13 Ott 2020 | Cultura
Il prossimo 15 ottobre ci sarà l’evento voluto da Papa Francesco: agenzie formative, attori sociali, istituzioni e organizzazioni internazionali si confronteranno per costruire alleanze per un’umanità più fraterna. Ne parliamo con Carina Rossa, focolarina, nel team organizzativo.
“Mai come ora c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna”. Così Papa Francesco nel Messaggio per il lancio del Patto Globale per l’Educazione: un invito a promuovere “un’educazione più aperta e inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione”. Il Patto ispira un evento mondiale, rimandato a causa della pandemia. Lo prepara però un incontro virtuale che si terrà il prossimo 15 ottobre alle ore 14:30 (utc+2) in diretta streaming sui canali Youtube di Vatican News con la traduzione simultanea in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese. Ne parliamo con Carina Rossa, focolarina argentina, nel team organizzativo dell’evento: Il Papa ci invita ad una alleanza per l’educazione che produca un cambiamento di mentalità. Come si declina questo nuovo pensare? “Il Papa sottolinea che l’educazione è alla base di tutti i cambiamenti sociali e culturali e ci chiama ad impegnarci in questo ambito. Quindi il primo cambiamento risiede nel conferire dignità all’educazione. Poi dà all’educazione una finalità, quella di “cambiare il mondo”, e invita a pensare allo studio come a uno strumento per affrontare le sfide del nostro tempo: pace e cittadinanza, solidarietà e sviluppo, dignità e diritti umani, cura della casa comune. Inoltre Francesco denuncia che il Patto tra la famiglia, la scuola, la società e la cultura si è rotto e va ricostruito: qui il cambiamento di mentalità coinvolge le agenzie formative, gli attori sociali, le istituzioni e le organizzazioni internazionali, affinché costruiscano alleanze per raggiungere finalità comuni e suscitare un’umanità più fraterna. A questo scopo il Santo Padre suggerisce una metodologia a tre passi: mettere al centro la persona, investire le migliori energie e formare persone capaci di mettersi al servizio”. In che direzione dunque educare i giovani? Quali valori coltivare? “Le nuove generazioni sono al centro della proposta educativa, perché sono i bambini, i ragazzi, i giovani che cambieranno il mondo. “Uomini e donne nuovi” – è l’auspicio – cha saranno “uniti nella diversità”, in dialogo costante, al servizio dei valori della pace, della solidarietà e della fratellanza universale, nel rispetto dei diritti umani e della dignità dell’uomo”.
L’evento mondiale dedicato al Patto avrebbe dovuto svolgersi il 14 maggio ma a causa della pandemia è stato rinviato al 15 ottobre e si terrà in forma virtuale. A che punto siamo con la preparazione dell’evento? “La pandemia ci ha obbligati a ripensare tutta la proposta e l’appuntamento di ottobre sarà una prima tappa di avvicinamento all’evento mondiale che speriamo di celebrare più avanti con il Papa. La Congregazione per l’Educazione Cattolica – incaricata dal Santo Padre a promuovere l’evento – ha affidato alla Scuola di Alta Formazione EIS dell’università LUMSA il coordinamento scientifico dell’iniziativa e in questa fase si lavora ad instaurare rapporti e avviare processi: ad esempio è stato costituito un tavolo con le organizzazioni rappresentative del mondo educativo a livello globale. Inoltre stiamo raccogliendo le esperienze educative internazionali da pubblicare sul sito web dell’evento, come un Osservatorio del Patto Educativo, e gli interventi fatti nel corso degli incontri preparatori che comporranno una pubblicazione.
Claudia Di Lorenzi
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12 Ott 2020 | Chiara Lubich
La pandemia non solo comporta delle gravi conseguenze immediate, ma spesso fa emergere anche tanti problemi pre-esistenti di tipo personale, sociale e politico. Nel seguente testo Chiara Lubich sottolinea il primo passo imprescindibile per chi vuole cambiare veramente il mondo. Ha detto un grande psicologo del nostro tempo: “La nostra civiltà molto raramente cerca d’imparare l’arte di amare e, nonostante la disperata ricerca di amore, tutto il resto è considerato più importante: successo, prestigio, denaro, potere. Quasi ogni nostra energia è usata per raggiungere questi scopi e quasi nessuna per conoscere l ‘arte di amare”[1]. La vera arte di amare emerge tutta dal Vangelo di Cristo. E metterla in pratica è il primo imprescindibile passo da compiere per poter scatenare quella rivoluzione pacifica, ma così incisiva e radicale che cambia ogni cosa. Tocca non solo l’ambito spirituale, ma anche quello umano, rinnovandone ogni espressione culturale, filosofica, politica, economica, educativa, scientifica, ecc. È il segreto di quella rivoluzione che ha permesso ai primi cristiani di invadere il mondo allora conosciuto. […] Quest’amore non è fatto solo di parole o di sentimento, è concreto. Esige che ci si faccia “uno” con gli altri, che “si viva” in certo modo l’altro nelle sue sofferenze, nelle sue gioie, nelle sue necessità, per capirlo e poterlo aiutare efficacemente
Chiara Lubich
Da: Chiara Lubich, L’arte di amare, Roma, Città Nuova Ed. 52005, p. 23-24. [1] E. Fromm, L’arte di amare, Milano 1971, p.18. (altro…)
10 Ott 2020 | Collegamento
Intervista a Saverio D’Ercole, produttore creativo di Casanova Multimedia che, con Rai Fiction, ha prodotto il tv movie che si sta realizzando su Chiara Lubich. https://vimeo.com/464141155 (altro…)
8 Ott 2020 | Cultura
EcoOne, iniziativa ecologica del Movimento dei Focolari, organizza l’Incontro internazionale “Nuove vie verso l’ecologia integrale: cinque anni dopo la Laudato Si’ ” che si terrà a Castel Gandolfo (Roma) dal 23 al 25 ottobre 2020. La storia del nostro pianeta è una storia di relazioni tra le sue parti. Concentriamoci su tre di esse: l’atmosfera, gli organismi viventi e l’umanità. 2,5 miliardi di anni fa, l’ossigeno non era presente nell’atmosfera e la vita umana non sarebbe stata possibile. Poi, grazie al piccolo contributo di innumerevoli e (apparentemente) insignificanti organismi unicellulari semplici e (apparentemente) insignificanti – i cianobatteri – l’aria si è arricchita di ossigeno fino ad assumere la sua composizione attuale. Questo è un esempio di un effetto positivo degli organismi viventi sull’atmosfera, almeno dal nostro punto di vista. Più recentemente, si è iniziato a formare il carbone dalle foreste morte (circa 350 milioni di anni fa) e il petrolio dai microrganismi morti (circa 100 milioni di anni fa). Grazie a questi processi, gli organismi viventi hanno sequestrato l’anidride carbonica dall’atmosfera. A partire dal XIX secolo, l’umanità ha bruciato in modo massiccio il carbonio e il petrolio, ripristinando l’anidride carbonica nell’atmosfera, causando alla fine il riscaldamento globale. In questo caso, l’effetto dell’uomo sull’atmosfera è negativo, sempre dal nostro punto di vista.
L’11 settembre 2020 è stato pubblicato su Science, un’importantissima rivista scientifica, il seguente grafico che mostra che – se non si riducono le emissioni di gas serra – le calotte di ghiaccio continentali scompariranno entro il 2100 e quelle polari entro il 2300: il clima tornerà indietro di circa 50 milioni di anni. La Terra sopravviverà, ma le conseguenze sull’umanità possono essere gravi in termini di eventi meteorologici estremi, inondazioni, siccità e innalzamento del livello del mare: non abbiamo molto tempo per affrontare la sfida di ripristinare relazioni armoniose tra l’umanità e le altre parti del nostro pianeta. Ma perché continuiamo a bruciare combustibili fossili?
Il motivo è stato spiegato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’ del 2015 e riassunto il 3 maggio 2019 nel suo discorso ad alcuni rappresentanti dell’industria mineraria: “La precaria condizione della nostra casa comune è stata in gran parte il risultato di un modello economico fallace che è stato seguito per troppo tempo. È un modello vorace, orientato al profitto, miope e basato sull’errata concezione di una crescita economica illimitata. Anche se spesso vediamo i suoi effetti disastrosi sul mondo naturale e sulla vita delle persone, siamo ancora resistenti ai cambiamenti”. EcoOne, iniziativa ecologica del Movimento dei Focolari, organizza l’Incontro internazionale “Nuove vie verso l’ecologia integrale”: Cinque anni dopo la Laudato Si’ ” che si terrà a Castel Gandolfo (Roma) dal 23 al 25 ottobre 2020 e che sarà trasmesso nelle principali lingue del mondo. Interverranno illustri relatori che illustreranno le sfide ambientali contemporanee che la scienza, la tecnologia, l’economia e la società si trovano ad affrontare, con l’obiettivo di contribuire al cambiamento auspicato da Papa Francesco, aprendo un dialogo transdisciplinare, interreligioso e multiculturale sulla cura della nostra casa comune. (Maggiori informazioni su come collegarsi all’incontro saranno aggiornate frequentemente su www.ecoone.org).
Luca Fiorani
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6 Ott 2020 | Nuove Generazioni
Che cos’ha da dire la giovane beata oggi ai giovani e a tutti noi che stiamo vivendo nelle sabbie mobili di questi tempi incerti generati dalla pandemia? L’abbiamo chiesto a Chicca Coriasco, storica migliore amica di Chiara Luce, a 10 anni dalla sua beatificazione e a 30 dalla morte. Il 25 settembre di 10 anni fa eravamo in venticinquemila dentro e soprattutto fuori dal santuario romano del Divino Amore a festeggiare la beatificazione di Chiara Badano. Quel giorno la santità è diventata qualcosa di più vicino ed accessibile per molti giovani (e non solo) di tutto il mondo, che hanno visto in questa diciannovenne italiana, allegra e profonda, capace di vivere e morire per Dio, un modello raggiungibile e imitabile. Oggi, a trent’anni dalla sua morte, avvenuta il 7 ottobre 1990, è impossibile calcolare quante persone abbiano “incontrato” Chiara Luce, basti pensare che esattamente un anno fa – e prima che la pandemia e il lockdown ci costringessero a forme alternative d’incontro e comunicazione – Maria Teresa Badano, la mamma di Chiara e Chicca Coriasco la sua migliore amica, si trovavano in Argentina. In 13 giorni hanno percorso oltre duemila chilometri, attraversato quattro regioni, facendo sì che più di 8.000 persone incontrassero Chiara Luce Badano. A Chicca abbiamo rivolto alcune domande. A 30 anni dalla morte, Chiara Luce continua ad essere presente ed amata… Come ti spieghi questo seguito da parte di tanti giovani che non diminuisce ma va crescendo con il tempo? Chiara sapeva tirar fuori il meglio da chi aveva accanto, e con me ci riusciva sempre, così come con i suoi genitori. Penso che questa meraviglia continui a farla con chiunque entri in relazione con lei, anche oggi. Lei non ha mai fatto tanti discorsi o cose straordinarie, ma straordinario era quel Sì detto a Dio attimo dopo attimo, un passetto per volta, nella semplicità: è quello che allora come oggi continua a conquistare e ad affascinare tanti, soprattutto i giovani. Puoi raccontarci qual è stato il momento più importante che hai vissuto con lei? Il patto che abbiamo fatto tra noi il 22 agosto del 1990. Ci siamo dette che la prima che sarebbe partita per il cielo avrebbe aiutato l’altra ad arrivarci, mentre chi restava, avrebbe cercato di colmare il vuoto lasciato dall’altra. A distanza di 30 anni posso dire che probabilmente c’era un disegno che si è svelato in scenari allora inimmaginabili, che hanno acquistato senso e realizzazione che continuano tutt’ora. Che cos’ha da dire oggi Chiara Luce ai giovani? Ogni tanto ho provato ad immaginarmi Chiara vivere in questo tempo… Probabilmente così come ha saputo fare nella sua vita, cioè senza mai ripiegarsi su sé stessa, guardando avanti con coraggio e determinazione, puntando sul bello che c’è anche oggi, nelle nuove occasioni che questo scenario sospeso ci fa scoprire. Chiara Lubich ci aveva detto che oltre alla sofferenza di Gesù sulla croce occorreva anche la nostra per cooperare alla costruzione di un mondo più unito: “Vivere per delle mezze misure – ci diceva – è troppo poco: Dio vi propone qualcosa di grande, a voi l’accettarlo”. È stata l’esperienza che ha fatto Chiara Luce e noi amici con lei. Più che mai queste parole di Chiara Lubich sono oggi attualissime e praticabili. Chi è Chiara Luce OGGI per te? È sempre presentissima in tutti gli aspetti della mia vita. Non so se sia soddisfatta di me, ma la sento vicina, e spero che continui ad aiutarmi a essere fedele ai miei ideali, che poi erano gli stessi suoi. Nel nuovo libro uscito un anno fa e curato dalla Fondazione, “Nel mio stare il vostro andare”, dove tanti testimoni diretti hanno raccontato della loro amicizia con Chiara Luce, di getto mi sono rivolta direttamente a lei: “Cara Chiara – le ho scritto – avrei una gran voglia di riabbracciarti e condividere con te tante sfide, sospensioni e intime scoperte. Ma a dirla tutta è già stato un po’ così in tutti questi anni (….) Continua ad accompagnarci, come sai fare tu, con i tuoi ‘tocchi’ e la tua presenza silenziosa, ma che c’è e c’è sempre stata, ci conto! TVB Chicca.” Quali sono gli appuntamenti che la Fondazione Chiara Badano ha in programma prossimamente? Quest’anno, per le restrizioni sanitarie imposte dalla pandemia non è possibile visitare la cameretta di Chiara. Per i 10 anni della Beatificazione, abbiamo allora postato sul suo sito ufficiale (www.chiarabadano.org) un video che ripercorre quegli indimenticabili momenti. Per i 30 anni dalla sua “partenza”, invece, abbiamo prodotto un altro video che consenta di far rivivere, attraverso la voce dei testimoni, qualcosa degli ultimi giorni di Chiara. Il video è disponibile sul sito dal 7 ottobre 2020 dalle ore 4.10 (ora della sua partenza). Infine, il 25 ottobre, festa liturgica di Chiara Luce, si condividerà con Il Vescovo della Diocesi di Acqui e Attore della Causa di canonizzazione di Chiara, la celebrazione della Messa solenne, il Time Out al Camposanto alle ore 12, e la premiazione dei vincitori del Premio Chiara Luce Badano. Tutto si potrà seguire via streaming sul sito. Diversi anche gli eventi che si stanno organizzando nel mondo: la Fondazione si fa portavoce e canale di questa luce che brillerà in tanti luoghi del pianeta.
Stefania Tanesini
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