9 Giu 2021 | Ecumenismo
Un convegno internazionale on line, con traduzioni in 20 lingue, promosso dai Focolari ha messo in luce il contributo della spiritualità di Chiara Lubich per accrescere l’unità tra i cristiani. “La volontà di Dio è l’amore scambievole, perciò per suturare questa rottura è necessario amarsi”. Con queste parole Chiara Lubich il 26 maggio 1961 dava avvio al Centro “Uno” per l’unità dei cristiani, quale contributo in ambito ecumenico per “suturare” la “rottura” della divisione tra cristiani di varie Chiese.
Chi, da tutto il globo, più di 13.000 persone, ha partecipato all’incontro internazionale per l’unità dei cristiani promosso dai Focolari e tenutosi online il 28-29 maggio scorso dal titolo “Amatevi come io ho amato voi” (Gv 15,12), ha potuto costatare che quella indicata allora dalla fondatrice continui ad essere la linea del Movimento in ambito ecumenico. Due, in particolare, le direttrici emerse nel cammino verso l’unità dei cristiani: “il dialogo della vita” e “la condivisione di doni spirituali”. Alla base di esse, per i membri dei Focolari, due punti della spiritualità dell’unità: la presenza di Gesù in mezzo ai cristiani uniti nel Suo amore (cf Mt 18,20) e l’amore portato all’estremo nel grido di Gesù sulla croce (cf Mc 15,34). “Il grido dell’umanità di oggi – ha detto Margaret Karram, Presidente dei Focolari nel suo intervento – sembra un’eco del suo grido: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mc 15,34). Ma Gesù con un atto supremo si è riconsegnato completamente al Padre colmando così ogni spacco, ogni possibile disunità”. “In Lui – ha continuato – troviamo la misura dell’amore. Quando riconosciamo Lui in tutto ciò che ci fa male, nei limiti nostri e in quelli degli altri, quando è difficile ‘incontrarci’ senza ferirci, è ancora Lui che ci chiama ad amare la Chiesa dell’altro come la propria”. Ai “due poli del carisma dell’unita”, l’unità e Gesù abbandonato, ha fatto riferimento anche il card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’ l’unità dei cristiani indicandoli come il contributo della spiritualità ecumenica di Chiara Lubich per accrescere l’unità tra i cristiani. Ha anche affermato di aver “ricevuto molta ispirazione per il mio compito attuale” da essa. Egli ha trasmesso il saluto di Papa Francesco che “auspica che la riflessione sul dialogo e lo scambio di doni spirituali, come pure la condivisione dell’esperienza di comunione vissuta in questi anni, sia di incoraggiamento a realizzare quotidianamente la preghiera di Gesù al Padre ‘Perché tutti siano una sola cosa’”. Il Rev Ioan Sauca, Segretario ad interim del Consiglio ecumenico delle Chiese ha affermato come l’amore sia “il cuore della spiritualità dell’unità di cui Chiara ha sempre parlato; siamo tutti abbracciati dall’amore di Dio in Cristo nella potenza dello Spirito Santo”. Il teologo cattolico Piero Coda riferendosi alla presenza di Gesù in mezzo ai suoi ha affermato: “E allora sarà Lui, nella luce e nella forza dello Spirito, che ci guiderà sulla via dell’unità”. “Gesù in mezzo” è una espressione coniata dalla Lubich che, come ha ricordato la prof. Mervat Kelly della Chiesa siro-ortodossa “non si è mai sentita prima” anche se vari Padri della Chiesa ne hanno parlato. Mentre il teologo evangelico luterano Stefan Tobler ha osservato che “il Movimento, volendo sostenere il cammino delle Chiese, può ricondurre ad una esperienza che è il fondamento, il nutrimento di ogni percorso ecumenico”. Il convegno è stato seguito in molti Paesi del mondo: con 20 lingue in traduzione simultanea, il primo giorno la diretta web ha avuto oltre 13.000 visualizzazioni singole ed il secondo giorno 8500. Le esperienze dal vivo da Cuba, Messico, Perù, Venezuela, Hong Kong, le Filippine, Congo, USA, Libano, Romania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia e del progetto “Insieme per l’Europa” hanno confermato come il “dialogo della vita” sia una via percorribile nel cammino verso l’unità. Un’altra dimensione emersa nel convegno è stata il “receptive ecumenism”, ossia lo scambio di doni spirituali, la scoperta dei doni che ciascuna Chiesa può offrire e condividere. Mons Juan Usma Gómez del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, esperto nel dialogo con la realtà carismatica-pentecostale ha delineato le tensioni che esistono all’interno della cristianità. “Vorrei che tentassimo insieme – ha detto – di sognare un percorso possibile tra i membri del Movimento dei Focolari e quelli che appartengono al Movimento Pentecostale/Carismatico, identificando alcuni elementi imprescindibili per metterlo in atto”. Hanno arricchito questa sessione, il Pastore Giovanni Traettino, fondatore della Chiesa evangelica della riconciliazione in Italia e il Pastore Joe Tosini, fondatore del Movimento John 17 negli Stati Uniti, mentre le testimonianze dall’Italia di pentecostali e cattolici membri dei Focolari impegnati insieme in progetti di solidarietà per le loro città, hanno convalidato la fecondità del “dialogo della vita”. Jesùs Morán, Copresidente del Movimento dei Focolari, a conclusione dell’incontro ha osservato: “L’amore vicendevole tra di noi cristiani è la testimonianza più forte e credibile verso il mondo che ci circonda” e “nell’attuale momento che vive l’umanità, l’unità dei cristiani è un imperativo etico improrogabile”. Affermando che “non vogliamo eludere quella “fatica dell’unità” a cui si riferiva il card. K. Koch nella sua relazione ha concluso: “Vogliamo solo dare priorità a ciò che la priorità c’è l’ha, e questa è l’esperienza di Dio che fonda ogni logica, ogni discorso predicativo su Dio. Mi sembra che in questi giorni questa esperienza l’abbiamo fatta, ancora una volta, come dono immenso di Dio”.
Joan Patricia Back
Ecco i link per rivedere le dirette del 28 e del 29 maggio in diverse lingue: https://www.youtube.com/playlist?list=PLKhiBjTNojHo9Zx4JZmSokKOePyBL4Prp (altro…)
5 Giu 2021 | Chiesa
Martedì 8 giugno 2021 alle ore 13 locali fermiamoci in ogni fuso orario per pregare per la pace per la Terra Santa, il Myanmar e per tutto il mondo, ciascuno secondo la propria tradizione.
“Con UN MINUTO PER LA PACE 2021 l’8 giugno alle ore 13 (locali) invitiamo tutti: cattolici, cristiani delle diverse confessioni, credenti di tante religioni, uomini e donne di buona volontà a unirsi per pregare e lavorare insieme per la pace in tutto il mondo, in particolare a Gerusalemme, tra israeliani e palestinesi e in Myanmar”. Questo l’appello lanciato dal Forum Internazionale Azione Cattolica (FIAC) insieme alle AC italiana e argentina, dall’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (UMOFC) e da altre associazioni. Il Movimento dei Focolari aderisce a questa iniziativa e invita tutti ad unirsi spiritualmente per questo momento particolare. La data ha un alto significato simbolico: l’’8 giugno 2014 si è svolto nei Giardini Vaticani l’incontro “Invocazione per la pace” promosso da Papa Francesco insieme al Presidente di Israele Simon Peres, al Presidente dell’Autorità Palestinese Maḥmūd ʿAbbās – Abu Mazen, con il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. A questo incontro era presente anche Margaret Karram, attuale Presidente dei Focolari, che in quell’occasione ha recitato la preghiera per la pace di San Francesco d’Assisi. “Credo nella forza della preghiera perché l’ho vista in azione molte volte, come l’8 giugno 2014, quando Papa Francesco volle quello straordinario momento che è stato “l’invocazione per la pace” in Terra Santa – ricorda la Karram in un’intervista al quotidiano italiano Avvenire – (…) Io ho avuto il privilegio di leggere davanti a loro la preghiera per la pace di S. Francesco d’Assisi. È stata un’esperienza fortissima. Ci si potrebbe chiedere: ‘Ma a cosa è servita questa preghiera?’. È stato un punto luminoso al quale guardare, perché la preghiera – come ha detto l’allora il Custode di Terra Santa – non è una cosa che produce qualcosa, la preghiera genera. Allora dobbiamo continuare a generare la pace dentro il nostro cuore prima di tutto e con tutti gli altri”. Da quella data storica, ogni anno in quel giorno dell’8 giugno il Forum Internazionale Azione Cattolica invita al “Un Minuto per la Pace” per implorare insieme, in tutto il pianeta, la fine di ogni conflitto. Tocca a noi! Coinvolgiamo e diffondiamo questa iniziativa per contare in tutto il mondo un numero sempre più grande di MINUTI PER LA PACE.
Lorenzo Russo
Info: International Forum Catholic Action (altro…)
25 Mag 2021 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo
Nel suo messaggio ai partecipanti alla Cattedra Ecumenica Internazionale Patriarca Athenagoras-Chiara Lubich, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I definisce così Papa Paolo VI, Patriarca Athenagoras e Chiara Lubich, protagonisti di questa terza edizione, organizzata in sinergia tra l’Istituto Universitario Sophia e il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli il 25 e 26 maggio.
“Papa Paolo VI, Patriarca Athenagoras, Chiara Lubich – Profezia di unità tra le Chiese sorelle”. È questo il titolo della terza cattedra ecumenica internazionale istituita dall’Istituto Universitario Sophia in sinergia con il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, intitolata a due giganti del dialogo tra le “Chiese sorelle”, come il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Athenagoras I e la fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich. Molti i relatori che intervengono, tra cui Sua Eminenza il Metropolita Policarpo, Arcivescovo Ortodosso d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale, Sua Eminenza il Metropolita Maximos di Selvyria, Co-titolare della Cattedra col Prof. Mons. Piero Coda, teologo, il Prof. Giuseppe Argiolas, rettore IUS, Don Giuliano Savina Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della CEI, il prof. Augustinos Bairactaris, docente di Dialogo Ecumenico e di Teologia Ortodossa presso l’Accademia Ecclesiastica Universitaria Patriarcale di Creta, il prof. Dimitrios Keramidas, docente presso la facoltà di Missiologia dell’Università Gregoriana, la dott.ssa Sandra Ferreira, co-responsabile del Centro “Uno” per l’unità dei cristiani del Movimento dei Focolari.
Proponendo lo studio di tre personalità di altissimo profilo ecumenico come Papa Paolo VI, il Patriarca Athenagoras I e Chiara Lubich, i promotori hanno scelto di presentare un percorso profondo e lungimirante, sebbene forse ancora troppo poco esplorato, come quello che mette insieme il dialogo teologico e il “dialogo della vita” che la fondatrice dei Focolari ha promosso e incoraggiato. Il 25 luglio 1967 quando, durante una delle storiche visite di Paolo VI ad Istambul, al Fanar – storica residenza dei Patriarchi di Costantinopoli – il Patriarca Athenagoras I sottolineò che il loro obiettivo principale, come capi delle rispettive Chiese, era “di unire ciò che è diviso, con mutue azioni ecclesiastiche, ovunque ciò sia possibile, affermando i punti comuni di fede e di governo, orientando così il dialogo teologico verso l’inizio di una comunità sana, sulle fondamenta della fede e della libertà di pensiero teologico ispirate dai nostri Padri comuni e presenti nelle diverse tradizioni locali”[1]. Furono incontri di portata epocale che segnarono un cambio di passo nella storia moderna del dialogo tra le due “Chiese sorelle”. Il primo incontro tra Paolo VI e Athenagoras I avvenne nel 1964; incontro definito “profetico” dall’attuale Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nel suo messaggio: “I due Primati hanno percepito che Occidente e Oriente non potevano vivere isolati e con autosufficienza, in quanto ciò era un danno per l’unità e per la cattolicità del Corpo di Cristo e che un dialogo d’amore e di verità avrebbe potuto condurre all’unità, fondata sul solido terreno del primo millennio”. Parole estremamente attuali, che offrono una chiara indicazione e un orizzonte anche per quello che l’umanità sta vivendo in questo tempo diviso da una pandemia mondiale e dal riaccendersi di conflitti in molti punti del globo: solo il dialogo e un cammino comune in cui tutto è condiviso salverà l’umanità. Bartolomeo I osa molto nel suo intervento e riprende un’espressione del teologo Florovsky che definisce le due Chiese d’Occidente e d’Oriente ‘sorelle siamesi’ che non possono separarsi l’una dall’altra”. “Questo Congresso di due giorni – continua Bartolomeo I nel suo messaggio – è un rammentare e un rinnovare la chiamata a questo benedetto cammino, tracciato da Papa Paolo VI e dal Patriarca Athenagoras. Chiara Lubich ha sostenuto questo cammino con la sua sensibilità, la immediatezza nella comunicazione e la certezza che non si dovrebbe indebolire il dinamismo nelle relazioni tra le due Chiese, creato dall’abbraccio dei due Primati a Gerusalemme, che aveva abbattuto il muro millenario tra Roma e Costantinopoli.”. Gli fa eco Margaret Karram, presidente dei Focolari, che nel suo saluto d’apertura definisce Chiara Lubich “un ponte evangelico tra due giganti nella profezia dell’unità”. “L’augurio che formulo è che la Cattedra Ecumenica possa continuare, con tutta l’Opera di Maria, a far da ponte con l’amore, attraverso la reciproca conoscenza e lo studio, fra le due nostre Chiese sorelle, camminando insieme nella luce di Gesù, Via, Verità e Vita (cf. Gv 14,6). Il prof. Piero Coda, spiega l’alto significato e la necessità di mantenere ancora oggi l’espressione “Chiese sorelle” perché – chiarisce – “Significa riconoscere la dignità eguale di due grandi tradizioni di famiglie ecclesiali”. E, richiamando l’espressione di papa Francesco che concorda che “L’unità è un cammino”2 offre un orizzonte di dialogo tra le chiese cristiane che riscopre nell’amore, il motore dell’unità: “Non basta scoprire il tesoro prezioso che può giacere sepolto nel campo conflittuale delle interpretazioni. Né più è sufficiente puntare semplicemente a una “diversità riconciliata” come al riconoscimento reciproco delle diversità accostate l’una all’altra. No: occorre cogliere – là dov’essa è presente – la linfa dello Spirito Santo che scorre e fiorisce e fruttifica nei tralci diversi dell’unica vite che è Cristo, e di cui il vignaiuolo solerte e ricco di misericordia è il Padre (cfr. Gv 15). Camminare insieme, dunque, come Popolo del Risorto: là dove c’è la divisione c’è ancora la morte; dove c’è l’amore, tra i discepoli di Gesù, c’è il Risorto e, in Lui, c’è già l’unità con e in Dio, a servizio di tutti”.
Stefania Tanesini
Il testo del messaggio del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I in PDF Il messaggio della Presidente del Movimento dei Focolari Margaret Karram in PDF Il programma del convegno in PDF ————————————————- Che cos’è la Cattedra Ecumenica Internazionale Patriarca Athenagoras-Chiara Lubich [1] Dall’ intervento di S.S. Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli “Unire ciò che è diviso” – 24 luglio 1917 http://www.vatican.va/content/osservatore-romano/it/comments/2017/documents/piccoli-passi-ma-balzi-da-gigante.html 2 Preghiera ecumenica comune nella cattedrale luterana di Lund (Svezia), Omelia del Santo Padre Francesco https://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2016/documents/papa-francesco_20161031_omelia-svezia-lund.html (altro…)