Movimento dei Focolari

«La Parola provoca l’unità»

La Parola ottiene tutto. La dove si vive la Parola si ottengono innumerevoli grazie, ed è logico, Gesù lo ha detto: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato” (Gv 15,7). La Parola suscita inoltre, come altro frutto, l’unione con Dio. Quando le persone si impratichiscono un po’ nel vivere la Parola di Dio avvertono nella loro anima la comunione con Gesù, parlano con lui con tanta facilità, lo invocano nei momenti di necessità, godono della sua presenza nel profondo dell’anima perché è nato insomma, nel loro cuore, l’alberello della vita interiore. La Parola dà la speranza della vita eterna. Vedendo realizzarsi quotidianamente tutte le promesse evangeliche ad una ad una, si è certi che un giorno si possa aprire, per la Parola, la porta del Cielo: “il centuplo in questa vita e la vita eterna” ha detto Gesù (cf Lc 18,29). La Parola ci fa uno: provoca l’unità. Come nelle piante, con l’innesto, due rami scorzati, per il contatto delle due parti vive diventano una sola cosa, così due anime “scorzate” dell’umano mediante la Parola di vita vissuta, si consumano meglio in uno. La Parola messa in pratica crea la comunità; ma creando la comunità cristiana dà origine ad una porzione di Chiesa viva, per cui ciò che ne deriva è veramente qualcosa di nuovo. Prima infatti di avere questa particolare comprensione della Parola di Dio e di metterla in pratica in questa maniera, in genere le persone che s’imbattono nel Movimento tutt’al più la meditavano, la penetravano con la mente, ne traevano qualche considerazione e, se erano ferventi, qualche proposito. Nel Movimento invece succede qualcosa di diverso. La Parola, al continuo contatto con la vita nelle più varie applicazioni, provoca una trasformazione del modo di vivere cristiano. Per cui chi osserva dal di fuori il fenomeno che sta avvenendo si meraviglia, alle volte, di trovare al posto di una parola del Vangelo meditata e approfondita, una comunità cristiana viva e si domanda quale strana meditazione sia quella che ci siamo proposti sulla Parola di Dio. Chiara Lubich Tratto da: Vivere. La Parola che rinnova – Città Nuova Editrice, Roma 2008 (altro…)

Vivere la Parola cambia la mentalità, rende liberi

Se osserviamo le persone che vivono la Parola, possiamo notare in loro una grande varietà di effetti. Infinite sono infatti le situazioni in cui si trovano le persone, infinite le applicazioni della Parola alla vita di ciascuno, e infiniti quindi i risultati. Se volessimo perciò elencare i frutti che essa produce, non si finirebbe più. Ma a qualcuno si può accennare. La Parola provoca un mutamento di mentalità. Infonde nei cuori di tutti (europei, asiatici, australiani, americani, africani) i sentimenti di Cristo di fronte alle circostanze, al singolo e alla società. Porta nell’uomo una rievangelizzazione del suo modo di pensare, di volere e di amare. Chiunque poi frequenta un ambiente dove la Parola è vissuta come va vissuta, cioè dai singoli e dalla comunità, coglie un altro frutto: s’accorge che lì “si vive”, si vive soprannaturalmente. La Parola infatti fa vivere. Come dice la liturgia: splende la vita per mezzo del Vangelo (cf 2 Tm 1,10). La Parola inoltre rende liberi: “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32) leggiamo nel Vangelo. La verità fa liberi perché in chi la vive, vive Cristo, l’uomo nuovo, e l’uomo vecchio di conseguenza è morto: non si è schiavi dell’uomo vecchio. Per la Parola, ognuno si sente dunque libero da se stesso. Ma la Parola anche libera anche perché non si è più schiavi dei condizionamenti umani; si ama Cristo in tutti e non ci si aspetta nulla da nessuno. Libera inoltre dall’oppressione delle circostanze: nulla può infatti succedere a caso, o per il solo volere degli uomini. Il Padre è sempre presente nella nostra vita, o con la sua volontà o con la sua permissione. La Parola dà gioia, dà felicità, dà pace, dà pienezza, dona luce: ecco altri frutti. Perché vive l’uomo nuovo, nei cuori lo Spirito elargisce i suoi doni. E la gioia, la pace, la luce, tanto caratteristiche nel nostro Movimento e frutto della Parola, sono poi anche una forza di espansione del regno di Dio. Chi vede gruppi dove la Parola viene vissuta, infatti, si chiede e vuol sapere quale sia la causa di questi effetti. E, conosciuto il segreto, il più delle volte si unisce a noi per farli propri. Tratto da: Vivere. La Parola che rinnova – Città Nuova Editrice, Roma 2008

Vivere la Parola e condividerne i frutti

Un contributo alla riflessione della Chiesa sulla Parola di Dio. Questo vuole essere per i curatori, il volume “Vivere. La parola che rinnova” edito da Città Nuova e pubblicato in concomitanza con lo svolgimento dell’assemblea sinodale di ottobre. Vi sono raccolte 5 conversazioni nelle quali Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari scomparsa nel marzo scorso, espone la sua esperienza personale a contatto con il Vangelo. Ma quale la specificità di questo rapporto? Gabriella Ceraso lo ha chiesto a Michel Vandeleene uno dei curatori del volume: Una delle cose che contraddistingue anche la sua esperienza, e del Movimento dei Focolari dietro di lei, è proprio la spinta ricorrente a mettere la Parola in pratica, cioè a non essere soltanto gente che la medita, che vi aderisce, ma che cerca di tradurla in vita. E da qui anche il titolo di questo libro: “Vivere”. D. – In questo modo si può arricchire la riflessione della Chiesa? Sì, nel senso, di mettere l’accento su questa dimensione, che poi è del tutto evangelica, perché Gesù stesso ammonisce di non essere soltanto ascoltatore della Parola. E’ molto importante. Nell’esperienza di Chiara, però, non c’è soltanto il metterla in pratica, c’è anche dopo il condividerne i frutti. D. – Cosa genera vivere la Parola? Intanto, la Parola è veramente guida e permette appunto di orientarsi, di sapere in fondo cos’è il giusto e per quello dà anche sicurezza. Le cose fatte vivendo il Vangelo sono cose solide. Poi una cosa splendida, nell’esperienza fatta da Chiara nella Parola, è scoprire che nelle parole di Dio se noi facciamo la nostra parte, Dio fa la sua. E allora si vedono realizzare le promesse del Vangelo, il centuplo a chi lascia tutto per seguire Gesù. Si sperimenta che la vita fa veramente un balzo di qualità, che si colora, c’è un di più. D. – Quali le parole su cui è stato incardinato lo stesso Movimento dei Focolari? Alcune parole cardine sono appunto: “Amatevi”, che è il comandamento nuovo di Gesù, fino a dare la vita l’uno per l’altro, come Gesù l’ha data a noi; e da qui l’unità: che siano uno affinché il mondo creda. Questa spiritualità che è la spiritualità di comunione, dell’unità, è nata tutta da parole evangeliche che si concatenano e che fanno vedere il Vangelo dalla prospettiva dell’unità del testamento di Gesù. D. – Nel libro si parla di nuova evangelizzazione. E’ la linea del Movimento? In che cosa consiste? Chiara Lubich parla in questo libro di nuova evangelizzazione, evidenziando quali sono i cardini della nuova evangelizzazione nel magistero di Giovanni Paolo II, che ha lanciato la nuova evangelizzazione. Si parte dalla proclamazione dell’amore di Dio, per cui non il Dio giudice o lontano, ma il Dio vicino. Oppure, questa nuova evangelizzazione ha un ardore nuovo, che parte anche dalla vita. Gesù parlava con autorità, perché “era” quello che “diceva”. Di qui anche per esempio nelle omelie, tutta l’assemblea è sempre più attenta quando un sacerdote dà anche del proprio, mostrando come il Vangelo in lui ha portato frutti. Oppure una nuova evangelizzazione non fatta solo da sacerdoti o da missionari o da persone consacrate, ma da tutto il popolo di Dio che evangelizza.

Come vivere il Vangelo in ogni momento presente?

Vivendo il momento presente, vivo tutto il Vangelo. Se la Scrittura insegna a far bene le piccole cose, questa è proprio la caratteristica di chi altro non fa, con tutto il cuore, che ciò che Dio gli chiede nel presente. Se uno vive nel presente Dio vive in lui e se Dio è in lui, in lui è la carità. Chi vive il presente è paziente, è perseverante, è mite, è povero di tutto, è puro, è misericordioso perché ha l’amore nella sua espressione più alta e genuina; ama veramente Dio con tutto il cuore, tutta l’anima, tutte le forze; è illuminato interiormente, è guidato dallo Spirito Santo e quindi non giudica, non pensa male, ama il prossimo come se stesso, ha la forza della pazzia evangelica di porgere l’altra guancia, di andare per due miglia… È nell’occasione spesso di dare a Cesare quel che è di Cesare perché in molti attimi presenti dovrà vivere pienamente la sua vita come cittadino… e così via. Chi vive il presente è nel Cristo Verità. E ciò sazia, sazia l’anima che sempre anela a possedere tutto in ogni attimo della sua vita.   (da Essere tua Parola, Città Nuova Editrice – 2008 p. 51) (altro…)

Amore e misericordia nella Bibbia e nel Corano

Amore e misericordia nella Bibbia e nel Corano

9-12 ottobre Convegno Islamo-Cristiano

servizio del Tg2

album fotografico

«Amore e misericordia nella Bibbia e nel Corano» In concomitanza con il Sinodo dei Vescovi sulla Parola, oltre 200 cristiani e musulmani da vari Paesi si incontrano per approfondire il dialogo della vita basato sull’Amore e sulla Misericordia centrali nella spiritualità dell’unità

La città luogo della fraternità SESSIONE APERTA DEL SABATO 11 OTTOBRE (ore 16-18) Iniziative e testimonianze di cristiani e musulmani insieme, a livello politico, educativo, e sociale, realizzate in varie città d’Italia, Stati Uniti, Maghreb, Libano e Macedonia

comunicato stampa n. 17.10.2008

comunicato stampa n. 210.10.2008

comunicato stampa n. 3 – 11.10.2008

Interventi Sessione aperta

Intervento Vera Araujo

Intervento Educazione Annalisa Gasparini – Croazia

Intervento Educazione Aziz Shehu – Macedonia

Intervento Dialogo Città Layachi e Inglese – Veneto

Intervento Politica Marco Fatuzzo – Sicilia

Intervento Diversi… ma uno Baztami Fazzini – Teramo

Interventi del convegno

Amore e misericordia nel Corano e nella Sunna – Imam Kamel Layachi, Comunità islamica del Veneto

Amore e misericordia nella Bibbia – Padre Fabio Ciardi

La Regola d’oro nella spiritualità dell’unità – Michele Zanzucchi

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Amore e misericordia nella Bibbia e nel Corano

Parole vive

  La Parola rende liberi. Se prima di tutti i nostri pensieri, dei nostri affetti, della nostra volontà, ci sta a cuore la Parola, tutto ciò che succede diventa secondario. Secondarie le disgrazie, secondarie le tragedie, secondarie le avventure d’amore; secondaria la salute, secondaria la malattia; secondario tutto. Ciò che vale è se in tutti questi avvenimenti abbiamo vissuto la Parola. Mentre molti sono presi dagli affanni del mondo, chi vive la Parola è tranquillo, non teme nulla. Vivendo la Parola si ottiene tutto. Ed è logico. Gesù dice: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato”. Il Vangelo garantisce la felicità. Chi vive la Parola avverte nell’animo un frutto: la comunione con Gesù. Con tanta facilità parla con Lui, lo invoca nei momenti di necessità, gode della sua presenza nel profondo dell’anima, sente insomma che è nato nel suo cuore l’alberello della vita interiore. Quando due anime potranno consumarsi in uno? Quando saranno vive: cioè quando saranno scorzate dell’umano, e mediante la Parola di vita vissuta, saranno parole vive. Due parole vive possono consumarsi in uno. Se una non è viva, l’altra non può unirsi. Chi non vive la Parola di Dio, porta ovunque un’atmosfera umana, terrena; non lievita la massa, ma la deprime fino al punto di divenire causa di qualche screzio o divisione. Lasciamoci plasmare dalle parole del Vangelo: una sola potrebbe mutare il mondo e farvi risplendere la pace e l’amore.