23 Nov 2012 | Cultura
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Kurze Gedanken aus unveröffentlichten frühen Briefen von Chiara Lubich (1920-2008), der Gründerin der Fokolar-Bewegung.
„Gott ist kein ferner, unbeweglicher und den Menschen unzugänglicher
Gott. Er ist die Liebe und kommt jedem Menschen auf tausend
Weisen entgegen“ (Chiara Lubich).
Aus dem Inhalt: Wenn du wüsstest – Sehnsucht nach Liebe – Gott schenkt den neuen Anfang – Seiner Barmherzigkeit vertrauen – Gott will dein Herz – Gott machen lassen – Für Gott ist nichts unmöglich – Seine Liebe erwidern – In dunklen Zeiten.
Ausgewählt und herausgegeben von Michel Vandeleene.
Verlag Neue Stadt
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12 Nov 2012 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
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24 ganz neue Kapitel gegen den (Vor-)weihnachtsstress:
Tag für Tag ein Impuls – für vielbeschäftigte Berufstätige, gestresste Eltern, Unruheständler.
Passt in jede Hand- und Manteltasche!
Geschenke suchen, Besorgungen fürs Fest, Hektik im Beruf, Plätzchen backen, Weihnachtsfeiern, Krippenspiel der Kinder, Termine … Wie „besinnlich“ ist die (Vor-)Weihnachtszeit! Dieser Adventskalender
mit komplett neuen Texten hilft, der Stressfalle zu entgehen: An jedem Tag bis zum Weihnachtsfest wird ein Thema angegangen, werden Befindlichkeiten, Empfindungen, Gefühle aufgegriffen und auf einen guten Weg gebracht: gegen den Stress, Weihnachten entgegen!
Die Autoren: Marcus C. Leitschuh, geb. 1972, Religionslehrer, ist bekannt durch zahlreiche Veröffentlichungen.
Paul Weismantel, geb. 1955, Domvikar, leitet das Referat „Geistliches Leben“ in der Diözese Würzburg.
Neue Stadt: http://www.neuestadt.com/artikel_860.ahtml
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4 Nov 2012 | Focolari nel Mondo
Quattro lingue nazionali, tre grandi confessioni cristiane e varie altre comunità cristiane più piccole, città e villaggi alpini poco popolati: questa è la Svizzera che la presidente dei Focolari, Maria Voce e il copresidente, Giancarlo Faletti, vengono a visitare in occasione dell’incontro con la comunità locale dei Focolari e con membri della Chiesa Riformata in contatto con la spiritualità dell’unità. Ad accoglierli, all’aeroporto di Zurigo, una rappresentanza della società plurale che è la cifra di questa piccola nazione, nata dalla decisa volontà di stare insieme, e che si rispecchia nella composizione stessa del Movimento dei Focolari qui. Il soggiorno svizzero della presidente, che si protrarrà fino all’11 novembre, ha come sede centrale il Centro d’incontro e formazione “Pietra angolare” di Baar, poco distante da Zurigo. Nato nel 1976 per favorire il contatto fra amici del Movimento dei focolari provenienti da regioni con culture e lingue diverse, ha visto sorgere nel tempo delle piccole aziende. In esso si svolgono corsi di formazione nel campo religioso, politico ed ecumenico. In programma nei prossimi giorni incontri con i vari membri del Movimento, dai focolarini ai giovani, dai dirigenti ai bambini e all’intera comunità del Movimento in Svizzera. L’8 novembre è prevista una giornata ecumenica a Berna che sta riscuotendo l’interesse di cattolici e riformati animati da una sincera spinta a costruire rapporti di unità. Il Movimento dei Focolari in Svizzera I primi contatti col Movimento dei Focolari risalgono al 1955, attraverso un architetto della Chiesa evangelica riformata che lavorava a Milano con uno dei primi focolarini. Quell’incontro fu, si potrebbe dire, la pietra fondante per la diffusione della spiritualità dell’unità in Svizzera, oltre che la conferma che essa poteva essere vissuta sia da cristiani cattolici che riformati.
Nel 1961 si apre il primo focolare a Zurigo, cui seguirono quelli di Ginevra, Lugano e Berna*. Per favorire il contatto e l’unità fra i membri e gli amici delle diverse regioni del Paese, è sorto nel 1976 a Baar (ZG) un Centro di formazione aperto anche a gruppi esterni al Movimento. A Zurigo e ad Adliswil si situano i due centri nazionali che sono al servizio dell’intero Movimento dei Focolari in Svizzera e una sede della casa editrice Neue Stadt. Fin dal 1981 a Montet nel cantone di Friburgo si trova il Centro internazionale per la formazione di giovani alla vocazione del focolare. La spiritualità dell’unità vissuta nel quotidiano da circa 20.000 amici e membri del Movimento contribuisce alla costruzione di ponti fra le varie Chiese cristiane e con appartenenti ad altre religioni. Ne sono una testimonianza alcuni focolari composti da membri di varie confessioni cristiane, i gruppi ecumenici e gli incontri interreligiosi. Anche con il Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra ci sono da anni contatti stabili.

A Ginevra, Ottobre 2002: Chiara Lubich e Dr. Konrad Raiser, all’epoca Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC).
La città di Friburgo ospitò nel 1960 il primo incontro estivo internazionale del Movimento fuori dall’Italia. Da allora Chiara Lubich ritornò spesso in Svizzera. Ai suoi soggiorni nelle estati del 1961 e 1962 ad Oberiberg e ad Einsiedeln sono legate importanti sue intuizioni spirituali sul futuro sviluppo della spiritualità dell’unità. Dal 1971 Chiara ha trascorso i mesi estivi nel Vallese, dove nel 1980 ci fu il primo collegamento telefonico che da allora unisce a livello mondiale le varie comunità del Movimento dei Focolari ed è divenuto un importante mezzo per la comunione fra tutti. Chiara Lubich conosceva in profondità le usanze culturali e politiche della Svizzera, ne apprezzava la democrazia diretta e la struttura federalistica. Nei vari incontri avuti con politici (Berna 1998, 2004 e Martigny 2003) ha espresso la sua ammirazione per la ricchezza culturale e incoraggiato tutti a scoprirla reciprocamente attraverso un dialogo rispettoso. Da questi incontri sono nati gruppi di politici che s’impegnano a promuovere la fraternità in politica. dall’inviata Aurora Nicosia * Sito ufficiale del Movimento dei Focolari in Svizzera: www.fokolar-bewegung.ch (altro…)
31 Ott 2012 | Parola di Vita
Con questa risposta Gesù precisa in quale modo egli rimarrà presente in mezzo ai suoi dopo la sua morte e spiega come sarà possibile avere contatto con lui. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». La sua presenza dunque si può realizzare fin d’ora nei cristiani ed in mezzo alla comunità; non occorre aspettare il futuro. Il tempio che la accoglie non è tanto quello fatto di muri, ma il cuore stesso del cristiano, che diventa così il nuovo tabernacolo, la viva dimora della Trinità. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». Ma come può il cristiano arrivare a tanto? Come portare in sé Dio stesso? Quale la via per entrare in questa profonda comunione con lui? E’ l’amore verso Gesù. Un amore che non è mero sentimentalismo, ma si traduce in vita concreta e, precisamente, nell’osservare la sua Parola. E’ a quest’amore del cristiano, verificato dai fatti, che Dio risponde col suo amore: la Trinità viene ad abitare in lui. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». «… osserverà la mia parola». E quali sono le parole che il cristiano è chiamato ad osservare? Nel Vangelo di Giovanni, “le mie parole” sono spesso sinonimo di “i miei comandamenti”. Il cristiano è dunque chiamato ad osservare i comandamenti di Gesù. Essi però non vanno tanto intesi come un catalogo di leggi. Occorre piuttosto vederli tutti sintetizzati in quello che Gesù ha illustrato con la lavanda dei piedi: il comandamento dell’amore reciproco. Dio comanda ad ogni cristiano di amare l’altro fino al dono completo di sé, come Gesù ha insegnato ed ha fatto. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». E come allora vivere bene questa Parola? Come arrivare al punto in cui il Padre stesso ci amerà e la Trinità prenderà dimora in noi? Attuando con tutto il nostro cuore, con radicalità e perseveranza appunto l’amore reciproco fra noi. In questo, principalmente, il cristiano trova anche la via di quella profonda ascetica cristiana che il Crocifisso esige da lui. E’ lì, infatti, nell’amore reciproco, che fioriscono nel suo cuore le varie virtù ed è lì che può corrispondere alla chiamata della propria santificazione.
Chiara Lubich
16 Ott 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Hanno per protagonisti giovani e ragazzi, famiglie, professionisti, operai, dirigenti, religiose, sacerdoti, che affrontano col Vangelo le situazioni del quotidiano e le sfide della società. Un popolo che crede, vive, muove, coinvolge, nel rispetto delle convinzioni e dell’esperienza altrui, consapevole che ogni persona può dare un contributo alla grande famiglia umana”. Così viene presentato il libro, edito da Città Nuova, a cura di Chiara Favotti. Pubblichiamo, come piccolo ‘assaggio’, una delle storie raccolte in “Una buona notizia, gente che crede, gente che muove”.
«Sono africano e sto studiando nel Nord Italia. Qualche tempo fa avevo letto su una rivista un articolo, in cui l’autore diceva che una “notte” sta pervadendo la cultura occidentale in tutti i suoi ambiti, portando a una perdita degli autentici valori cristiani. Sinceramente non avevo capito molto il senso di questo scritto, finché non mi capitò un fatto che mi fece aprire gli occhi. Era sabato pomeriggio. Alcuni ragazzi, miei vicini di casa, mi propongono di uscire con loro e di trascorrere una serata insieme. Vogliono fare qualcosa di diverso. Siamo in sei o sette. Per iniziare, andiamo a ballare in un locale. All’inizio mi diverto, mi dicono che ho la musica nel sangue, che so ballare bene. Ben presto però mi accorgo che intorno a me alcuni ballano senza alcun rispetto né per se stessi né per gli altri. Non ballano per puro divertimento, ma per lanciare messaggi ambigui. Dentro di me avverto una voce sottile, che mi chiede di andare controcorrente e di ballare con dignità e per amore. Dopo qualche ora, i miei compagni propongono di cambiare locale. Mi fido di loro, in fin dei conti sono miei amici, e accetto. Entriamo in un altro locale. Il tempo di rendermi conto dove sono, tra musica ad altissimo volume, luci psichedeliche e un odore acre che entra forte nel naso, e rimango subito sconvolto. Questa non è una normale discoteca, qui delle ragazze si prostituiscono. Sono molto deluso e arrabbiato. Senza dire una parola mi giro ed esco dal locale. Uno dei miei amici mi insegue. Mi insulta, mi dà del ritardato. Non gli rispondo. Passano pochi minuti, ne esce un altro, questa volta non per insultarmi, ma per darmi ragione. Infine un altro amico si sfila dal locale e anche lui mi dà ragione. Rimango sorpreso, avevo creato una catena di controcorrente. Senza aver parlato né degli ideali cristiani in cui credo, né di Dio, gli altri mi avevano visto e avevano capito. Passa qualche mese. Non pensavo più da un pezzo a quell’episodio. Un giorno un ragazzo, che era stato con noi quella sera, viene da me, mi dice di essersi pentito e di non voler più frequentare quel tipo di locali. Questa esperienza mi ha aiutato a capire più radicalmente la necessità di rischiare e di dire “no” a certe proposte». (Yves, Camerun) Hai anche tu una buona notizia da segnalarci? (altro…)