27 Mag 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Vincere da grandi è un progetto del CONI (comitato olimpico nazionale italiano) per ragazzi e giovani italiani residenti in aree disagiate finanziato da Lottomatica. Ma il gioco d’azzardo legalizzato, che garantisce alti guadagni a Lottomatica, ha costi sociali altissimi, colpisce soprattutto le persone delle periferie, crea piaghe di dipendenza e di disperazione, alimenta l’usura, rinforza l’economia illegale. I giovani forse si aiutano in altro modo, ma soprattutto hanno bisogno di trasparenza nei modelli e negli esempi! Ecco perché attraverso una petizione che sta diventando virale, si chiede al CONI di annullare la collaborazione con Lottomatica. Davide contro Golia, si potrebbe dire. Sì è vero, è Davide che combatte contro Golia. Ma intanto è forse questa l’unica scommessa che vale la pena veramente giocare. E poi, soprattutto, non dimentichiamo che è stato il piccolo Davide a spuntarla alla fine dei giochi! Il Movimento Umanità Nuova lancia un petizione online per chiedere al governo e al parlamento di intervenire affinché si affermi nel nostro paese un’autentica cultura dello sport, e un concreto impegno per la crescita dei giovani: Se sei interessato all’iniziativa Stop Progetto Coni Lottomatica “Vincere da Grandi” vai al sito di Umanità Nuova: http://www.umanitanuova.org/it/biblioteca/stampa-online/1584-no-all-accordo-coni-lottomatica.html Per un approfondimento, leggi anche su Città Nuova: Lottomatica e CONI. Una collaborazione da annullare
27 Mag 2015 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Città del dialogo, è uno dei nomi di Katowice – nel sud della Polonia, città mineraria per eccellenza – perché, tra i comuni polacchi, è quello con la maggiore rappresentanza interreligiosa. È li che oltre un Centro Islamico di Cultura destinato alla preghiera e all’insegnamento, esiste anche il Centro di Cultura e Dialogo ‘Doha’, destinato primariamente al dialogo. Un centro che celebra il 29 maggio la III «giornata del cristianesimo tra i musulmani», col tema “Gesù-fratello di ognuno di noi”, nella prospettiva cristiana e in quella musulmana. Ne prenderanno parte, tra gli altri, anche Maria Voce e Jesús Morán, presidente e copresidente dei Focolari, in questi giorni in viaggio tra Bielorussia e Polonia per visitare le comunità del Movimento. Ma facciamo un passo indietro. A Katowice, da tempo un gruppo di persone sta tessendo una rete di rapporti fraterni e di collaborazione tra cristiani di varie chiese, ebrei, musulmani, mondo accademico e istituzioni civili. In occasione dei 150 anni di fondazione della città, viene invitata la band internazionale del Gen Verde, che porta con la sua musica un messaggio di fraternità. Da alcuni anni propone un progetto artistico educativo che, attraverso dei workshop, porta sul palco i giovani che assieme alle artiste si sono esercitati in varie discipline: danza, canto, teatro, percussioni su strumenti vari e perfino “body percussion”. In Polonia erano 140 le ragazze e i ragazzi che hanno contribuito allo spettacolo con i loro talenti. Ma ciò che ha suscitato un vero interesse è che nel progetto avrebbero partecipato ai workshop giovani musulmani, ebrei e cristiani di varie denominazioni. I manifesti che annunciavano l’evento hanno richiamato l’attenzione di molti, tanto che dopo sei ore dell’apertura della vendita, 1450 biglietti erano già esauriti.
Una ragazza musulmana che ha partecipato ai workshop e poi allo spettacolo, ringraziava perché non si era mai “sentita così accolta”. E questo si evince sullo sfondo dei recenti fatti terroristici. «Abbiamo lavorato nei workshop con 140 giovani meravigliosi, bravissimi, espressione di un popolo aperto, profondo e sensibile, plasmato da una fede provata da tante sofferenze. Ci hanno detto di avere sperimentato un’unità e una fiducia che li hanno trasformati e fatti volare», scrive il Gen Verde al rientro dalla Polonia. «Lo spettacolo era nella NOSPR, nuovissima sala costruita su una vecchia miniera, tempio della musica sinfonica che si è aperto (per la prima volta nella sua storia) al nostro rock. Il pubblico assiepato dappertutto ha vibrato con noi fin dall’inizio e poi in crescendo; alla prima parola cantata in polacco (abbiamo tradotto il ritornello di due brani) è scoppiato un applauso di commozione, e alla fine del concerto c’era una grande gioia». Spettacolo nello spettacolo, vedere alla fine sul palco in un abbraccio non solo ideale il sindaco, un rappresentante della comunità cattolica, un rappresentante della comunità ebraica e un imam: testimonianza di una fraternità coltivata da anni. Un sacerdote commentava: “Siamo testimoni forse di un miracolo. Se abbiamo tra noi questi giovani, come vi abbiamo visto oggi, il mondo non morirà. Con questo metodo di dialogo potete salvare il mondo”. E il rabbino: “Non dobbiamo avere paura del futuro”, perché – continuava l’imam – “siamo insieme”.
Il Sindaco di Katowice – detto “Presidente della città” – Marcin Krupa, salutando le artiste del Gen Verde nella sua sede, le ha invitate ufficialmente in questa «città del dialogo» in occasione della grande Giornata Mondiale della Gioventù del 2016 organizzata dalla diocesi di Cracovia.
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26 Mag 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Siamo una nuova generazione che vuole prendere il timone dell’Economia di Comunione. Siamo consapevoli della nostra inesperienza e della nostra immaturità, ma siamo anche felici di sperimentare che questa è esattamente la nostra forza, non vogliamo smettere di sognare». Liliane Mugombozi, giornalista in Kenya, raccoglie la voce di un giovane camerunese, tra i partecipanti alla scuola internazionale dell’Economia di Comunione (EdC) in corso dal 22 al 26 maggio alla Mariapoli Piero, cittadella dei Focolari vicino a Nairobi, Kenya. «Era impossibile – scrive – entrando in quell’aula non toccare con mano l’energia di un popolo giovane: vigoroso, pieno di aspettative, speranze, aspirazioni e sogni quasi impensabili in mezzo a tutte le sfide del loro continente». Sono studenti di economia, sviluppo, scienze sociali, imprenditori e interessati; provengono da tutte le regioni del Sub-Sahara e da Libano ed Egitto, Italia e Ungheria, Argentina, Brasile, Cile Messico e Australia. Tra i saluti arrivati da varie parti del mondo, un applauso accoglie il messaggio dal Rettore dell’Università di Cagliari, la professoressa Maria Del Zompo che, ricordando l’evento dolorosissimo dei massacri dei giovani studenti di Garissa, vuole ricordare ai giovani presenti l’importanza delle strutture di istruzione, incoraggiandoli nel loro desiderio di vivere e diffondere gli ideali dell’EdC. Vittorio Pelligra, uno dei docenti, presenta il metodo, la roadmap del cammino di questi giorni: la reciprocità applicata: «È una scuola speciale di dialogo, di scambio, dove condividere le nostre intuizioni, i nostri dubbi, i nostri progetti e sogni, siamo tutti protagonisti, per essere pronti quindi a donare tutto e a ricevere tutto da tutti!».
Dopo una breve storia dell’Economia di Comunione, nascita e sviluppo, dal 1991 ad oggi, nasce una domanda: l’EdC è una via per l’Africa? Il dialogo tra docenti e partecipanti trascina l’auditorio in un entusiasmo contagioso. «Come fare ad influenzare nostri governi?», si chiede qualcuno. «Noi giovani siamo stanchi di essere usati dai politici come target nei loro manifesti. Non solo noi, ma il mondo aspetta nuovi metodi di rapportarsi… l’EdC è una delle soluzioni, noi lo sentiamo». Non manca uno sguardo alle sfide ed alle risorse dei giovani del continente: la crisi di identità nella società globalizzata, la povertà, i conflitti e la famiglia allargata, la fuga dei cervelli dal continente e la mancanza di lavoro, l’educazione sempre più internazionalizzata senza pensare alla formazione ai bisogni attuali della società che ci sta intorno. Sono solo i primi passi della scuola, commenta Liliane Mugomobozi «ma i giovani presenti, alla scoperta di categorie economiche nuove, scorgono già un futuro migliore e non vedono l’ora di tornare nei loro paesi per diffonderlo a più persone possibile».
Docenti confidano anche le proprie storie di vita che li hanno portati a scelte impegnative. Nasce un dialogo profondo: docenti e scolari condividono sogni, frustrazioni, scoraggiamenti ma anche piccoli e grandi storie di successi. Si spazia dalla crisi economica mondiale e l’impatto sui Paesi in via di sviluppo. Dalle multinazionali all’ONU, dai grandi temi come il “climate change”, alle relazioni internazionali. I giovani provenienti dalla regione mineraria del Katanga (RDC), si mostrano abili conoscitori del dramma che li colpisce. E un grande sogno prende forma: giovani, anzi giovanissimi, entusiasti della vita, credono fortemente nell’ideale del Mondo Unito che condividono con tanti altri giovani del mondo intero e non solo. Niente meno che “il sogno di un Dio”, disse una volta Chiara Lubich, proprio a loro, giovani. Un sogno che non perderanno di vista neanche quando si tratterà di scelte importanti della vita come quella della facoltà universitaria, per avere un impatto sulla società e per realizzare nel concreto, non a parole, una società giusta, dignitosa per ogni essere umano. Alla scuola, che si conclude il 26 maggio, fa seguito il Congresso internazionale EdC: aziende, imprenditori e lavoratori al confronto, dove l’ideale diventa pratiche aziendali, sfide in corso nel mondo del lavoro, scelte creative. Tra i temi affrontati: creatività e comunione, cultura di comunione, impresa e lavoro, povertà e ricchezza e diciamo sì ad una Economia di Comunione. Temi che si tradurranno nei workshop su Politica, microfinanza e povertà, startup, studiosi e giovani ricercatori, management, reti di imprenditori e l’EdC in dialogo con le culture africane. Pagina Facebook dell’evento Leggi Comunicato Stampa Diretta streaming – 27 maggio dalle 15.00 alle 18.30 (orario Kenyota, 14.00 alle 17.30 ora italiana), e poi tutte le mattine dalle 08.00 alle 11.30 (sempre orario italiana). (altro…)
25 Mag 2015 | Cultura, Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Mardiana. Lei si chiama semplicemente così, un nome che, come qualche volta accade in Indonesia, fa anche da cognome. Pure nei documenti. Attualmente è vice-presidente a livello nazionale di un’importante compagnia di assicurazioni multinazionale. Recentemente Heryanto, giornalista di Indopost, l’ha intercettata come una fra le donne di successo di Jakarta, e l’ha intervistata per la sua rubrica. La sua è una storia interessante, il cui punto di forza è una profonda spiritualità, vissuta con semplicità e convinzione fin da quando, ragazza, aveva incontrato i Focolari. Laureata nel 1997 in Economia all’Università di Medan (isola di Sumatra), l’anno successivo Mardiana si sposa con Mulianta, anch’egli affascinato dalla spiritualità dell’unità. Insieme vogliono fondare una famiglia su basi profondamente cristiane. Nascono due splendidi bambini. Ad un certo punto la compagnia di assicurazioni dove Mardiana lavora chiude i battenti, ma ecco una nuova opportunità: entrare in Reliance Insurance, altra compagnia assicurativa con varie sedi nel mondo. Spesso Mardiana deve recarsi nella capitale, Jakarta (isola di Giava), per partecipare a riunioni di lavoro. È questo un gran sacrificio per lei, che tanto desidera stare coi figli. Ma Mulianta le dà fiducia e la sostiene, alternandosi nella cura dei bambini. In seguito ad una promozione a Mulianta viene proposto un incarico a Jakarta, che però rifiuta per restare accanto alla moglie e ai figli e col suo spiccato spirito d’iniziativa apre un’azienda in proprio a Medan. Trascorrono sei anni durante i quali l’agenzia dove Mardiana lavora registra un buon fatturato e un alto grado di benessere dei dipendenti. Ed è in questo momento che giunge a Mardiana la proposta di trasferirsi a Jakarta per assumere l’incarico di vice-presidente di Reliance Insurance Indonesia. Mulianta e Mardiana riflettono: si potrebbe anche rifiutare. In fondo anche qui a Medan tutto sta andando avanti bene. “Ma – si dicono – non dobbiamo guardare solo a noi stessi. Dobbiamo interrogarci quale sia la missione che Dio vuole affidare a ciascuno di noi”. Ed è proprio Mulianta ad incoraggiare Mardiana ad accettare, nonostante che egli debba lasciare l’impresa di Medan e trovare una nuova occupazione a Jakarta. Nei primi mesi Mardiana fa continui viaggi per dare le dovute consegne al nuovo responsabile e fare in modo che nel cambio di gestione il mercato di Medan non subisca flessioni. «Sono grata a Dio di avere un marito incredibile! – confida Mardiana al giornalista di Indopost – se non mi avesse dato fiducia, non avrei potuto farcela». «Insieme condividiamo tutto – racconta ancora– soprattutto l’impegno a mettere in pratica l’amore evangelico che ci porta a vedere ogni prossimo come un fratello da amare. Perciò noi non discriminiamo nessuno, di qualsiasi posizione sociale: siamo tutti uguali. Qualunque sia il colore della pelle, etnia o religione, per noi sono tutti fratelli». E racconta al giornalista un’esperienza personale. «La nostra colf, che è con noi da parecchio tempo, è musulmana. Oltre ad essere onesta e laboriosa, è intelligente. Così le abbiamo proposto – e lei ha acconsentito volentieri -, di studiare all’università. Tanti ci hanno detto: quando avrà una buona posizione, vi lascerà e vi dimenticherà. Ma per noi amare significa dare agli altri delle opportunità, occuparci del loro futuro. Lei farà sempre parte della nostra famiglia. ma non dobbiamo pensare che una colf deve rimanere per sempre tale, come pure il nostro autista, anch’essi devono avere una vita migliore». Significativo il commento del giornalista, musulmano, in uno dei due articoli pubblicati su Indopost: «Per Mardiana essere branch manager di Reliance era nei piani di Dio, anche se è un incarico molto stressante, con problemi di ogni genere. Ma lei riesce ad affrontarli serenamente perché alla base della sua vita c’è l’amore come ha imparato dalla Spiritualità del Movimento dei focolari di cui lei e il marito fanno parte. Certo, anche se se pone tutta la sua fiducia in Dio, non vuol dire che stia solo a guardare ma anzi svolge il suo lavoro con tanto impegno, cosa che fa da quando era studente al college e già lavorava». (altro…)
24 Mag 2015 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
https://vimeo.com/126724992 (altro…)
21 Mag 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
https://vimeo.com/126695784 (altro…)