9 Dic 2020 | Nuove Generazioni
Anche quest’anno i Gen4, i bambini del Movimento dei Focolari, portano avanti quest’azione ricordando a tutti il vero senso del Natale. Nella situazione attuale, con la pandemia in corso che ci costringe ad evitare contatti personali, i e le Gen4, i bambini dei Focolari si sono posti tante domande su come prepararsi al Natale.
“Come faremo l’azione “hanno sloggiato Gesù̀” quest’anno? Sarà possibile radunarci per preparare il Bambino di gesso? Potremo andare per le strade per donare Gesù alle persone?” Nata nel 1997, l’azione “hanno sloggiato Gesù” ha un significato ben preciso: è il non lasciarsi condizionare dal consumismo, riportando al centro del Natale i veri valori. L’idea era scaturita da una riflessione di Chiara Lubich, che si trovava in Svizzera nel periodo che precede il Natale. Camminando per le strade illuminate di una grande città, Chiara è colpita dalle luci, dagli addobbi graziosi, dalla tanta ricchezza, ma soprattutto, dall’assenza di riferimento al significato primo del Natale. E così scrive: “questo mondo ricco si è “accalappiato” il Natale e tutto il suo contorno, e ha sloggiato Gesù! (…) Punta sul Natale per il guadagno migliore dell’anno. Ma a Gesù non pensa”. Così dal 1997 migliaia di gen4 in tutto il mondo hanno accolto l’invito di Chiara di riportare Gesù al centro del Natale. Negli anni scorsi quando non c’era l’emergenza Covid, nelle strade e nelle piazze, nei mercati, presso le istituzioni locali, nelle scuole, i gen4 offrivano alle persone statuine di gesso di Gesù Bambino o presepi di tutti i tipi elaborati da loro stessi, insieme allo scritto di Chiara Lubich dal titolo “Hanno sloggiato Gesù”.
Quest’azione ha insita in sé la dimensione del “dono”, dell’accorgersi dell’altro: i gen4 così pensano ogni anno ad iniziative a favore dei loro coetanei che in alcune parti del mondo, come Gesù Bambino, mancano del necessario; le persone che ricevono il “Bambinello” donano spesso, spontaneamente, un’offerta per gli scopi proposti. Nel Natale 2019 con i soldi raccolti, i centri Gen4 mondiali hanno potuto aiutare il “Centro Social Unidad” in Bogotá (Colombia), che accoglie bambini emigrati dal Venezuela e l’istituto per bambini sordi IRAP, Institut de Rééducation Audio Phonétique, del Libano. Quest’anno sarà tutto un po’ diverso rispetto al solito: la pandemia non permette tante libertà, ma le idee e la creatività non sono mancate per cercare di vivere questa operazione e rimettere Gesù al centro del Natale. Come realizzare e offrire quindi le statuine in gesso? In famiglia, con piccoli gruppi, nei quartieri, nelle parrocchie, rispettando tutte le precauzioni e le regole previste per questa pandemia. Quest’anno inoltre si è scelto di aiutare il “Collegio Fiore” in Guatemala. Con la pandemia, la situazione economica per questa realtà si è aggravata e hanno dovuto sospendere le attività scolastiche temporaneamente. C’è la necessità di sostenerli con l’azione “Hanno sloggiato Gesù”, in modo che al più presto tanti bambini possano tornare a scuola e in condizioni migliori. Per maggiori info visita il sito dei e delle Gen4.
Lorenzo Russo
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8 Dic 2020 | Focolari nel Mondo
Dio non si fa vincere in generosità e ci sorprende con la sua provvidenza. La testimonianza di Urs, della Svizzera: da un gesto fatto per amore possono nascere tanti effetti positivi. Sono stato invitato a festeggiare la vigilia di Natale con i miei due fratelli e le loro mogli. Volevo fare un regalo a ciascuno, ma i soldi non c’erano. Così ho messo il mio desiderio nelle mani di Dio.
Qualche giorno fa, il nostro amico Peter, pastore riformato, ci ha invitati nella sua comunità parrocchiale a fare candele con la cera d’api. Qui è una tradizione in molti luoghi, ma non ci avevo mai fatto caso. Mi sono messo con gli altri a fare la mia candela e, con sorpresa, ho visto che era bella. Mi sono ricordato che la moglie di mio fratello minore è un’appassionata di candele. Il primo regalo era pronto!
Ogni tanto, poi, vado a dare una mano in una piccola azienda di amici, specie quando devono fare grandi spedizioni e sono sotto pressione. L’ultima volta, un paio di settimane fa, in un momento di pausa, ho guardato nel magazzino tra gli oggetti che vendono e ho trovato una bella scatola piena di block notes: uno per la rubrica telefonica, un altro per organizzare l’agenda, ecc … Erano molto belli. Ho chiesto il prezzo, ma era fuori dalle mie possibilità. Quindi ho continuato a preparare la mia spedizione. E’ stata un’intensa giornata di lavoro. Alla fine ero stanco, ma felice di aver dato una mano. Quando stavo andando via, l’incaricato mi ha dato un sacchetto ringraziandomi per l’aiuto che avevo dato durante l’anno. Ho aperto il regalo e mi sono quasi scese le lacrime: era la scatola con quei block notes. Il regalo per mio fratello maggiore era pronto!
Pochi giorni fa un amico mi ha consegnato una busta con dei soldi: “E’ per te – mi ha detto – per un tuo bisogno personale”. Siccome era proprio il giorno del mercatino di Natale nel nostro paese ci sono andato, ma i prezzi mi sono sembrati esagerati. Prima di andare via, ho scoperto lo stand di un contadino che produceva aceto biologico arricchito con zenzero, proprio quello che piace alla moglie di mio fratello maggiore. Era confezionato in una bella bottiglietta e i soldi ricevuti erano giusto quanto occorreva per comprarlo. Un altro piccolo regalo pronto! Rientrando a casa, un amico mi dice di aver ricevuto un portadocumenti di cuoio, che a lui non serve perché ne possiede già uno e mi chiede se per caso può servire a me. Ho pensato allora a mio fratello minore, a lui poteva essere utile giacché si occupa di consulenze e preventivi. Poi ho saputo da lui che, qualche giorno prima, gli si era rotto il suo, perciò il mio gli arrivava proprio la momento giusto! Alla fine i regali erano pronti. Ho aggiunto una lettera personale per ciascuno dicendo cosa è ognuno di loro è per me. È stato bello, erano molto felici! Pensavo che sarei andato alla festa di Natale a mani vuote, ma Qualcuno ha pensato a farmi trovare un regalo per ciascuno.
raccolta da Gustavo E. Clariá
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7 Dic 2020 | Chiara Lubich
Con la sua consacrazione a Dio il 7 dicembre 1943, Chiara Lubich, allora 23-enne, dava origine al Movimento dei Focolari. 60 anni dopo ha ricordato in un collegamento telefonico questo momento, invitando tutti gli appartenenti al Movimento a rinnovare la propria donazione a Dio. […] Oggi, guardando indietro possiamo capire cosa poteva dirci, diversi decenni fa, quel 7 dicembre 1943, anno della nascita del nostro Movimento; afferma che un carisma dello Spirito Santo, una nuova luce, è scesa in quei giorni sulla terra, luce che nella mente di Dio doveva dissetare l’arsura di questo mondo con l’acqua della Sapienza, riscaldarlo con l’amore divino e dar così vita ad un popolo nuovo, nutrito dal Vangelo. […] E pensa di chiamare me, una ragazza qualunque; e di qui la mia consacrazione a Lui, il mio “sì” a Dio seguito ben presto da tanti altri “sì” di giovani donne e giovani uomini. Di luce, dunque, parla quel giorno e di donazioni di creature a Dio quali strumenti nelle sue mani per i suoi fini. Luce e donazione di sé a Dio, due parole estremamente utili allora, in quel tempo di smarrimento generale, di odio reciproco, di guerra. Tempo di tenebra, dove Dio pareva assente nel mondo con il suo amore, con la sua pace, con la sua gioia, con la sua guida, e sembrava che nessuno si interessasse di Lui. E luce e donazione di sé a Dio, due parole che anche oggi il Cielo vuole ripeterci, quando sul nostro pianeta si protraggono tante guerre e soprattutto, più spaventoso di tutte, è apparso il terrorismo. Luce che significa Verbo, Parola, Vangelo, ancora tanto poco conosciuto e soprattutto troppo poco vissuto. Donazioni a Dio oggi più che mai necessarie e opportune se, per le cause che animano il terrorismo, si arruolano uomini e donne pronti a dare la vita. Che deve essere allora di noi cristiani, seguaci di un Dio che è stato crocifisso e abbandonato, perché nasca un mondo nuovo, per la nostra salvezza e per quella Vita che non avrà tramonto? […] […]Ripartiamo verso il mondo, che ci attende come Vangeli vivi, per poterlo immergere nella sua Luce. Lo possiamo fare continuando a vivere la volontà di Dio nel momento presente […] senza dimenticare di far propria la “Parola di vita” colta dalla Scrittura che ci viene proposta mese per mese. […] E, quasi nascessimo un’altra volta, ridoniamoci completamente a Dio secondo il modo da Lui scelto per ciascuno di noi. Così anche il presente e il futuro che Dio ci donerà diverranno graditi a Lui.
Chiara Lubich
(in una conferenza telefonica, Rocca di Papa, 11 dicembre 2003) Tratto da: “7 Dicembre 1943 – 7 dicembre 2003”, in: Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, pag. 664. Città Nuova Ed., 2019. (altro…)
5 Dic 2020 | Focolari nel Mondo
L’aiuto delle Comunità dei Focolari nei paesi latinoamericani: gesti concreti per essere “fratelli tutti”, così come invoca Papa Francesco nell’ultima enciclica.
In Perù e negli altri Paesi latinoamericani si assiste al continuo arrivo di migranti soprattutto venezuelani, ma anche cubani, centroamericani, haitiani, arabi. Le comunità dei Focolari ogni giorno si impegnano per aiutare queste persone. “La nostra avventura in Perù inizia pochi giorni prima del Natale 2017 – racconta Silvano Roggero, focolarino in Perù -. Abbiamo invitato a pranzo in casa alcuni venezuelani che abbiamo conosciuto. All’inizio erano in cinque, poi ci siamo spostati al Centro “Juan Carlos Duque” perché gli inviti superavano le 120 persone! Ricordo l’incontro di Geno con Karlin e i suoi tre figli piccoli. Accovacciata sul marciapiede, vendeva caramelle. Geno sente forte una voce dentro: “è Gesù!”. Tornata indietro compra alcune caramelle e la invita al pranzo. Quella domenica é venuta con i 3 bambini e ha portato anche sua sorella con i suoi due figli!” In Colombia vicino a Bogotá, Alba, arrivata migrante dal Venezuela nel 2014, è diventata un punto di riferimento per i “Caminantes” (migranti) che passano quotidianamente. Un giorno, non aveva ancora pranzato, passa una donna incinta con il compagno, bisognosi di una visita. Al dispensario c’era un’infermiera molto attenta e gentile che ha potuto aiutarli. Nonostante il freddo, la fame, la preoccupazione per aver lasciato i suoi colleghi volontari da soli e anche i figli a casa senza pranzo, Alba è rimasta ad aspettarli. Al termine della visita ha riaccompagnato i due giovani genitori, e cosa succede? I Caminantes sapendo ciò che Alba aveva fatto per loro, hanno messo insieme due spiccioli per comprare due cartoni di uova per lei, i suoi figli e i colleghi! Davvero il centuplo! Da chi? Da chi piú ha bisogno!
Alla fine del 2018 la comunità dei Focolari di Città del Messico si è unita nella “accoglienza umanitaria” delle carovane di migranti. Un’associazione civile che si ispira al carisma dei Focolari ha dato il suo apporto tecnico e nel coordinamento con le autorità. È stato attivato un canale per facilitare l’arrivo di alimenti, vestiti, prodotti per l’igiene personale e decine di coperte. Possiamo immaginare la gratitudine dei migranti. Anche il Brasile ha accolto tanti migranti. “La moltiplicazione delle donazioni ci sorprende – raccontano dalla Comunità locale -. Facciamo una richiesta per una stufa, improvvisamente otteniamo molto di più. Qualcuno ci chiede un lavandino e il giorno dopo una persona che non conosciamo si mette a disposizione e ne dona cinque. Un giorno un amico va a comprare qualcosa da donarci. Al venditore spiega i motivi dell’acquisto ed è sorpreso per lo sconto e per la consegna gratuita. In un’altra occasione una persona che non conosciamo ci dice: “farò un evento e ordinerò del cibo per voi da far arrivare a chi ne ha bisogno”.
Lorenzo Russo
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4 Dic 2020 | Famiglie, Sociale
Distrutta dall’alluvione del 2019 è stata ricostruita grazie al contributo del Coordinamento Emergenze, l’Associazione Famiglie Nuove e Azione Mondo Unito del Movimento dei Focolari
“L’esperienza dopo la tragedia è stata dura, ma ci ha accompagnato la certezza che tutto è accaduto per dare nuova vita a questi luoghi e a questa comunità”. Ildo Foppa, volontario del Movimento dei Focolari, responsabile della missione della Fazenda da Esperança di Dombe, in Mozambico, parla dell’alluvione che ha colpito il Paese nel marzo 2019 e dei frutti più preziosi nati dall’impegno congiunto per la ricostruzione. “Sempre più forte è diventato il rapporto con la Chiesa locale, dal vescovo ai sacerdoti, con le organizzazioni giunte per portare soccorso e con tutta la comunità del territorio. Abbiamo incontrato molte persone e ricevuto molte promesse di aiuto”. Dalla devastazione e dalla necessità di ricostruire è nata poi l’opportunità di creare lavoro per tanti: “abbiamo dato vita a cooperative composte ciascuna da dieci famiglie, e così per molti è stato possibile ripartire vivendo del proprio lavoro e potendo così ricominciare a costruire il proprio futuro”. A quasi due anni dall’alluvione, l’intervento di ricostruzione – a cui hanno preso parte insieme alla Fazenda anche il Coordinamento Emergenze, l’Associazione Famiglie Nuove e Azione Mondo Unito del Movimento dei Focolari – ha visto riparati l’asilo, l’ospedale, le quattro case di accoglienza, la scuola secondaria e la Chiesa. Sono stati ricostruiti alloggi e servizi igienici ed è stato predisposto un capannone per la costruzione di blocchi di cemento che serviranno a costruire le abitazioni definitive per le famiglie.
Nella prima fase dell’emergenza sono state distribuite razioni alimentari alle persone che avevano perso la casa e costruite 550 capanne con latrine provvisorie per le famiglie sfollate. In seguito è stato realizzato un programma di sostegno per la creazione di fonti di reddito e sostentamento per la popolazione. In particolare, 150 famiglie hanno ricevuto un aiuto diretto con la riparazione delle case e l’acquisto di sementi, concime e carburante per i trattori per riprendere e migliorare la produzione agricola. È stata poi costruita una falegnameria per offrire formazione e lavoro a più di 60 giovani ospiti della Fazenda, e costruito un mulino che serve circa 330 famiglie. Interventi portati a termine nonostante negli ultimi mesi anche il Mozambico ha molto sofferto per la diffusione del contagio da Covid 19. A questi link dell’Amu e Afn è possibile seguire della situazione nella regione.
Claudia Di Lorenzi
Se vuoi dare il tuo contributo per aiutare quanti soffrono degli effetti della crisi globale del Covid, vai a questo link (altro…)