Movimento dei Focolari

Congo. Un medico di fronte alla sfida dell’AIDS

Giu 12, 2013

Un medico congolese racconta come affronta la sfida quotidiana della lotta contro l’AIDS, mettendo i malati al centro. Il suo contributo alla costruzione di una società migliore.

«Sono medico, specialista in malattie infettive, e sono in contatto con i pazienti sieropositivi e malati di AIDS da circa 30 anni. Sono il referente per questa patologia nell’ospedale dove lavoro a Kinshasa (Congo). Cerco di partecipare alla trasformazione della società nella quale vivo. Creare una società nella quale l’uomo sia al centro dei membri della comunità è stato così uno degli obiettivi della mia vita. Ho deciso di fare il medico per mettermi al servizio dei miei fratelli. Mi sono trovato, così, ad affrontare una grande sfida: condizioni di lavoro sempre più degradanti e stipendi insignificanti, che non aiutavano i medici ad acquisire una coscienza professionale e all’onestà. Per sopravvivere, bisognava lavorare in organismi internazionali o in cliniche private. Molti miei colleghi sono emigrati in Europa e negli Stati Uniti. Anch’io sono stato tentato ad emigrare ma, dopo aver riflettuto con mia moglie, abbiamo deciso di restare nel Paese accettando la situazione: malati poveri, condizioni difficili di lavoro, mancanza di materiale e a volte tentativi di corruzione. All’inizio temevamo di essere contagiati dal virus per le scarse condizioni igieniche; e le strutture sanitarie carenti non ci davano alcuna garanzia. In quel periodo il nostro Paese era in piena crisi socio-economica e politica. Non ricevevamo più aiuti dalla cooperazione internazionale. Poi è scoppiata la guerra con il carico di drammi che ogni conflitto porta con sé. Avevamo grandi difficoltà a curare i malati di AIDS, ma abbiamo continuato ed è stata davvero l’occasione di vivere concretamente l’amore. La nostra azione si è focalizzata su alcune attività dirette alla cura dell’AIDS e alla prevenzione. Per la cura dei malati, con l’aiuto dell’ associazione Azione per un Mondo Unito (AMU) è stato possibile costruire una struttura sanitaria completa di laboratorio di analisi. Inoltre, è stato avviato un programma di cura a base di farmaci specifici, finalmente disponibili anche in Africa e garantiti a tutti, anche ai più poveri. Tutto ciò è stato il frutto di recenti scelte da parte dell’ONU nelle strategie di lotta contro l’AIDS. Per la prevenzione, è stata avviata in maniera sistematica la formazione di educatori con il compito di intervenire sul piano psicologico, sociologico e morale presso i giovani e le famiglie, al fine di operare nella popolazione un cambiamento di comportamenti. Incentivando, anche, lo sviluppo di attività produttive per migliorare l’alimentazione di base. Il contenuto principale dei corsi consiste nel dare informazioni complete e corrette sulla trasmissione e prevenzione della malattia. Per questo si cerca di approfondire l’origine e gli effetti del virus sul sistema immunitario e i mezzi di prevenzione. Ciò che mi dà coraggio è lavorare insieme a medici del Movimento dei Focolari e ad altri che, come me, sentiamo di mettere il malato al primo posto».  (M.M. Congo)

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