Movimento dei Focolari

In carcere per 26 anni: come riprendere in mano la mia vita?

Dic 29, 2005

Storia di un ex-detenuto che ritrova la vera libertà

Oggi so che l’amore di Dio è sempre più grande dei nostri errori. Ma è stata una scoperta progressiva … Dall’età di 13 anni, infatti, ho iniziato ad avere problemi con la giustizia. A 15 anni poi sono rimasto orfano e dopo alcuni mesi ero già in un carcere minorile. Uscito dal carcere non avevo più nessuno a cui rivolgermi, e ho ripreso la vita sbandata di prima. Appena qualche mese di libertà e accidentalmente causo la morte di un giovane. Torno in prigione, stavolta per 10 anni. Durante la reclusione imparo un mestiere, come falegname, ma una volta uscito nessuno voleva assumermi. Mi sono trovato senza soldi e senza altre possibilità. Ho assaltato una banca. Pensavo: se va bene, ho qualcosa per non morire di fame, finché non trovo lavoro; se non va bene, trovo comunque tetto e pane per alcuni anni. Alcune ore dopo l’assalto, ero di nuovo dentro, condannato a 15 anni. Non avevo più un motivo per vivere finché ho incontrato un religioso con cuore largo che ci ha annunciato l’esistenza e l’amore di Dio per noi. Mi ha incoraggiato anche la stima di alcuni funzionari dell’ordine giudiziario, che mi hanno dato un posto di responsabilità nella falegnameria. Prima del rilascio, mi hanno concesso 3 giorni di libertà per la ricerca di alloggio e lavoro. Ma era una libertà che non sapevo gestire; mi sentivo “perso”. Come potevo io, che dai 15 ai 42 anni avevo trascorso 26 anni in prigione, riuscire a prendere in mano la mia vita? Il religioso conosciuto in carcere mi telefona e mi invita a presentarmi presso una comunità nata per aiutare gli ex-detenuti nella delicata fase del reinserimento sociale e fondata da persone che ispirano la loro vita al Vangelo. Il giorno del mio rilascio sono venuti a prendermi dall’istituto di pena. Nella comunità andavo imparando passo a passo la vita in libertà. Avevo una stanza, un lavoro, un guadagno e prima di tutto una comunità. Mi hanno accolto tra di loro senza riserve. Dopo sei mesi ho trovato lavoro in una falegnameria e dopo due anni sono stato in grado di lasciare la comunità. Lì avevo conosciuto anche la persona che sarebbe diventata mia moglie. Sono adesso un collaboratore della comunità, diventando responsabile di una delle case dove, con gli ospiti senza lavoro, mi occupo della manutenzione. Forte della mia esperienza, cerco di incoraggiare sempre i nostri ospiti a non mollare mai, anche se hanno rovinato parte della loro vita. Adesso so che l’amore di Dio è sempre più grande della nostra colpa.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Economia di Comunione: un percorso di rigenerazione

Economia di Comunione: un percorso di rigenerazione

A 35 anni dal lancio dell’Economia di Comunione, dal 25 al 30 maggio 2026 in America Latina si svolge un evento che offre la possibilità di vivere un’esperienza profonda di incontro con varie comunità locali di diversi Paesi. La conclusione sarà a Buenos Aires (Argentina).

Intelligenza Artificiale al servizio dell’umanità

Intelligenza Artificiale al servizio dell’umanità

Pubblicata la prima enciclica di Papa Leone XIV dal titolo “Magnifica Humanitas”. Nel 135° anniversario della “Rerum novarum”, il Pontefice riflette sulla Dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’appello a custodire “una magnifica umanità abitata da Dio”, promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale, occorre disarmare l’Intelligenza Artificiale (IA) e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando dialogo e multilateralismo.