Movimento dei Focolari

Colombia: Faletti nel Centro sociale Unidad

Apr 5, 2012

Appena arrivato in Colombia, il copresidente dei Focolari Giancarlo Faletti, visita il Centro Unidad nella località "Los Chircales", nella periferia povera di Bogotà.

Joana è un’adolescente dai lunghi capelli neri. Canta una canzone tipica – Questa è la Colombia, viaggiatore -, che evoca le bellezze del Paese. Giancarlo Faletti è appena arrivato dal Messico in questa terra che si affaccia su due oceani ed eccolo già visitare una significativa iniziativa che gli sta dando il benvenuto. Una decina di ragazzini e ragazzine con costumi di carta colorata danza con passo sicuro, nella saletta zeppa di gente del posto venuta per salutare il copresidente dei Focolari. Los Chircales è un quartiere della periferia sud di Bogotà. È una distesa disordinata di casette rosse, dal colore dei mattoni che danno il nome al luogo. Tutt’attorno si scorge un paesaggio difficile, dove le strade sono rotte, ogni muro sembra pericolante. In questo contesto ha sede il Centro sociale Unidad. Tutto iniziò nel 1977. Un gruppetto di giovani della città raccolse l’ardita sfida appena lanciata da Chiara Lubich: morire per la propria gente. Arrivarono qui, territorio della parrocchia di padre Luis, e iniziarono a giocare con i bambini. Incontrarono l’umanità ferita ma profonda di due chircaleros, Gabrielina e Macedonio, che impastavano l’argilla per produrre mattoni, quei mattoni che sono serviti all’edificazione della grande metropoli di Bogotà. Grazie alla loro generosa disponibilità, è nata una serie di iniziative sociali per quel barrio dimenticato da tutti, ma non dalla Provvidenza. Un consultorio medico e un gabinetto dentistico, una simpatica boutique che recupera e vende vestiti a prezzi accessibili, un doposcuola per i figli del quartiere. La stessa municipalità di Bogotà ha dovuto accorgersi della voglia di riscatto di questa gente, provvedendo alla costruzione di servizi idrici, fognari, elettrici. Gabrielina e Macedonio testimoniano una speranza trasformata in realtà. Oggi l’analfabetismo e l’alcolismo non raccontano più la storia della gran parte degli abitanti. Loro ne sono un esempio e sono diventati, per la dignità riscattata, punti di riferimento e guide ascoltate. Il Centro sociale Unidad vanta una sede più che dignitosa, in cui si svolgono programmi educativi per le diverse età, con un’attrezzata sala computer. 75 studenti beneficiano del sostegno a distanza coordinato dall’Associazione Famiglie Nuove. Corsi di recupero per 70 scolari zoppicanti si tengono con regolarità, mentre le attività ricreative coinvolgono altri 120 ragazzi. Un po’ di anni fa un’educatrice venne a conoscenza dell’iniziativa e volle portare la sua professionalità anche a favore delle madri. Un ruolo fondamentale è svolto qui da una figura inusuale: la mamma comunitaria. Attualmente sono 15 e ciascuna ha in cura 14 bambini, una sorta di nido e di asilo, in cui si iniziano ad educare i cittadini di domani. Il tempo ha galoppato. «Ho trovato una grande pagina di storia sacra – commenta Giancarlo Faletti -, ho incontrato il Vangelo vivo. Racconterò alla presidente Maria Voce il prezioso tesoro che siete per il quartiere e la città». Gli abbracci non finiscono più. E si capisce! Alberto Lo Presti e Paolo Lòriga

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