Movimento dei Focolari

Cambiare le narrative islamo-cristiane

Dic 13, 2018

Si è svolto tra il Centro internazionale di Loppiano e la città di Trento un laboratorio islamo-cristiano che smentisce le attuali narrative di odio e diffidenza tra le due religioni.

Si è svolto tra il Centro internazionale di Loppiano e la città di Trento un laboratorio islamo-cristiano che smentisce le attuali narrative di odio e diffidenza tra le due religioni. Trento, 7 dicembre 2018 – Si è appena conclusa la Week of Unity, una settimana dell’unità, organizzata dall’Istituto Universitario Sophia (IUS) di comune accordo con il Risalat International Institute di Qum (Iran) ed il Centro per il dialogo interreligioso del Movimento dei Focolari. Ma la data ed il luogo non sono casuali come pure non lo è la formazione del gruppo di ricerca. La data segna sull’orologio della storia il settantacinquesimo anniversario della scelta di Chiara Lubich di dedicare la sua vita a Dio, lasciando tutto per seguirlo. Il gruppo che ha celebrato questo anniversario è formato da una cinquantina di persone, giovani per la più parte, musulmani sciiti e cattolici. Le provenienze sono le più varie: Libano, Egitto, Iran, Emirati Arabi, Usa, Inghilterra, Canada, Argentina, Italia. Tutti protagonisti di questa Week of Unity, ultimo passo di un progetto nato come una profezia: Wings of Unity, le ali dell’unità. Una iniziativa che ha preso corpo poco meno di tre anni fa, ma che segna un cammino ormai ventennale di amicizia del Prof. Mohammad Shomali e della moglie Mahnaz con il Movimento dei Focolari. Fra il prof. Shomali e il prof. Piero Coda, preside dello IUS, è infatti nata una amicizia intellettuale e di vita che ha portato un piccolo gruppo di accademici delle due religioni e delle due realtà accademiche a riflettere su un tema cruciale: l’unità di Dio e l’unità in Dio. In questa prospettiva, la sensibilità musulmana al monoteismo assoluto si apre alla dimensione dialogica del Dio cristiano, in una riflessione a più voci che portano pensiero e tradizioni diverse non per dimostrare o imporre la Verità, ma per camminare insieme verso di essa. Le lezioni dei professori hanno toccato punti nevralgici sia della cultura del mondo globalizzato che delle verità fondamentali proposte dalle due fedi, ma la Settimana dell’Unità è stata soprattutto una esperienza di incontro di cuori e di menti che ha portato i partecipanti a fare una vera esperienza di shekinah, la presenza della pace di Dio fra i fedeli. L’esperienza non è rimasta chiusa ai partecipanti ma ha desiderato aprirsi in due preziosi momenti di condivisione. Nella cittadella di Loppiano il primo e nel Centro Mariapoli Chiara Lubich a Cadine (Trento), il secondo. I presenti non hanno solo potuto ascoltare una esperienza che sembra smentire clamorosamente la narrativa attuale nei rapporti fra cristiani e musulmani, che parla di paura, rigetto, invasione; hanno potuto fare una profonda esperienza di arricchimento reciproco, in un clima di pace a testimonianza all’interno del quale è possibile vivere e costruire quella che Papa Francesco definisce una ‘cultura dell’incontro’.

Roberto Catalano

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