9 Ott 2017 | Cultura, Spiritualità
Non spaventi la sigla all’apparenza impronunciabile: la piattaforma, grazie all’aiuto di una grafica semplice, immediata e dai colori solari, si sta rivelando utilissima per la comunità internazionale di imprenditori e professionisti EdC che vogliono condividere i propri talenti e la propria esperienza e favorire la crescita di nuove imprese. I destinatari sono progetti di impresa, cooperative, micro-imprese, associazioni con impatto sociale positivo, ma anche persone che vogliono condurre la propria azienda nel rispetto dei principi dell’etica, della responsabilità sociale e ambientale e dell’inclusione. La piattaforma offre diversi servizi, specie alle start-up, ma allo stesso tempo rappresenta un ponte con l’intera comunità internazionale, consentendo di diventarne parte. Partecipare non è difficile. Grazie al portale, ogni neo imprenditore, mosso da una logica di collaborazione e reciprocità, può beneficiare di un tutoraggio a distanza o di un mentoring “personale” per maturare il proprio progetto. L’offerta passa attraverso la rete di Hub nazionali. Si tratta di “punti di accesso”, di “snodi” della rete, attualmente presenti in 13 Paesi (in Africa, Centro America, Sud America e Europa). La messa online della piattaforma segue di un anno l’apertura del primo Hub. In questo arco di tempo, gli Hub si sono moltiplicati, promuovendo localmente corsi e workshop di formazione tecnico-professionale e di approfondimento dei valori che sostengono il progetto dell’EdC, accompagnando in modo personalizzato e sistematico l’esecuzione di nuovi progetti imprenditoriali. Se fino ad oggi l’azione degli Hub poteva rivolgersi soltanto a progetti e persone presenti in uno stretto ambito territoriale, ora, grazie alla piattaforma (fruibile in spagnolo, portoghese, tedesco, italiano, francese e inglese), la stessa opportunità è offerta anche a chi non è fisicamente prossimo a un Hub locale. Roylán, ingegnere di telecomunicazioni ed elettronica e coordinatore dell’Hub spagnolo, spiega: «Trasmettere le nozioni base del linguaggio imprenditoriale e incoraggiare in modo adeguato e concreto i nuovi imprenditori che trovano momenti di incertezza e dubbi è una sfida molto arricchente. Coordinando gli appuntamenti e i compiti delle persone che volontariamente collaborano con le start-up ho potuto apprezzare il contributo di ciascuno: è grande il potenziale che abbiamo quando lavoriamo insieme, mossi da questa comune chiamata all’Economia di Comunione». Ogni Hub ha una propria storia da raccontare. L’Hub del Messico, ad esempio, è nato dall’incontro tra alcune attività economiche del territorio che desideravano svilupparsi a livello di micro-imprese e il programma di incubazione EdC. Enrique, produttore di marmellate artigianali, ha partecipato al primo workshop di incubazione a Città del Messico: «L’incubazione mi ha aiutato a crescere e a trasformare la mia piccola attività in una vera e propria impresa; ma allo stesso tempo ha favorito una crescita personale e profonda nella cultura EdC. Il cambiamento più grande per me è stato cominciare a generare comunione a partire dalla mia impresa, aiutando persone vulnerabili. Quando l’azienda crescerà, potremo offrire lavoro a persone bisognose, disabili o che non troverebbero lavoro altrove. A livello tecnico il workshop mi ha aiutato a migliorare i processi di produzione e conservazione dei prodotti, migliorandone la qualità. Adesso stiamo formalizzando tutti i permessi necessari per entrare con più forza nel mercato». All’interno della piattaforma vi è una “area riservata” per gli imprenditori che desiderano unirsi alla comunità EdC. Al suo interno tre diversi ambiti: “Networking”, per presentare i propri progetti, conoscere altri imprenditori e scambiare esperienze; “Wiki Toolkit”, per condividere articoli e video; e “Incubazione Digitale”, rivolta ai portatori di progetti che non hanno la possibilità di essere accompagnati localmente. Vedi il sito EoC-IIN Fonte: EdC online (altro…)
6 Ott 2017 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La scelta del titolo Né vittime, né briganti” è stata ispirata dalle parole pronunciate da Papa Francesco durante l’udienza del febbraio scorso ai rappresentanti dell’Economia di comunione (EdC), quando ha affermato che non è più sufficiente imitare il buon samaritano del Vangelo, che soccorre un uomo vittima dei briganti, ma bisogna agire «soprattutto prima che l’uomo si imbatta nei briganti, combattendo le strutture di peccato che producono briganti e vittime». Mettersi in discussione quindi, correre dei rischi pur di cambiare le regole del gioco imposte dal capitalismo e dalla globalizzazione. Esperti del mondo della cultura, dei media, dell’economia e della politica si sono alternati nei diversi momenti previsti dal programma, insieme alle molteplici voci della società civile.
Sono state affrontate tematiche scottanti come quelle delle migrazioni e dell’accoglienza; si è parlato di riconversione delle industrie belliche e nello stesso tempo del paradosso delle armi esportate dall’Italia per la guerra in Yemen dove 15 milioni di persone non hanno l’accesso all’acqua, paese che sta subendo l’epidemia di colera più grave di questi ultimi anni. Un altro tema caldo di cui si è parlato è quello del gioco d’azzardo, con il movimento Slotmob nato quattro anni fa, per fermare questa piaga sociale promossa addirittura dallo Stato. Le storie raccontate sono diverse: dalla denuncia di soprusi e ingiustizie, allo sforzo di chi ogni giorno si trova a lottare contro il muro dell’indifferenza e della meschinità; da chi ha deciso di non far entrare l’offerta di azzardo nel suo bar, a chi nella sua terra ha promosso con gli amici una vera e propria marcia contro la cultura dell’azzardo.
Vincenzo Conticello, ex imprenditore, testimone di giustizia a Palermo, ha raccontato la realtà di una società messa in ginocchia dal racket e dalla mafia, di come sia stato costretto a lasciare la sua città subendo ingiustizie e prevaricazioni. Chiara Peri, del Centro Astalli per i rifugiati, ha sottolineato come in questo momento sia in atto una mercificazione culturale delle migrazioni per cui «i migranti e i poveri sono colpevoli della loro povertà e condizione, e sono trattati come merci, e talvolta come scarti», per cui, e qui sta il paradosso, «gli italiani hanno più paura delle vittime che dei briganti». La tavola rotonda su “Beni relazionali e lavoro”, uno degli appuntamenti a margine della manifestazione, ha messo in luce l’importanza dell’«amicizia, fiducia, compagnia, cordialità, supporto, senso di appartenenza, coinvolgimento, tutti fattori determinanti di soddisfazione sul posto di lavoro», ha detto il prof. Benedetto Gui. Non contano solo la paga o l’orario di lavoro, sembra essere arrivato il momento di riconoscere dignità economica ai beni relazionali. La presentazione del libro Bernhard Callebaut, “La nascita dei Focolari. Storia e sociologia di un carisma (1943-1965)”, per l’editrice Città Nuova, ha visto la presenza, tra gli altri,di Jesús Morán, copresidente dei Focolari, che ha analizzato tutto il lavoro sotto la categoria dell’attualizzazione, intesa come «reinterpretazione creativa della tradizione» e di Shahrzad Houshmand, iraniana, teologa musulmana, testimone di come in tutti questi anni, Chiara Lubich e con lei il Movimento dei Focolari non abbiano fatto dialogo con le religioni, ma con le persone. Chiara è per Shahrzad «una donna con la fede visionaria di una persona che non aveva paura», non aveva mai timore di incontrarsi con “l’altro”, anche se questo portava alla “morte di sé”. Infine, di fronte alle continue e ostinate aggressioni alla pace, l’economista Luigino Bruni dell’EdC, e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, hanno chiesto a papa Francesco di scrivere un’enciclica sulla pace, capace di “scuotere l’inerzia”. Ce lo auguriamo di tutto cuore! (altro…)
21 Set 2017 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Tutte le volte che le persone, i popoli e persino la Chiesa hanno pensato di salvare il mondo crescendo nei numeri, hanno prodotto strutture di potere, dimenticando i poveri». Papa Francesco ai partecipanti all’incontro dell’Economia di Comunione in Vaticano il 4 febbraio 2017. È possibile davvero attraversare oggi le contraddizioni e le ferite del nostro tempo con la radicalità indicata da Francesco? Cosa significa resistere alla “globalizzazione dell’indifferenza”? L’edizione 2017 di LoppianoLab vuole essere uno spazio dove affrontare apertamente queste domande nella consapevolezza degli errori e delle incertezze affrontate da chiunque cerca di costruire percorsi di fraternità dentro la società italiana. Quanto espresso dal Papa il 4 febbraio 2017 agli aderenti al progetto di Economia di Comunione, è un messaggio rivolto a tutti perché cambia completamente la prospettiva di analisi e di azione. «Ci ha detto che non è più sufficiente imitare il samaritano del Vangelo», afferma Eva Gullo, presidente del Polo imprenditoriale Bonfanti, promotore di LoppianoLab assieme al Gruppo editoriale Città Nuova, all’Istituto Universitario Sophia e al Centro internazionale Loppiano. Cosa è necessario allora? Bisogna puntare, secondo Francesco, a cambiare le regole del gioco del sistema economico-sociale, agendo e combattendo le strutture inique «che producono briganti e vittime».
«Al centro di LoppianoLab 2017 ci saranno, quindi – precisa Andrea Goller, corresponsabile dei Focolari in Italia – le sfide quotidiane di noi cittadini e del nostro Paese: esclusione, migrazione, corruzione, mancata presenza dello Stato accanto alle nuove virtù civili e alla rinascita del senso di appartenenza comunitaria e di accoglienza. Insomma tutti quei segnali di novità, le strategie, le organizzazioni e le idee che prendono vita e si sviluppano da quella rete di relazioni e azioni già in atto in Italia, dove tutti possono essere attori del cambiamento». Interverranno: Luigino Bruni, Benedetto Gui, Vittorio Pelligra, economisti; Nicoletta Dentico, Banca Etica; Marco Tarquinio, direttore Avvenire; Gianni Bianco, TG 3 RAI; Jésus Morán, copresidente Focolari; Pierluigi Sassi, Earth Day; Chiara Peri, Centro Astalli per i Rifugiati; Tiziana Bernardi, Nomadelfia; Giorgio Beretta, Campagna banche armate; Francesco Naso, Economia e Felicità; Luca Raffaele, Next nuova economia per tutti, e molti altri ospiti. In allegato il programma della manifestazione Ufficio Stampa Stefania Tanesini – +393385658244 – sif@loppiano.it
8 Set 2017 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
Il laboratorio nazionale di economia, cultura, comunicazione, formazione e innovazione, è promosso annualmente da Città Nuova, il Polo Lionello Bonfanti, l’Istituto Universitario Sophia e dalla cittadella di Loppiano, che ospita l’evento. Raccogliendo l’invito di Papa Francesco, la convention si propone come occasione di confronto e proposta intorno ai temi in primo piano nel nostro Paese: dall’immigrazione al lavoro, dalla povertà all’inclusione sociale, dalla lotta alla corruzione all’impegno per il bene comune, e poi famiglia, giovani, educazione e molto altro. Contro ogni forma di esclusione e per l’accoglienza, contro la ricerca dell’interesse privato e per la promozione di nuove virtù civili, lavorando per trovare vie d’uscita alle contraddizioni dei nostri tempi e per agire sulle strutture inique che producono – appunto – “le vittime e i briganti”. LoppianoLab è dunque un laboratorio culturale dove gettare i semi di un nuovo pensiero e di un agire conseguente, nella convinzione che la ricerca del profitto non può fare da bussola ad ogni attività umana. L’evento è aperto a tutti coloro che si interrogano su questi temi e intendono farsi “artigiani del cambiamento”. Per informazioni tel. 055 9051102, email: loppianolab.accoglienza@loppiano.it Programma di LoppianoLab (altro…)
28 Ago 2017 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Provenivano da paesi diversissimi tra loro (Repubblica Democratica del Congo, Angola, Uganda, Nigeria, Costa d’Avorio, Camerun, Burkina-Faso, Madagascar, Bénin e Olanda) i 55 giovani imprenditori desiderosi di mettersi alla prova con 30 progetti imprenditoriali innovativi, accompagnati da un team internazionale di “mentori” (sette africani, cinque europei e una sudamericana). Il primo StartUp Lab 2017 africano si è svolto nel giugno scorso a Fontem, nel cuore della giungla camerunense: cinque giorni di studio per imparare e approfondire i temi dell’imprenditoria legata ai valori dell’Economia di Comunione, così come già sperimentato da tanti imprenditori a varie latitudini. L’idea della settimana d’incubazione di progetti era nata due anni prima. A Nairobi, nel 2015, durante l’assemblea internazionale dell’EdC, alcuni giovani avevano condiviso con la prima generazione di imprenditori il sogno di realizzare alcuni progetti. La loro energia, capacità e motivazione non potevano che essere sostenute. Venne lanciata così la proposta di realizzare, entro due anni, una attività di incubazione dedicata appositamente a loro. A giugno 2017, alla StartUp Lab nella cittadella Mafua Ndem di Fontem, alcuni di quei sogni hanno già cominciato a camminare come attività produttive.
Il Laboratorio ha inizio. Anouk Grevin, docente francese al Polytech dell’Università di Nantes e al corso di Specializzazione in Economia e Management presso l’Istituto Universitario Sophia, presenta i valori dell’Economia di Comunione. L’argentina Florencia Locascio, esperta in comunicazioni sociali, spiega la tecnica dell’”elevator pitch”, che consente di descrivere la propria idea imprenditoriale a un potenziale cliente o investitore in maniera chiara, sintetica ed efficace, e in un tempo brevissimo, quello appunto di una rapida salita in un ascensore. Locascio fa parte di EoC IIN (Economy of Communion International Incubating Network) per l’incubazione di nuove aziende con lo spirito della comunione e della solidarietà. Pierre Chevalier, imprenditore francese, conduce un laboratorio dedicato alla ricerca delle idee più innovative e all’analisi dei progetti, senza dimenticare lo sforzo necessario per sostenerli. Come la parte sommersa di un iceberg che sostiene, invisibile, la parte in superficie: “l’illusione dell’iceberg” esprime al meglio la vita e l’impegno di un imprenditore, il cui successo si realizza al prezzo di grandi sacrifici, lavoro, fede e creatività.
L’approfondimento delle nozioni di bilancio, budget (“budget di gestione, cash flow e piano degli ammortamenti”), vendita, costi di produzione, rendicontazione finanziaria è affidato a Giampietro Parolin, docente di Strategia aziendale presso l’IUS. Le esercitazioni pratiche su costi e prodotti aiutano a comprendere la componente finanziaria, con particolare riferimento al calcolo e alla previsione delle vendite, al costo della produzione e alla rendicontazione. Markus Ressl, consulente della Ressolution e imprenditore EdC, analizza con i giovani imprenditori, nella teoria e nella pratica, diversi modelli di business. Infine, si esaminano i processi e il funzionamento di un’impresa EdC. L’ultimo giorno, nuovamente con Locascio, è dedicato alle strategie di comunicazione: nome dell’impresa, marchio, slogan e utilizzo dei mezzi di comunicazione, diversificati per i vari target di clientela. Un’immagine-simbolo, consegnata insieme ai certificati di partecipazione, a conclusione del Laboratorio, ritrae una rete di persone, protagoniste di un nuovo modo di fare economia, strette attorno alla cittadella Mafua Ndem. Le braccia alzate, collegate con una cordicella, simboleggiano un patto di reciprocità. Forse l’inizio di una nuova storia per queste giovani startup. (altro…)