28 Apr 2004 | Chiesa
Vari gli echi alla presentazione a Roma, il 22 aprile 2004, della manifestazione “Insieme per l’Europa” che si svolgerà a Stoccarda (Germania) l’8 maggio prossimo, in collegamento con incontri contemporanei in 151 città di 29 Paesi.
Sono andati in onda servizi alla Radio Televisione Italiana (RAI) nei telegiornali TG1 – TG2 – TG3, Rai Uno “A sua Immagine”; alla Radio Vaticana, a Sat 2000, Telepace. Qualche titolo da agenzie e stampa: PACE PIU’ CHIARA CON L’EUROPA Panorama – 29.4.2004 L’EUROPA E’ FATTA, ORA BISOGNA FARE GLI EUROPEI. L’anima cristiana dell’Unione Europea come antidoto alla scontro tra civiltà LA STAMPA – 23.4.2004 UNIONE EUROPEA: CRISTIANI INSIEME A STOCCARDA PER COSTRUIRE LA NUOVA EUROPA L’8 maggio con Prodi in occasione dell’allargamento dell’Unione ANSA – 22.4.2004 UNIONE EUROPEA: “INSIEME PER L’EUROPA, CATTOLICI E LUTERANI A STOCCARDA. 10.000 fra Sant’Egidio, focolarini, luterani per nuovi paesi membri ADN KRONOS – 22.4.2004 PRIMO INCONTRO DELLA STORIA DEI MOVIMENTI CRISTIANI A Stoccarda, l’8 maggio, INSIEME PER L’EUROPA Agenzia Zenit – in italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese e portoghese ECUMENISMO: IN 10.000 A STOCCARDA PER REALIZZARE “IL SOGNO DI UN’EUROPA UNITA NELLO SPIRITO” Agenzia SIR – 22.4.2004 LA NUOVA EUROPA? “TUTTA IN MOVIMENTO” Germania – Un segnale in occasione dell’allargamento dell’Unione europea l’8 maggio Saranno collegate 151 città di 29 nazioni AVVENIRE – 23.4.2004 (altro…)
28 Apr 2004 | Chiesa
Una manifestazione per la pace all’insegna del dialogo interreligioso si svolgerà a Stoccarda, in Germania, l’8 maggio.
Slogan: “Insieme per l’Europa”. Sarà promossa per la prima volta da movimenti cristiani (cattolici, evangelici, ortodossi e anglicani), saranno presenti ebrei e musulmani.
Giovanni Paolo II invierà un messaggio così come il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. Fra i promotori italiani, Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, e Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
Trasversali le adesioni dei politici all’iniziativa. Sul tema dell’unità europea è previsto anche un intervento di Romano Prodi.
27 Apr 2004 | Chiesa
D. Secondo lei l’Europa è già post-cristiana?
R. – Se si guarda superficialmente, può sembrare così. Certo, parlano i fatti. Sono appena ritornata da un viaggio in Irlanda, un Paese, sino a qualche decennio fa, cattolicissimo: il 90 per cento della popolazione frequentava la Chiesa. L’arcivescovo Diarmuid Martin, coadiutore di Dublino, ritornato dopo 30 anni nella sua patria, ci diceva: “Ho costatato una secolarizzazione più forte di quanto potessi immaginare. Per la prima volta nella mia vita – ad esempio – ho celebrato una messa di Natale in una chiesa per metà vuota”. Ma se si guarda più in profondità, si coglie l’azione potente dello Spirito Santo che sempre, specie nei momenti cruciali della storia, suscita nuovi carismi, nuovi Movimenti per riportare i cristiani all’autenticità e alla radicalità del Vangelo. Sono a tutt’oggi centinaia, si sviluppano non solo nel mondo cattolico, ma anche in quello evangelico, anglicano e ortodosso, ed hanno un’incidenza nella società, a volte anche nel mondo politico, ed economico. D. Dove si potrebbero cercare le fonti del rinnovamento? R. La risposta, mi sembra, l’ha data il Papa stesso. Mi ritornano alla mente le sue parole in quel memorabile primo incontro in piazza San Pietro, con i movimenti e nuove comunità ecclesiali, nella Pentecoste ’98: “Apritevi con docilità ai doni dello Spirito!”, aveva detto rivolto “a tutti i cristiani”. E aveva aggiunto: “Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa”. Da allora è scaturita un’onda di comunione che ha coinvolto, in tutto il mondo, oltre 250 movimenti e nuove comunità, dando nuova gioia e speranza ai Vescovi. Questa comunione si sta ora estendendo anche agli antichi carismi che lungo i secoli tanto hanno contribuito al rinnovamento della Chiesa e della società come: francescani, benedettini, domenicani, le figlie di Madre Teresa di Calcutta. Già si intravede il volto della Chiesa-comunione del Terzo Millennio tanto sognata dal Papa, dove è piena la comunione tra dimensione carismatica e istituzionale, da lui definite “ ‘coessenziali’ per la stessa costituzione della Chiesa” e per “il suo rinnovamento”. D. Fino a che punto la prospettiva dell’unificazione europea costituisce una sfida alla costruzione dell’unità della Chiesa? R. I Vescovi di diverse Chiese stanno rendendosi conto del danno provocato all’Europa dalle divisioni scavate nei secoli. Mentre in passato fattori politici ci hanno allontanato – come ha detto in un’intervista il card. Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani – ora è proprio la nuova pagina che si apre nella storia, con il processo di riunificazione dei due polmoni dell’Est e dell’Ovest d’Europa, che spinge le Chiese all’unità. Mi sembra questo un altro aspetto dell’azione dello Spirito Santo che guida la storia, la storia del nostro continente. E’ quanto stiamo toccando con mano, con sempre nuova sorpresa, proprio in questo periodo in cui, insieme ad oltre 150 movimenti e comunità del mondo cattolico e evangelico, ortodosso e anglicano di tutta Europa, stiamo preparando una grande manifestazione. Si svolgerà in Germania, a Stoccarda, l’8 maggio prossimo, per offrire al difficile cammino di integrazione europea, l’apporto della nostra comunione che, come una rete, abbraccia il continente, e contribuire a quell’Europa dello Spirito auspicata dal Papa. Stiamo approfondendo la conoscenza reciproca, scopriamo vicendevolmente le ricchezze delle diverse Chiese, e si consolida la certezza che lo Spirito Santo sta preparando la grande ora dell’unità visibile della Chiesa di Cristo. (altro…)
27 Apr 2004 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Non è la prima volta che a Gniezno ci si interroga sul futuro dell’Europa, ma il Congresso di quest’anno ha avuto particolare rilievo, a motivo dell’ormai imminente ingresso della Polonia nell’Unione Europea. Significativa la sede: Gniezno. Qui sono nate, nell’anno 1000, la Chiesa e la stessa nazione polacca. Qui è sepolto Sant’Adalberto, martirizzato nel suo tentativo di cristianizzare i prussiani, e considerato quindi uno dei padri dell’Europa unita.
“Europa Ducha”, “Europa dello Spirito”, è il titolo di questo importante Convegno organizzato dal Forum di Sant’Adalberto, che comprende varie associazioni e movimenti polacchi. Vi hanno preso parte oltre 500 partecipanti di tutto il Vecchio Continente. 15 i Paesi rappresentati, 25 organizzazioni pubbliche, centinaia di giornalisti. Erano presenti figure di spicco: da mons. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, al card. Lehmann, Presidente della Conferenza episcopale tedesca, al primate polacco card. Jozef Glemp; fondatori di Movimenti ecclesiali, come Chiara Lubich e Andrea Riccardi. Numerosa la partecipazione di politici, autorità civili, intellettuali. Zofia Dietl, organizzatrice, spiega: “Abbiamo invitato i Movimenti perché il titolo: ’L’Europa dello Spirito’, vuole mostrare la spiritualità europea e coloro che la stanno costruendo. Ora, gli elementi più importanti della spiritualità europea sono proprio i Movimenti, le Nuove Comunità. Per questi motivi l’apertura è stata affidata a Chiara Lubich e ad Andrea Riccardi.”
La sala circolare il 12 marzo è gremita in ogni ordine di posti. Dopo i discorsi di presentazione, la parola di Chiara Lubich, che affronta il tema “Carisma dell’unità, carisma d’Europa”. Piotr Cywinski, moderatore della mattinata, così commenta: “Questo congresso è iniziato in modo forte e convincente, grazie a questo contributo che è un vero trattato di teologia dell’unità.”
Dopo Chiara, il prof. Andrea Riccardi presenta un vasto affresco storico dell’Europa. Inizia così: “Ovunque vado mi accorgo che c’è un grande bisogno dell’Europa.” Nel dialogo con i presenti che segue, Andrea e Chiara suggeriscono le linee dell’Europa dello spirito, completandosi a vicenda, in un grande afflato di speranza in un’Europa che esiste e che funziona… Nel pomeriggio, un dibattito su “Cristiani e denaro”. Esso vede riuniti Michel Camdessus, la prof.ssa Gronkiewicz-Waltz e il focolarino sposato olandese Leo Andringa. La proposta dell’Economia di comunione fa breccia nel pubblico. Non appare un’utopia ma una realtà profetica. Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex presidente della Banca di Polonia, attualmente presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, afferma: “L’Economia di comunione è possibile (…). Potrebbe essere la soluzione a livello nazionale, regionale e personale.” E Michel Camdessus, ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, commenta: “Economia e comunione possono essere coniugate insieme, sì. Un principio che evidentemente abbiamo tutti dimenticato è il principio della fraternità; il mondo deve essere costruito in primo luogo su queste basi. Noi cristiani, poi, facciamo un passo supplementare passando dalla fraternità alla comunione. Noi dobbiamo far questo, e suggerirlo agli altri, perché siamo tutti fratelli.” Il Congresso di Gniezno si chiude con l’intervento di autorevoli personaggi della politica europea. In particolare il presidente della Polonia Aleksander Kwaśniewski, che inizia il suo discorso con un caloroso riconoscimento dell’importanza dei Movimenti cristiani nella vita europea. Segue un dibattito interessante sul ruolo dei politici nell’attuale momento storico, con l’on. Rocco Buttiglione e l’ex primo ministro polacco Tadeusz Mazowiecki. Che Gniezno sia stata una tappa importante per l’Europa sulla via verso Stoccarda, lo dice il card. Lehmann, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca e arcivescovo di Magonza: “In maggio ci vedremo a Stoccarda e sarà una buona continuazione di questo convegno. Credo che siano necessari tanti sforzi, tante tendenze, tante associazioni… Ma i Movimenti hanno uno spirito forte, un movimento continuo, e questo mi pare molto importante. Non basta l’entusiasmo del momento, una certa spontanea esplosione; bisogna lavorare con continuità, cosa che i Movimenti fanno.” (altro…)
27 Apr 2004 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Danuta Huebner, ministro polacco degli Affari europei
“I movimenti e le comunità cristiane hanno un proprio ruolo da svolgere: sono più vicini alla gente e perciò la loro responsabilità nel processo di integrazione consiste proprio nel dialogare con i semplici cittadini. Debbono far passare la discussione da un livello alto, filosofico, al livello della vita quotidiana. Così i valori umani e cristiani che legano l’Europa diventeranno argomento di dialogo e riflessione, e potremo entrare nell’Unione più consapevoli di quello che facciamo”. Rocco Buttiglione, ministro italiano degli Affari europei “Lo Spirito di Dio suscita la novità. Dove la Vecchia Europa sembrava ormai aver abdicato alla sua eredità cristiana, lo Spirito di Dio ha parlato di nuovo, con i movimenti. Non è la prima volta: era successo già con Francesco, Domenico, Ignazio, Benedetto… i nuovi movimenti sono una testimonianza di vitalità delle radici dell’Europa, cristiane ma non solo, prodotte da gente che ha contribuito a creare l’Europa, con una ricerca sincera della verità, di Dio”. Tadeusz Mazowiecki, ex primo ministro polacco, il primo dopo la caduta del regime comunista Se l’Europa deve essere una comunità politica, deve anche essere radicata nella cultura di quella che noi chiamiamo “Europa dello Spirito”. Svilupparla necessita di nuove idee, di uomini che possiedano nuove idee. Credo che tanti movimenti presenti ora qui siano nati proprio dal bisogno di nuove idee, e hanno proprio quel ruolo. La Chiesa è sempre antica e sempre si rinnova, oggi, grazie proprio ai nuovi movimenti. Credo che tutto ciò serva non solo alla Chiesa, ma anche all’Europa. Il bisogno di valori più profondi non è avvertito solo da chi vive il cristianesimo, ma anche da persone lontane dalla fede. C’è bisogno di autorità morali. La gente ha un profondo bisogno di solidi principi, e questo si vede. E questa è la grande chance che i movimenti possono offrire. Michel Camdessus, ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale “Penso che assistiamo ad un evento magnifico che mostra la vitalità del cattolicesimo polacco, ma anche dei legami ecumenici, e della serietà con la quale la Polonia si impegna nell’avventura europea. E’ certo che i movimenti spirituali hanno qualcosa da dire all’Europa, come tutti i cristiani. In particolare noi portiamo all’Europa il pensiero sociale cristiano, un tesoro che diamo al mondo intero. Credo che non esista sistema di pensiero che porti tante risposte alle inquietudini dell’uomo contemporaneo come il cristianesimo”. Adam Schulz, gesuita, incaricato della Consulta polacca dei movimenti “L’Europa di domani ha bisogno soprattutto di santità, ed è questo il contributo più importante che possono portare i movimenti. Una santità espressa in modi diversi; è diversa per il politico o per un uomo di cultura, per uno studente… Veramente oggi l’Europa ha bisogno di persone che vivano il Vangelo in modo radicale. I movimenti sono uno dei pochi ambienti dove si può crescere in questo tipo di santità, e io guardando all’Europa vedo questi testimoni. (altro…)
27 Apr 2004 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Poznan è una delle più antiche città polacche, situata a 50 chilometri da Gniezno, dove si è svolto il Congresso “Europa dello Spirito”. Pur avendo una tradizione plurisecolare, è una città dall’anima giovane per la presenza sul suo territorio di ben 19 università che ne fanno uno dei più vivaci centri accademici polacchi.
Mons. Stanisław Gadecki, arcivescovo di Poznan, afferma: “Quando ho sentito che Chiara Lubich veniva a Gniezno, ho subito chiesto ai Focolari se c’era la possibilità di un incontro a Poznan, in particolare per gli studenti. Non credevo che sarebbe stato possibile, ma alla fine ci siamo riusciti. E, come abbiamo visto oggi, l’atmosfera è stata così speciale che quelli che hanno partecipato sono stati presi dalla spiritualità dell’unità, dalla spiritualità dei focolarini.” Il 13 marzo, Chiara è stata dunque invitata a parlare nell’Auditorium dell’università Adam Mickiewicz. Prima del suo intervento, sul palco dinanzi al monumentale organo, si presenta il piccolo “popolo polacco” del Movimento dei Focolari, formatosi prima degli anni ’90, quando non si poteva far altro che vivere il Vangelo. C’è grande commozione allorché si proietta una sintesi filmata degli incontri del “Papa polacco” con il Focolare. Poi l’intervento di Chiara propone all’assemblea la radicalità evangelica dell’amore, che appare la sola soluzione per risollevare la temperatura della vita della comunità cristiana. È l’antidoto al consumismo, alla tiepidezza; è gioia e fervore. In conclusione, l’arcivescovo Stanisław Gadecki consegna a Chiara un riconoscimento della diocesi per la sua visita. Il card. Józef Glemp, arcivescovo di Varsavia, così si esprime: “Nell’aula dell’università di Poznan non abbiamo solo ascoltato un discorso di Chiara Lubich – la conosco molto bene -, ma abbiamo assistito al crearsi di quello che chiamerei l’ambiente della fede. I giovani hanno potuto sperimentare, non solo dal discorso e dalla razionalità degli argomenti, questo ambiente che permette di rivolgersi direttamente alle persone, dandogli del tu. Penso che in questo consista il grande carisma di Chiara.” (altro…)