27 Lug 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Più volte sulle pagine di focolare.org nei mesi scorsi abbiamo dato notizia delle azioni di ricostruzione e sviluppo nell’isola caraibica. In un recente viaggio Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova, ha incontrato Wilfrid Joachin, haitiano, coordinatore dei progetti dei Focolari nell’isola. Riportiamo alcuni dati interessanti emersi dal reportage (cfr. Città Nuova n.12/2011).
«Wilfrid mi parla di tre scuole in costruzione, tre delle sette che egli coordina col progetto Pacne, “Associazione contro la povertà del Nord-Est”. Un’iniziativa che ha voluto mettere in piedi assieme ad altri amici del Movimento dei focolari per riuscire a non far dipendere lo sviluppo della regione solo dalla buona volontà sua e degli amici, coinvolgendo tanti uomini e donne. Tre princìpi guidano Pacne: crescere come cristiani; crescere intellettualmente; crescere professionalmente. «Haiti – prosegue Wilfrid – è un Paese che vive di aiuti provenienti dall’esterno, ma ciò non basta nemmeno alla sopravvivenza. Bisogna riuscire a creare lavoro. Se ad Haiti l’85 per cento della popolazione non ha di che vivere, se l’analfabetismo raggiunge l’80 per cento della popolazione, se i giovani diplomati e laureati haitiani, una volta ottenuto il loro titolo di studio, vanno a fare i muratori e i braccianti nella vicina Repubblica Dominicana, bisogna cambiare le cose, provocare sviluppo endemico. Il circolo vizioso va interrotto. Qui abbiamo avviato un gruppo di riflessione, animato da una forte fede».
Pacne – Poco alla volta Pacne comincia a influenzare anche le amministrazioni locali. La carica spirituale ricevuta dalla Parola di Vita vissuta incuriosisce i politici e guadagna una pertinenza sociale e politica. «Le nostre realizzazioni – mi spiega – sono un modo per mostrare anche ai politici che qualcosa si può cambiare». Come ad esempio la scolarizzazione: «Esistono famiglie con 12 figli in cui due soli vanno a scuola. Bisogna arrivare a sensibilizzare i genitori. Poi abbiamo finanziato delle borse di studio per permettere ai nostri figli di studiare a Port-au-Prince e in altre città del Paese e della Repubblica Dominicana. Sono ora quattordici, quasi tutti giovani che da ragazzi avevano beneficiato del sostegno a distanza di Afn – Azione per Famiglie Nuove. Ora, dopo 15 anni, cominciamo a raccogliere i frutti, e Pacne beneficia di questi giovani professionisti, anche perché nel loro contratto esiste l’accordo di dedicare il 25 per cento del loro tempo alla crescita sociale, sanitaria e culturale di Mont Organisé. Il loro esempio fa passare l’idea che uno sviluppo è possibile e alla portata di tutta la comunità».
“Il Centro” – Un po’ in disparte rispetto alla strada del villaggio di Savanette, si erge “Il Centro”, coloratissimo, armonioso, in via di completamento. Vengono ospitate famiglie e singoli che non hanno più una casa, un aiuto. «Quando una persona o una famiglia viene accettata – una ventina i nuclei familiari, una cinquantina di persone – si firma con loro un contratto, controfirmato dalle autorità locali, civili e religiose. Alcuni sono arrivati da Port-au-Prince dopo il terremoto». In totale i bambini aiutati con le scuole sono 1069, più 131 ragazze in avviamento professionale. Ora c’è un progetto supplementare di 12 classi con biblioteca, servizi, un pozzo, una strada». Continua Wilfrid: «Qui c’è sempre qualcuno che si occupa di qualcun altro: è la logica dell’unità che non lascia solo nessuno». Certamente i momenti di condivisione legati alla Parola di vita sono i più importanti e partecipati, centinaia di persone ogni volta: «Il Vangelo è una forza spirituale, ma anche di sviluppo umano e sociale».
Leggi il reportage completo Aiuto concreto – Grazie alla collaborazione tra Afn, Amu e Gmu, in accordo con Pacne, dopo il terremoto del gennaio 2010 è partita la costruzione di un centro per l’accoglienza di famiglie che non hanno più nulla, con:
- costruzione di 20 abitazioni;
- realizzazione di un pozzo per acqua potabile;
- formazione all’auto-sostentamento per preparare le persone ad avviare coltivazioni agricole e piccole attività artigianali;
- borse di studio universitarie;
- nuovi sostegni a distanza, per i bambini accolti nel centro.
Info:
Altre news su www.focolare.org
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26 Lug 2011 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
- Fervono i preparativi nelle diocesi di tutto il mondo per preparare i giovani all’incontro con il Papa. Nello zainetto che ogni iscritto alla Gmg riceverà una volta arrivato a Madrid, ci sarà anche YouCat, il sussidio al Catechismo della Chiesa cattolica fatto apposta per i giovani e strutturato in forma di domanda e risposta. Proprio in questi giorni la Casa editrice Città Nuova, che ha curato l’edizione italiana di YouCat, ha reso disponibile un’applicazione da scaricare sui cellulari di ultima generazione. Si tratta di un App, cioè di un’applicazione, sempre chiamata YouCat, che consente ai ragazzi di confrontarsi sui temi del Catechismo e sulla Gmg. Di cosa si tratta esattamente? Debora Donnini lo ha chiesto a Giulio Meazzini, collaboratore di Città Nuova, che si è occupato dell’applicazione di YouCat sui cellulari:
Città Nuova ha pensato di fare un regalo ai ragazzi che vanno a Madrid dandogli la possibilità di scaricare sui cellulari che hanno sistema operativo Apple, Windows mobile o Android – quindi la stragrande maggioranza dei cellulari di ultima generazione – questa App gratuita. Le funzionalità disponibili sono un social network tipo facebook con un “wall”, il muro dei messaggi dove si possono scambiare commenti, dove ogni ragazzo può avere il suo profilo, dove si possono scambiare messaggi e sms diretti tra gli utenti e dove si ha la propria cerchia di amici ma anche dei “famous friends”, amici speciali: noi, per esempio abbiamo messo dentro Maritain, Giovanni Paolo II, San Francesco, Van Thuan… Per cui ogni giorno, ogni due giorni, su questa applicazione di YouCat si possono trovare frasi famose di questi personaggi. Inoltre, per quanto riguarda specificamente la Gmg, tramite questa App, abbiamo la possibilità di ricevere direttamente sul cellulare news sulla Gmg in varie lingue, un aggiornamento giorno per giorno su tutti gli eventi che succedono durante la Gmg e anche la possibilità di fare una specie di “community” tra quelli che partecipano alla Gmg, con informazioni, commenti…
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Questo risponde a quello che Benedetto XVI stesso ha scritto nella premessa a YouCat. Infatti, il Papa ha invitato a st u diare questo testo ma anche a leggerlo fra amici a formare gruppi e reti di studi. Quindi la vostra è una risposta?
È proprio questo il senso. Infatti, l’altra funzionalità che c’è con questa App, la più importante forse, è la possibilità di avere disponibile sul cellulare, quindi consultabili, il 20 per cento delle domande e risposte di YouCat, di questo sussidio al catechismo: è un modo per rendere disponibile immediatamente questo messaggio.
- L’intento è quello di permettere ai giovani di confrontarsi sui contenuti del catechismo attraverso il cellulare…
Esatto. Come sono abituati a dialogare e condividere informazioni sul social network, così si potranno scambiare impressioni, domande e anche le stesse domande e risposte di YouCat, approfondendo i temi proposti. A breve sarà attivato anche un sito su internet – www.cittanuova.it – dove ci saranno altre informazioni relative alla Gmg e a YouCat. Non vorrei dimenticare anche il sito internazionale che tutti gli editori europei stanno mettendo a punto in varie lingue con argomento YouCat. Aggiungo che altri editori ci hanno chiesto di pubblicare domande e risposte non solo in italiano ma anche in altre lingue, quindi probabilmente presto ci sarà anche inglese e francese.
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25 Lug 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«L’unità: un concetto che si trasforma in speranza per il mondo intero», con queste parole Renato Schifani, presidente del Senato ha concluso il suo intervento a Palazzo Giustiniani, in occasione della presentazione del libro PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich, scritto dalla penna di Armando Torno, editorialista del Corriere della Sera. Il presidente ha ricordato, nel suo intervento, la vita straordinaria di Chiara Lubich, ripercorrendone le tappe principali e la diffusione del Movimento dei focolari da lei fondato. Sala davvero gremita anche da numerosi parlamentari, da Casini a Rutelli, da Buttiglione a Garavaglia, da Pezzotta a Sarubbi. Oltre ai relatori − l’autore, Roberto Catalano, corresponsabile del Centro per il dialogo interreligioso del Movimento dei focolari, Shahrazad Houshmand, docente di studi islamici alla Pontificia università gregoriana e Lisa Palmieri Billig, rappresentante in Italia presso la Santa sede dell’American Jewish Committee −, si sono avvicendati negli interventi anche rappresentanti del mondo politico: i senatori Giacomo Santini ed Emanuela Baio. Quest’ultima ha sottolineato come «sia difficile l’unità in politica, ma non irraggiungibile. L’unità, assieme alla fraternità, è il paradigma della nuova politica».
Per Chiara Lubich «non esiste l’io senza il tu, e il tu senza il noi − ha sostenuto Donato Falmi, direttore dell’Editrice Città Nuova −. Per lei ogni espressione della vita umana ha sempre avuto una valenza sociale e perciò anche politica», tanto che formulerà l’ardita espressione: «La politica è il più grande atto d’amore». E ancora il rapporto con Alcide De Gasperi e la nascita del Movimento politico per l’unità, di cui Chiara gettò le basi nel 1996 a Napoli. Tappe che hanno aperto un positivo e costruttivo dialogo tra le diverse parti politiche come ha sottolineato la Baio, ricordando qualche episodio personale. «Chiara entra in questo secolo con una voce nuova − ha affermato Torno −, che sorprende in continuazione. La sua storia si spiega come un “solo amore”». Quello che l’ha portata ad applicare lo stesso principio dal campo politico a quello del dialogo interreligioso. E forse ancor di più oggi, in entrambi i campi, ha valore di profezia la sua visione che si riverbera nella voce di tanti: «Grazie al momento storico, alle primavere arabe, alla globalizzazione, oggi ci stiamo guardando faccia a faccia − ha affermato Shahrazad Houshmand −. Forse stiamo capendo che c’è una via spirituale ed umana, una ricerca di fratellanza della famiglia umana sull’unica culla del pianeta Terra».
Sud America, Africa, Asia. Tanti i Paesi visitati dalla Lubich negli anni. Come quella volta in India: «Per vari giorni non fece altro che ascoltare, e poi cominciò a rispondere alle domande che le venivano rivolte. Aveva la parola giusta per ogni situazione − ricorda Roberto Catalano −, e questo mi fece molta impressione poiché ero lì da vent’anni. Era una donna del dialogo». Allo stesso modo anche per Lisa Palmieri Billig è stato fondamentale il suo apporto nel dialogo: «A prescindere dal mio essere ebraica e laica, Chiara non può non penetrare in ognuno di noi − ha detto −. Il suo messaggio di unità, come fondamento della vita, ha trovato profonda accoglienza in tanti amici ebrei». di Mariagrazia Baroni Fonte: Città Nuova editrice
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Senato, la lezione di Chiara Lubich
20-07-2011 di Mariagrazia Baroni Fonte: Città Nuova editrice |
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Il suo impegno per il dialogo in politica e tra le religioni. Il 19 luglio in Senato, è stato presentato il libro “PortarTi il mondo fra le braccia” di Armando Torno, edito da Città Nuova
«L’unità: un concetto che si trasforma in speranza per il mondo intero», con queste parole Renato Schifani, presidente del Senato ha concluso il suo intervento a Palazzo Giustiniani, in occasione della presentazione del libro PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich, scritto dalla penna di Armando Torno, editorialista del Corriere della Sera.Il presidente ha ricordato, nel suo intervento, la vita straordinaria di Chiara Lubich, ripercorrendone le tappe principali e la diffusione del Movimento dei focolari da lei fondato.
Sala davvero gremita anche da numerosi parlamentari, da Casini a Rutelli, da Buttiglione a Garavaglia, da Pezzotta a Sarubbi. Oltre ai relatori − l’autore, Roberto Catalano, corresponsabile del Centro per il dialogo interreligioso del Movimento dei focolari, Shahrazad Houshmand, docente di studi islamici alla Pontificia università gregoriana e Lisa Palmieri Billig, rappresentante in Italia presso la Santa sede dell’American Jewish Committee −, si sono avvicendati negli interventi anche rappresentanti del mondo politico: i senatori Giacomo Santini ed Emanuela Baio. Quest’ultima ha sottolineato come «sia difficile l’unità in politica, ma non irraggiungibile. L’unità, assieme alla fraternità, è il paradigma della nuova politica».
Per Chiara Lubich «non esiste l’io senza il tu, e il tu senza il noi − ha sostenuto Donato Falmi −. Per lei ogni espressione della vita umana ha sempre avuto una valenza sociale e perciò anche politica», tanto che formulerà l’ardita espressione: «La politica è il più grande atto d’amore». E ancora il rapporto con Alcide De Gasperi e la nascita del Movimento politico per l’unità, di cui Chiara gettò le basi nel 1996 a Napoli. Tappe che hanno aperto un positivo e costruttivo dialogo tra le diverse parti politiche come ha sottolineato la Baio, ricordando qualche episodio personale.
«Chiara entra in questo secolo con una voce nuova − ha affermato Torno −, che sorprende in continuazione. La sua storia si spiega come un “solo amore”». Quello che l’ha portata ad applicare lo stesso principio dal campo politico a quello del dialogo interreligioso. E forse ancor di più oggi, in entrambi i campi, ha valore di profezia la sua visione che si riverbera nella voce di tanti: «Grazie al momento storico, alle primavere arabe, alla globalizzazione, oggi ci stiamo guardando faccia a faccia − ha affermato Shahrazad Houshmand −. Forse stiamo capendo che c’è una via spirituale ed umana, una ricerca di fratellanza della famiglia umana sull’unica culla del pianeta Terra».
Sud America, Africa, Asia. Tanti i Paesi visitati dalla Lubich negli anni. Come quella volta in India: «Per vari giorni non fece altro che ascoltare, e poi cominciò a rispondere alle domande che le venivano rivolte. Aveva la parola giusta per ogni situazione − ricorda Roberto Catalano −, e questo mi fece molta impressione poiché ero lì da vent’anni. Era una donna del dialogo». Allo stesso modo anche per Lisa Palmieri Billig è stato fondamentale il suo apporto nel dialogo: «A prescindere dal mio essere ebraica e laica, Chiara non può non penetrare in ognuno di noi − ha detto −. Il suo messaggio di unità, come fondamento della vita, ha trovato profonda accoglienza in tanti amici ebrei».
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9 Lug 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Torna l’appuntamento annuale LoppianoLab, laboratorio nazionale e multi-evento dal 15 al 18 settembre prossimi, nella cittadella internazionale di Loppiano (FI). La prima edizione, lo scorso anno, aveva registrato circa 3.000 presenze nell’arco dei 4 giorni. “Sperare con l’Italia. In rete per il Bene comune nel 150° dell’unità” è il titolo che fa da filo conduttore ai tanti appuntamenti in cartellone e che puntano tutti nella stessa direzione: creare sinergie e intessere relazioni tra mondi, discipline, persone. Sì, perché, nonostante le pressanti e quotidiane forze centripete che sfrangiano il tessuto del Paese, c’è voglia d’incontro e confronto in quest’Italia del 2011, in cui la precarietà è spesso il minimo comune denominatore per i cittadini come per la grande azienda. Per non parlare di altre voci latitanti come cultura, comunicazione o formazione, in cui si fatica a trovare una direzione socialmente condivisa. A LoppianoLab, l’offerta è mirata: non c’è la pretesa di trovare tutte le risposte, quanto piuttosto di tracciare un percorso condiviso e offrire uno spazio di dialogo a 360°, in cui l’economia s’intersechi con la cultura, con la formazione, con la comunicazione, per imparare a remare tutti sulla stessa rotta: quella del bene comune del Paese. I promotori dell’evento esprimono bene il panorama eterogeneo che fa da sfondo all’appuntamento: si va dalla cittadella internazionale di Loppiano – 800 abitanti di una sessantina di Paesi –, al Polo Bonfanti delle aziende EdC, all’Istituto Universitario Sophia, al Gruppo editoriale Città Nuova. Anche quest’anno ci sarà la Expo delle aziende, nella doppia veste di spazio espositivo e d’incontro, con mostre e tavole rotonde per aziende alla ricerca di idee e progetti, volti ad un’economia più al servizio dell’uomo. In programma la Convention di Economia di Comunione, a 20 anni dalla nascita, la proposta culturale dell’Istituto Universitario Sophia: “La Trinità, una via della vita? Teologia, filosofia, arte e cinema in dialogo. Il Gruppo editoriale Città Nuova propone una serie di laboratori sui temi della partecipazione e dell’impegno sociale, insieme al convegno “Italia coraggio!” che offre un dialogo tra esperti, giovani “cercatori di futuro” e cittadini impegnati. Tra le novità di questa edizione l’Open City: una serie di percorsi tra Loppiano e il Polo; tra diverse culture, musiche e sapori, nello spirito di fraternità che caratterizza questi luoghi. Si chiude la carrellata di appuntamenti in plenaria, con il convegno che porta il titolo dell’evento, a cura dei quattro promotori. Arrivederci allora a LoppianoLab: contenitore d’idee e di sfide a tutto campo, per un’Italia sempre più “fatta” da tutti. Programma di LoppianoLab 2011 (altro…)
23 Giu 2011 | Chiara Lubich, Cultura, Sociale, Spiritualità
Essere “costruttori di città nuove” è stato l’augurio di Maria Voce, presidente dei Focolari, per l’appuntamento del 20 giugno scorso, a Napoli, a ricordo della nascita del Movimento politico per l’unità (Mppu). “Nel contesto di una generale disillusione dei cittadini verso la “cosa pubblica”, – si augura Maria Voce nel suo messaggio – le realizzazioni presentate dal Mppu, magari piccole, ma significative, “fanno sperare nella stagione di una “politica nuova”, fatta di dialogo e di accoglienza reciproca”. Le radici. Il 2 maggio 1996, a Napoli, un gruppo di politici pone a Chiara Lubich una domanda cruciale: come sia possibile, per quanti militano in partiti diversi e su fronti opposti, “vivere quella fraternità che lei propone alla vita politica?”. La sua risposta chiede una nuova determinazione: l’unità attorno a valori fondamentali condivisi deve precedere le legittime appartenenze partitiche; il bene comune non può che raggiungersi con il contributo di tutti. Su queste idee-forza, che suscitano l’adesione convinta dei politici presenti, prende vita il Mppu. Dopo quindici anni, il 20 giugno 2011, ancora a Napoli, il convegno “La fraternità: una sfida per la politica”, che si svolge presso l’Auditorium della Giunta regionale, vuole dare riconoscimento anzitutto all’irruzione del carisma di Chiara Lubich nella storia civile. Sono presenti più di 150 persone; tra loro, parlamentari e amministratori convenuti anche da altre regioni. La prima relazione è affidata a Eli Folonari, per 50 anni a fianco di Chiara e oggi responsabile del ‘Centro Chiara Lubich’, che tratteggia l’excursus di questo percorso: dall’amore interpersonale all’amore sociale verso la polis. Oggi il Mppu opera in tutte le regioni italiane, in varie nazioni dell’Europa, dell’America latina, dell’Asia. Vi convergono le diverse esperienze politiche che si sono sviluppate negli anni dall’humus della spiritualità dell’unità, a partire da quella paradigmatica di Igino Giordani. Le linee fondamentali del Mppu vengono presentate da Marco Fatuzzo, presidente del Centro internazionale, a partire da una definizione offerta da Chiara Lubich stessa: “un laboratorio internazionale di lavoro politico comune, tra cittadini, funzionari, studiosi, politici impegnati a vari livelli, di ispirazioni e partiti diversi, che mettono la fraternità a base della loro vita”. In questa cornice, sono seguite alcune testimonianze significative: i laboratori di dialogo e di progettazione politica che il Mppu anima nei Parlamenti di alcuni Paesi – in Italia, come in Brasile, Argentina, Corea del Sud – la rete internazionale delle Scuole di formazione politica, in cui i giovani possono fare esperienza di una politica di comunione. Anche le città si mettono in rete: “Sono più di 100 quelle che, ad oggi, hanno aderito all’Associazione ‘Città per la fraternità”, ha riferito il sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia, attuale presidente. E perché non le Regioni? Emblematico, dunque, che nell’ottica di una visione più solidale del nostro Paese, proprio a conclusione del convegno, il presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano, abbia comunicato l’adesione unanime dell’Ente all’Associazione “Città per la fraternità”, siglandone il protocollo d’intesa. A cura del Movimento politico per l’unità Leggi anche Città Nuova online (altro…)