Movimento dei Focolari

Sophia: nuovi corsi di Laurea Magistrale

Mar 31, 2017

Scienze Economiche e Politiche e Ontologia Trinitaria, si aggiungono, dal prossimo anno accademico, a Cultura dell’Unità. Interdisciplinarietà e specializzazione, dialogo interculturale e innovazione.

IUSA dieci anni dalla sua nascita, l’Istituto Universitario Sophia passa da un unico percorso in “Fondamenti e prospettive di una cultura dell’unità”, a ben tre titoli distinti di Laurea magistrale: Scienze Economiche e Politiche, Ontologia Trinitaria e Cultura dell’Unità. Un salto di qualità, di ricerca e impegno accademico, che offre a giovani di tutto il mondo la possibilità di una preparazione inter e trans-disciplinare, in particolare con l’esplorazione di settori innovativi dell’economia sociale, civile e di comunione, della vasta dimensione delle politiche partecipative, dal livello locale a quello internazionale, e con l’approfondimento di percorsi relazionali in filosofia e teologia, al contempo fondamento e linfa delle nostre società, in dialogo con le scienze, le culture e le religioni. «Con i due nuovi titoli accademici, Scienze Economiche e Politiche, da un lato, e Ontologia Trinitaria (e cioè Filosofia e Teologia) dall’altro, che vanno ad aggiungersi dal prossimo anno accademico 2017-2018 al percorso in Cultura dell’Unità – spiega Piero Coda, preside dell’Istituto – Sophia offre ai giovani una qualificazione accademica che coniuga la dimensione unitaria del senso dell’avventura umana con la dimensione competente di una qualificazione scientifica, a servizio della crescita integrale della persona e della società». Aggiunge Benedetto Gui, coordinatore del Dipartimento di Economia e Management: «Tra le novità del nuovo percorso accademico, c’è l’introduzione della lingua inglese per diversi corsi della Laurea in Scienze Economiche e Politiche». E prosegue: «In un periodo in cui ai giovani non si ha il coraggio di proporre degli ideali per cui spendersi, Sophia cerca di fondare la propria visione del mondo sul più profondo rispetto della persona umana (e quindi anche della sua cultura, della sua religione, delle sue idee) e di guardare al traguardo di un mondo senza odio, guerre, oppressioni, esclusioni, superiorità degli uni sugli altri. In economia questo non significa avere una ricetta pronta da imporre, ma guardare al di là della visione riduttiva oggi dominante del soggetto economico e delle relazioni economiche, nonostante la ricerca scientifica ne stia dimostrando l’inadeguatezza». Gli studenti di Sophia provengono da 30 Paesi del mondo e professano religioni diverse. L’Istituto propone loro un percorso che unisce l’apprendimento, fatto di ascolto, discussione, predisposizione di testi e presentazioni in aula, alla vita reale: la stessa logica di apertura all’altro, come metodo per guardare alla realtà da conoscere, viene sperimentata anche in aula, nei corridoi, nelle attività della community life e nelle residenze, dove gli studenti hanno l’occasione di fare una straordinaria esperienza interculturale. Ancora Gui:«Quello che cerchiamo di realizzare insieme agli studenti è, da un lato, l’acquisizione di quelle competenze che ci si aspetta di trovare in un laureato in ambito economico, e dall’altro un approfondimento di quella visione dell’economia a cui sopra accennavo, attraverso lo studio di nuovi filoni di ricerca e il contatto con le iniziative economiche che mettono in pratica quella visione. Temi che spesso sono trascurati nell’insegnamento universitario». Una volta completati gli studi come si approcciano gli studenti al mondo del lavoro? «I reclutatori hanno sempre più chiaro che una buona conoscenza disciplinare non basta da sola a fare di un giovane un valido membro di un’organizzazione. Serve anche la capacità di dialogare con i portatori di altre conoscenze, di sapere cooperare, di assumersi delle responsabilità. L’esperienza di questi anni ci dice che i nostri studenti sono stati apprezzati non solo per la loro preparazione, ma anche per altre doti che l’esperienza di Sophia è particolarmente adatta a sviluppare. Attenzione però: lo studio non può essere indirizzato solo a trovare un lavoro, ma anche a favorire la crescita della persona e, cosa non meno importante, a sviluppare capacità di iniziativa individuale e di gruppo in ambito economico, politico, sociale. Noi pensiamo che anche questo sia un prezioso contributo alla società».

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Un’eredità preziosa: il Paradiso ‘49 di Chiara Lubich

Un’eredità preziosa: il Paradiso ‘49 di Chiara Lubich

Il 22 maggio 2026, presso la Sala Paolo VI della Pontificia Università Lateranense di Roma, si è svolta la prima presentazione del volume “Paradiso ‘49” di Chiara Lubich, una raccolta di scritti attraverso i quali la Fondatrice del Movimento dei Focolari, dà testimonianza e condivide la sua esperienza mistica vissuta tra il 1949 e il 1951.

Chiara Lubich: «Sai dove siamo?»

Chiara Lubich: «Sai dove siamo?»

E’ il 16 luglio 1949. Chiara Lubich si trova a Tonadico, sulle Dolomiti, nel nord Italia, per un periodo di riposo insieme ad alcune delle prime e dei primi compagni. Lì sono raggiunti dall’on. Igino Giordani, che Chiara chiamava Foco. Quel giorno Chiara e Foco stringono un Patto di unità, preludio all’esperienza spirituale e mistica che Chiara compirà tra il 1949 al 1951. Un periodo conosciuto come “Paradiso ‘49” i cui testi sono stati recentemente pubblicati in un volume. Nell’introduzione ad esso, il teologo Piero Coda, offre alcuni approfondimenti “Per una lettura teologica” del testo. Ne pubblichiamo uno stralcio, proprio legato al Patto del 16 luglio insieme ad un breve video di Chiara Lubich del 20 dicembre 1999, quando racconta ai Gen, i giovani dei Focolari, questa esperienza di luce.