Movimento dei Focolari
Abbiamo creduto all’amore

Abbiamo creduto all’amore

Di prossima pubblicazione il libro “Abbiamo creduto all’amore” di Gaetano Minuta (Città Nuova, 2013): i primi compagni e compagne di Chiara Lubich raccontano i primi giorni del Movimento dei Focolari. Pubblichiamo qui in anteprima una pagina del primo capitolo: Il Movimento dei Focolari ha fissato al 7 dicembre 1943 la data della sua nascita, perché quel giorno è avvenuta la consacrazione di Chiara Lubich a Dio o, come diceva lei, il suo «sposalizio con Dio». Quello che è successo dopo, nel giro di pochi mesi, comprova che quel gesto aprì un sigillo che permise a lei e alle sue prime compagne di comprendere e sperimentare che le parole di Gesù erano attuali e la loro vita divenne l’annuncio coraggioso e gioioso «Egli è vivo!». Emmaus Maria Voce, succeduta a Chiara alla presidenza del Movimento dei Focolari, concludendo nel settembre del 2011, a Londra, durante un incontro ecumenico di vescovi, una conversazione sulla Parola di Dio applicata alla vita, diceva: Di fronte al relativismo che rende sempre più oscuro e insignificante ogni tentativo di spiegare la verità, di dare una dimostrazione teorica o logica della verità, lo Spirito Santo sembra averci suggerito forse l’unico annuncio che non ammette discussione: l’esperienza vissuta. L’esperienza vissuta può essere capita o non capita, può suscitare simpatia o avversione, può attrarre o respingere, ma non può essere messa in dubbio. È un’esperienza, è vita. La “scoperta”, l’Ideale, come si usa dire nel Movimento dei Focolari, non fu solo costatare la verità del Vangelo, ma il fatto che le parole di Gesù, essendo applicabili a tutte le situazioni dell’esistenza, attestavano che lui poteva essere un compagno di viaggio e vivere la vita secondo il progetto di Dio, facendo la volontà del Padre, come Gesù. Paradossalmente, più si abbandonavano a fare la volontà del Padre, più scoprivano come avere in mano le redini della propria vita. In una lettera di quei “primi tempi” Chiara confidava: Vedi, io sono una creatura che passa per questo mondo. Ho visto tante cose belle e buone e sono sempre stata attratta da quelle. Un giorno (indefinito giorno) ho visto una luce. Mi parve più bella delle altre cose belle e la seguii. Mi accorsi che era la Verità. Questo segnò la vita di Chiara e, ad una ad una, la vita dei seguaci, delineando una nuova vocazione. Un preannuncio era avvenuto a Loreto, proprio in quella “casetta” trasportata nelle Marche da Nazareth dove, secondo la tradizione, avrebbe vissuto Gesù con Maria e Giuseppe. Silvia Lubich (il nome Chiara lo prenderà qualche anno dopo, come terziaria francescana) vi si era recata nel 1939 per un incontro dell’Azione Cattolica di cui faceva parte. Giovanni Paolo II parlò di quella famiglia al Te Deum del 31 dicembre 1978: La nascita di Gesù […] ha dato inizio a questa Famiglia unica ed eccezionale nella storia dell’umanità; in questa Famiglia è venuto al mondo, è cresciuto ed è stato educato il Figlio di Dio, concepito e nato dalla Madre-Vergine, e contemporaneamente affidato, dall’inizio, alle cure autenticamente paterne di Giuseppe, falegname di Nazareth, il quale dinanzi alla legge ebraica fu marito di Maria, e dinanzi allo Spirito Santo fu degno suo sposo e il tutore, veramente a modo paterno, del materno mistero della sua Sposa. La “vocazione” che si definì nel giro di pochi anni fu di vivere alla presenza di Gesù 24 ore su 24. Qualche mese prima di quel 7 dicembre 1943, Chiara rivelò a Dori Zamboni, cui dava lezioni private, un progetto: «Sai, noi vogliamo fare una cosa nuova. Non so se tu hai mai visto un chiostro con tutte le colonne. Ecco, noi vogliamo fare un chiostro, dove le colonne sono persone vive e in mezzo al giardino che loro racchiudono c’è una sorgente d’acqua viva: Gesù». La convinzione e l’entusiasmo della Lubich dovevano essere contagiosi se a Dori «quel “noi” non diceva nulla. Non mi interessava chi fossero quel “noi”, mi interessava che ci fossi anch’io. Volevo anch’io essere in quel monastero di cielo». A Montreux, l’11 agosto 1990, Chiara ricordò che tutto era cominciato dalla scoperta che Dio è innanzitutto Padre. fonte: Città Nuova editrice (altro…)

Abbiamo creduto all’amore

Custodi del dono di Dio

IL PROGETTO: Caritas Italiana propone un itinerario per vivere il tempo di dell’Avvento e del Natale 2013 imparando a sperimentare la carità con gesti di condivisione e solidarietà che aiutino a testimoniare concretamente l’amore di Gesù. Il Kit comprende: OPUSCOLO PER LE FAMIGLIE: CUSTODI DEL DONO DI DIO (papa Francesco). Un itinerario di formazione che sull’invito di papa Francesco esorta a non avere paura della solidarietà e a mettere a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perchè «solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda e porterà frutto!». L’opuscolo si arricchisce di esperienze, riflessioni, preghiere e riferimenti al Catechismo della Chiesa cattolica. ALBUM PER BAMBINI: LE MIE MANI NELLE TUE per i bambini che aspettano il Natale. Attraverso l’immagine di Maria e Giuseppe che attendono la nascita di Gesù e ne curano l’attesa, illustrazioni e spazi per colorare, disegnare e “creativamente” riflettere sull’importanza di una carità concreta da donare ai poveri e a chi è bisognoso di affetto. Un percorso di scoperta dell’amore di Dio attraverso l’amore al fratello. POSTER con una immagine di papa Francesco e l’invito ad essere Custodi del dono di Dio, come il titolo del progetto 2013. SALVADANAIO in cartoncino componibile coordinato al progetto. Un valido strumento per catechisti e genitori per imparare a sperimentare una solidarietà concreta e quotidiana. La raccolta di fondi sarà destinata all’assistenza dei profughi a Lampedusa. COEDIZIONE CARITAS ITALIANA / CITTÀ NUOVA (altro…)

Abbiamo creduto all’amore

Audiolibro – Nel grembo di una donna

Lo spettacolo teatrale dedicato a Maria, cuore dell’evento internazionale “Con Maria oltre la notte” (Roma, Santuario del Divino Amore, sabato 12 ottobre 2013), programmato su Rai 1 in collegamento via satellite con i santuari mariani del mondo, diventa un audiolibro.

Un monologo in cinque quadri – corrispondenti ai cinque Misteri Gaudiosi del Rosario -, in cui la Madonna ripercorre i primi ricordi della sua vita con Gesù, fin dal concepimento, conducendoci così a contemplare con Lei l’amore di Dio per l’umanità. La voce narrante si alterna a 7 canzoni facendoci rivivere le prime tappe del santo viaggio di Maria sulla terra: una sequenza ininterrotta di sì, colmi d’amore e di gioia, alla volontà di Dio; modello perfetto di fede, di speranza e di carità per ogni uomo e per ogni donna del mondo. Un testo teatrale intenso e profondo. Un canto d’amore a Maria. L’AUTRICE: Francesca Giordano è giornalista pubblicista, autrice di libri sulla storia del movimento cattolico democratico, biografie, testi sulla responsabilità sociale della televisione e docente di Bioetica, Sociologia e di Organizzazione aziendale per l’Università di studi La Sapienza. LA COMPOSITRICE: Maria Gabriella Marino è maestro concertatore pianista e compositrice. Ha collaborato con la commissione Rismateneo del Dipartimento di Matematica dell’Università agli Studi di Napoli “Federico II” per la quale ha curato la direzione artistica di molte stagioni concertistiche. Ha tenuto concerti e conferenze in Italia, Ungheria, Danimarca e Stati Uniti. Ha composto partiture musicali per compagnie teatrali riconosciute, colonne sonore televisive ed è specializzata in concertazione vocale. Prima attrice: Silvia Budri Seconda attrice: Bernadette Lucarini Voci soliste e coro: Maria Gabriella Marino, Gabriele Aprile, Massimiliano Lombardi, Vincenzo Guida, Antonio Miraglies, Arianna Milani, Sara Brogi, Ambra Romanelli, Maria Chiara Humura, Elena D’Agelo Il credo è letto da Massimo Carrino. (altro…)

Chiara Lubich. L’amore reciproco

“Amatevi gli uni gli altri come ho amato voi” (Gv 13,34-15,12): il comandamento nuovo di Gesù, riscoperto nella sua eterna attualità da Chiara Lubich, diventa, nella spiritualità del Movimento dei Focolari, la chiave di volta per un rinnovamento profondo nel vivere il Cristianesimo. In piena sintonia con quello che sarà il messaggio di comunione del Concilio Vaticano II, Chiara Lubich vede infatti nel comandamento dell’amore reciproco il cuore dell’antropologia cristiana. Attraverso scritti, pagine di diario, brani di conferenze la Lubich ne espone la dinamica vitale, la fondatezza, le difficoltà nel viverlo. E lo annuncia a tanti, cristiani e non cristiani, gruppi e popoli, come “la grande rivoluzione che siamo chiamati ad offrire oggi al mondo intero”. In questa stessa collana: La Parola di Dio (2011) Dio Amore (2011) L’amore al fratello (2012) (altro…)

Abbiamo creduto all’amore

Casa. Piccolo alfabeto dell’abitare

Le case ricordano tutto. Trattengono i gesti, le parole, i silenzi, i segni del tempo, le nascite e le partenze, gli odori e persino i rumori. S’imbevono delle nostre vite e dei nostri pensieri, come il pane nel mosto. Parlano di noi e del nostro modo di abitare la terra. Riflettere sul tema della casa è quindi un modo per riflettere sul cambiamento delle nostre vite, del lavoro, dei nostri legami familiari, del nostro rapporto con la natura. E sulla crisi economica che sembra minare per la prima volta il bene per eccellenza, fonte di stabilità per la famiglia. Il libro, attraverso storie, aneddoti e racconti, è uno strumento agile di riflessione sul tema dell’abitare che non rinuncia ad indicare piccole strategie di sopravvivenza per abitanti consapevoli. L’autrice. Elena Granata, docente di Analisi della città e del territorio e Geografia urbana al Politecnico di Milano. È autrice di saggi e volumi, tra i più recenti: Sapere è un verbo all’infinito (con A. Granata e C. Granata), 2013; La mente che cammina. Esperienze e luoghi, 2012. Per Città Nuova è autrice dei libri Ridere in famiglia (2011) e Leggere. Le parole ci rendono liberi (2012) e della rubrica “Penultima fermata” sulla rivista Città Nuova. (altro…)