3 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Questi giovani! Hanno portato il copresidente Faletti sul prato esterno alla sala dell’incontro appena terminato, lo hanno bendato e gli hanno messo in mano un bastone per colpire una pentola di fango con sette raggi tenuta in aria da una lunga fune tirata da due giovani per lato. È un gioco di antica tradizione maya, assunto dal cristianesimo con nuovi significati. Ed ecco Giancarlo, chiamato a dar prova di abilità e di fede (non vede) per riuscire a colpire i sette vizi capitali (i raggi) e rompere la pignatta, facendo scendere sui presenti le grazie del Cielo, simboleggiate da frutta e dolci. Impresa non facile, perché il bersaglio viene alzato e abbassato dai quattro “briganti” posti alle estremità della corda. Gioia finale e condivisione delle prelibatezze tra tutti i 180 giovani del Movimento che sono riusciti ad arrivare alla cittadella “El diamante” da tutte le regioni del Messico. L’incontro era iniziato tre ore prima, con un’accoglienza musicale di grande ritmo e uno striscione salito dalla sala, “E noi abbiamo creduto all’amore”. Una frase del Vangelo fatta propria dalla fondatrice dei Focolari all’alba del Movimento e divenuto atto comunitario di fede e fondamento di ogni iniziativa. Questi giovani hanno raccolto il testimone e la sottostante sfida, dimostrandolo con gli argomenti che hanno voluto affrontare con l’illustre ospite, senza alcun timore reverenziale. La violenza nelle città, l’imponente e condizionante presenza del narcotraffico, la disgregazione sociale, la tiepidezza di tanti coetanei a lottare per grandi ideali, la competizione per il successo ad ogni costo, il rapporto di sudditanza verso ogni autorità, genitori compresi, sono stati i temi affrontati. Sino alle coppie gay, alla cultura libertaria imperante, al condizionamento dei mass media in mano a pochi. Nelle risposte di Faletti, i giovani hanno apprezzato la concretezza delle indicazioni. Compresa quella finale, l’invito cioè a non essere allievi della televisione, né di Internet, ma impegnarsi a possedere la cultura che nasce dal carisma dell’unità, una luce per i temi di attualità e per quelli tradizionali.
«Le sfide moderne – ha prospettato all’attento uditorio – ci danno maggiore lavoro, richiedono conoscenza interdisciplinare e approfondimenti continui, ma questa è parte della vita di Gesù nel 2012. Resta fondamentale capire insieme, e sino in fondo, cosa stiamo vivendo come figli di Chiara e perché. In questo impegno potete avvalervi di tutta la competenza e la disponibilità degli esperti del Movimento». Sembrava tutto finito. Ma il copresidente prende ancora la parola, trae spunto dal Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della gioventù in cui parla di Chiara Luce Badano e mette in luce la testimonianza della diciottenne ligure, morta di tumore nel 1990 e beatificata nel 2010. Faletti l’ha conosciuta personalmente. «Chiara Luce parlerà al cuore di ciascuno, racconterà il suo rapporto con Chiara Lubich e la spiritualità del carisma dell’unità che l’ha portata in questo nostro tempo alla santità». La sfida proposta dal papa di essere testimoni della gioia non è facile da raccogliere in un Messico attraversato dalla violenza, condizionato dall’ingombrante presenza del narcotraffico, ma anche influenzato da una cultura fortemente libertaria. Da qui l’impegno a stringere ancora di più il legame di amicizia con Chiara Badano e proporla a tanti coetanei come riferimento, interlocutrice, modello. di Paolo Lòriga, inviato (altro…)
3 Apr 2012 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«La cittadella diventerà ancora di più un punto di riferimento per i vostri coetanei se i giovani del Movimento manifesteranno la loro amicizia con Chiara Luce Badano, che ha vissuto la spiritualità dell’unità sino alla santità». Giancarlo Faletti parla in mezzo ai giovani, stipati pur di essergli vicino. Da poco è terminata la celebrazione della messa della domenica della Palme che celebra, come di consueto, la Giornata mondiale della gioventù. Anche in Messico è conosciuta la diciottenne beata italiana. Se per la cittadella si aprono nuovi orizzonti, per le comunità dei Focolari in Messico la giornata d’incontro ha regalato non minori prospettive per il futuro. Un appuntamento atteso, quello di oggi, iniziato nel più post-moderno dei modi, un’icona di un tablet su cui Giancarlo ha fatto pressione con l’indice. Così ha avuto inizio il suo viaggio in tutte le regioni del Paese. Niente di miseramente virtuale, però, perché su ogni prato della cittadella lo aspettavano rappresentanze delle diverse comunità, con costumi dai colori sgargianti, canzoni e carta geografica alle spalle. Danze, cori, abiti dalle fogge più diverse si sono alternati anche sul palco sotto la grande tenda bianca che ospitava oltre 1.200 persone, venute anche da Torrion (16 ore di pullman), per non perdere il culmine del ricco programma, ovvero il dialogo con Giancarlo, prima, e quello, successivo, con la presidente Maria Voce, in collegamento skype dal Guatemala.
Le domande hanno spaziato sui grandi argomenti d’attualità e sulla vita del Movimento, ma la prima questione posta alla presidente da Gabriel, un piccoletto di Guadalajara sovrastato da un sombrero nero, ha drizzato l’animo di tutti: Come fare a essere santo? Maria Voce gli ha risposto come in un colloquio tu a tu: «Devi puntare a non essere santo, ma ad essere Gesù. Gesù era figlio di Dio, era tutto amore. Allora devi amare, devi imparare tutti i punti dell’arte di amare. Più ami, più sarai santo». Gabriel ha annuito convinto. A tutti la presidente, nei saluti finali, ha confidato: «Vi ripeto il mio grazie. L’augurio è che la vostra vita di testimonianza del carisma dell’unità trasformi sempre più gli ambienti in cui vivete per contribuire come Movimento a rinnovare il Messico». Il silenzio nella sala era profondo, le teste annuivano. La nuova frontiera li aspettava. Poi l’esplosione del folclore. Ma descriverlo è arduo. Meglio venire in Messico. di Paolo Lòriga, inviato
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2 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Segno profetico o goccia nell’oceano? Nelle varie latitudini del pianeta si incontrano ammirevoli iniziative sociali, anche ad opera del Movimento dei focolari, che fanno sorgere quel dubbio. Oltrepassare il cancello d’ingresso della scuola Santa Maria e apprezzare anche solo lo sforzo organizzativo ed economico – in un’area rurale fatta di povertà, siccità, piedi nudi – pone inevitabilmente quella domanda. La scuola, situata a poche centinaia di metri dalla cittadella dei Focolari “El diamante” distante 50 chilometri da Puebla, è un’avventura educativa ormai consolidata, dopo vent’anni di esperienza. Tanto che può già vantare tre ex studentesse, poi laureate ed ora tornate come docenti. E ben altri sono gli effetti, quando un progetto educativo guarda alla persona nella sua dimensione integrale. Occhi bassi, senso d’inferiorità, sfiducia in se stessi, fatalismo connotano la vita della popolazione nei confronti delle classi sociali superiori. A Santa Maria invece i bambini ti guardano negli occhi in un rapporto aperto e paritario, senza nascondere la propria condizione. «L’intento – ci spiega Maria Teresa Sànchez, una delle coordinatrici della scuola – è far prendere consapevolezza della dignità personale, valorizzando ciascuno e facendone emergere le potenzialità». Laura Romo, altra coordinatrice, aggiunge: «Sviluppiamo la creatività nella logica della cultura del dare, in modo da privilegiare la socialità e la cooperazione rispetto all’individualismo e alla competizione». Nei due decenni oltre 7.500 ragazzi hanno ricevuto quest’educazione scolastica e una formazione umana e civile che sta influenzando l’ambiente e le famiglie di origine, troppo spesso piagate dall’alcolismo del padre e dalla violenza verso moglie e figli. Tra tutti quegli allievi, 110 sono arrivati al traguardo della laurea e ora, divenuti insegnanti, ingegneri, avvocati, non dimenticano quanto ricevuto, tanto che è attiva una rete tra ex allievi. L’esperienza a Santa Maria, ad onore del vero, ha pure contribuito alle scelte di una vita di donazione: due in focolare, una in convento, uno in seminario.
Anche senza laurea, tutti gli altri si sono fatti strada, portatori di una nuova socialità. Una cultura che incoraggia le ragazze a rompere con la tradizione di studiare lo stretto indispensabile e vivere in uno stato di sudditanza. Sono 404 gli studenti che quest’anno popolano le aule, dalla scuola materna al liceo. Le bambine più piccole, elettrizzate per l’avvenimento, saltano come grilli con in mano i luccicanti pon-pon rossi. L’arrivo di Giancarlo Faletti al complesso scolastico apre i festeggiamenti per la sua visita. Sono presenti un buon numero di genitori. Qua non si parla tanto del corpo docente, quanto di una comunità educante, dove pure i genitori sono chiamati a responsabilità, curando l’igiene, l’abbigliamento, l’educazione dei figli e seguendo un corso della scuola per accompagnare i propri ragazzi. Un impegno, questo, che non tutte le coppie desiderano assumere, ma che costituisce un fattore che regola l’acceso o la permanenza alla Santa Maria. 180 sono gli allievi che beneficiano del sostegno a distanza attivato dall’Azione per Famiglie Nuove onlus, dei Focolari, ma anche i loro genitori sono chiamati a contribuire alla retta scolastica in modo che siano responsabilizzati, nella logica della reciprocità che qui è presente. Ed infatti i papà hanno risposto in vario modo, costruendo la recinzione dell’intera area e pavimentando alcune parti esterne degli edifici. Giancarlo Faletti, dopo aver seguito danze folcloristiche, canzoni e interventi di dirigenti e insegnanti, ha espresso la sua ammirazione senza mezze parole: «La presidente Maria Voce avrebbe gioito profondamente se avesse potuto essere qui. Siete un esempio e uno stimolo per il vostro Paese. Siete un grande dono. C’è una grande e feconda alleanza tra scuola, genitori e istituzioni che permette di sviluppare il meglio di questi allievi». Vent’anni fa, con la generosità di tante famiglie, fu comprato il terreno. L’Associazione mondo unito del Lussemburgo finanziò la costruzione di tutto il complesso. Segno profetico o goccia nell’oceano? Di Paolo Lòriga, inviato (altro…)
1 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Bagnata da due oceani e attraversata dalle Ande, la Colombia è un vero giardino di 1.141.748 km2 verso l’estremo nordoccidentale del Sudamerica. Spiagge sui Caraibi, foresta amazzonica, moderne città, fiori, oro, petrolio, smeraldi ed energia da esportare, arte e cultura, la rendono una nazione piena di ricchezze. Ma è la sua gente, tenace, piena di gioia ed iniziativa, il vero tesoro di questa nazione che ha preso il nome da Cristoforo Colombo. La storia del Movimento dei focolari in queste terre inizia a Bogotá, metropoli colta e moderna con più di 9 milioni di abitanti, che si stende su un magnifico altopiano a 2.600 metri. Durante il Congresso Eucaristico del 1968 Lucero – giovane scout – mentre svolge il servizio d’ordine, incontra Padre Sotelo, francescano, che come regalo le consegna un libretto che Chiara Lubich ha scritto per i giovani del Movimento: “Tappe gen”. Affascinata, inizia – assieme ad altre ragazze – l’avventura che quelle pagine propongono. La loro vita parla ed altri si sentono attirati. Nel frattempo, a Medellín, industrializzata e in continua trasformazione, P. Luis Bonilla – salesiano – tra le pagine della rivista Ciudad Nueva pubblicata in Argentina, scopre quella vitalità evangelica tanto cercata. Da quel momento percorre le case del suo quartiere annunciando “l’Ideale” che ha trovato. Inizia un rapporto epistolare con la redazione e mesi dopo arriva Anna Sorlini, focolarina italiana, che da lì in poi seguirà con viaggi e corrispondenza, le nascenti comunità.

Marita Sartori (al centro)
Nel 1972 nasce il primo “focolare” e nel 1976 un secondo. Da qui parte questo spirito evangelico verso 12 nazioni latinoamericane – dal Messico fino al Perù – riscontrando dappertutto una risposta entusiasta. Tra i protagonisti di questa storia c’è Màrita Sartori, focolarina trentina della prima ora, che ha vissuto in Colombia dal 1973 al 2002 e Carlo Casabeltrame, piemontese. In quegli anni Monsignor Libardo Ramirez partecipa ai primi incontri di vescovi amici dei Focolari, e porta la spiritualità dell’unità ad Armenia, la sua Diocesi. Con l’arrivo di Don Agostino Abate, nasce il focolare sacerdotale. Religiose e religiosi, trasferiti in diversi posti, comunicano questa spiritualità e nascono comunità nel Valle, Huila, Santander, Nariño, Atlántico, Chocó, Antioquia, e Cundinamarca. Sorge anche un’edizione colombiana del giornale Ciudad Nueva. Dal punto di vista socio-politico ed economico la situazione del Paese diventa sempre più difficile: oltre all’indice di povertà (più del 48% della popolazione) che genera lotte armate e guerriglia, si aggiunge il narcotraffico con ogni tipo di violenza e migrazioni forzate.
Le comunità del Movimento si sentono continuamente interpellate da questa situazione. Per dare una risposta, Chiara Lubich propone nel 2002, che i Focolari in Colombia sviluppino in modo particolare quella politica e quel diritto nuovi che nascono dalla spiritualità dell’unità. È una tappa importante nello sviluppo del Movimento in questo paese. Attualmente la sede del Movimento si trova presso il “Centro Mariapoli Gioia”, a Tocancipá (a 50 km da Bogotá), centro di formazione ed irradiazione della spiritualità dell’unità in tutta la regione. Ci sono, inoltre, due “focolari” a Bogotá e altri due a Medellín. Sono nate diverse opere sociali, come il “Centro Sociale Unità” al sud della capitale, la “Scuola Sole Nascente” a Tocancipá, i programmi di solidarietà a distanza a Medellín e a Bogotá, e alcuni progetti accademici e di sviluppo a partire dalla fraternità come categoria politica. Si stima che i membri e aderenti del Movimento in Colombia siano circa 6.500. Visita la pagina di Focolare Worldwide Colombia! (altro…)
1 Apr 2012 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
In Messico non si bada a sforzi quando di accoglienza si tratta. Sono veramente imbattibili. Una caratteristica millenaria che esprime una cultura generosa, gioiosa e accogliente. Così è stato anche per Giancarlo Faletti, copresidente del Movimento dei focolari in visita per la prima volta alla cittadella “El diamante”, 50 chilometri distante da Puebla e 170 a sud-est di Città del Messico. Gli oltre trenta metri del marciapiede centrale che attraversa l’elegante cortile interno dell’edificio principale erano ricoperti da disegni coloratissimi di segatura. Un autentico capolavoro! Poco prima, un centinaio di persone, compresi i bambini della scuola S. Maria, che hanno suonato e cantato, aveva tributato un artistico benvenuto all’arco d’ingresso della cittadella. Qui balza subito agli occhi la bellezza e la varietà delle piante, delle aiuole e delle abitazioni, ma quel che colpisce è la cura del dettaglio. Lo si vede visitando i laboratori della pasticceria, le sedi dell’azienda dell’artigianato, della falegnameria e l’atelier del centro artistico. Sono 55 gli abitanti, e tanti altri che vi trascorrono un periodo di formazione. Fra questi anche i giovani, che hanno dato il benvenuto e scherzato con Giancarlo Faletti. Nella loro abitazione, punto di riferimento per i coetanei dell’area circostante, un’inattesa armonia degli ambienti (coniugata con la tecnologia), manifesta il loro stile di vita. Anche all’aeroporto si era espresso subito l’animo messicano nei riguardi dell’atteso amico. Nella sala degli arrivi, le persone della comunità dei Focolari, con tanto di striscione benaugurante, avevano richiamato la curiosità dei passeggeri in transito e suscitato un applauso generale. Ne è venuto fuori un abbraccio dolce e delicato, molto gradito dal co-presidente, conoscendone la ritrosia ai riflettori. Prima di giungere alla cittadella, in cui si tratterrà sino a lunedì per incontrare una buona parte delle persone dei Focolari in Messico, Giancarlo Faletti ha voluto compiere una sorta di viaggio per entrare nella cultura, nella storia, nell’arte e nella religiosità di questo popolo, che conta oltre 110 milioni di abitanti ed è il Paese più popoloso di lingua spagnola. In questo orizzonte, come prima tappa, la visita al museo antropologico della capitale, in cui la ricchezza delle aree espositive ha aiutato a scoprire il patrimonio immenso che sottosta al Messico d’oggi e che permea la vita delle diverse popolazioni che lo compongono. Il cammino d’inculturazione ha toccato anche la dimensione ecclesiale, in virtù dell’incontro con una trentina di sacerdoti che vivono la spiritualità dell’unità e con cui Faletti ha tessuto un dialogo sugli effetti del carisma vissuto nella vita presbiterale e nella costruzione della comunione nella Chiesa. Poteva mancare la Morenita in un tale percorso? Ed ecco la visita al santuario della Madonna di Guadalupe accompagnato da una trentina di persone. Ma qui si apre un capitolo di rilievo. Ed è meglio riferirne a parte. Di Paolo Lòriga, inviato (altro…)
1 Apr 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Ha più di dieci anni l’asilo Jardín Feliz, seme dell’attuale scuola “Sole Nascente”. Con la sua creazione la comunità dei Focolari di Tocancipá (Colombia) ha cercato di rispondere ad una necessità concreta ed urgente della popolazione locale: aiutare i bambini che non hanno la possibilità di frequentare l’asilo a causa della condizione sociale delle famiglie, ed eliminare così le barriere che li mantengono emarginati e nella povertà.
All’inizio si era pensato ad un aiuto economico, ma presto ci si è resi conto che il denaro donato, pur essendo effettivamente utile per la famiglia, non sempre veniva utilizzato direttamente a favore dei bambini. Ciò ha portato a fondare un asilo, in modo che fossero veramente i bambini i diretti beneficiari degli aiuti. Dopo il primo momento in cui l’asilo ha funzionato in maniera piuttosto informale, gli stessi genitori, vedendo i progressi dei bambini, hanno proposto di trasformare l’asilo in una struttura riconosciuta dall’autorità municipale. Così, nel 1999, si è dato inizio ufficialmente all’asilo Jardín Feliz. La prima classe era composta da 26 bambini di 4 anni ed era ospitata in una stanza del Centro Mariapoli Alegria, centro del Movimento dei Focolari presente da diversi anni a Tocancipà. L’iniziativa è andata crescendo e, con gli anni, dopo l’asilo, si è vista la necessità di continuare la formazione scolastica dei bambini aprendo anche la scuola elementare, battezzata da Chiara Lubich con il nome “Sole Nascente”. Fin dall’inizio si è cercato di dotare la scuola di una sede propria e grazie all’aiuto di diverse persone e alle donazioni di privati, è stato possibile l’acquisto del terreno per la costruzione. Attualmente la scuola “Sole Nascente”, oltre alle elementari offre anche la formazione secondaria – le medie superiori – e conta 308 alunni tra bambini e ragazzi che vanno dai 3 anni ai 15 anni. Oltre a dare una istruzione scolastica adeguata, si punta a formare persone sensibili ai valori della solidarietà, della pace e dell’ecologia e a radicarli positivamente nella società in cui vivono. La scuola ha funzionato finora con il sostegno delle famiglie degli studenti e con l’aiuto del programma di Sostegno a Distanza del movimento Famiglie Nuove. (altro…)