Movimento dei Focolari

New Humanity: progetto Host Spot

Apr 24, 2017

Il programma della ONG internazionale dei Focolari, ideato in partnership con altre organizzazioni, promuove esperienze interculturali per giovani sui temi della migrazione.

1«I rifugiati non sono numeri che riempiono i telegiornali ma sono persone da accogliere anche nella loro dimensione umana di donne e uomini ai quali sono stati negati sentimenti e progetti». È la convinzione cui sono giunti i 18 giovani di 5 paesi europei e del Medio Oriente, riuniti a Bad Urach (Germania), dal 12 al 17 marzo, per la seconda tappa del progetto Host Spot, promosso da New Humanity e Starkmacher, insieme ad altre associazioni, e co-finanziato dal programma  Erasmus+ (UE). Host Spot persegue due obiettivi: Host richiama l’accoglienza e Spot la realizzazione di brevi video-documenti per incidere sull’opinione pubblica. 02Nella prima fase del progetto, tenutasi in Giordania nell’agosto 2016, i giovani avevano potuto raccogliere dalla viva voce dei rifugiati siriani e iracheni – ospiti di Caritas Giordania – le drammatiche storie della loro migrazione forzata, documentandole con registrazioni video. Un’esperienza che li ha resi consapevoli delle reali motivazioni che li hanno spinti a lasciare il proprio Paese, dei rischi che hanno corso durante l’esodo, del precario arrivo nella nuova terra. L’idea di rendere nota questa dolorosa situazione aveva preso corpo già nei giorni di Amman. I giovani si erano infatti convinti che portare alla ribalta queste informazioni, avrebbe potuto dare al dibattito in corso, incentrato per lo più su strategie politiche e costi economico-sociali, una visione veritiera del fenomeno della migrazione; un loro concreto apporto, attraverso una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. 03Nell’incontro a Bad Urach si è puntato a sviluppare nei giovani delle  competenze tecniche nel campo della comunicazione e della produzione di documentari sociali. Erano presenti anche alcuni esperti che lavorano a contatto diretto con i rifugiati, i quali hanno fornito molte informazioni sulla situazione in Germania e sui sistemi europei di hosting. Un contributo importante per una conoscenza corretta della situazione, spesso riportata dai media in modo parziale e manipolato. I giovani partecipanti portavano con sé il proprio bagaglio culturale e la visione della migrazione che si vive e si affronta nel loro Paese. Si sono messi in gioco, in un esercizio di riflessione e  ascolto, per accogliere e capire il pensiero dell’altro; convinti che il contributo che avrebbero realizzato in quei giorni, anche se piccolo, avrebbe portato un cambiamento. Il successo di questa fase del programma è di aver realizzato un apprendimento internazionale in un clima di condivisione fra giovani di culture e lingue diverse. Attraverso workshop, seminari, dibattiti, sono crollati molti dei pregiudizi e stereotipi che sia europei che medio orientali avevano gli uni verso gli altri, scoprendo che, nonostante le diversità, ci sono molti valori comuni. Come risultato concreto sono stati prodotti tre video-spot da  condividere con i coetanei dei loro Paesi, per incoraggiarli a fare esperienze simili, diventando così anch’essi promotori di cambiamento. La terza e ultima tappa del progetto si terrà in Egitto a fine ottobre 2017. Su Facebook

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