Movimento dei Focolari

Il perdono a qualunque prezzo

Sia mio marito che i miei figli sono alcolizzati. Fino ad un anno fa, Tom il più grande conviveva con una ragazza. Tutti e due si sono trovati ad essere non solo alcolizzati, ma anche tossicodipendenti. E’ stato circa un anno fa che mio figlio è tornato a casa perché non andava più d’accordo con la donna con cui viveva. Intanto, però, era nato un bambino. L’idea di questo nipotino mi dava tanta pena perché la sua situazione era dolorosissima. Io ne incolpavo la madre e un giorno, incontrandola per la strada, l’ho apertamente accusata di tante cose. Ci siamo lasciate con tanta amarezza da ambo le parti. Inutile dire che tornando a casa mi sentivo colpevole di non aver amato. E tutte le giustificazioni che cercavo di darmi, il ripetermi che in fondo avevo ragione, che l’avevo fatto per mio nipote, non mi davano pace. Qualcosa dentro di me mi spingeva a chiamarla per chiedere scusa, anche se trovavo la cosa molto difficile. Non sapevo neanche se mi avrebbe ascoltata. In realtà, quando io mi sono scusata con lei, è stata poi lei a scusarsi con me. Alcune settimane dopo questo episodio, Dorothy è stata messa in prigione. Le cose andavano di male in peggio, e io, preoccupata per la situazione del nipotino, provavo un forte risentimento verso i genitori che l’avevano messo al mondo in quella situazione. Non essendo sposati, il bambino sarebbe stato affidato allo Stato. Il risentimento dentro di me cresceva di ora in ora, eppure le parole di Gesù sul perdono non mi davano pace. Dovevo amare anche Dorothy, qualunque cosa fosse successa a mio nipote. Dopo vari sforzi, finalmente la Parola ha fatto breccia nel mio animo ed è stato con un’anima nuova che sono andata a trovarla in prigione: mi ha abbracciata, commossa. Credo abbia sentito che sono andata per amarla ed accettarla così com’era. E’ stata lei a parlarmi del bambino e a chiedermi se potevo tenerlo io. Così la custodia legale del nipotino è passata a mio figlio e ambedue adesso sono sotto il mio tetto. Mi è sembrato il centuplo promesso da Gesù a chi cerca il suo Regno, facendo la sua volontà, il frutto dell’essermi impegnata ad amare, fino in fondo. (J.S. – USA) (altro…)

Una comunità indigena, riconosciuta come modello di convivenza civile e democratica

Dieci anni fa alcuni membri del Movimento dei Focolari di Città del Messico sono venuti a trovare la nostra comunità indigena del monte Huasteca di Santa Cruz, formata da circa 3000 persone. Sono 32 le comunità indigene di quella zona, immersa tra colline verdi e boschi, ma senza vie di accesso per le auto. Le uniche strade che portano alle comunità si raggiungono a piedi. A causa di questo isolamento, spesso ci siamo trovati di fronte a numerose difficoltà, soprattutto di carattere sanitario, ecco perché sono nate le “brigate sanitarie”, formate da medici, infermieri e membri del Movimento dei Focolari che partono da Città del Messico e arrivano, fin dove la strada lo permette, in pullman o in camion. Da lì proseguono a piedi o a cavallo per portare medicine, cibo e vestiti. In questi anni a Santa Cruz è sorta una bella comunità dei Focolari, con profondi rapporti di fraternità tra noi indigeni, bianchi e meticci. Anche Marcelino fa parte della comunità indigena ed è, come me, un volontario. La spiritualità dell’unità ha cambiato la nostra vita radicalmente, rinnovandoci come uomini. L’amore di Dio, arrivato come un vento fresco, ci ha spinti a concepire la vita come dono per gli altri. Marcelino, per un anno è stato eletto responsabile della comunità di Santa Cruz. Era sorpreso e indeciso: sua moglie non voleva che accettasse, perché il responsabile della comunità non riceve alcuno stipendio per tale servizio, il che significava una grande perdita economica per la loro famiglia. Sentiva, però, che Dio gli chiedeva una nuova scelta di Lui, più radicale, e come volontario non poteva tirarsi indietro. Ne ha parlato con sua moglie e insieme hanno deciso che avrebbe accettato l’incarico e che avrebbero lavorato il doppio per mantenere la loro famiglia. Per questo incarico si sarebbe occupato dello sviluppo economico, religioso, culturale, di questioni legali e dei rapporti della nostra comunità con una cittadina vicina. Ha cercato la collaborazione tra tutti e ha scelto me come consigliere di fiducia, per portare avanti queste attività con Gesù in mezzo a noi. La nostra avventura insieme è iniziata proponendo al sindaco della cittadina di visitare la comunità. E’ rimasto talmente colpito dall’accoglienza cordiale, che ci ha assicurato la pavimentazione in cemento di alcune strade e di 152 piccole case. Immaginate la nostra gioia, dal momento che le strade sono di terra e diventano inaccessibili quando piove. Dopo alcuni mesi, però, le opere non erano ancora avviate. Ci sentivamo delusi, traditi, ma siamo andati avanti. Abbiamo deciso di incontrare il sindaco per avere chiarimenti, ma sembrava che avesse sempre impegni e non ci riceveva. Eravamo decisi a non mollare, perché sostenuti da Qualcuno lassù, certi che ci avrebbe accompagnato in ogni passo. Ci siamo messi davanti alla sede del municipio, senza fare confusione, ma non ci siamo mossi dal portone finché non gli abbiamo parlato. Finalmente, per la nostra insistenza, il sindaco ha dato il via ai lavori. Sì, molti. Il primo frutto è stato constatare quanto fosse maturata la nostra comunità. Questo è stato riconosciuto in occasione di un fatto che ha scosso tanto l’opinione pubblica: l’assassinio di un politico della nostra Regione in seguito a forti tensioni tra opposizione e maggioranza. Successivamente, in una riunione con i rappresentati politici locali e delle altre comunità indigene, la nostra comunità è stata portata come esempio di convivenza civile e democratica, per come aveva operato in quei difficili momenti. (A. L. – Messico) (altro…)

Insieme per la pace e l’unità del Centroamerica

Insieme per la pace e l’unità del Centroamerica

“Come voi, la maggioranza dei salvadoregni sono convinti che lavorare per costruire un Centro America sempre più unito non è un’ utopia, ma un’aspirazione iscritta nella cultura, nella storia e persino nella configurazione geografica della nostra regione”. E’ questo il messaggio di benvenuto del Presidente del San Salvador, Elías Antonio Saca, letto in apertura del grande incontro che ha visto riunite oltre 2000 persone nell’Anfitetratro della Fiera Internazionale di El Salvador. Il presidente ha ricordato l’unità culturale precolombiana, i tentativi di unità politica post-indipendenza con la Repubblica Centroamericana (1821-1842), i nuovi tentativi di unificazione nella seconda metà del XX secolo con il MERCOMUN.

 

I partecipanti – molti i giovani – provenivano da Paesi del Centro America dove, come in molte altre regioni del mondo, è in atto un processo di unificazione per la presa di coscienza che solo insieme si possono trovare soluzione ai conflitti sociali e rafforzare la pace.

“Si parla molto di integrazione economica, sociale e politica, ma ci deve essere anche una integrazione religiosa”. Lo ha evidenziato il Dr. Rodrigo Samayoa, del partito Alianca Repubblicana Nacional. Questo incontro, il primo del suo genere nella storia della regione, è stato infatti promosso da Movimenti ecclesiali, nuove comunità e gruppi appartenenti a Chiese diverse, che hanno intrapreso un cammino di comunione, proprio per contribuire all’unità spirituale della regione e di tutto il continente. Ha sorpreso, tra le molte personalità, la presenza di rappresentanze politiche come quelle dei Partiti “Fronte Farabundo Marti per la Liberazione Nazionale” (FMLN) e “Fronte democratico rivoluzionario”, che solo da alcuni anni sono passati dalla scelta della violenza a quella politica per riportare la giustizia sociale nel loro Paese: “Questo tipo di eventi ci porta spiritualità e speranza, dove si dà e riceve”. Sono parole di Violeta Mejivar, del FMNL. Questo cammino è stato incoraggiato anche da Papa Benedetto XVI che, nel messaggio letto dal Nunzio Apostolico, mons. Luigi Pezzutto, ha esortato tutti ad “aprirsi ai doni dello Spirito per andare avanti nel cammino intrapreso, impegnandosi nella costruzione di un mondo fedele a Dio, più solidale, giusto e fraterno”. La pace, un nuovo stile di vita che favorisca il dialogo e l’integrazione di popoli e culture diverse; i valori della famiglia, la solidarietà con i più poveri in Centroamerica e nel mondo sono stati al centro delle numerose testimonianze come quelle della Comunità Salvador del Mundo, Rinnovamento Carismatico, Cursillos di cristianità, Heraldos del Evangelio, Movimento dei Focolari, Comunità Cristo Giovane, Comunità di Sant’Egidio, Encuentros Conyugales, Preghiera e Vita, Comunità Corpo di Cristo. Nel suo messaggio, Chiara Lubich ha tracciato in poche linee ricchezze e sofferenze di questa regione “piena di storia, di cultura e di arte – come quelle della grande civiltà Maya – ma anche colma delle sofferenze della colonizzazione, delle guerre civili, con la sua ricchezza attuale di creatività e di nuove dimensioni della partecipazione”. Ne ha evidenziato “la chiamata all’unità” e “la sfida della fraternità” come via per costruirla. E il professor Riccardi, della Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato in un messaggio come oggi in Salvador e in altri punti dell’America “c’è bisogno di gente che sogni un mondo nuovo di pace. Con l’incontro del Salvador sento che siamo vicini a questa meta”.  

Momento culmine della giornata è stata la dichiarazione di impegno per la pace e la fraternità dei rappresentanti di Movimenti e nuove comunità e i leader religiosi delle diverse chiese cristiane: Gregorio Rosa Chávez, vescovo cattolico ausiliare di El Salvador, il vescovo della chiesa Presbiteriana Anglicana Barahona, Héctor Fernández per la Chiesa Luterana, Miguel Tomás Castro della Chiesa Battista, e Santiago Flores della Chiesa Riformata Calvinista.

Settembre, data scelta per l’incontro salvadoregno, è un mese simbolico per due date: l’11, anniversario dell’attentato di New York, e il 15, anniversario dell’Indipendenza dei Paesi del Centroamerica. “Insieme per il Centroamerica” è nato sulla scia del grande incontro del maggio 2004 in Europa, a Stoccarda, con le 10.000 persone convenute nella città tedesca alla Giornata “Insieme per l’Europa”, realizzata per dare un’anima al processo di unificazione del vecchio continente.   (altro…)