Movimento dei Focolari
Un inno alla gioia

Un inno alla gioia

Sacerdote originario del nord Italia, Don Mario Bodega, dopo trenta anni nella Diocesi di Milano come parroco, direttore spirituale di un collegio e cappellano nell’ospedale di Niguarda, è stato al Centro dei Focolari a Grottaferrata (Roma) e per dieci anni parroco della Pieve di Loppiano, la cittadella internazionale dei Focolari. Pensi a Don Mario Bodega e ti vengono in mente le note dell’“Inno alla gioia” di Beethoven. E questo per tanti motivi: perché la gioia è stata davvero un suo tratto distintivo e perché questo brano era tra i suoi preferiti e lo eseguiva spesso con l’armonica a bocca. Aveva imparato a suonare in seminario e la musica aveva accompagnato tanti momenti della sua vita. Da giovane cappellano in ospedale, durante il tempo natalizio, era solito passare di camera in camera suonando proprio l’armonica. “Adesso sì che è Natale” gli diceva qualcuno dei ricoverati appena udiva le sue note. “Mi hai suonato l’’Inno alla gioia’ – gli scriveva un detenuto del carcere di Bollate, vicino a Milano – e mi hai fatto capire che non tutti passano accanto per dare giudizi. C’è anche chi ama e basta” ed esprimeva gratitudine per avergli fatti ritrovare Dio, dal quale pensava di essere stato abbandonato. E proprio di gioia e profonda letizia ha parlato anche l’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini alla notizia della sua morte: “Accompagniamo all’incontro con la gioia di Dio un uomo, un prete, un amico che ha custodito il sorriso di un’intima, profonda letizia, nei giorni della giovinezza e nei giorni della vecchiaia e della malattia, nel cumulo degli impegni pastorali e negli anni in cui l’attività è stata ridotta per il declinare delle forze”. Don Mario era nato il 15 settembre 1942, nel pieno della seconda guerra mondiale, a Lecco, nel nord Italia. Terminate le scuole primarie era entrato in seminario e qui, attraverso il rettore, aveva conosciuto la spiritualità dei Focolari. Ordinato sacerdote nel 1968 era rimasto trent’anni in diocesi con vari incarichi, poi accogliendo la proposta dell’allora Vescovo card. Martini, si era messo disposizione del Movimento dei Focolari. Negli undici anni a Grottaferrata (Roma) aveva approfondito il rapporto con Chiara Lubich, alla quale nel corso della vita, scrisse 135 lettere. In una delle sue risposte la fondatrice dei Focolari gli indicò una Parola della Scrittura da vivere in particolare: “Seguendo la sua misericordia, hanno abbandonato le realtà vane e false”. E “Credo la Misericordia” è il titolo del libro, con esperienze da lui scritte, regalato dal Vescovo di Fiesole. Mons. Meini, a tutti i sacerdoti della diocesi il Giovedì Santo del 2018. Nel 2009 era infatti arrivato in questo territorio, come parroco nella cittadella di Loppiano. Qui, oltre a creare una più profonda comunione tra gli abitanti, fu per tanti guida sicura nel cammino spirituale. Fondamentale la sua partecipazione a “Percorsi di Luce” per coppie in difficoltà. Contribuì anche allo sviluppo dell’Istituto Universitario Sophia. “La sua casa, la chiesa parrocchiale di San Vito a Loppiano, a un tiro di schioppo dal nostro Istituto, e il presbiterio che per tradizione vi è annesso – scrive il Preside Piero Coda – è diventata la nostra casa, dove la presenza e la guida di don cmy_thumbs (1)Mario son state luce, balsamo, scuola di vita. E il nostro Istituto è diventato un po’ anche la sua casa. Tanto che – tra gli echi più commoventi suscitati dalla sua partenza – ci sono quelli comunicatici dai nostri amici musulmani del progetto ‘Wings of Unity’”. Nel 2018 aveva celebrato il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Poco prima, in occasione della visita del Papa nella cittadella, dato il peggiorare delle sue condizioni fisiche non avrebbe voluto presentarsi a Francesco. Lo aveva convinto con amore paterno il Vescovo. “Sono un parroco malato, cammino con difficoltà e non riesco più a lavorare”. “Se non puoi lavorare in piedi, lavora seduto” fu la risposta del Papa. E don Mario ha continuato a farlo, con tenacia e gioia, nei successivi 365 giorni che la vita gli ha regalato. Si è spento infatti esattamente un anno dopo, il 10 maggio 2019.

Anna Lisa Innocenti

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Un anno fa la visita di papa Francesco a Loppiano

Il 10 maggio 2018 rimarrà una data storica per la prima della Cittadelle dei Focolari come per tutto il Movimento. “Voglio alzare lo sguardo verso l’orizzonte e invitarvi ad alzarlo insieme con me, per guardare con fedeltà fiduciosa e con creatività generosa al futuro che comincia già oggi. La storia di Loppiano non è che agl’inizi. Voi siete agl’inizi”. Si era espresso così, un anno fa, Papa Francesco nel dialogo con gli abitanti di Loppiano e con gli oltre 6000 presenti durante la sua visita, la prima di un Pontefice ad una Cittadella dei Focolari. Una giornata che ha segnato il presente ed il futuro. Nel suo ampio discorso il Papa aveva parlato ai pionieri come ai più giovani tra i presenti ed incoraggiato a proseguire sulla strada intrapresa continuando a fare di Loppiano il luogo dove “tutti si sentono a casa” e nel quale “non ci sono periferie”. Ed aveva individuato nel carisma dell’unità “uno stimolo provvidenziale” e “un aiuto potente” a vivere ˮla mistica evangelica del noi, e cioè a camminare insieme nella storia degli uomini e delle donne del nostro tempo come “un cuore solo e un’anima sola” (cfr At 4,32), scoprendosi e amandosi in concreto quali “membra gli uni degli altri” (cfr Rm 12,5)”. “Non è un fatto solo spirituale – aveva ancora spiegato papa Francesco -, ma una realtà concreta con formidabili conseguenze – se lo viviamo e se ne decliniamo con autenticità e coraggio le diverse dimensioni – a livello sociale, culturale, politico, economico… Gesù ha redento non solo il singolo individuo, ma anche la relazione sociale (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 178). “Prendere sul serio questo fatto significa plasmare un volto nuovo della città degli uomini secondo il disegno d’amore di Dio – aveva affermato il papa – Loppiano è chiamata a essere questo E può cercare, con fiducia e realismo, di diventarlo sempre meglio. Questo è l’essenziale. E da qui bisogna sempre di nuovo ripartire”. Parole forti, profonde, ricchissime quelle del suo discorso che sono state in questi mesi approfondite dai Focolari, a Loppiano e non solo, per cercare di comprenderle a fondo e farle vita. Ma che cosa è cambiato a Loppiano in questi 365 giorni da quella visita? A questa domanda hanno recentemente risposto Maria Voce e Jesús Morán, Presidente e Copresidente dei Focolari, che hanno trascorso alcuni giorni nella Cittadella proprio in concomitanza con questo anniversario: “L’abbiamo trovata molto bella – ha detto la Presidente – avevo l’impressione proprio di un’aria di resurrezione, sentivo che c’era una vita nuova che si manifestava in tutto quello che ci hanno presentato, con più unità, con rapporti più veri, più semplici, più diretti fra tutti”. Una Cittadella quindi rinnovata dal passaggio del Papa “il quale – ha concluso Maria Voce – ha colto fino in fondo il punto in cui la Cittadella era e i passi che doveva fare, ed ha aiutato a farli”. “Si sente che il Papa è passato di qua, questo è evidente – ha osservato Jesús Morán – ed è stato un passaggio fondamentale, che ormai segna la storia di Loppiano”. “Sappiamo che c’è una grazia – ha concluso il Copresidente – quindi gli input che il Papa ha dato saranno fondamentali per pensare l’oggi e anche il domani di Loppiano”. La video-sintesi della visita di Papa Francesco a Loppiano un anno fa: https://vimeo.com/275370463 (altro…)

Nuovo sito per Sophia

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SophiaUniversityRinnovato nella grafica e nell’impostazione, il nuovo sito in due lingue (inglese e italiano), esprime la vocazione dell’Istituto Universitario Sophia a diventare una realtà sempre più globale. E non solo per la natura multidisciplinare dei suoi percorsi di studio e per la comunità cosmopolita di studenti e docenti che la compongono, ma anche per l’apertura, prossimamente, di nuovi poli formativi che si aggiungeranno all’ateneo di Loppiano (Firenze). Da dieci anni (è del 2008 l’inaugurazione del primo corso, preceduto da anni di sperimentazione e ricerca) Sophia ha fatto del dialogo e dell’interazione tra i diversi campi della conoscenza un metodo innovativo per superare la frammentazione, l’astrazione e l’isolamento dei diversi rami della conoscenza. Con l’obiettivo di fornire una visione aperta delle diverse discipline e la possibilità di confrontare e combinare i loro contenuti, metodi e risultati. Ad oggi Sophia ha accolto 450 studenti e docenti, provenienti da 50 Paesi di 4 continenti. Conosci il nuovo sito (altro…)