La chiamata
Avevo 16 anni quando iniziai a vivere le parole di Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso… Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo l’avete fatta a me”. Cominciai da chi avevo vicino: lasciando il mio posto a sedere a chi non lo aveva, rifacendo il letto alle ragazze con cui condividevo la stanza, ascoltando qualcuno… e questo anche in famiglia, dove poteva risultare più difficile. La gioia cresceva in me e tante domande trovavano risposta. Quando alcune amiche vollero sapere il perché del mio cambiamento, proposi anche a loro di vivere l’avventura dell’amare tutti, senza distinzione. Cominciammo così a mettere in comune i nostri pochi beni, il nostro tempo, i talenti; cercando di aiutare i poveri, in particolare eravamo impegnate a raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale e di una scuola in Camerun. Ci sembrava giusto, pensando al grande debito che l’Occidente aveva con l’Africa. Questa vita piena, bella, dedicata a Dio e ai fratelli è stata di preparazione per sentire più tardi rivolte anche a me altre parole di Gesù: “Vieni e seguimi”.
(Aurea – Italia)
Dio è geloso?
Sapevo che la Bibbia parla di un Dio geloso quando nell’Esodo si racconta che il suo popolo si rivolgeva agli idoli. Ma anche a me è capitato una volta di fare in piccolo questa medesima esperienza. Stavo vivendo un periodo in cui Dio non era proprio al centro della mia vita, ero preso da tante cose, dalle attività più varie, e confesso di averlo trascurato. Poi un giorno mi sono trovato bloccato a letto da fortissimi dolori alla schiena. Non potevo muovermi minimamente senza provare dolori lancinanti e la cosa è continuata per parecchi giorni, causa una sciatica che partendo dalla schiena mi prendeva tutta la gamba. In quei momenti difficili mi sono ricordato di Gesù crocifisso e abbandonato che aveva sofferto certamente più di me, l’ho riconosciuto e ho capito che anche questo era un suo espediente per attrarmi. Era geloso, mi voleva con sé, lui era sempre stato con me, come è sempre con tutti noi. Io piuttosto non ero più stato con lui. L’esperienza mi è servita a rimettermi in piedi non solo fisicamente, ma a rimettere in piedi la mia anima.
(F. – Belgio)
Un’azienda di EdC
Sono così sicuro dell’amore di Dio che vorrei condividere questa certezza con più persone possibile. Sono nati così nel mio paese e nelle valli vicine gruppi dove ci si aiuta a vivere la Parola del Vangelo. Non solo: con il sacrificio mio e di altri amici ho dato vita ad una azienda agricola che aderisce all’Economia di Comunione (EdC), un modello imprenditoriale e sociale a livello mondiale, che destina una parte degli utili ad aiutare persone bisognose e a creare per loro nuovi posti di lavoro; un’altra quota per potenziare la struttura aziendale, migliorare la qualità dei prodotti e garantire la sostenibilità dell’impresa nel mercato; e una terza parte alla formazione di uomini con una nuova mentalità economica basata sulla fraternità e sulla solidarietà. Quante volte in questi anni ho sperimentato la provvidenza di Dio! Come quando il raccolto di zucchine inaspettatamente aumentava oppure acquirenti offrivano più di quanto io avessi intenzione di chiedere… Ma soprattutto, lavorando così, io sento Dio più vicino e ciò è incentivo a proseguire per questa strada.
(L.F. – Italia)
A cura di Maria Grazia Berretta
tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno XII – n.4 – luglio-agosto 2026)
Foto © Elisemertens89 – Kevin120415 – Hans – Pixabay




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