Movimento dei Focolari

Città nuova, un progetto chiamato fraternità

Nov 12, 2006

Convegno nazionale per il 50° della rivista a Roma. Tra le personalità intervenute: il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e mons. Giuliodori, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della CEI

Città nuova, rivista del Movimento dei focolari, ha celebrato i suoi 50 anni con un Convegno nazionale a Roma, presso la Sala Umberto, lunedì 13 novembre 2006. L’evento dal titolo: “Città nuova, un progetto chiamato fraternità“ ha concluso così una serie di appuntamenti nelle principali città italiane. “Gratitudine e sostegno” ha espresso alla rivista il sindaco di Roma Walter Veltroni, definendo Città nuova “un ponte, una voce che ha cercato di dire parole importanti, promotrice dell’idea del dialogo, dell’amore, della fratellanza”. Una rivista che ha portato avanti “l’idea della città come luogo di convivenza e coesistenza tra esseri umani diversi”, ha continuato il primo cittadino, che non ha mancato di ricordare la fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich, ricoverata al Gemelli: “Chiara è sempre vicina alla città ed anche a me personalmente. Le siamo molto vicini con amicizia e immensa ammirazione. Città nuova è una delle sue grandi invenzioni”. Caloroso anche il saluto di mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei: al riconoscimento a Chiara Lubich che ne ha dato l’avvio, e della “fecondità di un’esperienza umana e cristiana, quella dei Focolari”, ha fatto seguito l’augurio che “la semina abbondante fatta con passione e intelligenza in questi 50 anni possa continuare a produrre frutti per una città sempre più a misura d’uomo”. La manifestazione si è aperta con la sintesi storica di Giuseppe Garagnani, direttore del periodico, e, per l’editrice Città Nuova, di Giannino Dadda, amministratore delegato del complesso editoriale. Un video di Chiara Lubich sulla figura di Maria, trasparenza di Dio, estratto da un suo discorso del 2003, ha indicato un possibile modello a cui ispirarsi per i comunicatori. Il programma si è articolato attorno a tre tavole rotonde moderate da Pietro Cocco, giornalista della Radio Vaticana, e dai caporedattori di Città nuova Paolo Lòriga e Michele Zanzucchi. La prima, incentrata sul tema della fraternità, ha visto la presenza di membri del Centro studi dei Focolari (Vera Araujo, Luigino Bruni, Alberto Lo Presti e mons. Piero Coda, della Lateranense). Su “Dialogo: tattica o arte” si sono confrontati Mario Marazziti, portavoce di Sant’Egidio, Shahrzad Houshmand, teologa musulmana, Lisa Palmieri Billig, membro dell’American Jewish Committee, ed Eugenio Cappuccio, regista. L’ultima tavola rotonda, sul ruolo di Città nuova nei media ha visto gli interventi dei giornalisti Luigi Accattoli (Corriere della Sera) ed Ignazio Ingrao (Panorama), del Prof. Gianpiero Gamaleri (Università Roma Tre) e Vincenzo Santarcangelo (San Paolo Editrice). Tra gli altri, il prof. Gamaleri ha paragonato Città nuova a un albero che dà ombra e frutti a molti, un segno di speranza che ha davanti a sé un grande futuro.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Un percorso universitario rinnovato e completo (triennale e magistrale) orientato alle professioni del futuro con doppio titolo (ecclesiastico e civile) nella nuova sede didattica della città di Firenze (Italia).

In udienza da Papa Leone XIV

In udienza da Papa Leone XIV

Sabato 21 marzo 2026, i partecipanti all’Assemblea del Movimento dei Focolari sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV. Il pontefice ha riconfermato l’essenza e la fecondità del carisma dell’unità, dono di Dio per la Chiesa e per il mondo ed ha incoraggiato a vivere con fiducia, trasparenza e responsabilità questa fase post fondazionale.

Vangelo Vissuto: “Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29)

Vangelo Vissuto: “Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29)

Come possiamo renderci conto della presenza di Gesù quando la notte, le ingiustizie e le disuguaglianze sopraggiungono? Quando la fatica e le sofferenze sembrano offuscare ogni speranza? La strada di Emmaus diventa simbolo del cammino di fede di ciascuno, del nostro desiderio profondo di ritrovare Cristo nelle scelte di ogni giorno; un incontro che porta alla gioia e alla testimonianza condivisa. È il commovente invito che tutti possiamo rivolgergli affinché, una volta ritrovato, rimanga con noi e fra noi.