Movimento dei Focolari

Vangelo vissuto: la forza di sorridere anche nel dolore

Gen 12, 2016

La storia di Gianni ha dell’incredibile e ci aiuta a «proclamare le meravigliose opere del Signore» che interviene nelle situazioni più disperate.

20160112-a«Alla Villa delle Querce non si andava a guarire, ma solo a morire. Non lo sapevo perché ero un ragazzino di quindici anni che sgambettava felice in bicicletta e anche perché si tenevano nascosti questi posti orribili. Però mi ero incuriosito: sembrava che certi vecchietti camminassero sugli alberi. Invece era il settimo piano di un ospedale “cronicario” nascosto dagli alberi ad avere un terrazzo su cui passeggiavano dei degenti. Entrai per curiosità, ma venni assalito da cinque anziani che mi urlavano addosso. Trovai tra di loro un giovane paralizzato e con la scusa di essere in visita per lui, mi lasciarono passare. C’erano anche matti tra loro, ma con grande rispetto per quello che chiamarono Gianni. Contento di una visita da parte di un ragazzo, subito mi parlò della sua malattia, presa a ventiquattro anni, dopo una carriera in Marina e anche al cinema. Addio belle ragazze e tanti soldi, ora c’era solitudine e morte sicura in pochi mesi. Mi chiese di portargli del veleno per potersi togliere la vita. Tornai a trovarlo dopo una settimana e già non parlava più. Riuscivo a capirlo dal movimento delle labbra. Mi dissero che con la carrozzina si era spinto al settimo piano per buttarsi giù, ma dopo un ruzzolone sulle scale si era fermato e ora non poteva più scendere dal letto. Alla sua disperazione facevo un accorato appello a credere che Dio lo amava e ho visto scendere questa grazia nel suo cuore quando improvvisamente i suoi occhi hanno cominciato a brillare come il fondo del mare che riflette il sole. E ha cominciato a fare delle risate sonore, mentre il nostro dialogo proseguiva solo con il movimento delle sue ciglia, che sapevo decriptare. Ero io a fare domande o proposte e lui mi rispondeva con le ciglia o scoppiava in meravigliosi sorrisi. Ho iniziato a portare da lui le persone più strane: una ragazza anarchica, che lui ha trasformato in una perfetta infermiera a vita, soltanto con le sue risate. Una di queste ha fatto capire il vero motivo della sua ribellione: non erano motivi “politici” ma un odio profondo contro la forma del suo corpo che non accettava. E lì, lei ha deciso di cambiare totalmente vita. Venivano atei, protestanti, missionari e la sua vita inspiegabilmente comunicava e si allungava. Dopo una operazione i dottori non volevano chiuderlo con i punti perché ormai lo credevano morto.  Quando lo hanno visto riprendersi e fare una delle sue risate, lo hanno ricucito. Ho anche una bella foto di Gianni con il papa Paolo VI, che gli chiedeva preghiere. Ora che stanno insieme sono una forza per noi, quella che nel dolore sa anche sorridere». (Don Marco S. – Italia)

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