Movimento dei Focolari
Forum Internazionale

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Vi parteciperanno circa 300 delegati di varie nazioni e religioni.
Si concluderà con il lancio di un messaggio programmatico ai ragazzi del mondo.

A Firenze, in Palazzo Vecchio, la cerimonia conclusiva e la consegna, da parte delle autorità, del premio ‘Ragazzi per la pace’, col Patrocinio del Comune di Firenze, della Provincia di Firenze e della Regione Toscana.

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Messaggio per la pace in 10 punti sottoscritto da 320.000 firme consegnato alla Sessione Speciale dell’ONU sull’Infanzia

Il messaggio, stilato lo scorso anno in Giappone, alla prima “Conference of children for the coming generation”, promossa dalla Fondazione buddista giapponese Arigatou, dall’Unicef e dai Ragazzi per l’unità, è stato consegnato il 10 maggio all’ONU.

Si fa “portavoce di tutti i ragazzi che nel mondo soffrono sfruttamento, guerre, malattie, Aids”.
Lancia proposte concrete sui rapporti tra i singoli e i popoli, mass media, ecolo- gia, nuove tecnologie, droga, Aids, globalizza- zione.
Propone di diffondere una nuova cultura, “la cultura del dare, del condividere”. Primo passo: condono del debito estero dei paesi poveri.
Ancora, chiede “una globalizzazione basata non solo sull’aspetto finanziario ed economico, ma sulla comunione tra le culture e le religioni, perché gli uomini diventino una sola famiglia”; che “entri nelle scuole l’educazione alla pace”.

“Noi abbiamo già cominciato a costruire la pace. Ma – concludono – abbiamo bisogno di voi”.
Rivolto a Capi di Stato, responsabili civili e religiosi, dirigenti dei mass media, organizzazioni nazionali ed internazionali, il messaggio aveva fatto il giro del mondo raccogliendo più di 320 mila firme per la pace, di cui 500 di personalità del mondo politico, culturale e religioso.

Messaggio al presidente della Commissione Europea Romano Prodi

Loppiano, 1 maggio 2002

Al Presidente della Commissione Europea Sig. Romano Prodi
Al Presidente del Consiglio Europeo Sig. José María Aznar
Al Presidente del Consiglio dell’Unione Europea Sig. Josep Piqué i Camps
All’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune
dell’Unione Europea, Sig. Javier Solana

Siamo giovani europei, di differenti età e culture, oggi riuniti a Loppiano, Firenze, in 5000 e collegati con altri giovani in Italia e in Europa che, come noi, vivono per costruire un mondo unito.
In questo difficile momento storico, segnato da confitti drammatici e tensioni internazionali, vogliamo impegnarci, con tutte le nostre forze, per la realizzazione di un grande ideale: comporre sulla terra una famiglia di popoli, nel rispetto dell’identità di ciascuno.
Per questo crediamo che la categoria della fraternità, che è a cardine delle nostre azioni e delle nostre riflessioni, possa guidare anche l’azione politica, tanto più di fronte alle urgenti sfide di oggi.

Il nostro metodo e il nostro impegno, che sta dando vita nel mondo a cantieri di solidarietà e di condivisione, si fonda in particolare:

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'Dare una risposta all’Amore': una proposta in musica, coreografie, testimonianze

RUFZEICHEN significa “punto esclamativo”, ma Ruf significa anche “chiamata”.
E' il titolo della manifestazione degli oltre 5000 giovani di 29 movimenti e associazioni cattoliche austriache, che ben esprime l'esperienza vissuta sabato 3 novembre nella Cattedrale di Vienna: la meraviglia della chiamata di Dio comunicata con forza da Chiara Lubich.

“Chiara, Grazie! Ci hai comunicato quanto sia grande l'amore di Dio e ciò che lui può fare della nostra vita se ci affidiamo a lui, se ci doniamo a lui, se seguiamo la sua voce”. Cristina, dell'Azione Cattolica, una dei presentatori, parla a nome degli oltre 5000 giovani che sabato pomeriggio hanno gremito la cattedrale di Santo Stefano a Vienna, dandole un volto del tutto inedito.

Una manifestazione – la prima di queste dimensioni – avviata da “Dialog X” che favorisce l'incontro tra oltre 30 movimenti e associazioni, per iniziativa del vescovo Iby di Eisenstadt, incaricato dalla Conferenza episcopale austriaca della pastorale giovanile.
Cristina ha preso la parola dopo che un lungo applauso aveva accolto le ultime parole di Chiara: “Puntate in alto! Avete una vita sola, spendetela per un ideale grande: Dio, l'Amore!”.

Difficile esprimere il clima che si respirava: gioia, entusiasmo, commozione. Lo si leggeva sui volti dei giovani, ma anche su quello del cardinale Schönborn, seduto accanto a Chiara Lubich, su un palco eretto davanti all'altare maggiore. Questo clima veniva reso anche dalla diretta satellitare, trasmessa da Telepace e seguita in tutta Europa e nel mondo via Internet.

Ancora Cristina, nel saluto a Chiara riportava l'interrogativo che qualche giovane si faceva prima dell'incontro: “Che cosa ha da dire questa donna non certo più diciassettenne ai giovani?”, a cui aveva risposto: “Con la sua vita può affascinarli e entusiasmarli”.

E così è stato. In modo del tutto imprevedibile. Dopo le prime battute, Chiara ha lasciato da parte i fogli. Ha donato ai giovani un'esperienza che aveva radici sin dall'infanzia, maturata poi in piena giovinezza. L'ha data con un'intensità tale – perché da lei rivissuta, per così dire, in diretta – che ha avuto una grande forza di coinvolgimento dei giovani presenti.
Veniva in rilievo il filo d'oro della chiamata di Dio, intrecciato col dramma della seconda guerra mondiale che pareva presente, con i richiami all'attuale conflitto in Afghanistan, al dramma dei profughi. Sfondo drammatico di odio e violenza da cui emergeva la risposta ad una domanda che di certo era in molti giovani: “Tutto passa. Ci sarà qualcosa che non crolla?”. Ed è scoppiato un applauso, alla risposta: “Sì c'è: è Dio, Dio Amore. L'unico che non crolla”.
Il racconto che si è snodato rivelava certo un Vangelo esigente perché preso alla lettera, senza sconti, ma affascinante perché, con episodi concreti, Chiara mostrava che a quel “date” evangelico, corrisponde il “vi sarà dato, con una misura colma e traboccante”.

Ed è proprio in questo momento difficile che l'umanità sta vivendo, che quel messaggio esigente lanciato da Chiara, da viversi nell' “amore” momento per momento, verso tutti, “dal professore antipatico, a chi ti passa accanto di altra razza e religione, senza esclusione alcuna”, che si comprende la profondità della risposta dei giovani, la loro gioia e commozione, una gioia liberatoria per aver riscoperto in Dio una nuova certezza. Lo confermano alcune impressioni a caldo: “Abbiamo scoperto che Dio ha un posto importante nella nostra vita.” “Voglio vivere per portare assieme a tutti questi giovani l'amore alla società”.

Programma della diretta

15,45 INIZIO DIRETTA


15:45 Pantomima di Christian Habringer ’Wo stehe ich?’
15:46 Band: ’Lean on’
15:50 Saluto del Vescovo incaricato pastorale giovanile, Mons. Paul Iby,
15:52 Testimonianza del vescovo
15:54 Il Vescovo introduce la Preghiera
15:55 Preghiera
16:00 Band: ’Jesus, Dein Licht’
16:05 Interviste-testimonianze
16:15 Band: ’Spreng die Leere der Zeit’
16:20 Band: ’Where do I go’
16:31 Card.Schönborn: presentazione di Chiara Lubich
16:41 Chiara Lubich: ’La risposta d’amore alla chiamata’
17.31 Band: ’Bleibe hier bei uns’
17.40 Interviste

17,45 FINE DIRETTA

La preghiera planetaria dei giovani per la pace

"Con la certezza di aver raggiunto il cuore del Padre con la nostra preghiera planetaria, oggi più che mai assicuriamo il nostro impegno a non riposare, affinché scoppi la pace" dicono i giovani di Bahia Blanca (Brasile). "Abbiamo un Alleato d’eccezione, possiamo farcela…" scrivono da Barcellona. "Scegliamo di vivere 'la fraternità infinita' come antidoto a ogni violenza", così da Nantes Francia. "Siamo in prima fila, pronti all’ 'offensiva dell’amore'", da Los Angeles.

Questi, alcuni dei molti echi giunti via fax e e-mail da giovani di tutto il mondo dopo il collegamento telefonico planetario di domenica scorsa che aveva messo in comunicazione migliaia di giovani da oltre 70 città nei 5 continenti: da New York a Mosca, da Hong Kong a Toronto, da Fontem (Camerun) a Dallas, Brasilia, Buenos Aires, Bombay sino alla Nuova Caledonia (Australia). Giovani cattolici, ma anche cristiani di altre tradizioni, musulmani, ebrei e indù.

Un’iniziativa definita da molti “un’esperienza di unità planetaria”, una potente iniezione di speranza e coraggio nel clima di “paura globale” che si respira. E’ stata promossa dai “Giovani per un mondo unito”, espressione giovanile del Movimento dei Focolari. Segna il culmine della Settimana Mondo Unito, giunta alla sesta edizione, una settimana densa di iniziative per la pace, l’unità e la solidarietà.

Ed è proprio la drammatica situazione mondiale di queste ore che ha spinto questi giovani ad imprimere un nuovo slancio, una nuova radicalità all’impegno di vivere e pregare per la pace e l'unità. E’ perciò che è stata per tutti i giovani un momento culmine del collegamento, la preghiera finale “all’unico Dio”, nella certezza di “strappare dal Cielo la grazia della pace” con “la promessa di essere portatori di pace, non solo dove vi è violenza, ma dovunque dove siamo ” (da Catania).

Chiara Lubich aveva lanciato un messaggio che – come scrivono i giovani di Hong Kong – "ci ha dato la chiave per vedere Dio che agisce nella storia anche dietro gli avvenimenti dolorosi". Chiamava i giovani a "testimoniare con più forza il grande Ideale che Dio ci ha dato: l'unità". Chiara ha comunicato loro quanto le hanno scritto dalla Thailandia: “Se esistono persone capaci di sacrificare la vita per una causa che provoca la morte, noi dobbiamo essere felici di dare la nostra vita per il bene, per l’unità”. Questo l’antitodo più radicale all’attuale drammatica situazione mondiale.

E la risposta è stata senza mezze misure. "Mi ha impressionato la possibilità di dare la vita per il mondo unito: sento che Gesù mi richiede questo, mettendo da parte tutto il resto”. (da Catania) "E' la risposta concreta alla sfida drammatica in cui viviamo oggi" (dal Portogallo).