19 Mar 2014 | Chiara Lubich, Spiritualità

Convegno Interreligioso 2014 – Foto di gruppo
«Era già desiderio di Chiara Lubich realizzare un convegno di questo tipo, ma non è stato possibile durante la sua vita terrena» – afferma Maria Voce all’inaugurazione del convegno interreligioso a Castel Gandolfo il 17 marzo – «Oggi, ne siamo certi, con grande gioia lei ci vede dal cielo tutti insieme, come fratelli e sorelle, in questa ricchissima varietà di costumi, etnie, culture, fedi e tradizioni». Un momento da lei definito “solenne” per vari motivi, ma soprattutto per il fatto che per la prima volta ci si trovi insieme: ebrei, cristiani, musulmani, indù, buddisti, sikhs, shintoisti e membri della Tenrikyo. Il convegno è frutto di un percorso, a volte recente, ma, nella maggior parte dei casi, lungo decenni, che ha permesso di approfondire la nostra conoscenza reciproca, «diventata amicizia e, poi, fratellanza». La Presidente dei Focolari ripercorre le tappe di dialogo interreligioso degli ultimi sei anni, corrispondenti al suo mandato, il primo dopo la scomparsa della fondatrice. I dubbi e la trepidazione iniziale erano legittimi: cosa sarebbe successo di quell’esperienza di dialogo dopo Chiara? Ma già nel 2008, a soli due mesi di distanza dall’elezione di Maria Voce, si è svolto un convegno con fratelli e sorelle musulmani. Successivamente, con le religioni tradizionali africane in Camerun, un simposio ebraico-cristiano a Gerusalemme e un simposio con gli indù.
A dimostrazione che l’esperienza carismatica iniziale ha tracciato una strada: «Dobbiamo ringraziare ciascuno dei presenti in questa sala – continua Maria Voce – per la grande fede in Dio e per l’amicizia che ci ha legato. Soprattutto dobbiamo essere grati al dono del dialogo a cui Chiara ci ha condotti. È proprio grazie a questa fiducia reciproca che abbiamo potuto continuare questo cammino sulla strada tracciata da lei e da coloro che, nelle rispettive fedi religiose, hanno dato vita a questa esperienza di dialogo: il Reverendo Nikkyo Niwano, l’Imam Barkat, il Dr. Aram e sua moglie Minoti, il Dr. Somaiya ed altri». Sono seguiti, per la nuova presidente, numerosi viaggi in diverse parti del mondo, come nel 2010 in Asia: «Mi ha impressionato – ricorda – come i fratelli e le sorelle indù e buddhisti presenti si sentissero pienamente parte della nostra grande famiglia. Non eravamo in dialogo gli uni con gli altri, ma insieme, cristiani, indù e buddhisti, ci aprivamo a dialogare con il mondo». Nel 2011, ad Haifa (Israele) «con ebrei, cristiani e musulmani che cercano di credere, vivere e pregare per la pace», confida di essersi «commossa ad ascoltare i fatti di vita quotidiana, di scoperta del diverso-da-sé da parte di persone che hanno scommesso sulla pace». E ancora il momento vissuto con fratelli e sorelle ebrei a Buenos Aires e la visita alla comunità dei Focolari in Algeria, formata quasi totalmente da musulmani nel 2012. Lì, a Tlemcen ha trovato «l’espressione musulmana del Movimento animata dallo stesso Ideale di Chiara. Siamo, infatti, diventati una sola famiglia». E questa esperienza comincia a diffondersi anche in altri Paesi. «Certo è un’esperienza profonda, non facile da trasmettersi e che non manca di suscitare interrogativi – afferma – È una testimonianza che l’unità, nella distinzione, è veramente possibile, ma bisogna avere il coraggio di farne l’esperienza». Guarda il video dell’intervento integrale in italiano http://vimeo.com/89697118/settings
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18 Mar 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Tacloban, una cittadina di 60000 abitanti in una delle tante isole Filippine, fino all’8 novembre scorso era pressoché sconosciuta in gran parte del mondo, poi di colpo è diventata tristemente famosa perché l’uragano Yolanda si è abbattuto su di essa con le sue raffiche di 320 chilometri all’ora, mietendo più di 10000 vittime. [Il 25 febbraio] dopo tre mesi e mezzo siamo andati lì per qualche ora per condividere le esperienze di dolore, di donazione, di generosità eroica… di quella gente che ha fatto di tutto per trovare acqua, cibo, indumenti, benzina, per sé e per altri; gente che ha vinto la paura con la fede, gente fiera di essere sopravvissuta…». (continua su Gli aquiloni di Tacloban) «La città metropolitana, denominata Metro Cebu, è la seconda del Paese, superata soltanto da Manila. La Sacred Heart School Ateneo de Cebu è la scuola privata cattolica dei Gesuiti che ci ha accolti per un altro incredibile progetto: “Spark for Change”. La caratteristica è stata la partecipazione di studenti di una scuola pubblica, che per la prima volta mettevano piede in una scuola privata: era bello vederli giocare insieme nel cortile della Sacred Heart School, come se fossero di un’unica scuola. Ecco l’impressione più significativa di uno dei ragazzi: “Ero un giovane perso… quando sono riuscito a liberarmi dal mio fardello, ho compreso meravigliosamente cosa è la vita e cosa è l’amore: non è solo essere stimati ma è sacrificio e determinazione per il bene degli altri”.

Video Coreografia nel carcere di Cebu
Al nostro arrivo nella città, abbiamo incontrato la vice governatrice. Dopo averle spiegato il nostro lavoro nelle scuole e anche nelle carceri, ci ha invitati al carcere di Cebu, dove 600 detenuti, si sono esibiti per noi, danzando quattro differenti coreografie. Una realtà molto significativa che ci ha toccato il cuore è l’azione sociale dei Focolari: “Filo d’oro”: una piccola azienda tessile per giovani disagiati e in difficoltà. Questi stessi ragazzi ci hanno aiutato nella costruzione della scenografia di Streetlight. Prima di partire, siamo stati nella Basilica Minore del Santo Niño: la statua del bambino Gesù, che fu donata, come regalo di battesimo alla Regina di Cebu, dall’esploratore Ferdinando Magellano all’epoca della esplorazione del navigatore portoghese in quelle terre. Gli abbiamo affidato le nostre famiglie e i ragazzi incontrati nei progetti». (continua su Spark for change a Cebu) «Davao, è la città natale di uno di noi: Joseph! Ad attenderci all’aeroporto, un gruppo folcloristico della scuola, che ci ha lasciati a bocca aperta per la bellezza dei costumi e delle danze. Siamo stati accolti dalle autorità civili ed ecclesiastiche della città, vivendo con loro momenti importanti. Nella City Hall abbiamo ricevuto l’attestato di “Ambasciatori di buona volontà” e alla fine ci hanno chiesto di cantare; lo abbiamo fatto a cappella con una canzone del musical. Le due serate dello spettacolo, nell’enorme palestra dell’Holy Cross College, hanno raccolto circa 7.000 spettatori…una carica di energia senza precedenti. Il motto della città di Davao è : Life is here! Davvero siamo partiti con un senso di gratitudine nel cuore per aver sperimentato, ancora una volta, il calore familiare di questa splendida gente…che ci ha dato la VITA». (continua su Le sorprese di Davao) (altro…)
17 Mar 2014 | Chiara Lubich, Spiritualità

Simposio buddista-cristiano a Castelgandolfo (2012)
Apertura dei lavori a Castel Gandolfo tra ebrei, cristiani, musulmani, indù, buddhisti, sikhs, shintoisti e membri della Tenrikyo di molte aree del mondo: 23 ebrei di Israele, USA, Argentina, Uruguay, Messico, Europa; 69 musulmani, sciiti e sunniti, da Maghreb e Medio Oriente, Iran, Bangladesh, Pakistan, Europa, USA; 34 buddisti, delle tradizioni mahayana e therevada, di Thailandia, Nepal, Sri Lanka, Taiwan, Corea, Giappone, Italia; 19 indù dall’India. Dal 17 al 20 marzo il Centro Mariapoli che li accoglie è impegnato a far quanto possibile per garantire le norme di cibo vegetariano, Kosher e Halal. Si tratta di un inedito anche per la storia del dialogo nell’ambito del Movimento dei Focolari. Negli anni passati, infatti, si sono svolti incontri dove la conoscenza e la riflessione reciproca avveniva tra il cristianesimo e un’altra religione (simposio islamo-cristiano, cristiano-buddista, ebreo-cristiano, ecc.). Ora, per la prima volta, una pluralità di tradizioni religiose si ritrova insieme ed evidenzia la ricchezza di questo dialogo che è uno degli aspetti più attuali del carisma dell’unità di Chiara Lubich, riprendendo il suo invito a “puntare sempre lo sguardo nell’unico Padre di tanti figli” per poi “guardare le creature tutte, come figli dell’unico Padre”. Si tratta di un cammino comune di dialogo con fratelli e sorelle di fedi diverse, un mosaico variegato che si è composto negli anni e nelle comunità dei Focolari sparse nel mondo. Dialogo e testimonianze – in gruppi omogenei per religione e momenti in plenaria – permetteranno ai partecipanti di aprirsi oltre il proprio specifico, sulla base delle riflessioni maturate nel corso degli anni, senza ignorare le inevitabili difficoltà incontrate. Di fronte alle sfide attuali, la strada del dialogo interreligioso appare non solo una scommessa, ma un “pellegrinaggio verso la verità”, come ha detto più volte Benedetto XVI. È la prospettiva della conferenza “Chiara e le Religioni. Insieme verso l’unità della famiglia umana” che si terrà giovedì 20 marzo a Roma, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana, a conclusione del convegno di Castelgandolfo. Si tratta di unatestimonianza pubblica e plurale su Chiara Lubich, nel 6° anniversario della sua scomparsa: si alterneranno il monaco Phramaha Thongratana Tavorn e il rev. Waichiro Izumita, buddisti, la dr. Vinu Aram, indù, l’Imam Ronald Shaheed e il prof. Amer Al Hafi, musulmani, il Rabbi David Rosen, ebreo. Apriranno la conferenza il card. Francis Arinze e la presidente dei Focolari Maria Voce.
Aggiornato il 18 marzo 2014 (altro…)
16 Mar 2014 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Contribuire alla realizzazione dell’unità del mondo, scoprire che, sebbene molto diversi per etnie, culture e tradizioni religiose, tutti gli uomini, quali fratelli e sorelle, possono dare vita insieme alla pace e all’armonia universale. Questo il sogno di Chiara Lubich (1920-2008), questo l’obiettivo per il quale ha vissuto e lavorato, questo lo scopo specifico del suo carisma e del Movimento dei Focolari al quale ha dato vita. Evento fondante nel cammino di dialogo dei Focolari è la consegna a Chiara Lubich a Londra (Gran Bretagna) nel 1977 del Premio Templeton per il progresso della religione. Narrando la sua esperienza ebbe la profonda sensazione che tutti i presenti, anche se di fedi diverse, fossero un’unica famiglia. Un’intuizione che segnò una svolta: l’apertura del Movimento dei Focolari al dialogo con persone di ogni tradizione religiosa. Da allora la diffusione mondiale dei Focolari ha contribuito a sviluppare il dialogo interreligioso, con ebrei ortodossi, conservatori e riformati; con musulmani sunniti e sciiti; con indù di diverse correnti; con buddhisti mahayana e therevada; con seguaci delle religioni tradizionali africane e di altre culture originarie. Ci sono contatti anche, tra gli altri, con taoisti, shintoisti, sikhs e baha’i.
Il dialogo dei Focolari si fonda sulla centralità dell’amore, della carità, della misericordia, della compassione sintetizzate nella ‘Regola d’oro’, presente nelle principali religioni e culture, che invita a: “Fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Un dialogo che porta, tra i suoi effetti, l’approfondirsi del rapporto con Dio o Assoluto e la riscoperta delle proprie radici religiose e della propria tradizione. L’apertura verso l’altro favorisce conoscenza e fiducia, facendo crollare idee erronee e preconcetti. Si scopre che le diversità possono essere dono gli uni per gli altri, si intraprende la comune ricerca di ciò che unisce. Nascono incontri di approfondimento e simposi. L’esperienza della fraternità rafforza il comune impegno a costruirla soprattutto dove violenza ed intolleranza religiosa sembrano prevalere. Si contribuisce ad un risanamento del tessuto sociale guarendo tensioni e integrando comunità in conflitto. Fioriscono significative realizzazioni umanitarie comuni. Il 20 marzo 2014, presso l’Università Urbaniana di Roma, si svolgerà un evento dedicato a “Chiara e le religioni: insieme verso l’unità della famiglia umana”. Vorrebbe evidenziare, a sei anni dalla sua scomparsa, il suo impegno per il dialogo interreligioso. La manifestazione coincide con il 50° della dichiarazione conciliare “Nostra Aetate” sulla Chiesa e le religioni non cristiane. (altro…)
14 Mar 2014 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo
Il 7 dicembre 1943, Silvia Lubich, giovane maestra, non avrebbe mai immaginato che tante personalità del mondo civile e religioso (tra cui quattro papi), qualche decennio più tardi avrebbero pronunciato parole assai impegnative sulla sua persona e sulla sua famiglia spirituale.Non aveva nessun’idea di quello che avrebbe visto e vissuto negli 88 anni della sua vita. Non aveva alcuna idea dei milioni di persone che l’avrebbero seguita. Non immaginava che con il suo ideale sarebbe arrivata in 182 nazioni. Poteva mai pensare che avrebbe inaugurato una nuova stagione di comunione nella Chiesa e che avrebbe aperto canali di dialogo ecumenico mai praticati? Tanto meno poteva immaginare che nella sua famiglia avrebbe accolto fedeli d’altre religioni e persone senza un riferimento religioso. Anzi, non aveva nemmeno l’idea che avrebbe fondato un Movimento. Quel 7 dicembre 1943 “Silvia” aveva solo i sentimenti di una giovane e bella donna innamorata del suo Dio col quale stringeva un patto di nozze, sigillato con tre garofani rossi. Ciò le bastava. Poteva immaginare la corona di gente d’ogni età, estrazione sociale e punto della terra che l’avrebbe accompagnata nei suoi viaggi chiamandola semplicemente “Chiara” (nome preso dall’ammirata santa di Assisi)? Poteva mai pensare nella sua piccola Trento che le sue intuizioni mistiche avrebbero aperto una cultura dell’unità, adatta alla società multietnica, multiculturale e multireligiosa? Ha precorso i tempi, Chiara Lubich. Nella Chiesa – lei, donna e laica – ha proposto temi e aperture riprese più tardi dal Vaticano II. Nella società mondializzata ha saputo indicare la via della fraternità universale quando nessuno parlava di avvicinamenti tra civiltà. Ha rispettato la vita e ha cercato il senso del dolore. Ha tracciato una via di santità religiosa e civile praticabile da chiunque, non riservata a pochi eletti. Nel 1977, al Congresso eucaristico di Pescara, disse: «La penna non sa quello che dovrà scrivere, il pennello non sa quello che dovrà dipingere e lo scalpello non sa ciò che dovrà scolpire. Quando Dio prende in mano una creatura per far sorgere nella Chiesa qualche sua opera, la persona scelta non sa quello che dovrà fare. È uno strumento. E questo, penso, può essere il caso mio». E ancora: «Fecondità e diffusione sproporzionate a ogni forza o genio umano, croci, croci, ma anche frutti, frutti, abbondantissimi frutti. E gli strumenti di Dio in genere hanno una caratteristica: la piccolezza, la debolezza… Mentre lo strumento si muove nelle mani di Dio, egli lo forma con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi. Così lo rende sempre più atto al lavoro che deve svolgere. Finché, acquisita una profonda conoscenza di sé e una certa intuizione di Dio, può dire con competenza: io sono nulla, Dio è tutto. Quando l’avventura iniziò a Trento, io non avevo un programma, non sapevo nulla. L’idea del Movimento era in Dio, il progetto in cielo». Chiara Lubich è all’origine del Movimento dei Focolari. Nasce il 22 gennaio 1920 a Trento, muore il 14 marzo 2008 a Rocca di Papa, attorniata dalla sua gente. Nei giorni seguenti migliaia di persone, da semplici operai a personalità del mondo politico e religioso, arrivano a Rocca di Papa per renderle omaggio. I funerali si svolgono nella Basilica romana di S. Paolo fuori le mura, incapace di contenere la grande folla accorsa (40.000 persone). Benedetto XVI, nel suo messaggio, definisce Chiara “Donna di intrepida fede, mite messaggera di speranza e di pace”. L’allora Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, presiede la concelebrazione eucaristica insieme a 9 cardinali, 40 vescovi e centinaia di sacerdoti. Di Chiara, risuonano le sue parole espresse un giorno: «Vorrei che l’Opera di Maria, alla fine dei tempi, quando, compatta, sarà in attesa di apparire davanti a Gesù abbandonato-risorto, possa ripetergli: “Quel giorno, mio Dio, io verrò verso di te… con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le braccia”. Padre, che tutti siano uno!». (altro…)