Movimento dei Focolari

A Martigny, in Svizzera, un patto tra generazioni

Carissimi giovani e stimati politici, Desidero anch’io dirvi una parola durante la vostra giornata dedicata a costruire il futuro di questa “nostra” – permettetemi di dire così – amata Svizzera, dato che abbiamo già fatto molta strada assieme. Quest’anno sono i giovani che ci hanno dato la possibilità di arricchire questa storia di una nuova tappa, invitando tutti, politici di ogni livello e di ogni orientamento, funzionari e cittadini, ad impegnarsi insieme nella scelta della fraternità come categoria ispiratrice della politica. Vorrei fare a tutti voi una proposta: stabilire un patto, un vero e proprio patto, tra generazioni diverse, per dare  alla politica il suo autentico spirito di impegno comunitario. Un patto di amore scambievole tra voi giovani, che avete la capacità di credere nell’attuazione dei grandi valori come la fratellanza universale, la pace, la libertà e rappresentate la Svizzera che verrà, e voi politici, che già  lavorate per la vostra gente, con il peso, ma anche la ricchezza dell’esperienza e rappresentate ciò che oggi è possibile mettere in atto. Perché non mettere in comune queste ricchezze e far crescere così le effettive capacità di tenere fede agli impegni che prenderete? Vi posso assicurare che, se avrete il coraggio di questa logica di ascolto e di lavoro in comune, si metterà in moto un nuovo stile di vita politico che aprirà strade e idee nuove, che, per “osmosi” d’amore, contagerà altri e sarà così possibile attuare quello che in questi giorni abbiamo creduto e voluto insieme. Si può operare per l’unità di un popolo solo se alcuni, per primi, si mettono a sperimentarla tra loro. Io sono con voi e prego Dio, l’Amore, quel Dio che i vostri Padri hanno voluto come garante del Patto Federale, che ci aiuti a fare della Svizzera una comunità unita, aperta e solidale, testimonianza viva sulla strada del mondo unito. Chiara Lubich (altro…)

“Le nostre radici, le nostre aspirazioni”

Una politica di ascolto, impegno per il bene comune, priorità ai più poveri

“Mettere da parte le proprie idee preconcette e le proprie convinzioni politiche e riimparare a rispettare il prossimo”. Solo così è possibile una politica che coniughi pace e giustizia, bene comune  e che esprima le aspirazioni e le attese dei giovani. Così i giovani, tramite il loro rappresentante, Laurent Moesching – studente di 22 anni, presidente del Comitato composto da 14 giovani, che ha ideato il  Politics-party.ch -,  hanno mostrato di accogliere la sfida lanciata loro dal messaggio di Chiara Lubich, iniziatrice del movimento politico per l’unità (Focolari): “Se avete il coraggio di avere questa logica di ascolto e di lavoro in comune si metterà in moto un nuovo stile di vita politica”. E’ questo nuovo stile l’attesa più sentita dai giovani, come è emerso dal vivace dialogo con i politici presenti e dallo scambio di esperienze che si è svolto a Martigny, il 25 e 26 agosto 2007, con 300 partecipanti, di cui 100 giovani e molti politici impegnati a livello nazionale, cantonale e comunale. Toccante un’esperienza dal Medio Oriente: Hand in Hand.  Ha mostrato quanto ascolto e lavoro comune sia possibile anche in situazioni di grave conflitto. Sonia Chason e Nebal Bakoey hanno descritto il loro impegno nel progetto scolastico “Hand in Hand” (mano nella mano) a Gerusalemme: una scuola che  parte dall’idea che le culture araba ed ebrea sono un valore importante. Ogni classe ha un insegnante ebreo ed uno arabo che preparano insieme  il programma dei corsi. Nebal Bakoey spiega: “Il rispetto è il fondamento di tutti i nostri scambi. Questo non significa che siamo sempre dello stesso parere, ma che diamo importanza a ciò che scopriamo insieme”. Il pilastro più debole è quello fondamentale – Nel tema principale, Lucia Fronza Crepaz, presidente del Movimento politico per l’Unità a livello internazionale, ha presentato la fraternità universale come “categoria atta ad ispirare l’impegno politico”,  come base della vita civile in una società multiculturale che presenta grandi sfide.  L’ex deputata italiana ha indicato nei poveri una priorità politica, con una immagine significativa: “Per valutare la resistenza di un ponte, non è determinante la capacità di portata del pilastro più forte, ma di quello più debole”. I membri più deboli della nostra società devono avere la priorità “non per pietà – ha aggiunto – ma perché i poveri, lasciati a se stessi, non hanno voce nel quadro della democrazia”. Musica pop dopo gli interventi – Politics-party: così era stato annunciato questo appuntamento. Dopo la politics è giunto il momento del party: gli interventi hanno ceduto il posto a musica pop e i dibattiti alla danza. L’organizzazione era in mano ai giovani, ed anche in questo la simbiosi tra politica e “party” ha avuto una buona riuscita. (altro…)

“Le nostre radici, le nostre aspirazioni”

Svizzera: Chiara Lubich cittadina onoraria di Mollens. Appuntamento dei giovani con la politica

“Dal 1974, Chiara Lubich trascorre l’estate a  Mollens e siamo onorati d’accogliere questa personalità  internazionalmente riconosciuta,  impegnata a favore della pace e della fratellanza universale fra tutti i popoli” Queste le motivazioni del riconoscimento della cittadina che sorge sulle alture del Vallese. In Svizzera, il 25 e 26 agosto 2007 avrà luogo un altro appuntamento: il Politics-Party che coinvolge giovani e politica. Una iniziativa che si ispira allo spirito di Chiara Lubich. Fa seguito ad altri appuntamenti con varie personalità politiche svizzere, tra cui il sindaco di Mollens che in un’intervista ha dichiarato: “Il Movimento Politico per l’Unità è una sfida formidabile perché propone un approccio molto diverso rispetto alla politica che noi conosciamo. In esso la fraternità prende il sopravvento sulla politica, e viene scelto il dialogo piuttosto che il confronto dialettico e conflittuale. E questo ai vari livelli dell’ impegno politico. Che i nostri giovani siano coinvolti in questa riflessione, mi sembra che sia un’apertura non indifferente per il futuro, perché non dimentichiamo che saranno i nostri giovani a decidere un giorno sulla politica”. (altro…)

“Le nostre radici, le nostre aspirazioni”

La fraternità in politica: per rimettere in cammino la storia verso la pace

ANSA, 4 sett. – La fraternità in politica. “E’ la chiave per rimettere in cammino la storia nei nostri Paesi e dell’umanità”. Così Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, a Berna, di fronte a 450 politici elvetici e giovani riuniti al Palazzo dei Congressi per riflettere sull’interrogativo: “Fraternità in politica: utopia o necessità?”, promosso da un gruppo di politici elvetici del Movimento politico dell’unità. La fraternità in politica non solo necessaria, ma urgente Sullo sfondo della tragica virulenza del terrorismo, la fraternità, proposta come “categoria politica fondamentale” si è evidenziata non solo necessaria, ma urgente. “Fraternità in politica: non potrebbe essere più attuale di fronte a terrore, morti e violenze”. Lo aveva affermato in apertura del convegno il Cancelliere della Confederazione, la signora Annemarie Huber Hotz. La Svizzera in profonda crisi di trasformazione Fraternità più che mai necessaria anche per la vita stessa della Svizzera, definita dalla Consigliera nazionale Chiara Simoneschi “un po’ speciale”, che non nasce da una comune cultura e lingua, ma dalla volontà di stare insieme. “Il Paese – ha aggiunto – sta ora attraversando una profonda crisi, sottoposta alle sfide della costruzione europea, dei nuovi equilibri geopolitici mondiali, del fenomeno delle migrazioni, della lunga stagnazione economica”. La Simoneschi ha parlato di timori e incertezze, di divisioni e contrapposizioni. Di qui il perché dell’invito a Chiara Lubich.

Un orizzonte ad ampio respiro La fondatrice dei Focolari ha aperto un orizzonte ad ampio respiro. Vivo in lei il dramma del terrorismo: “Perché si allenti e taccia – ha detto con forza – non è certo una risposta la violenza”. Occorre andare “alle cause degli squilibri economici e sociali che generano risentimento, ostilità, vendetta”. “Occorre cercare le vie del dialogo, vie politiche e diplomatiche”. Urge una politica sostanziata di fraternità. Fraternità che ha definito “non solo un valore, né solo un metodo, ma il paradigma globale di sviluppo politico”. Fraternità possibile “solo se non dimentica la dimensione spirituale”, i valori profondi ispirati dall’amore. “Quell’amore che è fonte di luce – ha detto – che fa vedere la possibilità di grandi risultati e che sostituisce quel timore schiacciante che spesso percorre il mondo politico”.

Amare il partito altrui come il proprio Luce che fa vedere “in ogni opzione politica la risposta ad un bisogno sociale e quindi pratica l’apparente paradosso di amare il partito altrui come il proprio, perché il bene del Paese ha bisogno dell’Opera di tutti”. “Dove la critica si fa costruttiva”. Questa “la vera politica autorevole di cui ogni Paese ha bisogno”. La fraternità in politica non solo necessaria, ma possibile E’ seguita una carrellata di voci di politici elvetici e italiani aderenti al Movimento politico dell’unità, nato nel 1996 e diffuso in vari Paesi, che hanno testimoniato che non solo la fratellanza in politica è necessaria, ma è possibile. Nel pomeriggio, vivace il confronto tra politici e giovani.

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