Movimento dei Focolari

Religioni in un mondo globale

Set 21, 2015

Dal 25 al 30 agosto, 40 studenti universitari e 8 docenti, di 15 Paesi, cristiani e musulmani, hanno partecipato all’iniziativa dell’Istituto Universitario Sophia (IUS), sulle Dolomiti, con il sostegno della Provincia di Trento. Resoconto di Roberto Catalano, docente allo IUS.

20150921-01«La Summer School si è tenuta a Tonadico, nelle Dolomiti, sia per lo stupendo scenario che essa offre che per il legame che esiste fra Chiara Lubich e quelle località montane. In quei luoghi, infatti, nel 1949, con alcune giovani che erano con lei, Chiara ha vissuto momenti che tanto hanno significato nella storia dell’Opera da lei iniziata.

L’idea di una scuola estiva su “Religioni in un mondo globale” è nata lo scorso aprile al termine di un seminario interdisciplinare tenutosi all’Istituto Universitario Sophia. In quell’occasione un gruppo di esperti aveva dato vita ad una riflessione interdisciplinare, interreligiosa (erano presenti studiosi cristiani, musulmani sciiti e sunniti, un esperto di buddhismo oltre ad un rappresentante del pensiero laico) ed interculturale (c’erano studiosi del Nord-Africa, Turchia, Iran, Cina e Stati Uniti, oltre agli europei). Il programma della Scuola prevedeva sei sessioni generali di cui quattro a porte chiuse e due aperte alla partecipazione della cittadinanza. Alle lezioni frontali facevano seguito momenti di dibattito e gruppi di lavoro. 20150921-aLo spirito di Sophia è proprio quello di saldare la dicotomia fra vita e pensiero, tra esperienza spirituale e ricerca scientifica. In questa prospettiva, è emersa l’esigenza di chiarire come armonizzare la propria comprensione della verità con quella di persone di altre religioni e culture. Una studentessa slovacca ha messo in evidenza quanto la ricerca del sapere non possa più essere individuale o monodisciplinare, ma un impegno accademico comunitario che unisca, nello sforzo della ricerca, docenti e studenti e coniughi con lo studio anche un impegno di vita. Si è progressivamente creato un ambiente in cui i contenuti culturali e le dimensioni della vita si sono armonizzati, saldando non solo le tradizionali dicotomie, ma favorendo anche l’abbattimento di barriere culturali e religiose. Anche i momenti di relax sono stati occasione di profonda condivisione, per affacciarsi sulla profonda diversità dei propri mondi e dare così uno spessore concreto al dialogo, rendendolo possibile e sostenibile. Sulla cima a 2500 metri, i cristiani si sono raccolti per la celebrazione della Messa, mentre i musulmani facevano la loro preghiera rituale. La conclusione della Scuola ha visto studenti molto diversi trovarsi accomunati in una profonda esperienza di fratellanza. Non sono sparite le differenze, ma si è evidenziato come esse possano essere fonte di ricchezza. Al suo rientro, una giovane musulmana sciita ha scritto: “Vorrei dedicare il mio primo post di Facebook allo straordinario gruppo con cui ho avuto la fortuna di vivere la Summer School di Sophia. Ho potuto presentare la mia fede nella sua forma autentica, un’opportunità che non era scontata di fronte alle false rappresentazioni che vengono trasmesse della mia religione. Parimenti, anch’io ho potuto fare una profonda immersione nella loro vita, nella fede dei miei fratelli e sorelle. L’esperienza che ho fatto nella magica cornice delle Dolomiti mi ha permesso di fare una nuova scoperta della religione cattolica: prego perché possiamo continuare questo lavoro così importante”». Fonte: Istituto Universitario Sophia

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