Movimento dei Focolari

Cinema al bar

Gen 31, 2012

Una originale iniziativa, per approfondire il dialogo fra persone di convinzioni diverse, a partire dai cineforum organizzati in un bar del centro di Punta Alta (provincia di Buenos Aires – Argentina).

Punta Alta è una vivace città del sud argentino, con abitanti dotati di molta iniziativa. Vi ha sede la Base Navale di “Puerto Belgrano”, il porto militare più grande del paese, che nel secolo scorso ha avuto il suo momento di splendore con la presenza di migliaia di giovani che vi trascorrevano il periodo di servizio militare (attualmente non più obbligatorio) in marina. Proprio in questa città di 60.000 abitanti, gente aperta e generosa, si trova un gruppo del “dialogo fra persone di convinzioni diverse”, amici dei Focolari. Per aprire ad altri questo spazio, ricco di dialogo e comunicazione, hanno organizzato una serie di cineforum. Non hanno optato per un teatro, e neppure per la buia e silenziosa sala di un cinema… hanno scelto il bar più emblematico della città: il “Bar Centrale”, con i suoi quasi 100 anni di vita, i tipici tavolini da bar in un ampio salone, i  tavoli da biliardo, ed anche un piccolo palco, dove negli anni ’30 si esibivano piccole orchestre e ballerine. Attualmente è stato installato uno schermo gigante, con vari televisori distribuiti in tutto il locale, principalmente per seguire le partite di calcio: una struttura che sembra studiata apposta per gli scopi dei nostri amici. Un  film e come biglietto d’ingresso un prodotto alimentare non deperibile (collaborando così con la mensa di un Centro sociale); “gli inviti si fanno personalmente, per mail, o con locandine non molto grandi, però vistose, preparate dai proprietari del locale e collocate nelle vetrine dei  negozi vicini; la media di presenze va da 30 a 50 persone”, mi spiega Héctor Correa, l’appassionato esperto di cinema del gruppo. Fra i partecipanti c’erano studenti, adulti, qualche giovane recluta della Marina in uniforme e non mancavano neppure i clienti abituali del bar, che si lasciavano coinvolgere nella riunione. Quando tutto era pronto, la proiezione era preceduta da una breve introduzione per presentare il senso di questo incontro e le motivazioni del gruppo di dialogo, organizzatore dell’evento. “Poi mio fratello Luis ed io (continua Hector) presentavamo il film, ed alla fine coordinavamo il dibattito, che sempre è stato molto partecipato ed interessante. Non scendevamo tanto negli aspetti tecnici o estetici del film, però cercavamo di offrire dettagli sulle idee ed il pensiero dell’autore, sulla presentazione dei personaggi e sul contesto storico dove si svolgeva la storia. Così i partecipanti si sentivano più interessati ai contenuti”. ““Mettere l’accento su realtà e storie che hanno in sé concetti e concezioni del mondo che molte volte non coincidono con le nostre idee (spiega Sisi Deramo), è un esercizio che ci obbliga prima di tutto ad ascoltare attentamente quello che vuole esprimere l’altro, e poi a cercare di farsi capire, nell’ambito di un dialogo fruttuoso e cordiale, perché dall’incontro di diverse opinioni si arricchiscono i partecipanti e si nutrono nella comprensione collettiva”. Chiedo a Kiki Deramo quali film sono stati scelti. “Abbiamo scelto film sui quali potevamo poi dialogare: Cinema Paradiso, Il postino o El cartero de Neruda, The Truman show, The wall de Alan Parker e La sociedad de los poetas muertos. Credo che non ci siamo sbagliati”. “È stata un’esperienza molto utile e interessante per tutti. Speriamo sia possibile ripeterla anche quest’anno”, si augura Sisi. (Carlos Mana)

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