiesa greco-cattolica mentre Garo è armeno ortodosso; sono libanesi e collaborano con la Federazione Mondiale degli Studenti Cristiani (WSCF) presente in tutti i Paesi del Medio Oriente. Dalla loro partecipazione sta nascendo una rete di rapporti che crea comunione: “e di questa – spiegano Nicole e Garo – abbiamo tanto bisogno nei nostri Paesi”. Il Convegno internazionale si colloca nel 60° anniversario del Centro “Uno” per l’unità dei cristiani la segreteria per il dialogo tra cristiani di diverse Chiese fondato da Chiara Lubich il 26 maggio 1961. Si svolgerà dalle ore 13.30 alle ore 17.00 (ora italiana), verrà trasmesso dal Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma, Italia) e tradotto in 20 lingue. Per seguire l’evento: http://live.focolare.org l’Invito in PDF
Stefania Tanesini
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25 Mag 2021 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo
Nel suo messaggio ai partecipanti alla Cattedra Ecumenica Internazionale Patriarca Athenagoras-Chiara Lubich, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I definisce così Papa Paolo VI, Patriarca Athenagoras e Chiara Lubich, protagonisti di questa terza edizione, organizzata in sinergia tra l’Istituto Universitario Sophia e il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli il 25 e 26 maggio.
“Papa Paolo VI, Patriarca Athenagoras, Chiara Lubich – Profezia di unità tra le Chiese sorelle”. È questo il titolo della terza cattedra ecumenica internazionale istituita dall’Istituto Universitario Sophia in sinergia con il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, intitolata a due giganti del dialogo tra le “Chiese sorelle”, come il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Athenagoras I e la fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich. Molti i relatori che intervengono, tra cui Sua Eminenza il Metropolita Policarpo, Arcivescovo Ortodosso d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale, Sua Eminenza il Metropolita Maximos di Selvyria, Co-titolare della Cattedra col Prof. Mons. Piero Coda, teologo, il Prof. Giuseppe Argiolas, rettore IUS, Don Giuliano Savina Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della CEI, il prof. Augustinos Bairactaris, docente di Dialogo Ecumenico e di Teologia Ortodossa presso l’Accademia Ecclesiastica Universitaria Patriarcale di Creta, il prof. Dimitrios Keramidas, docente presso la facoltà di Missiologia dell’Università Gregoriana, la dott.ssa Sandra Ferreira, co-responsabile del Centro “Uno” per l’unità dei cristiani del Movimento dei Focolari.
Proponendo lo studio di tre personalità di altissimo profilo ecumenico come Papa Paolo VI, il Patriarca Athenagoras I e Chiara Lubich, i promotori hanno scelto di presentare un percorso profondo e lungimirante, sebbene forse ancora troppo poco esplorato, come quello che mette insieme il dialogo teologico e il “dialogo della vita” che la fondatrice dei Focolari ha promosso e incoraggiato. Il 25 luglio 1967 quando, durante una delle storiche visite di Paolo VI ad Istambul, al Fanar – storica residenza dei Patriarchi di Costantinopoli – il Patriarca Athenagoras I sottolineò che il loro obiettivo principale, come capi delle rispettive Chiese, era “di unire ciò che è diviso, con mutue azioni ecclesiastiche, ovunque ciò sia possibile, affermando i punti comuni di fede e di governo, orientando così il dialogo teologico verso l’inizio di una comunità sana, sulle fondamenta della fede e della libertà di pensiero teologico ispirate dai nostri Padri comuni e presenti nelle diverse tradizioni locali”[1]. Furono incontri di portata epocale che segnarono un cambio di passo nella storia moderna del dialogo tra le due “Chiese sorelle”. Il primo incontro tra Paolo VI e Athenagoras I avvenne nel 1964; incontro definito “profetico” dall’attuale Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nel suo messaggio: “I due Primati hanno percepito che Occidente e Oriente non potevano vivere isolati e con autosufficienza, in quanto ciò era un danno per l’unità e per la cattolicità del Corpo di Cristo e che un dialogo d’amore e di verità avrebbe potuto condurre all’unità, fondata sul solido terreno del primo millennio”. Parole estremamente attuali, che offrono una chiara indicazione e un orizzonte anche per quello che l’umanità sta vivendo in questo tempo diviso da una pandemia mondiale e dal riaccendersi di conflitti in molti punti del globo: solo il dialogo e un cammino comune in cui tutto è condiviso salverà l’umanità. Bartolomeo I osa molto nel suo intervento e riprende un’espressione del teologo Florovsky che definisce le due Chiese d’Occidente e d’Oriente ‘sorelle siamesi’ che non possono separarsi l’una dall’altra”. “Questo Congresso di due giorni – continua Bartolomeo I nel suo messaggio – è un rammentare e un rinnovare la chiamata a questo benedetto cammino, tracciato da Papa Paolo VI e dal Patriarca Athenagoras. Chiara Lubich ha sostenuto questo cammino con la sua sensibilità, la immediatezza nella comunicazione e la certezza che non si dovrebbe indebolire il dinamismo nelle relazioni tra le due Chiese, creato dall’abbraccio dei due Primati a Gerusalemme, che aveva abbattuto il muro millenario tra Roma e Costantinopoli.”. Gli fa eco Margaret Karram, presidente dei Focolari, che nel suo saluto d’apertura definisce Chiara Lubich “un ponte evangelico tra due giganti nella profezia dell’unità”. “L’augurio che formulo è che la Cattedra Ecumenica possa continuare, con tutta l’Opera di Maria, a far da ponte con l’amore, attraverso la reciproca conoscenza e lo studio, fra le due nostre Chiese sorelle, camminando insieme nella luce di Gesù, Via, Verità e Vita (cf. Gv 14,6). Il prof. Piero Coda, spiega l’alto significato e la necessità di mantenere ancora oggi l’espressione “Chiese sorelle” perché – chiarisce – “Significa riconoscere la dignità eguale di due grandi tradizioni di famiglie ecclesiali”. E, richiamando l’espressione di papa Francesco che concorda che “L’unità è un cammino”2 offre un orizzonte di dialogo tra le chiese cristiane che riscopre nell’amore, il motore dell’unità: “Non basta scoprire il tesoro prezioso che può giacere sepolto nel campo conflittuale delle interpretazioni. Né più è sufficiente puntare semplicemente a una “diversità riconciliata” come al riconoscimento reciproco delle diversità accostate l’una all’altra. No: occorre cogliere – là dov’essa è presente – la linfa dello Spirito Santo che scorre e fiorisce e fruttifica nei tralci diversi dell’unica vite che è Cristo, e di cui il vignaiuolo solerte e ricco di misericordia è il Padre (cfr. Gv 15). Camminare insieme, dunque, come Popolo del Risorto: là dove c’è la divisione c’è ancora la morte; dove c’è l’amore, tra i discepoli di Gesù, c’è il Risorto e, in Lui, c’è già l’unità con e in Dio, a servizio di tutti”.
Stefania Tanesini
Il testo del messaggio del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I in PDF Il messaggio della Presidente del Movimento dei Focolari Margaret Karram in PDF Il programma del convegno in PDF ————————————————- Che cos’è la Cattedra Ecumenica Internazionale Patriarca Athenagoras-Chiara Lubich [1] Dall’ intervento di S.S. Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli “Unire ciò che è diviso” – 24 luglio 1917 http://www.vatican.va/content/osservatore-romano/it/comments/2017/documents/piccoli-passi-ma-balzi-da-gigante.html 2 Preghiera ecumenica comune nella cattedrale luterana di Lund (Svezia), Omelia del Santo Padre Francesco https://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2016/documents/papa-francesco_20161031_omelia-svezia-lund.html (altro…)
24 Mag 2021 | Chiara Lubich
Chiara Lubich spiega il ruolo del Movimento dei Focolari nel dialogo verso l’unità. Come una navicella, che naviga sospinta dal soffio dello spirito Santo. Carissimi, una volta, trovandomi dal Santo Padre, gli rivolsi questa domanda: «Come vede Lei il nostro Movimento?». Lui mi rispose: «Come un Movimento ecumenico». […] È così: il nostro è un Movimento ecumenico. Il suo scopo, infatti, è l’attuazione del Testamento di Gesù: «Che tutti siano uno»*. Il carisma che l’ha fatto sorgere e lo anima è quello dell’unità. Un Movimento, dunque, nato non per volontà di uomo o di donna, ma per volere dello Spirito Santo, dispensatore di carismi. […] Nel grande fenomeno dell’ecumenismo, sviluppatosi in questi ultimi tempi nella cristianità, ci siamo certamente anche noi. Ma per fare che cosa? Per darvi un contributo. Quale? Grande, piccolo, determinante, basilare, di contorno…? Non lo sappiamo. Però una cosa è certa: Dio lo sa. […] Spesse volte, fra le domande che mi rivolgono ci sono quelle sull’ecumenismo. Mi si chiede come stanno le cose in questo campo nel mondo, come stanno fra noi; cosa si prevede; quanto si dovrà attendere; cosa si deve fare per accelerare l’ora… Che cosa si deve fare: questo vogliono sapere. Dio ci ha posti in quest’Opera come su una navicella, che naviga sulle acque del tempo verso un porto a noi sconosciuto. Chi la sospinge non siamo noi. È lo Spirito Santo che col suo soffio divino ci indica le diverse tappe del viaggio da raggiungere. Dapprima ci ha manifestato lo spirito che dobbiamo avere […] e gli orizzonti cui dovevamo guardare, per i quali lavorare: l’unità più serrata nella Chiesa cattolica, quella con gli altri cristiani, e così via. […] Il nostro dovere è stare lì sulla navicella, nel luogo designatoci dalla Provvidenza, ben assicurati ai nostri posti, perché i flutti del mare del mondo non abbiano a risucchiarci. Star lì fermi e totalmente attivi nella volontà che Dio ha pensato da sempre per noi, perché la navicella non abbia scosse, ma cammini sicura verso quello che noi non conosciamo ma a cui crediamo, infinitamente bello, enormemente utile alla diffusione del Regno dell’unità sulla terra. Star lì anche se non dovessimo vedere quell’ora […], perché dopo di noi altri prenderanno il nostro posto, e noi con loro possiamo ringraziare un giorno Dio d’averci fatti partecipi della costruzione di un’Opera sua sulla terra, estremamente vantaggiosa (perché sua) per l’ecumenismo universale. E allora? […] seguire Dio: in fretta: la navicella va. E ben fermi, e aggrappati all’attimo presente. […]
Chiara Lubich
(in una conferenza telefonica, Rocca di Papa 28 settembre 1995) Tratto da: Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, Città Nuova Ed., 2019, pag. 497. * Cf. Gv 17, 21 (altro…)