10 Mag 2018 | Chiesa, Spiritualità

Foto © D. Salmaso – CSC Audiovisivi
Nelle strade ancora avvolte dalla nebbia mattutina, fin dalle prime ore del giorno, “il popolo di Loppiano” sale verso la cittadella, a 20 km da Firenze. Le fogge dei vestiti e i copricapo di diversi colori rivelano provenienze anche molto lontane. Ma nessuno può dirsi “lontano” da questo bozzetto di mondo che sta per accogliere e fare proprie le parole del Papa. Roger, 26 anni, viene della Costa d’Avorio. Vive nella cittadella internazionale da poco più di un anno. «Da quando abbiamo avuto l’annuncio della visita del Papa, come cittadini di Loppiano ci siamo chiesti come accoglierlo, per fargli trovare il popolo del Vangelo. Ci siamo divisi in piccoli gruppi per mettere in comune le esperienze quotidiane di Vangelo vissuto. Questo è il regalo che vogliamo fargli. È stato bello accoglierlo, ma ancora più bello sarà, dopo, vivere quello che lui ci dirà». E Franco Galli, corresponsabile della cittadella insieme a Donatella Donato Di Paola: «Questo tempo è stato l’occasione per assistere all’azione di Dio. 
Foto © R. Orefice – CSC Audiovisivi
Adesso siamo in attesa di sentire le cose che lui ha in cuore di dirci. Ci sono grandi trasformazioni in atto nel mondo. Il Papa ci farà vedere la realtà con i suoi occhi». Circondato dal gruppo di monaci buddisti che come lui sono arrivati dalla Thailandia, nella tipica tonaca arancione, c’è anche Prahama Thongratana Tavorn, qui conosciuto come Luce Ardente. Un ‘monaco itinerante’, che attraversa il suo Paese, visitando scuole, carceri, portando ovunque un messaggio di pace. In Italia, e particolarmente a Loppiano, Luce Ardente è di casa. Avvicinandolo non si può non restare affascinati dalla gioia che traspare dalle sue parole, in una lingua dolce e molto musicale. Grazie all’aiuto dell’interprete ci spiega: «Nel buddismo noi diciamo che ci siamo già conosciuti nelle nostre vite precedenti. Per questo, quando ci vediamo, non ci conosciamo, ma ci riconosciamo, perché siamo già fratelli, c’è qualcosa che ci accomuna da sempre». Sono trascorsi solo 20 minuti dall’atterraggio di Papa Francesco nella cittadella internazionale. Ma sembrano un’eternità. Minuti densi di emozione, con il suono festoso delle campane a interpretare un senso di accoglienza che non trova più parole per esprimersi. “È tornato il sole”, canta il gen Rosso e davvero torna il sole, insperato, dopo la pioggia battente del giorno prima. Papa Francesco, dopo essere passato in mezzo alla folla festosa, entra nel santuario intitolato alla “Madre di Dio”, alla quale contemporaneamente, nel sagrato, vengono dedicate le note che la salutano come “Madre dolcissima”. 
Foto © R. Orefice – CSC Audiovisivi
Quattro anni fa, in occasione del 50° anniversario di Loppiano, Papa Francesco aveva augurato alla cittadella di “guardare avanti, sempre, e puntare in alto con fiducia, coraggio e fantasia”. È ricordando queste parole che Maria Voce prende la parola. «Abbiamo cercato di farci guidare da dalle sue parole. Grazie, Santità, a nome di tutto il Movimento dei Focolari, che vede in questa sua visita uno sguardo d’amore di Dio”. Dopo una presentazione del profilo variegato della cittadella, vengono rivolte alcune domande e, nel rispondere, Papa Francesco esordisce dicendo, tra l’altro: «A Loppiano tutti si sentono a casa. Ho voluto venire a visitarla perché vuole essere un’illustrazione della missione della Chiesa oggi». Il Papa invita alla perseveranza, con tenacia, serenità, positività, e anche umorismo, “l’atteggiamento umano che più si avvicina alla grazia di Dio”. «Il carisma dell’unità è un aiuto a vivere la mistica evangelica del noi, cioè a camminare insieme nella storia degli uomini. L’opposto dell’individualismo è il “noi”. A Loppiano – continua il Papa – si vive l’esperienza di camminare insieme». Ma, avverte, «la storia di Loppiano non è che agli inizi, un piccolo seme gettato nei solchi della storia. Urgenze drammatiche chiedono il massimo. Occorre impegnarsi non solo per l’incontro tra le persone, le culture e i popoli, ma per vincere tutti insieme la sfida epocale di costruire un cultura condivisa dell’incontro e una civiltà globale dell’alleanza». “Cambia la realtà, la paura non mi ferma, io riparto da qui”. Sulle note dei complessi di Loppiano è partito, e travalicherà i suoi piccoli confini, l’appello a costruire una cultura del “noi”. Chiara Favotti Discorso completo del Santo Padre
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10 Mag 2018 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Foto © D. Salmaso – CSC Audiovisivi
“Costruire una cultura condivisa dell’incontro”. È questa la sfida che Papa Francesco ha lanciato in mattinata dal centro internazionale di Loppiano (Firenze, Italia) non solo ai 7.000 presenti davanti al Santuario Maria Theotókos, ma al mondo intero. Facendo riferimento alle “urgenze spesso drammatiche che ci interpellano da ogni parte e non possono lasciarci tranquilli” – il Santo Padre ha sottolineato che non è più sufficiente solo “l’incontro tra le persone, le culture e i popoli”. Occorrono uomini e donne “capaci di tracciare strade nuove da percorrere insieme” per dar vita ad “una civiltà globale dell’alleanza”. Papa Francesco è arrivato puntuale presso la cittadella dei Focolari alle ore 10, atteso da Maria Voce, presidente del Movimento, Jesús Morán, copresidente e dal vescovo di Fiesole Mons. Mario Meini. Dopo una breve sosta di preghiera dentro il santuario, ha incontrato gli 850 abitanti di Loppiano provenienti da 65 nazioni e le migliaia di persone arrivate da tutta l’Italia e oltre, in maggioranza aderenti al Movimento dei Focolari. È la prima volta che un pontefice visita questa “piccola città”, che – come l’ha definita Maria Voce nel suo indirizzo di saluto – vuole essere un “laboratorio di convivenza umana, bozzetto di mondo unito e testimonianza di come potrebbe essere la società se fosse basata sull’amore reciproco del Vangelo”. 
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È seguito un dialogo aperto e schietto, scandito da alcune domande poste da un gruppo di cittadini di Loppiano. Le domande hanno toccato da varie prospettive il tema della sfida cristiana nei confronti della modernità. Il Santo Padre ha incoraggiato a non “nascondersi nel quieto vivere, nel perbenismo, o addirittura in una sottile ipocrisia, (…) ma di vivere da discepoli sinceri e coraggiosi in carità e verità” e di affrontare le difficoltà “con tenacia, serenità, positività, fantasia… e anche un po’ di umorismo”. E facendo riferimento alla missione di un progetto originale come Loppiano nell’odierno contesto sociale, il Papa ha invitato ad alzare lo sguardo insieme a lui “per guardare con fedeltà fiduciosa e con creatività generosa al futuro che comincia già oggi”. Dopo aver impartito ai presenti la sua benedizione, 37 cittadini di Loppiano di diverse provenienze, religioni, età ed estrazione sociale hanno salutato personalmente Papa Francesco. In risposta alle parole del Santo Padre, il copresidente dei Focolari, Jesús Morán gli ha consegnato un dono simbolico: un “patto” firmato da tutti gli abitanti, con l’impegno di vivere affinché Loppiano sia sempre più un luogo di fraternità e reciprocità. All’invito di sottoscrivere a sua volta il “Patto di Loppiano” il Santo Padre ha aderito con gioia, tra gli applausi di tutti i presenti. Discorso completo del Santo Padre
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8 Mag 2018 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Che cosa facevi quando avevi la mia età? Quali giochi mi consigli?». È la domanda che Luis Francisco, 10 anni, messicano, rivolge a Papa Francesco, mentre attende la sua venuta. Come lui, tutti gli abitanti della cittadella internazionale hanno fatto il conto alla rovescia dei giorni. Una attesa cominciata all’inizio di febbraio, quando era arrivato dalla segreteria di Papa Francesco l’annuncio di una sua visita, il 10 maggio, alle cittadelle di Nomadelfia e di Loppiano. Nella prima delle 24 cittadelle dei Focolari, sorte nel tempo in varie zone del mondo, Papa Francesco verrà a vedere di persona come si vive “alla scuola dell’unico Maestro”, come lui stesso l’ha definita. “Sorpresa e gioia profonda”, aveva esclamato Maria Voce, presidente dei Focolari, alla notizia del tutto inaspettata di questa visita. Loppiano in questi giorni brulica di persone. Facce sorridenti, felici, e tantissimi giovani. Si è da poco concluso l’evento del Genfest, che da tutta Italia, e non solo, ne ha richiamati a centinaia a fine aprile, e a migliaia la mattina del 1° maggio, radiosi nonostante la minaccia di pioggia. L’aria di festa è continuata, in un’attesa piena di fermento e speranza, come è naturale nell’imminenza di un evento che verrà ricordato a lungo.
Siamo andati, telecamera alla mano, a realizzare delle brevi interviste agli abitanti di Loppiano, intenti al lavoro o nelle normali attività, e per sondare l’aria che tira. Benedetta si trova nella cittadella per un periodo di formazione alla scuola delle focolarine. Per lei la visita del Papa è anche un regalo di Dio, perché cade nello stesso giorno del suo compleanno: «Anche se si fermerà poco tempo, spero possa trovare una famiglia, quella che cerchiamo di costruire ogni giorno». Dal 1966 a Loppiano ha sede il gruppo musicale Gen Rosso, nato su desiderio di Chiara Lubich per diffondere con la musica il messaggio di un mondo più giusto, pacifico e solidale. I componenti vivono in prima persona questo spirito, con uno stile di vita improntato alla comunione e alla fratellanza. Da qualche anno ne fa parte anche Michele Sole, che sul sagrato antistante il santuario dedicato alla Madre di Dio (Theotokos), dove è tutto è pronto per questo storico incontro, intonerà “Madre dolcissima”. Al Papa invia un messaggio di ringraziamento «per aver avuto il coraggio di chiamarsi Francesco. Penso non sia stato facile scegliere un nome che significa scelta preferenziale per i poveri, per gli ultimi». Dalla sala prove, intanto, escono le note di “Accendi la pace”, che i componenti del Gen Rosso stanno provando insieme all’altra band internazionale di Loppiano, il Gen Verde, un gruppo multidisciplinare, formato da artiste e musiciste, che si distingue per il suo profilo spiccatamente internazionale.
Roberto Cipollone, in arte Ciro, a Loppiano dal 1977, ha il dono di saper usare l’immaginazione e l’abilità per trasformare oggetti non più in uso o materiali da discarica in opere che toccano il cuore e lo riempiono di meraviglia. È l’”artista che dà loro nuova vita”. Con la sua arte ha fatto nascere una “Bottega”, espressione di originalità e amore per la natura attraverso la scultura, la pittura, l’artigianato. «Mi aspetto che il Papa possa trovare qui i suoi desideri più reconditi realizzati». Aranza, che viene dal Messico, sta partecipando con la sua famiglia alla “Scuola Loreto”, dove famiglie di Paesi e lingue diversi approfondiscono la spiritualità dell’unità. L’internazionalità e l’immersione “full time” ai corsi, che cominciano ogni anno a settembre e terminano a giugno, ne fanno un’esperienza unica di scambio e arricchimento tra culture. Dal Papa vorrebbe una risposta a una domanda, breve ma impegnativa: «Cosa possiamo fare, noi giovani, per vincere le imposizioni e gli stereotipi del mondo?». Natalia, invece, è una studentessa brasiliana che frequenta a Loppiano l’Istituto Universitario Sophia. Dal Papa si aspetta di conoscere il ruolo dei giovani sposati nella Chiesa. Tante domande, interrogativi e aspettative. Ma la stessa, gioiosa attesa. Chiara Favotti
La diretta sarà anche trasmessa in lingua italiana da Loppiano – Incisa Valdarno, FI (Italia) 10 Maggio 2018 – 10:00 – 12:00 (CEST) http://live.focolare.org Vatican Media live: dalle ore 8.00 alle 12.00 RAI: Speciale diretta TG1 dalle 10 alle 11.45 (digitale terrestre, satellite, web) TV 2000: Speciale Diario di Francesco dalle ore 7.30. Dalle 10 in poi seguirà la diretta da Loppiano (digitale terrestre, web).
http://vimeo.com/268775577 (altro…)
7 Mag 2018 | Chiara Lubich, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
A Loppiano tutto è pronto per accogliere il Santo Padre. Sono in arrivo oltre 6000 persone dall’Italia, ma saranno migliaia quelle collegate in streaming nei cinque continenti. Abbiamo chiesto a Maria Voce, presidente dei Focolari, come si svolgerà questo incontro così atteso. «Vogliamo presentare al Papa – ha spiegato – questa piccola città, la prima nata di altre 24 sparse nel mondo, che vuole offrire un modello di convivenza fondato sui principi evangelici di solidarietà e fraternità, certamente unico, ma esportabile e diffusivo. A Loppiano il Papa non incontrerà solo i 750 abitanti – ha proseguito Maria Voce – ma anche una rappresentanza della famiglia mondiale del Movimento dei Focolari. A lui rivolgeremo alcune domande su tematiche che ci stanno a cuore: la sfida della fedeltà all’idea carismatica di Chiara Lubich a contatto con le mutate condizioni di oggi; la formazione dei giovani ad una cultura della fraternità; il contributo del modello di convivenza di Loppiano ad un annuncio attuale del messaggio cristiano e al superamento di steccati, nazionalismi e pregiudizi». Il Movimento dei Focolari è una costellazione variegata che pone al centro del proprio agire il dialogo e uno stile di vita che concorre a costruire nel mondo l’unità e la pace. Conta oltre due milioni di aderenti appartenenti a molte Chiese Cristiane, ma anche di diverso credo religioso e di ispirazione laica. Sono circa un migliaio le opere sociali in atto in diversi Paesi, e circa 800 le imprese che nel mondo lavorano secondo i principi dell’Economia di Comunione. È giunto al decimo anno di vita l’Istituto Universitario Sophia, che ha sede proprio a Loppiano.
Al suo arrivo nella cittadella, il Santo Padre si recherà direttamente al Santuario Maria Theotókos, dove entrerà per un breve momento di preghiera. Sosterà anche davanti al quadro della Madonna col Bambino, opera di un pittore di religione Indù, simbolo del dialogo che è uno dei pilastri della convivenza di Loppiano. Successivamente, sul sagrato, Maria Voce porterà al Papa il saluto dei Focolari. Alcuni cittadini di Loppiano gli rivolgeranno quindi delle domande. Il dialogo con il Santo Padre sarà intervallato da brani musicali di artisti provenienti da diversi paesi e contesti religiosi. Infine, una trentina di cittadini saluterà personalmente il Papa il quale, dopo la benedizione, lascerà il sagrato per ripartire.
Diretta streaming 10 maggio 2018, dalle 10.00 fino alle 12.00 (CEST): Internazionale Vatican Media Live http://live.focolare.org TV2000: Speciale Diario di Papa Francesco (dalle ore 10) Italia: RAI 1 – Speciale TG1 a partire dalle ore 10 circa (altro…)
24 Apr 2018 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Una immane tragedia,103 anni fa, inaugurava il triste elenco delle catastrofi del secolo scorso: il genocidio degli Armeni. Ricordandolo, nel 2016, Papa Francesco lanciò un appello: “Auspico vivamente che l’umanità sappia trarre da quelle tragiche esperienze l’insegnamento ad agire con responsabilità e saggezza per prevenire i pericoli di ricadere in tali orrori. Si moltiplichino perciò, da parte di tutti, gli sforzi affinché nelle controversie internazionali prevalgano sempre il dialogo, la costante e genuina ricerca della pace, la collaborazione tra gli Stati e l’assiduo impegno degli organismi internazionali, al fine di costruire un clima di fiducia propizio al raggiungimento di accordi duraturi”. (altro…)
23 Apr 2018 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Copyright © 2018 Nomadelfia
Nomadelfia sorge tra le colline di macchia mediterranea nel sud della Toscana (Grosseto, Italia). Vi abitano circa 300 persone che hanno scelto come “regola” la legge evangelica della fraternità. Lo spiega bene il suo nome, un neologismo nato dall’accostamento dei termini greci nomos e adelphia, che significa “la fraternità è legge”. «Il nostro desiderio è mostrare che è possibile vivere il Vangelo in forma sociale donandosi interamente agli altri, realizzando così quei principi di giustizia e fraternità che abbiamo scelto di seguire, in un cammino di condivisione di fede e di vita» racconta Francesco Matterazzo, attuale presidente della comunità. La cittadella è organizzata in dodici gruppi familiari, composti da circa 25-30 persone. I loro beni sono in comune, non c’è proprietà privata, non circola denaro, il lavoro è vissuto come atto d’amore al fratello e le famiglie sono disponibili ad accogliere figli in affido. Per la Chiesa Cattolica, Nomadelfia è una parrocchia formata da famiglie, laici non sposati e sacerdoti, che condividono un’esperienza che ricorda quella delle prime comunità di credenti, proprio a due passi dalla città etrusco-romana di Roselle, antica sede vescovile. La sua origine, tuttavia, viene dal nord Italia, dalla città di Carpi. 
Don Zeno Saltini. Foto © 2018 Nomadelfia
Qui, don Zeno Saltini, intorno agli anni ’30, cominciò ad accogliere e a crescere come figli i bambini abbandonati, fondando l’Opera Piccoli Apostoli. Presto, fu seguito da altri sacerdoti e anche da Irene, una giovane studentessa che si propose come madre per quei bimbi. Con l’approvazione del Vescovo, don Zeno le affidò i più piccoli, aprendo una via di consacrazione nuova nella Chiesa, quella delle “mamme di vocazione”. Con la fine della guerra, anche tante famiglie si unirono a don Zeno, disponibili ad accogliere gli orfani di guerra e a crescerli come figli propri. Il 14 febbraio 1948, l’intera comunità approvò il testo di una Costituzione, che venne firmata sull’altare: così, l’Opera Piccoli Apostoli divenne Nomadelfia. Dopo una serie di travagliate avventure, i “nomadelfi” trovarono una casa adatta allo sviluppo della comunità nella città di Grosseto, in una tenuta donata dalla figlia di un noto industriale italiano. «Oggi, la nostra missione non è cambiata» spiega Francesco Matterazzo. «In un mondo che è sempre più connesso e sviluppa nuovi strumenti per comunicare e unire, convivono anche realtà che negano la dignità dell’altro, che innalzano muri… per questo credo che la proposta della strada della fraternità abbia più che mai senso per l’uomo! Qui a Nomadelfia famiglie, sacerdoti e singoli possono condividere una vita quotidiana più adatta all’uomo, con la sua naturale aspirazione ai valori superiori come l’amore, l’amicizia, la preghiera e la contemplazione; e socialmente più ricca, per le varietà di esperienze ed età che accoglie». 
Rocca di Papa, 22 aprile 2018: Visita al Centro internazionale del Movimento dei focolari. Foto: ©CSC Audiovisivi
Una comunità aperta al mondo, disponibile a condividere il cammino con altri carismi, come testimonia l’esperienza in corso con il Movimento dei Focolari: «Io spero – continua – che la strada che stiamo percorrendo insieme, non solo per la comune attesa di Papa Francesco, e che ha come tappe anche la partecipazione dei nostri giovani al Genfest il 1° maggio a Loppiano e il comune lavoro per il progetto di una Prophetic Economy, possa essere una testimonianza anche per la Chiesa. Il Signore ha seminato tanti fiori in questo prato che è il mondo, tanti carismi, e credo che dovremmo cercare ogni modo per collaborare, perché questo arricchisce il dono che ognuno di questi è per l’umanità». Chiara Favotti (altro…)