Movimento dei Focolari

يوليو 2011 كلمـة الحيـاة

توجّه يسوع بهذه الكلمات إلى بطرس ويعقوب ويوحنا عندما إستولى عليهم النعاس، خلال نزاعه في بستان الجثمانية. لقد أخذ معه الرسل الثلاثة هؤلاء الذين شهدوا تجلّيه فوق جبل طابور، أخذهم ليكونوا إلى جانبه في محنته ويستعدّوا لها بالصلاة معه، فالذي سيحدث سيكون تجربة أليمة بالنسبة إليهم أيضاً.

“إسهروا وصلّوا لئلا تقعوا في تجربة. إن الروح مستعد أمّا الجسد فضعيف”

كلمات يسوع هذه – إذ نقرأها على ضوء الظروف حين نطقها – تعكس أولاً حالته الروحية، أي الطريقة التي سيواجه بها المحنة، قبل أن تُعتبر بمثابة توصيات يوجّهها إلى تلاميذه. أمام آلامه الرهيبة الوشيكة يصلّي يسوع بكل قواه وكل ذاته، ويصارع رهبة الموت والخوف منه، فيرمي ذاته في محبّة الآب كي يبقى أميناً لإرادته حتى المنتهى، ويحث رسله على التشبُّه به.

يبدو لنا يسوع هنا مثالاً لكل من عليه أن يواجه محنة، ولكنه أيضاً أخٌ، يقف إلى جانبنا في ذلك الوقت الصعب.

“إسهروا وصلّوا لئلا تقعوا في تجربة. إن الروح مستعد أمّا الجسد فضعيف”

غالباً ما تتردّد، على لسان يسوع، الدعوة إلى السهر. وما يقصده بـ “السهر” هو ألاّ ندع النعاس الروحي يتغلّب علينا، فنبقى على إستعداد دائم لاستقبال إرادة الله، ونتعلّم كيف نقرأ علاماتها في تفاصيل حياتنا اليومية، وبالأخص أن نعرف كيف نقرأ الصعوبات والآلام على نور محبّة الله.

و”السهر” لا ينفصل أبداً عن الصلاة، إذ لا بدّ من الصلاة للتغلب على المحن. نستطيع أن نتخطّى ضعف الإنسان (أي “ضعف الطبيعة البشرية”) من خلال تلك القوة التي تأتينا من الروح.

“إسهروا وصلّوا لئلا تقعوا في تجربة. إن الروح مستعد أمّا الجسد فضعيف”

كيف نعيش كلمة الحياة لهذا الشهر؟

نحن أيضاً علينا أن نتوقّع أننا سنواجه تجارب عدّة، الصغيرة منها والكبيرة، التي نلتقي بها كل يوم. تجارب عادية، كلاسيكية لا بد أن يتعرّض لها كل مسيحي. والشرط الأول للتغلُّب على التجربة، أيّة تجربة كانت هو “السهر”، كما ينبِّهنا يسوع. ولكن علينا أن نعرف كيف نميّز وندرك أنها تجارب يسمح بها الله لا لنقع في اليأس إنما كي ننضج روحياً بالتغلّب عليها.

وفي نفس الوقت علينا أن نصلّي. الصلاة ضرورية، لأن هناك نوعين من التجارب نحن معرَّضون لهما في تلك الأوقات أكثر من غيرها: من جهة الوقوع في فخ الإدّعاء بأننا قادرون على التغلُّب على التجربة بقدرتنا الذاتية، ومن جهة أخرى الشعور العكسيّ، أي بأننا لن نستطيع الخروج منها لأنها تفوق قدرتنا. إنما يسوع يقول لنا العكس مؤكِّداً أن الآب السماوي لن يبخل علينا بقوة الروح القدس إن نحن سهرنا طالبين منه هذا الروح بإيمان.

كيارا لوبيك (أبريل 1990)

كلمة حياة شهر يونيو 2011

(ومُرْضي وكامل”. (رومية 12، 2

نقرأ هذه الآية في الجزء الثاني من رسالة القدّيس بولس إلى أهل رومية. فيها يصف القدّيس بولس سلوك الإنسان المسيحي على أنه تعبير عن الحياة الجديدة، والمحبّة الحقيقيّة، والفرح الحقيقي، والحرية الحقيقيّة التي وهبنا إياها المسيح. إنها الحياة المسيحيّة، إنه

طريقة جديدة تجعلنا، بنور وقوّة الروح القدس، نواجه الواجبات والمشاكل المختلفة التي قد تعترضنا. في هذه الآية، المرتبطة بشكل وثيق بالآية السابقة، يعلن الرسول عن الهدف والسلوك الأصيل اللذَيْن يجب أن تتّسم بهما كل تصرّفاتنا، وهما أن نجعل من حياتنا تمجيداً لله، وفعل محبّة دائم على مرّ الزمن، باحثين باستمرار عن إرادته وعمّا هو مرضي ومقبول لديه. ولا تتشبّهوا بهذا الدهر بل تغيّروا بتجديد عقولكم، لكي تميّزوا ما هو مشيئة الله، أي ما هو صالح ومُرْضي وكامل”. من المؤكّد أنه علينا أن نعرف قبل كل شيء ما هي إرادة الله، لنتمكّن من تحقيقها. ولكن القدّيس بولس لا يخفي علينا صعوبة هذا الأمر، إذ لا نستطيع أن نعرف جيّداً مشيئة الله من دون نور خاص يساعدنا على تمييز ما يريده منّا الرب في كل موقف، فنتجنّب الأوهام والأخطاء التي قد نقع فيها بسهولة. إنها موهبة من مواهب الروح القدس، تُدعى “التمييز”، والتي لا بدّ منها لبناء عقليّة مسيحيّة حقيقيّة عند كل واحد منّا. ولا تتشبّهوا بهذا الدهر بل تغيّروا بتجديد عقولكم، لكي تميّزوا ما هو مشيئة الله، أي ما هو صالح ومُرْضي وكامل”. ولكن ما العمل لإكتساب هذه الموهبة المهمّة إلى هذا الحد وتنميتها؟ مطلوب منّا من دون شك معرفة جيّدة للعقيدة المسيحيّة. ولكنّها وحدها لا تكفي؟ كما يقترح علينا الرسول بولس، إنها مسألة حياة وسخاء وإندفاع لعيْش كلمة يسوع، تاركين جانباً مخاوفنا وشكوكنا وحساباتنا الضيّقة. إنها مسألة إستعداد وإسراع في إتمام مشيئة الله. إنها الدرب التي تسمح لنا باكتساب نور الروح القدس وببناء العقليّة الجديدة التي تطلبها منّا هذه الآية. ولا تتشبّهوا بهذا الدهر بل تغيّروا بتجديد عقولكم، لكي تميّزوا ما هو مشيئة الله، أي ما هو صالح ومُرْضي وكامل”. كيف نعيش إذًا كلمة الحياة لهذا الشهر؟ فلنسعَ لنستحق نحن أيضاً النور اللازم لإتمام مشيئة الله علينا بطريقة جيّدة. ولنقترح على أنفسنا أن نتعمّق بمعرفة أفضل لإرادته علينا، كما تعبّر عنها كلمته وتعاليم الكنيسة وواجبات كلٍّ منا وإلتزاماتنا إلخ… ولكن، سنركّز أكثر من ذلك كله على طريقة العيْش، لأنه كما سبق وقلنا، من الحياة والحب يشعّ النور الحقيقي. فيسوع يتجلّى للإنسان الذي يحبّه إذ يعيش عمليّاً وصاياه (يو21,14). هكذا بإتمام مشيئة الله، سوف ننجح في أن نقدّم له أجمل هدية. هديّة مرضيّة لديه ليس فقط بسبب المحبّة التي تحملها، بل أيضاً بفضل النور وثمار تجدُّد الحياة المسيحيّة، التي سوف تولد من حولنا.

كيارا لوبيك (أغسطس 1993)

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Egitto, la speranza di Piazza Tahrir

Egitto, la speranza di Piazza Tahrir

   

La comunità dei Focolari in Egitto

Si sono recati nel Paese arabo per incoraggiare il nuovo impegno che come cittadini gli egiziani si stanno prendendo, ma soprattutto per portare il calore e il sostegno di tutto il Movimento sparso nel mondo alla comunità egiziana in un momento storico di straordinaria intensità. “Sono al settimo cielo dopo aver dato per la prima volta il mio voto. Nella mia fabbrica ci sono tanti operai, probabilmente appartenenti all’organizzazione dei ‘Fratelli musulmani’, e sapevo che il loro voto sarebbe stato contrario al mio… Siccome la fabbrica chiude dopo la chiusura delle urne, quando non ci sono più autobus ho sentito la spinta a portarli io al seggio, facendo due viaggi con la mia macchina. Non ho voluto indottrinarli, l’unico mio consiglio è stato: votare per il bene del Paese.” Ecco una delle testimonianze che ci arrivano dalla comunità de Il Cairo a ridosso del recente referendum costituzionale, che racconta la vivacità di un popolo che si sta riscoprendo protagonista del proprio cambiamento. Lucia Fronza Crepaz e Franco Pizzorno sono appena rientrati da un viaggio durato quattro giorni nel Paese arabo: li abbiamo incontrati nella sede della segreteria centrale del Movimento Umanità Nuova, di cui sono corresponsabili. Un viaggio organizzato in poco tempo e forse non previsto: com’è maturata la scelta di partire per l’Egitto? FP: “In effetti abbiamo deciso venerdì 11 Marzo e cinque giorni dopo eravamo già sul posto. L’occasione è stata una lettera che ci è arrivata dalla comunità dei Focolari presente a Il Cairo: il racconto della situazione che stanno vivendo ci ha fatto capire che era necessario far sentire loro l’appoggio e il calore di tutto il Movimento sparso nel mondo. Oltre al fatto che c’era una precisa richiesta di aiuto per formare al vivere sociale una comunità da troppi anni oppressa e che sta riscoprendo solo ora la sua identità di popolo”. Che situazione avete trovato al vostro arrivo? LFC: “Questa richiesta  è nata dal senso di responsabilità che anche i membri del Movimento hanno sentito verso il loro Paese. Abbiamo trovato uno splendido fermento, tipico di chi finalmente, dopo anni di dittatura, può respirare e pensare; c’è un grande entusiasmo nella gente che è cosciente di  farsi carico delle sorti della propria nazione, a cominciare dalla propria strada, dal proprio quartiere: la domanda era “come fare?”. Abbiamo portato le esperienze e le riflessioni maturate in questi anni in tutto il mondo e, assieme a loro, cercato di capire come ci si possa muovere, ognuno nell’ambiente dove opera, con la fraternità nel cuore, nella mente, e nella forza delle braccia”. Rientrati a Roma, cosa rimane di questo viaggio? LFC: “Il senso di una scommessa vinta, se pensiamo che loro stessi si sono scoperti pronti più di quanto pensassero. Ci ha colpito molto un fatto: il Movimento dei focolari lì può attuare la sua vocazione, quella di mettersi dentro la ferita fra cristiani e musulmani. I Focolari hanno scelto la loro frontiera che è quella di credere nella possibilità di rapporto tra questi due gruppi, nonostante le ferite profondissime che secoli di storia e di incomprensioni vorrebbero vedere vincenti. Chi vive lì per la fraternità universale è chiamato a stare dentro questa piaga e a dare un contributo fattivo al suo risanamento”. FP: “E in questo percorso penso sia fondamentale puntare sulle nuove generazioni e sulla possibilità di una nuova fiducia nelle istituzioni, che con il tempo dovrà maturare. Abbiamo visto nella comunità del Movimento e particolarmente nei giovani, grande gioia, sicurezza e voglia di fare, pur nelle difficoltà  che vivono da sempre e che li rendono particolarmente sensibili a vivere per la fraternità universale”.

A cura di Paolo Balduzzi

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Egitto, la speranza di Piazza Tahrir

Un carisma per il Medio Oriente

In un “clima di famiglia” domenica 17 ottobre si è svolto nei pressi del Vaticano l’incontro organizzato dal Movimento dei Focolari per i partecipanti al Sinodo Speciale per il Medio Oriente (10 –  24 ottobre) che ha per tema “La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza”.  Scopo dell’iniziativa: approfondire il carisma di Chiara Lubich incentrato sulla spiritualità di comunione e conoscere un’esperienza di 40 anni di presenza nei vari Paesi del Medio Oriente. Hanno partecipato una ventina di Vescovi orientali e altri membri del Sinodo. A dare il benvenuto sono stati  don Antonio Borges, delegato del Movimento dei Focolari per il Medio Oriente, e Sua Em. Card. Ennio Antonelli, Presidente del Pont. Consiglio per la Famiglia, che ha comunicato la sua riflessione teologica e la sua esperienza riguardo a “Il Vescovo e la comunione col presbiterio”. Philippe  Ehrenzeller, co-responsabile dei Focolari in Egitto, ha invece  esposto in sintesi “La spiritualità di comunione secondo il carisma di Chiara Lubich”. I Padri hanno seguito con particolare interesse la storia e la diffusione dei Focolari in Medio Oriente raccontata da Nadine Chehab (Turchia), la vita del Movimento nella Chiesa locale riferita dal Vescovo Maronita Simon Atallah (Libano), l’esperienza ecumenica portata da Fadia Haddad (Egitto) e quella del dialogo interreligioso spiegata da Arlette Samman (Libano), il tutto mentre sullo sfondo scorrevano le immagini della vita e delle attività del Movimento in quelle terre. A concludere l’incontro è stato il Patriarca di Alessandria dei Copti Cattolici, Sua Beatitudine Antonios Naguib, Relatore Generale al Sinodo. Commentava che si è parlato molto di comunione al Sinodo, “esattamente quello che si fa anche qui”. Notava nello stesso tempo che era importante la sottolineatura dell’amore quale base della comunione, affermando che solo la comunione vissuta nell’amore, in unità può trasmettere Dio-amore. Nel tardo pomeriggio i partecipanti si sono recati nella Basilica di S. Maria in Trastevere dove con la Comunità di Sant’Egidio si è svolta una solenne Preghiera per la Pace. (altro…)