Movimento dei Focolari

Incontro di personalità del mondo ecumenico a Gerusalemme

Nuovo apporto al dialogo ecumenico in Terra Santa

a conclusione del Convegno dei Vescovi   Incontro personalità di varie Chiese a Gerusalemme – 9 dicembre 1999    “Ogni Chiesa, nella comunione con le altre, non solo non perde, ma può donare le proprie ricchezze”: così ha affermato il Metropolita rumeno ortodosso Serafim durante l’incontro di personalità del mondo ecumenico di Gerusalemme che si è svolto nel pomeriggio del 9 dicembre nell’Istituto Ecumenico di Tantur, per invito del Movimento dei Focolari. Presente in sala un uditorio d’eccezione: Patriarchi e loro vicari, Vescovi, sacerdoti e personalità laiche di 10 Chiese, fra cui numerosi rappresentanti delle Chiese orientali. In tutto 150. Presente anche il gruppo di Vescovi di varie Chiese amici dei Focolari, riuniti in Convegno ad Amman e giunti in pellegrinaggio in Terra Santa.    Profondo l’ascolto della breve presentazione dei Focolari, delle testimonianze sui riflessi della spiritualità dell’unità in campo ecumenico di Vescovi di cinque Chiese e della videoregistrazione di Chiara Lubich – impossibilitata da una banale indisposizione ad essere presente di persona – dell’intervento nella chiesa evangelica di s. Anna ad Augsburg, dove lo scorso anno aveva parlato dei cardini di una spiritualità ecumenica.    Un intenso momento di preghiera, animato da rappresentanti di varie Chiese ed incentrato nella lettura del testamento di Gesù “Che siano uno… affinché il mondo creda”, ha concluso questo incontro che, per la grande rappresentatività e l’inedita apertura reciproca è stato – come affermato da personalità del posto – “una vera benedizione del Cielo”, “un apporto originale nel progressivo cammino dei rapporti ecumenici in Terra Santa”.     (altro…)

"La Presenza di Cristo tra i cristiani e tra le Chiese via alla piena comunione"

Da Amman alla Terra Santa

A pochi giorni dalla VII Assemblea della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP) che ha riunito ad Amman leaders e rappresentanti delle grandi religioni mondiali, avrà luogo un altro incontro internazionale, questa volta sul fronte ecumenico. E’ il 18° Convegno di vescovi appartenenti a varie Chiese cristiane, amici del Movimento dei Focolari, che si svolgerà dal 3 al 10 dicembre 1999. Inizierà e si concluderà nella capitale giordana. L’8 e il 9 dicembre i vescovi si recheranno in pellegrinaggio in Terra Santa, nello spirito di quell’unità che Gesù ha invocato per i suoi. Titolo e obiettivo del Convegno: “Promuovere la Presenza di Cristo fra i cristiani e tra le Chiese – via alla piena comunione” . Saranno una trentina i vescovi, rappresentanti della Chiesa ortodossa, siro-ortodossa, anglicana, evangelico-luterana e cattolico-romana provenienti dai cinque Continenti. Si incontreranno per una intensa settimana di comunione e di vita fraterna.

Una spiritualità ecumenica a molteplici effetti

Il convegno intende approfondire uno dei cardini della spiritualità dell’unità, spiccatamente ecumenica: la presenza del Risorto tra “due o più riuniti nel suo nome” e gli effetti di rinnovamento e di comunione che ne derivano fra le Chiese. Si susseguiranno interventi di vescovi ortodossi, anglicani e evangelico-luterani, di Chiara Lubich e di laici delle varie Chiese, esperienze di vita cristiana e di irradiazione evangelica. In programma anche i più recenti sviluppi dei dialoghi dottrinali, come la        Dichiarazione congiunta cattolico-luterana sulla Dottrina della Giustificazione firmata di recente ad Augsburg. Il convegno si aprirà poi agli orizzonti del dialogo interreligioso, con l’aggiornamento sull’Assemblea della Conferenza mondiale delle religioni per la pace appena conclusa nella stessa Amman e degli ultimi sviluppi del dialogo del Movimento con le altre religioni.

Un’iniziativa per promuovere la vita d’unità tra i leaders di diverse Chiese

Questi incontri, che rivestono carattere informale, ebbero inizio nel 1982 quando il Papa Giovanni Paolo II ricevette un gruppo di vescovi cattolici amici del Movimento dei Focolari e li invitò ad estendere la loro esperienza di fraterna comunione anche a leaders di altre Chiese. Promossi dall’allora vescovo di Aachen, mons. Klaus Hemmerle, questi convegni si svolgono sin da allora annualmente, con l’approvazione dei responsabili delle rispettive Chiese. Luogo dell’incontro sono stati in passato Roma, Istanbul, Londra, Trento e la cittadella ecumenica di Ottmaring nei pressi di Augsburg in Germania. A partire dal 1994, dopo la morte del Vescovo Hemmerle, l’Arcivescovo di Praga, Card. Miloslav Vlk, ha assunto il coordinamento di queste riunioni. Frutto principale di quest’iniziativa è la profonda comunione spirituale che si instaura, all’insegna del comandamento nuovo di Gesù “Amatevi gli uni gli altri”, fra leaders delle diverse Chiese. Viene così in rilievo non tanto quello che ancora divide le Chiese ma soprattutto il molto che già le unisce. E si prende coscienza come le varie sensibilità e le ricchezze delle differenti tradizioni cristiane possano diventare un dono per tutta la cristianità. (06-12-1999) (altro…)

Incontro annuale del Comitato esecutivo della Federazione Luterana Mondiale

Il giorno successivo alla Firma sulla Dichiarazione Congiunta, il Presidente della Federazione Luterana Mondiale, il vescovo Christian Krause, ha accolto, sempre ad Augsburg, Chiara Lubich all’incontro annuale del comitato esecutivo della Federazione. “Niente è più urgente nel mondo di una potente corrente d’amore” affermava Chiara Lubich, tratteggiando i cardini di una spiritualità ecumenica già in atto in vari punti della cristianità, incentrata su questo amore che si fa reciproco tra cristiani e tra le Chiese. “Laddove i cristiani vivono così – aveva continuato – cresce la coscienza di formare sin d’ora, al di là di qualsiasi barriera confessionale, un unico popolo cristiano. E questo dialogo del popolo sarebbe necessario per accogliere e far sì che il dialogo teologico porti frutto“. Parole accolte “come incoraggiamento, particolarmente in questo momento della storia, in questo luogo storico, Augsburg“, dal vescovo Krause, che ha espresso “la certezza che ora il terreno è pronto per far sì che possiamo scoprirci come dono gli uni per gli altri“. “Penso – ha aggiunto – che la giornata di ieri ha confermato quanto da lei sottolineato: se fosse stata solo un accordo tra teologi che non incidesse sul popolo, non succederebbe niente“. Augsburg – 1° novembre 1999 (altro…)

Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione

Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione

Ha segnato un avvenimento storico

la firma il 31 ottobre ad Augsburg (Germania), nella Chiesa di s. Anna, della Dichiarazione congiunta tra la Chiesa cattolica e la Federazione Luterana Mondiale sulla Dottrina della Giustificazione. E’ caduto così un pilastro teologico portante della divisione tra le due Chiese. La questione della giustificazione aveva scatenato – 450 anni fa – una polemica che portò a condanne reciproche, giunte sino ad oggi. Fu questa una delle cause fondamentali della separazione. Dopo 30 anni di lavoro della Commissione teologica internazionale luterano-cattolica, grazie alle preghiere e all’impegno di molti, è stato possibile superare anche gli ultimi ostacoli. La Dichiarazione congiunta afferma, tra l’altro, l’esistenza “di un consenso tra luterani e cattolici su verità fondamentali di tale dottrina”. Si considerano così decadute le reciproche condanne del passato sulla giustificazione. “Il documento – afferma il Card. Ratzinger – dice che le scomuniche del Concilio di Trento in questo settore non toccano la dottrina così come è esposta oggi” (Intervista a “30 Giorni”, giugno ’99). “Non vi è stato nessun rinnegamento del passato, – precisa un comunicato del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani (21.6.99) –  ma piuttosto un comune passo in avanti nella comprensione del mistero della salvezza in Cristo, reso possibile dal clima di fiducia reciproca”. Non si tratta di una disputa teologica del XVI secolo che oggi non ha più interesse. La giustificazione è una questione attualissima che risponde a domande vitali dell’uomo: Che cos’è che rende il cristiano giusto davanti a Dio? Chi lo salva e dà piena realizzazione alla sua vita? L’essere giusti è frutto della sola nostra buona volontà? Qual è la salvezza che la fede cristiana promette? La firma verrà apposta su: la “Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione (1997)” la “Dichiarazione ufficiale comune della Federazione Luterana Mondiale e della Chiesa cattolica”, e l’ “Allegato” (11 giugno 99) La solenne cerimonia della firma dell’avvenuto consenso sarà preceduta, sabato 30 ottobre, da varie iniziative collaterali, tra cui una manifestazione promossa dal Centro Ecumenico di Ottmaring (Movimento dei Focolari e Bruderschaft von Gemeinsamen Leben, fraternità evangelica) nella chiesa luterana di St. Ulrich ad Augsburg. Alcune personalità daranno la loro testimonianza su quanto significa nella loro vita il fatto di essere “giustificati da Dio”. Parleranno il Vescovo emerito evangelico-luterano di Lübech, Ulrich Wilckens, Frère Richard di Taizé, Chiara Lubich, Andrea Riccardi. La firma è stata apposta da parte cattolica dal Card. E.I. Cassidy e dal Vescovo W. Kasper, Presidente e Segretario del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani e, da parte luterana, dal Vescovo Ch. Krause e dal Dott. I. Noko, Presidente e Segretario Generale della Federazione Luterana Mondiale, oltre che da sei Vice-presidenti della Federazione, su: la “Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione (1997)” la “Dichiarazione ufficiale comune della Federazione Luterana Mondiale e della Chiesa cattolica”, e l’ “Allegato” (11 giugno 99) Per saperne di più: www.rechtfertigung.de  in tedesco e inglese www.justification.org (altro…)

Incontro con 1700 giovani nella Chiesa luterana di St. Ulrich ad Augsburg

Interventi di: Chiara Lubich, Andrea Riccardi, e del Vescovo emerito luterano Wilckens, presente  l’arcivescovo Kasper,  allora segretario del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani (Augsburg – 30 ottobre 1999) Una preoccupazione comune, espressa da tanti – dal card. Ratzinger ai vescovi Krause e Kasper, segretario del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani – è come spiegare alla gente di oggi, soprattutto ai giovani, la Giustificazione. Una prima risposta è stata data alla vigilia stessa dell’avvenimento, nella Chiesa luterana di St. Ulrich ad Ausgburg. Erano circa 1700 i giovani, riuniti per iniziativa del Centro Ecumenico di Ottmaring, presente anche il Vescovo Kasper. “Un pomeriggio così variopinto mi ha presentato un volto del tutto nuovo della Chiesa” l’impressione a caldo di una giovane signora, medico, che si era allontanata dalla fede. E tutto in quella chiesa parlava con il linguaggio dei giovani: “Sopra la balaustra campeggiavano un arcobaleno di palloncini. Trampolieri con uno striscione hanno dato il benvenuto ai giovani. Ritmi rock e brani di musical invece che le note dell’organo” – osserva il quotidiano Augsburger Allgemeine – “La chiesa evangelica gremita fino all’ultimo posto ospita un forum delle diverse tradizioni cristiane. Un incontro che lascia un’impressione duratura nei presenti. Un incontro intenso, aperto schietto“. Alla luce del documento di consenso di Augsburg sulla Giustificazione, la domanda centrale è: “Che cosa rende preziosa la tua vita?”. Scroscianti applausi dopo l’appello appassionato di Chiara Lubich: “Se noi ci amiamo a vicenda, cristiani cattolici e evangelici, allora ad Augsburg inizia la rivoluzione cristiana.” La fondatrice dei Focolari, aveva testimoniato con passione Dio amore, facendo vedere la bellezza, la forza, la coerenza di una vita immersa nel Suo Amore che ci libera e salva da ogni baratro piccolo o grande in cui possiamo essere caduti. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’ Egidio, aveva fatto un esempio efficace: “Immaginate dei carcerati nel braccio della morte. E’ l’ora della condanna. Arriva un poliziotto: ‘Non sarai condannato!’. Tutti salvi, tutti liberi, tutti graziati. Anche noi siamo prigionieri dell’angoscia, dell’egoismo, della ricchezza e della solitudine. Anche noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica: ‘Siamo liberi, amati, giustificati’”. Un esempio personale è portato dal vescovo luterano di Lubecca, Ulrich Wilckens: diciassettenne, negli ultimi giorni della guerra del ’45, doveva difendere la patria. Da solo si trovava in una trincea con una “paura folle”. Paura superata “come per un miracolo” per merito della fede, riconfermata dalla Sacra Scrittura che, in formato tascabile, portava con sé. E’ festa. Festa – come Wilckens ha definito questo momento storico – per “il ricongiungersi di una famiglia dove i genitori erano divorziati e si ritrovano“. E proprio i giovani sono forse i più sensibili a questa riconciliazione. Dopo questi avvenimenti, simbolicamente fissati dall’abbraccio del pastore Noko e del vescovo cattolico Kasper al momento della storica firma che ha suscitato grande emozione in tutti, l’impressione a caldo di una giovane evangelica esprime la certezza che “sì, un pezzo di muro tra le Chiese è crollato, d’ora in poi si accelereranno i tempi per l’unità.” (altro…)

Siamo entrati come Chiese diverse. Dovremmo uscire come unico popolo cristiano

Al centro di Berlino – come in un’isola – si trova la Chiesa luterana “della memoria”, della quale è rimasta la vecchia torre, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Accanto, la nuova chiesa moderna, a forma di ottagono, senza finestre ma con i muri quasi interamente di vetro di colore azzurro/indaco. All’interno un’atmosfera di profonda pace e raccoglimento. La zona dell’altare è dominata da un grandioso Cristo Risorto colore oro con le braccia aperte che danno alla figura la forma del crocifisso. Quando inizia la cerimonia la chiesa è gremita da oltre 1.000 persone, appartenenti a 26 chiese. Nell’indirizzo di benvenuto il Cardinale Sterzinsky sin dalle prime battute parla della missione di Chiara e del Movimento in cui vede l’aspetto carismatico della Chiesa, aspetto però – aggiunge – che “si è sempre sottomesso al ministero ecclesiale per essere verificato e approvato”. Poi mette in rilievo quanto lo spirito del Movimento sia genuinamente evangelico. Esprime la sua speranza in questa spiritualità ecumenica, speranza che è stata il motivo dell’invito a Chiara da parte dell’intero Consiglio Ecumenico della città. Dopo la preghiera della Sig.ra Sylvia von Kekulé, pastore della chiesa, la lettura di parte della I lettera di Giovanni. Poi prende la parola Martin Kruse, vescovo evangelico emerito di Berlino, da anni amico dei Focolari. Parla del suo primo incontro col Movimento attraverso Klaus Hemmerle, già vescovo di Aquisgrana, dell’impressione per l’ immediatezza con cui si accoglie la Parola di Dio, la si mette in vita e se ne sperimentano i frutti. E continua: “Oggi, tutte le Chiese hanno bisogno di riimparare l’alfabeto del Vangelo.” Poi parla Chiara, sotto il grande Crocifisso-Risorto. Dipinge con alcuni tocchi il quadro della nostra società: materialista, edonista, sempre più priva di valori. E mentre aumenta la necessità di un dialogo con persone di altre religioni, spesso ormai nostre concittadine, sembra ancora lontana la piena comunione tra i cristiani. Il rimedio? C’è. Chiara non lascia nessun dubbio: i cristiani, sia come singoli che come Chiese, devono riscoprire Dio come Amore e mettere Lui al primo posto. Come ad Aachen e a Muenster, anche a Berlino Chiara parla dell’”arte di amare“. Con forza e convinzione si rivolge ad ognuno personalmente. Ma, a differenza delle altre volte, qui si rivolge anche alle Chiese. Anche per intere comunità vale l’amare tutti, l’amare per primi, vedere in Gesù, che sulla croce per noi sperimenta persino l’abbandono del Padre, la misura dell’amore. Più volte incoraggia i presenti: “Provatelo! Provatelo subito, adesso, qui!” Non si accontenta di un discorso, vuole suscitare una risposta che coinvolge la vita. Parla del dialogo del popolo, di un unico popolo di Dio, dell’esperienza vissuta a Londra nel novembre ’96: la presenza del Risorto tra cattolici, anglicani e membri della altre chiese uniti dall’amore scambievole, le aveva dato l’impressione che niente e nessuno potrà mai dividerci se Lui è in mezzo a noi. Poi mette da parte le carte e fa una domanda a tutti: “Perché non anche qui e adesso?”. “Stasera – continua – siamo entrati come Chiese diverse. Dovremmo uscire come un unico popolo cristiano”. E’ questo il momento culmine, che tocca i cuori, che commuove, che fa scoppiare l’applauso. In una grande sala accanto segue un ricevimento. Chiara parla della sua predilezione per la Germania segnata da una doppia croce: la divisione politica e quella religiosa, di cui quella politica ormai è abbastanza risolta. Poi comunica un desiderio: “Quando verrò la prossima volta in Germania vorrei vedere anche un bel passo in avanti per quanto riguarda la seconda croce, la divisione tra le Chiese”. Un epilogo che sembrava superare il discorso tenuto in chiesa. Segue però un’altra finale, perché prima di accomiatarsi Chiara torna al microfono: “Perché non chiediamo ai due vescovi presenti (Sterzinsky e Kruse) di mostrare qui, adesso, davanti a tutti questo impegno?” La risposta è un fragoroso applauso. Con una stretta di mano viene espresso l’impegno di costruire quest’unico popolo di Dio. Ad essi si aggiunge anche il pastore battista Dietmar Luetz. Una nuova pagina si apre. (altro…)