Movimento dei Focolari

Vangelo Vissuto: Signore, se mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte? (Mt 18, 21)

Ago 5, 2022

Il perdono è un esercizio costante nella nostra quotidianità ed è quella esperienza che permette all’amore di Dio di rimetterci in piedi. Riconoscere di essere perdonati è il punto di partenza per provare ad essere misericordiosi, aprire lo sguardo verso l’altro ed essere davvero liberi.

Il perdono è un esercizio costante nella nostra quotidianità ed è quella esperienza che permette all’amore di Dio di rimetterci in piedi. Riconoscere di essere perdonati è il punto di partenza per provare ad essere misericordiosi, aprire lo sguardo verso l’altro ed essere davvero liberi. Fila di attesa Soddisfatto per essere arrivato in tempo per l’appuntamento con il medico, tutto a un tratto nella fila una signora mi passa davanti come nulla fosse. Dentro di me monta la ribellione e sto per farmi sentire, ma… al pensiero di certe scene della guerra in Ucraina, di colpo, decido di trasformare i miei diritti in cortesia, in accoglienza. Ma quanto è difficile mettere da parte l’idea di ciò che si ritiene un proprio diritto! A casa poi racconto quello che mi è successo e anche il travaglio intimo. La nostra figlia maggiore, dopo un lungo silenzio, interviene raccontando l’ultima esperienza: anche lei è stata in fila alla segreteria dell’università e, di fronte a uno sgarbo di uno studente maleducato, lo ha fortemente rimproverato fino a farlo vergognare. “Forse ho sbagliato” – aggiunge. Finiamo per concludere che, piccola o grande, la guerra si annida dentro di noi ma che è possibile vincerla con il perdono. (F.I. – Italia) Una lezione da ricordare Mia moglie è un’insegnante e un giorno, mentre era a scuola, stando a casa, per farle una sorpresa mi sono messo a fare quei piccoli lavori di riparazioni e pulizia che i tanti impegni talvolta fanno trascurare. Ero felice all’idea che lei ne avrebbe gioito, ma appena a casa si è lamentata perché aveva trovato la porta di accesso aperta: “Non pensi ai ladri?”. Ero confuso. Non ricordavo di averla lasciata aperta, ma non volevo recriminare, per cui, pur dispiaciuto, ho deciso di non alimentare la rabbia. Nel pomeriggio mia moglie mi ha chiesto di parlare. Voleva farsi perdonare: “Vedendo quante cose hai fatto e pensando a come ti ho rimproverato per una inezia, mi sono sentita umiliata dalla mia cecità. Col tuo silenzio mi hai dato una vera lezione”. Qualche giorno dopo mi ha confidato che, avendo raccontato a scuola quello che era successo tra noi, nella classe si era creato un clima di grande rispetto come mai c’era stato prima. (L.D. – Ungheria)

A cura di Maria Grazia Berretta

(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno VIII, n.2, luglio-agosto2022)

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