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6 ottobre 2011
Con questo racconto diamo il via ad una nuova rubrica mensile su focolare.org dedicata alle aziende dell’Economia di Comunione, dove anche l’imprenditore vive la sua “povertà”. A parlare è l’argentino Germán M. Jorge.

Germán M. Jorge

«Squilla il telefono; è il nostro principale concorrente in zona, responsabile di uno stabilimento di produzione di cemento. Mi chiede se possiamo vendere loro una certa quantità di cemento perché gli altri fornitori non gli facevano più credito.

Stavano attraversando un momento molto difficile dal punto di vista finanziario, a causa dello scioglimento della società di famiglia, con tutte le sue conseguenze.

Sapevo che la situazione era grave e sentivo dentro che era arrivato il momento che avevo tanto atteso: avevo l’occasione di cambiare la storia; questo concorrente giocava molto forte contro di me sul mercato e aveva detto ad altri colleghi che il suo errore era stato quello di lasciarmi alzare la testa.

Dopo la sua richiesta, la conversazione è continuata più o meno così:

- Non ti preoccupare, il lunedì avrai il cemento.
- Ma non so se gli assegni potranno essere pronti per lunedì; io sono due mesi che non ricevo il mio stipendio.
- Non c’è problema; chiamami quando saranno pronti.
- Quanti soldi ti dovrò pagare?
- Paghi quanto pago io. Mi dovrai pagare quello.
- Ma così non guadagni niente.
- Non ha senso che in quest’operazione io guadagni; voi non sarete mai miei clienti e ora avete bisogno di una mano.

Mi ringrazia e la conversazione finisce lì. Ma la pienezza e la felicità che ho provato in quel momento, vi posso assicurare, valgono molto più del cemento.

Questo fatto ha causato sorpresa nei miei dipendenti che all’inizio non capivano e ho dovuto spiegargli che la cosa più importante non era il fatto in sé, ma ciò che questo può generare dentro e fuori la nostra azienda.

Quel mese abbiamo raggiunto il record di vendite e proprio nel bel mezzo della crisi ora riusciamo a vendere circa il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questo modo di rapportarci, mettendoci al servizio degli altri, ha rafforzato la nostra reputazione e ci offre nuove opportunità di business ogni giorno, quasi senza la necessità di andarle a cercare. Credo che se le aziende scoprissero l’utilità, anche economica, che i principi dell’Economia di Comunione, vissuti con radicalità, generano, non esiterebbero a metterli in pratica».

di Germán M. Jorge
Fonte: “Economia di Comunione – una cultura nuova” n.30