Movimento dei Focolari

Vangelo vissuto: dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore

Ago 1, 2019

Il “cuore” è ciò che abbiamo di più intimo, nascosto, vitale; il “tesoro” è ciò che ha più valore, che ci dà sicurezza per l’oggi e per il futuro. Il cuore è la sede dei nostri valori, la radice delle scelte concrete; il luogo segreto in cui ci giochiamo il senso della vita: a cosa diamo veramente il primo posto?

Il “cuore” è ciò che abbiamo di più intimo, nascosto, vitale; il “tesoro” è ciò che ha più valore, che ci dà sicurezza per l’oggi e per il futuro. Il cuore è la sede dei nostri valori, la radice delle scelte concrete; il luogo segreto in cui ci giochiamo il senso della vita: a cosa diamo veramente il primo posto? In metropolitana Mentre sono in metropolitana, ripasso un argomento che mi sembra importantissimo in vista dell’esame che sto per dare. Ad una stazione successiva entra un’altra studentessa, che conosco. Deve dare lo stesso esame e mi chiede un argomento che a me sembra di poca importanza. Vedendo la sua agitazione, “dimentico” il mio programma e mi dedico a quello che lei propone. Quando più tardi vengo esaminata, il professore mi chiede proprio l’argomento affrontato con lei poco prima! (M.L. – Germania) La vita accesa da Dio Sono turca, musulmana. Quando ho confidato a mio marito Sahib il sospetto di essere incinta per la quarta volta, lui ha cominciato ad elencare tutti i sacrifici che avremmo dovuto fare. Completamente confusa ho chiesto alla ginecologa se ero ancora in tempo per abortire. Mi ha risposto che dovevo solo mettermi in lista. Dentro di me però avvertivo che nessuno al mondo aveva l’autorità per spegnere una vita che Dio aveva acceso. I mesi successivi sono stati molto duri, ma io ero decisa a lottare. Diverse amiche, cristiane e musulmane, mi sono state vicino. Leggendo il Corano sentivo il calore di Dio, che mi dava forza. Sahib piano piano ha ritrovato la pace. Non siamo stati mai tanto felici come con questo bambino. Con lui, Dio è venuto sotto il nostro tetto. (F.O. – Germania) Malato terminale Nei giorni trascorsi in ospedale per un tumore irreversibile, sperimentavo la vicinanza di Dio e mi sono sentito invadere da una grande, inspiegabile felicità. Cercavo di stare vicino agli altri ammalati, e ci sentivamo fratelli, non solo nella nostra camerata, ma anche con gli altri. Ogni volta che qualcuno veniva dimesso era un dolore dividerci. Sembrava che la malattia fosse un’occasione per andare in profondità nei nostri rapporti. Ora che le forze diminuiscono, sento che la fraternità costruita in ospedale mi accompagna e mi sostiene nell’ultimo tratto di cammino. (M.J. – Francia) Solidarietà Da un ospedale ci era giunta la richiesta di fare qualcosa per una ragazza albanese di 19 anni che aveva appena partorito. Insieme al marito e al fratello vivevano in un’auto. Mio marito è andato a chiedere al primario se poteva tenere ricoverati ancora qualche giorno mamma e figlio, e avuto il suo consenso ho chiesto ai miei genitori se fossero disponibili a ospitare la famigliola in un loro vecchio appartamento. Con l’aiuto dei due ragazzi albanesi e di altri amici, mio marito si è messo a imbiancare le stanze. Un amico ha messo a disposizione dei mobili, un idraulico ha fatto gratuitamente dei lavori. Uscita dall’ospedale, L. ha trovato una casa accogliente. I servizi sociali del Comune le hanno procurato un pasto gratuito al giorno finché lei non avrà un lavoro. (A.A. – Italia)

a cura di Chiara Favotti

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